menu

Seconda Regola del Successo per Scrittori: Obiettivi Realistici!

Ciao! Eccoci al nostro appuntamento con “Le Regole del Successo per Scrittori”.

regoleIl primo post della serie:  Le sette regole del successo… per scrittori!
Il secondo post: Prima Regola del Successo per Scrittori: Sii tenace!

Parliamo oggi della Seconda Regola del Successo secondo il lit-blogger James Scott Bell (che ho scelto di citare perché ha elencato una serie di buone abitudini decisive per una scrittura proficua sotto più punti di vista): prefigura obiettivi accessibili e realistici.

Dopo una digressione sulla tenacia, è ora di pensare a come dirigere questa splendida virtù, al momento dell’azione. Dice un proverbio:

sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Dunque anche la costanza più fervida e pervicace può trasformarsi un in’arma a doppio taglio. Quando?

  • Come da proverbio: se perseveriamo in qualcosa che non ci porta da nessuna parte o che ci danneggia.
    Un esempio: gli autori che nei blog rispondono male ai loro critici, ancora e ancora, innescando flame che sono deleteri per la loro immagine e fanno scappare a gambe levate i potenziali lettori. Tenacia autolesionista!
  • Disperdiamo il patrimonio della nostra tenacia quando disperdiamo le nostre azioni in mille piani che non sappiamo bene a cosa ci conducono.
    Esempio da manuale: mi apro profili su tutti i social, creo un blog per ogni racconto che ho scritto, esploro i forum, mi iscrivo ai gruppi di scrittura, stampo qualcosa e lo do a mia zia, stampo qualche altra cosa e vado alla Fiera di Torino fermandomi a tutti gli stand… anche se sei milionario e scrivere è ora la tua attività full time, così non otterrai nulla lo stesso.

Ecco quindi che si rende necessario un piano. Un piano con quanti più dettagli possibile, che deve partire da alcuni punti fermi.  Si parte da quello che vuoi ottenere.

La differenza tra un sogno e un obiettivo è semplicemente una data.
Walt Disney

In un post che Bell cita a sua volta, e che lo ha ispirato su questo tema, sono discussi alcuni obiettivi mal posti, come:

  • voglio diventare un’autorità riconosciuta nel mio campo
  • voglio avere più soldi per far fronte ai miei oneri finanziari
  • voglio fare una vacanza di lusso con la mia famiglia ogni anno

Sentiamo Bell:

Il problema di questi obiettivi è che non sono specifici, sono vaghi, e non sono nemmeno troppo realistici. Se ad esempio lavoro a salario minimo, forse la vacanza di lusso non è alla mia portata almeno per l’anno in corso.

I veri obiettivi sono quelli per i quali possiamo agire. “Voglio diventare un autore best seller del New York Times” non è un obiettivo, è un sogno. Non puoi premere un bottone e farlo succedere. Però puoi agire per diventare uno scrittore più bravo. Puoi decidere di impiegare 30 minuti al giorno ad esercitarti e un’ora a settimana per ideare nuovi progetti. Meglio ancora, puoi pianificare un numero di battute settimanali che devi scrivere. Queste sono azioni sotto il tuo controllo, che puoi misurare.

Anche “fare lo scrittore” è una definizione che non dà reali comandi al tuo cervello. Inoltre, è trita e ritrita, e se non la adatti specificatamente a te rischi di lasciarla al senso comune e di far sì che qualcun altro definisca lo standard al posto tuo.
(È il caso della triste querelle che si ripropone all’infinito, ovvero: “gli autori in erba non sono veri scrittori! Sono gente che scrive, al massimo scriventi, quindi giù la cresta!” Molti autori esordienti che leggono sciocchezze simili vivono un brutto scoraggiamento e reagiscono male: mollano,  o peggio cercano di elevarsi svalutando tutto il resto, in una spirale di disprezzo. Questo perché lasciano in mano agli altri il significato di “fare lo scrittore” senza elaborarne uno alla propria portata.)

Un “obiettivo ben formulato”invece ha delle caratteristiche ben precise. È molto più che “realistico”. Ti aiuta a elaborare un metodo: e quando segui un metodo, acquisisci l’abilità di creare e seguire un percorso coerente, utile ed efficace.

