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La letteratura sale sul tram (ma anche no)

Dal 27 settembre 2010, i cittadini milanesi che prendono il tram sulle linee 9 e 14 potranno ingannare il tempo con un “assaggio letterario” gratuito. Si tratta della Book Preview, un’iniziativa lanciata in collaborazione con l’Azienda dei Trasporti di Milano, che ha fatto installare, accanto alle obliteratrici, dei piccoli “dispenser” contenenti il primo capitolo di due opere (Povera Piccina di Patrick Dennis e La Psichiatra di Wolf Dorn, rispettivamente editi da Adelphi e Corbaccio). La riduzione sarà una fedele riproduzione delle caratteristiche del libro originale, che i lettori, se interessati – si osserva nell’articolo pubblicato sul sito della stessa ATM – potranno acquistare in versione integrale in una delle grandi librerie che, casualmente, si trovano proprio sul percorso dei due tram. Gli assaggi letterari verranno sostituiti di settimana in settimana con altri romanzi di recente pubblicazione.

Insomma una bella trovata, sì, anzi: una grande trovata – pubblicitaria – a cui naturalmente hanno già aderito alcuni dei maggiori gruppi editoriali italiani. Con le perplessità di quei barbosi conservatori – come me – che vedrebbero più di buon occhio, che so, un oceano di biblioteche pubbliche a distribuzione capillare, dove la cultura sia davvero free e accessibile a tutti, non solo a chi ha soldi, tempo e voglia di mettere mano al portafogli. Mi sembra abbastanza triste far passare trovate commerciali come questa per “stimoli alla lettura” o “diffusione della letteratura”, che si trova su tutt’altro pianeta.

Segnalo allora un altro articolo apparso su Repubblica (Torino), in cui si denuncia il taglio netto dei fondi alle sedici biblioteche civiche, con il conseguente blocco totale dei nuovi arrivi, e concludo dicendo… Se proprio l’iniziativa del dispenser letterario dovesse proseguire, non sarebbe carino – tanto per la gloria – dare un po’ di spazio anche a qualche piccola casa editrice di qualità? Oh, giusto perché siamo qui per diffondere la letteratura e stimolare la lettura.

3 Responses to La letteratura sale sul tram (ma anche no)

  1. Vlad72 says:

    a Milano, proprio l'ATM da un po' di anni sostiene l'iniziativa "subway letteratura", legata a un concorso per giovani under-35, con cui si sono sempre distribuiti dei volumetti effettivamente completi, effettivamente free, effettivamente di giovani autori da valorizzare.
    invece, questi primi capitoli, cos'hanno di nuovo rispetto ai primi capitoli che già da parecchio tempo, come forma di promozione, altri editori fanno trovare in formato 10×15 nei raccoglitori delle cartoline promo?
    pensassero a farmi trovare l'88 e l'84 quando dice l'orario, anziché buttare il tempo ad appiccicare l'etichetta "novità" su un'idea già stantìa.

  2. Sottoscrivo, cara Elena. Purtroppo la visibilità della trovata commerciale – e mi vede d'accordo pure il parere di Vlad – è appannaggio delle cordate editoriali più potenti, che se lo possono permettere. Dovremmo fare come i francesi che, a costo di venir etichettati come nazionalisti, danno molto spazio alle loro produzioni (Dennis e Dorn, citati, non sono certo autori nostrani) e divulgano pure un'editoria piccola e media di nicchia.
    Sob!

  3. giuliaS83 says:

    Ciao Vlad e Alberto, grazie per i vostri commenti.
    Conosco bene l'inizativa Subawy ed è ben diversa da questa squallida trovata pubblicitaria… tanto più che il libricino con l'estratto del volume pubblicizzato è un gadget che le case editrici (quelle che possono permetterselo, almeno) producono in grandi quantità e non vedono l'ora di smerciare, come fa anche notare Vlad. Spero almeno che l'ATM si sia fatta pagare qualcosa, al pari di come fa per le affissioni pubblicitarie.
    I talenti da valorizzare andrebebro prima individuati e messi in condizione di lavorare e di avere una voce. Cosa che, ahimé, è rara quanto la loro promozione.
    Però la chiamano "promozione della lettura". Ci pigliano pure per il culo, manipolano parole e slogan perché qualcuno -le istituzioni, le realtà pubbliche – permettono loro di farlo.
    Mah.

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