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Ebook, testo virtuale e scrittura infinita

La rivoluzione digitale degli ebook non riguarda solo il supporto, o la lettura: coinvolge in grande parte anche la scrittura, l’atto dello scrivere e il lavoro dello scrittore.

Infografica: gli ebook salveranno l’editoria in Italia?
La mia risposta è “no”, la vostra?

Durante “Halloween in biblioteca”, la nostra serata dedicata a “I Ritornanti”, abbiamo parlato anche di questo (oltre che del self-publishing VS pubblicazione indipendente): cos’è un ebook e cosa cambia dal lato “scrittura e produzione di testi”?

Il nostro relatore Zop è un grande esperto di ipertesti e ci ha fornito qualche interessante chiave di lettura. Dopo una breve introduzione su cos’è nei fatti un ebook ha consigliato un testo per capire: “L’Ipertesto e il futuro della scrittura” di Landow.

La tesi principale di Landow è che in diverse aree della cultura contemporanea sia in atto una tendenza di trasformazione della pratica della scrittura […] La concezione di ipertesto che Landow ha in mente sembra avvicinarsi a quello che abbiamo chiamato iper-biblioteca, un ambiente telematicamente distribuito, unico per tutti gli utenti, dove ciascun utente può essere scrilettore a pieno titolo, e lasciare tracce visibili da tutti gli altri utenti della rete.

Bruno Bassi dal suo saggio su Landow

Nel video tratto dalla serata di presentazione, qualche estratto dalla discussione che ha coinvolto anche il pubblico e che si è conclusa con un sorriso!

Ebook e scrittura digitale

Molto interessante a mio parere il concetto di “testo aperto” che rischia di diventare “testo infinito” che si scrive, si corregge, si modifica, si riscrive. Una situazione paradossale che come editor, più che come scrittrice, mi trovo spesso a fronteggiare sia nel corso di semplici valutazioni che di editing più articolati.

Nonostante noi di Studio83 consigliamo caldamente (ovvero sotto minaccia fisica!)  di lasciar decantare i propri testi , mi sono trovata spesso a lavorare con autori incapaci di terminare la scrittura, anche solo mentre noi li stiamo leggendo!

Ecco quindi un post “Nuovo e Utile”, proprio come il blog dal quale è tratto, che suggerisce “Cinque cose da fare per rifinire un lavoro creativo“: sì, rifinire.

Non si può rifinire qualcosa se prima non lo si è finito.

Attaccare con il lavoro di rifinitura è un trucco abbastanza efficace per cominciare a prendere le distanze dal proprio testo e per prepararsi all’addio. E l’ultimo consiglio: “chiedersi quanto somiglia al lavoro iniziale” somiglia molto a un bilancio.

Bilancio che ci può aiutare a guardare le cose in prospettiva per lasciar andare il proprio lavoro… e dedicarsi all’idea per il prossimo. Con l’aiuto degli ipertesti, ovviamente!

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