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Monthly Archives: ottobre 2008

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Economie canaglie

Economie canaglie

Oggi vi segnalo il blog di Loretta Napoleoni, lanapoleoni.splinder.com. Non è un blog letterario, ma contiene interventi molto interessanti da leggere e commentare con l’autrice.   Loretta Napoleoni è definita da wikipedia “tra i massimi esperti mondiali di terrorismo”, e i suoi studi vertono principalmente sui lati economici e finanziari dei terrorismi: che non sono solo quelli dei vari Bin Laden, ma vere e proprie azioni di stato, o tattiche di un’economia “canaglia”, che depreda popolazioni intere in nome degli utili. La Napoleoni è autrice di “Al Zarqawi” (Tropea, 2006), “Terrorismo spa” (Il Saggiatore, 2008), “Economia canaglia” (Il Saggiatore, 2008)

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Caccia a un senso a tutto questo

Post domenicale d’eccezione per raccontarvi la mia (dis)avventura alla “Caccia alle librerie” di ieri. Partita con annunci alla ingegner Cane che parlavano di 10.000 libri in palio e 100 libri ai primi 100 partecipanti, la “caccia al tesoro nelle librerie d’Italia” si è persa in un pessimo coordinamento, e alla fine ha avuto luogo grazie alla buona volontà e al lavoro dei librai. I partecipanti erano otto, le librerie che hanno aderito solo quattro: Il Libraccio di via Candiani, il Libraccio di via Arconati, il Libraccio di via Solferino e la Libreria Mahler di via Conchetta. Tutte si sono distinte

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Coglioncioni

Linko un intervento di Dario Fo per Articolo21, in cui il nostro Nobel esprime vicinanza e sostegno a Roberto Saviano e dice a voce alta quello che pensiamo un po’ tutti: che certa gente è un po’… coglionciona. Dario Fo ha parole, per Saviano, che non riguardano solo il suo impegno civile ma anche quello letterario: A mio giudizio unisce un senso straordinario del racconto e della scrittura, che dà valore e peso alle notizie. Dà il senso della rappresentazione, un fattore importantissimo e difficilissimo in chi scrive. Wu Ming 1 scrive: Ma se questo libro fosse stato semplicemente un reportage,

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Buon appetito!

Venerdì scorso sono stata a pranzo in un piccolo ristorante vicino Fontana di Trevi, il Papyrus Café. Ve lo segnalo perché, oltre a essere molto carino e a offrire un menù invitante, ha una particolarità che piacerà ai lettori: ci sono ovunque scaffali pieni di libri che si possono prelevare e leggere durante l’attesa o mentre si mangia (naturalmente evitate se siete in compagnia…). La selezione dei libri è un po’ limitata (solo quelli delle case editrici Minimum Fax, E/O, Nottetempo e un’altra che non mi sovviene), ma l’idea è molto carina e vi consiglio, se passate da quelle parti,

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Ipse dixit

Io non posso garantire nulla sui risultati della scrittura, ma posso garantire che dai miei corsi usciranno dei lettori migliori, più scaltri, esigenti e raffinati, dunque pronti a scrivere con maggiore consapevolezza.   Laura Lepri, da “Come diventare scrittori – Il boom dei corsi in Italia” di Paolo Di Stefano

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On writing

On writing

“Sullo scrivere”. Autore: niente meno che Stephen King – o Stefano Re che dir si voglia -, il Maestro del Brivido che ha al suo attivo anche questo celebre e appassionante trattato sullo scrittore e sui suoi strumenti. Elena lo ha letto,  lo ha recensito e ne ha cavato un’equazione, una citazione e una tiratina d’orecchie a certe scorciatoie che magari vanno bene per un maestro, ma  di certo si confanno meno ai suoi numerosi emuli. Leggete e capirete.   Il Re del Brivido, come suo solito, non ama i mezzi termini e parla con franchezza: dal dato di fatto

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All’IPER dell’est, per due soldi…

All’IPER dell’est, per due soldi…

Sabato scorso siamo andate al PisaBookFestival, la fiera della piccola editoria che negli anni scorsi ha ricevuto molti giudizi positivi.  Mi dispiace dire che è stata una delusione. I motivi sono diversi ma hanno origine da un errore di base: la volontà di privilegiare la quantità e i numeri alla qualità e alla nicchia. La fiera si è sempre svolta nel centro storico di Pisa: già questa era una ragione sufficiente per andarci! Quest’anno, invece, è stata spostata fuori città, in un outback cementificato posto tra una ribalta di mezzi pesanti e il mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Recinti di ferro, piazzali di cemento

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Il sonnellino della ragione

Gela è una città della Sicilia meridionale che conta la bellezza di 80mila abitanti. E 0 librerie. Zero, avete letto bene. La città ha anche una storia difficile, segnata dal racket e da una sanguinosa guerra di mafia che l’ha resa un luogo famigerato. La notizia dell’assenza di librerie è rimbalzata su vari blog e siti ed è stata ripresa anche dal Corriere.it. Sul sito del Comune di Gela possiamo verificare l’esistenza di una biblioteca comunale di antica fondazione e un catalogo non piccolissimo, circa 28.000 volumi. Però è un fatto che anche le librerie commerciali hanno un ruolo culturale importante (le biblioteche

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Ne uccide più la penna che il guantone

Ne uccide più la penna che il guantone

Con la sua inchiesta “Gomorra”  lo scrittore Roberto Saviano ha portato l’attenzione pubblica sul dramma di una terra devastata dai propri legami collusi con la camorra, incapace di reagire allo sfacelo, sociale e civile, a cui si è consegnata – ed è stata consegnata – da uno stato assente nel bene e nel male. Sappiamo tutti come la vita di Saviano sia cambiata da quando “Gomorra” è stato pubblicato. Oltre a dover vivere sotto scorta a causa delle minacce dei camorristi da lui citati nel libro, Saviano è stato costretto a confrontarsi con una bestia ancora peggiore, di nome invidia,

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Ministoria del giallo

È online un breve articolo sul genere giallo e le ragioni storiche e sociali  della sua nascita e del grande successo che ha sempre riscosso. L’argomento è complesso e ho scelto di parlarne in modo quasi umoristico, con una minirassegna degli elementi più importanti. Spero di non aver dimenticato troppo, in caso contrario potete aprire il fuoco nei commenti. Il giallo nasce quasi in contemporanea al romanzo “classico”. Il suo sviluppo procede parallelo e cammina nelle fogne delle città borghesi, nelle nubi di smog da combustione di carbone, tra gli slum sovrappopolati e gli ex-contadini espropriati col posto in fabbrica