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Diventare scrittori

Non fatevi ingannare dal titolo un po’ strillato e se potete leggete questo piccolo, istruttivo manuale ripubblicato dalla Sperling&Kupfer al momento giusto. Non vi si parla di scrivere bene, o di pubblicare o di vendere, ma di diventare scrittori. Ovvero, mettere in atto comportamenti e propedeutici (non solo letterari, ma anche psicologici) per affrontare la scrittura seriamente e proseguire a lungo con risultati sempre migliori.

 

Che vuol dire, agli occhi degli altri, essere uno scrittore? Quali sono i rischi del dirsi artista, e dell’assumerne le pose esteriori? Quali sono i trucchi per aprire i rubinetti della creatività, base di ogni buona storia? Quali invece per gestire l’ansia e i problemi emotivi collegati alle aspettative verso il proprio lavoro? La Brande fornisce risposte chiare e qualche regola da seguire, che contiene il sano pragmatismo di altri tempi e prevede una buona dose di fatica.Leggi la recensione

Il manuale è vecchiotto, ma la cosa in questo caso è una qualità positiva. Qui abbiamo un allenatore vecchio stampo, che prima di mettervi i guantoni vi fa correre un’ora nella neve; prima di insegnarvi le tecniche di arti marziali vi fa ridipingere lo steccato… ma alla fine del film potrete gonfiare a sangue i fighetti delle altre scuole di scrittura. Metaforicamente parlando, eh.

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4 Replies to “Diventare scrittori”

  1. utente anonimo ha detto:

    Buoni scrittori sono coloro dotati di ottima sensibilità. Gli altri sono scrivani. Insegnare a scrivere dunque significa insegnare a mettere in fila parole in maniera ordinata, non a sviluppare concetti. E' come la scuola ordinaria, essa non dà strumenti quanto sentenze, in puro (?) stile conservatore.
    Corretto sarebbe dire: caro amico, ti insegno a tenere la penna in mano, a scrivere, poi, ci pensano la tua mente e il tuo cuore. Diventare scrittore è durissima, se si rispettano i principi civili e culturali che contano (quelli che ti fanno evolvere, emancipare).

    Saluti, Dario Lodi  

  2. giuliaS83 ha detto:

    Salve Dario,
    grazie per il commento.
    La sua opinione, mi sembra, ricalca la diffusa convinzione che per essere scrittori "basti il talento". Da editor che lavora da tanti anni con scrittori esordienti e inesperti, la mia convinzioneè che no, il talento non basta e la sensibillità non è tutto. Ho letto molti manoscritti dotati di buone idee e grande sensibilità, ma senza nessuna tecnica: che non vuol dire fredda teoria o "senso comune tirannico", ma abilità di saper dire le cose che si vogliono dire. Quest'ultima abilità non si ottiene per diritto divino e non è presente nel DNA, ma si impara con tempo ed energie, e possibilmente buoni maestri, e porta al "saper scrivere bene". Saluti!

  3. Matteo ha detto:

    Grazie per la recensione, insieme ad altre ha attirato la mia attenzione. Ora il problema sta nel trovare il libro, esaurito ovunque! Consigli ?

  4. Studio83 ha detto:

    Salve Matteo, benvenuto e grazie del tuo commento.
    Io il libro l’ho pescato in biblioteca, quindi il mio consiglio principale è quello di recarti alla biblioteca pubblica più vicina a casa tua e fare una richiesta. Per evitare perdite di tempo, puoi cercarlo da casa, basta che digiti si Google “Opac biblioteche [e il nome della tua regione]” e dovrebbe apparirti una schermata di ricerca tramite la quale puoi cercare il titolo nel catalogo regionale e scoprire dove è reperibile. Se lo è in qualsiasi biblioteca della tua regione, la biblioteca più vicina a casa tua può farselo arrivare tramite il prestito interbibliotecario.
    Nel caso disperato in cui il testo non ci sia in bilboteca, prova tramite i portali online di vendita di libri usati. Io uso comprovendolibri.it, che è molto ben fornito.
    Ciao e a presto!

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