EDITORI IN FIERA – LIETOCOLLE
Sento da più parti incolpare la figura-tipo del “lettore-bue” per il successo di certa spazzatura. È ovvio che se la gente non li comprasse certi libri non farebbero tanto successo, ma è altrettanto vero che spesso, accanto a una pletora di perle di sterco, mancano completamente proposte alternative di livello più elevato, e chi le porta avanti è addirittura penalizzato: non tanto dal lettore che ne ignora l’esistenza, quanto dagli operatori culturali.
Il lavoro della scuola dovrebbe essere quello di stimolare curiosità e senso critico del giovane lettore, non oberare un adolescente di norme inutili, pensate solo per piegarne la volontà in vista di un futuro inquadramento. Il lavoro dei librai dovrebbe essere quello di premiare la varietà, la possibilità di scelta, non solo la quantità, e quello dei giornalisti e dei critici segnalare titoli e collane di pregio, non fare marchette. Inutile dire che il compito dello stato sarebbe quello di promuovere e supportare le biblioteche, anziché tassarle.