Di post e articoli sugli obiettivi è pieno il web. Ma tutti, o quasi, mutuano dalla PNL la definizione di “obiettivo ben formulato”. Non troverai facilmente questi concetti in altri post oppure online, perché sono la base di molta letteratura e si trovano espressi così chiaramente solo sui manuali e nei corsi specialistici!

Per essere ben formulato, un obiettivo deve essere:

  1. Espresso in positivo.
  2. Specifico.
  3. In grado di descrivere il risultato finale.
  4. In armonia con te.
  5. Misurabile.
  6. Sotto il tuo controllo.

1. L’obiettivo deve essere espresso in positivo perché il cervello funziona con le affermazioni, non con le negazioni. I “no” sono dei veri e propri stop neuronali che non servono a procedere, ma solo a fermarsi. In alcuni casi, non vengono nemmeno recepiti e ci troviamo con un comando che è il contrario di quello che vogliamo: “Non pensare all’elefante!”

2.L’obiettivo deve essere specifico perché più stringi, più sai come muoverti. “Fare lo scrittore” può essere “stretto” con “pubblicare online almeno un racconto entro il 31 dicembre 2015”. Suona diverso. Rende tutto meno drammatico!

3. Come descrivere il risultato finale? Ecco un altro segreto: il cervello funziona meglio con le immagini, piuttosto che con i concetti astratti. Quindi aggiungere dettagli a un’immagine è un’autostrada per quella situazione!
“Pubblicare” è meglio di “fare lo scrittore”. “Trasformo in racconto almeno tre delle trenta idee che ho sul taccuino, e contatto almeno venti blog per proporre di pubblicarlo mandando una sinossi e una lettera di presentazione ad hoc” è ancora meglio.

4. L’obiettivo deve essere in armonia con te. Se scrivi di malavoglia un pornosoftsadomaso perché le “50 sfumature” sono dappertutto… non vai lontano. Se mascheri quello che pensi perché “magari così sto simpatico a qualche lettore in più” starai probabilmente antipatico a tutti. Se scrivi perché quello che realmente vuoi è che il tuo nome appaia sui giornali, lascia stare la scrittura e cerca un nuovo record da inserire nel World Guinness Records.

5. L’obiettivo deve essere misurabile. La domanda chiave è: “come saprò di aver raggiunto il mio obiettivo? Cosa deve succedere?”
Come sai che “sei” uno scrittore?
Vuoi stabilire un certo numero di racconti pubblicati? Un certo numero di recensioni raggiunte? Un certo numero di lettori? Ti basta leggere anche solo una volta la parola “scrittore” accanto al tuo nome e saprai di poter passare all’obiettivo successivo?
Devi assolutamente rispondere a questa domanda.

6. Ultimo e cruciale nodo: l’obiettivo deve essere sotto il tuo controllo. In questo caso, stabilire un numero minimo di recensioni positive o di lettori adoranti non è una buona idea, a meno che tu non possa pagare qualcuno e poi dimenticartene.
Per quanto tu possa scrivere tanto e bene, alcuni editori potranno rifiutarti, i concorsi respingerti, i lettori ignorarti. Certo, il successo dei tuoi libri dipende anche da loro, da attori e scelte al di fuori del tuo controllo.
Ma la decisione di continuare e la scelta di godertela è tutta tua.
Io l’ho risolta così, e da quel momento qualcosa è cambiato e le circostanze esterne hanno iniziato a girare per il verso giusto.

Ma questa è un’altra storia.

Cosa ne pensi di questa definizione degli obiettivi? Sei in grado di creare il tuo obiettivo ben formulato e quindi un primo piano d’azione? Faccelo sapere nei commenti!

Se il post ti è piaciuto, non perdere il prossimo: La Terza Regola del Successo per Scrittori: Trovati un mentore!

Se vuoi rileggere il primo post della serie: Le Sette Regole di Successo… per Scrittori!

Qui la prima regola: Prima Regola del Successo: Sii Tenace!

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *