menu

Quarta regola del successo per scrittori: sii positivo!

Scrivere è un’attività solitaria e risponde a esigenze personali: tutti noi autori siamo spinti da motivi diversi e seguiamo pratiche diverse, spesso completamente opposte.

Se però ragioniamo in termini di successo, le cose cambiano: ci sono alcune regole che faremmo bene a seguire, per rendere la nostra esperienza con la scrittura un’attività felice, piena di soddisfazioni e che ci porti ad arricchire la nostra vita da tanti punti di vista.

Lo scrittore e blogger James Scott Bell ha individuato sette regole del successo: a partire da un’analisi orientata su persone che sono diventate ricche e si sono fatte da sole, ha adattato le stesse pratiche anche al caso di chi scrive.

Ne abbiamo parlato qui sul blog con una serie di post dedicata proprio alle sette regole di successo per scrittori. E ho proposto la traduzione integrale del post di Bell “Le sette regole del successo per scrittori” sul mio blog L’arte di scrivere felici.

regole

Abbiamo imparato che per avere dei buoni risultati è importante essere tenaci, sia dal punto di vista pratico che da quello psicologico e spirituale, nel post: Prima regola del successo per scrittori: Sii tenace!

Lavorare su se stessi per darsi degli obiettivi realistici è altrettanto importante: per impostare un percorso che ci porti da qualche parte e realizzi le nostre mete. Seconda regola del successo per scrittori: Obiettivi realistici!

Inoltre, trovarsi un mentore, un bravo insegnante e una figura di riferimento alla quale ispirarsi, imprime una bella spinta al nostro cammino e ci permette di viverlo in un contesto amico e in modo meno solitario. La Terza regola del successo per scrittori: Trovati un mentore!

La quarta regola del successo per scrittori, di cui vorrei parlare oggi, è quella che recita: sii positivo!

La positività è una virtù tra le più importanti: è in grado di migliorare profondamente la nostra vita sotto ogni punto di vista. Allo stesso tempo, è un concetto travisato, banalizzato, venduto in audiocorsi e libri da tre lire che si fermano troppo spesso alla superficie delle cose.

Attenzione! Essere positivi e ottimisti è una cosa ben più profonda del sorridere a tutti, del dirsi “ce la posso fare!” cinque volte ogni mattina, del camminare con le spalle dritte e dell’ignorare gli insuccessi.

Essere positivi significa anzi contemplare la possibilità del fallimento. Di più: accettare, e non negare, la sofferenza, il dolore, il senso di perdita che spesso proviamo quando ci capita qualcosa di brutto o semplicemente frustrante.

Il punto è quello che accade prima e dopo questi brutti momenti. Quanto lavoriamo su noi stessi, sul nostro senso del contesto, sulla capacità di provare gratitudine quando le cose vanno bene.

Io penso che tutti dovrebbero studiare le formiche. Esse hanno una sorprendente filosofia in quattro punti. Non arrenderti mai, guarda avanti, sii positivo e fai tutto quello che puoi.
(Jim Rohn)

Il bravo scrittore, si sa, è attento ai dettagli per poter scrivere in modo accurato e vivido. Ma quanto è attento ai dettagli della sua stessa vita?

Anche gli scrittori hanno bisogno di essere grati, perché sono in grado di scrivere. E grati per l’opportunità di pubblicare. Inoltre, non devono svilire i compagni autori.

Credi nelle tue infinite scelte. Coltiva l’amore per la scrittura, quello che ti fece incominciare, in prima battuta.

Bell ci fornisce in queste poche frasi tanti spunti di riflessione. E come primo elemento di positività indica proprio la gratitudine. Un sentimento troppo spesso messo in secondo piano, ma in grado di rivoluzionarci la vita quando lo applichiamo alle cose di ogni giorno e alle piccole conquiste di ogni nostra pagina scritta. Proprio lì abbiamo il reale potere di fare qualcosa, in fondo.

Sono quindici anni che scrivo, dieci che lavoro come editor indipendente e la mia esperienza va tutta in questo senso: se ti comporti in modo corretto e con positività, cose buone arriveranno e le persone giuste ti aiuteranno. Ne ho parlato in un post intitolato “Il circolo virtuoso della pubblicazione”. Lì, ho riportato esempi pratici eìconsigli operativi per praticare la positività attivamente e con gli altri.

Dal post:
Proviamo a farci qualche domanda.
Quando un editore chiede a un suo autore qualche nome interessante, cosa è più probabile che accada?
Quando il giurato di un concorso letterario cerca nuovi racconti per nuovi progetti, dove li cerca?
Quando un curatore riceve da un editore il mandato per una nuova antologia, come si regola?

Quando poi abbiamo una batosta, siamo chiamati a un’altra scelta importante.Non abbiamo nessun potere sulle circostanze esterne, ma abbiamo il massimo controllo sulla decisione di come reagire a esse.

Un pessimista è uno che crea difficoltà dalle sue opportunità e un ottimista è colui che crea opportunità dalle sue difficoltà.
(Harry Spencer Truman)

Non dico che dobbiamo controllare i nostri sentimenti negativi ed evitarli, anzi! Reprimere la rabbia, la tristezza e lo scoraggiamento è la strada più sicura verso la depressione e la disperazione.

Sto parlando di comportamenti. Sto parlando della capacità di viversi il dolore, e allo stesso tempo di mantenere saldo il timone verso ciò in cui crediamo. Consapevoli che oggi fa malissino, domani ne farà un po’ meno, tra un mese saremo in grado di riprenderci. Tra un anno, magari, ne rideremo.

Questo sempre ricordando che “positività” non significa “vedere il mondo come un grande confetto rosa e agire come se la cattiveria e le cose brutte non esistessero.” Significa invece “scegliere di reagire in modo costruttivo, tenendo conto dei pericoli ma senza lasciare che la nostra energia cambi a causa loro.”

Immagina che io abbia scritto un romanzo. E che lo abbia mandato in giro. E che me lo rifiutino.
Reazione all’insegna della negatività:

  • Questi mentecatti non capiscono nulla, dovrebbero vergognarsi!
  • Io non capisco nulla, macché scrittrice, ma dove voglio andare?
  • Tsk! Povera Italia!

Reazione all’insegna della positività:

  • Brutti mentecatti, non capite nulla, e io pure, chi mi credevo di essere? [Respiro] Già, si dovrebbero vergognare. Almeno arrossire. [Respiro]. Magari si sono solo sbagliati. [Respiro] Ok, mi faccio un giro, bevo una cosa con Elena, poi domani magari vedo.
  • Un’altra volta? Uffa! Beh, ormai ci sono abituata. Deve esserci qualcosa che mi è sfuggito. Cosa dicono nella scheda? A quale riga si riferiscono? Già, è vero. Ok, mi faccio un giro, bevo una cosa con Elena, ci penso domani, sarò sicuramente più tranquilla.
  • Ah, è arrivata la lettera di rifiuto. Dicono che non è per il loro pubblico, beh, per lo meno non ha fatto schifo. A chi posso mandarlo domani? Certo che palle. Meglio che mollo tutto e vado a bermi una cosa con Elena, e da domani mi rimetto sotto!

…e alla faccia de chi ce vo’ male, Elena! 🙂

 

Sai una cosa? Io di fallimenti me ne intendo. Ho proposto un romanzo a diversi editori, diverse volte, per un periodo di tempo di quindici anni. E me lo hanno sempre rifiutato, io l’ho riscritto, migliorato, riproposto, me lo hanno rifiutato ancora. L’ho rivisto ancora, ho tagliato, ho aggiunto, mi hanno fatto i complimenti e poi me lo hanno rifiutato ancora. Io ho insistito. E quando stavo per riprovarci, ecco che un editore lo ha ripescato dalla finale di un premio letterario e mi ha offerto la pubblicazione che sognavo.

Io considero quindi l’uscita di questo romanzo come uno dei miei maggiori successi. Perché me lo hanno pubblicato? Sicuramente. Ma soprattutto perché non ho mollato mai, ho creduto in me stessa, ho lavorato tantissimo e ho tratto una serie di importanti lezioni sul fallimento e sull’atteggiamento giusto da tenere quando tutto sembra remare contro.

L’ho raccontato nella serie di post: “Vuoi pubbilcare” Devi fallire!” Anche in questo caso, il concetto “positività” è affrontato dal punto di vista pratico e operativo, con esempi, testimonianze e consigli tratti dalla mia esperienza diretta.

Avere un atteggiamento positivo è faticoso e sfidante, ma alla lunga paga di più . E sai una cosa? Fa anche bene alla salute!

Si dice che i pensieri sono cose: perché di fatto innescano delle reazioni fisiologiche nel tuo organismo. Quindi alla lunga i pensieri negativi ti avvelenano, mente quelli positivi ti aiutano a vivere bene e ad agire in modo più incisivo ed efficace.

Lasciamo quindi il maledettismo alle storie sofferte e bastarde che scriviamo… e comportiamoci meno come Bukowski, e più come le nostre nonne. Ti assicuro che, nonostante quello che possa sembrare, riusciremo a scrivere meglio e a pubblicare presto e bene, oltre le migliori aspettative!

E se tra una pagina e l’altra ci scappa pure qualche crostata… buon appetito! 🙂

Ridere, io trovo che ridere è una cura, è parte della guarigione. Per cui il consiglio che do a tutti è cominciare con una grande risata e finire con una grande risata.
Tiziano Terzani

Il post ti è piaciuto? Leggi anche:

4 thoughts on “Quarta regola del successo per scrittori: sii positivo!”

  1. Cornetta Maria ha detto:

    Leggendo questo ed altri blog mi rendo conto di essere una specie di aliena. A parte la cura che dedico all’osservanza delle regole grammaticali, non ho altri punti di riferimento. I miei “libri”, da sempre, sono gli esseri umani e m’ispirano racconti più o meno lunghi che spaziano (con maestria, devo ammettere) da un genere all’altro. Secondo me, uno scrittore non ha bisogno di schemi: l’arte è una creatura autonoma che vive dentro di lui come una seconda anima. La mano trascrive semplicemente una trama già completa. E’ una dolcissima, innocua follia destinata a pochi privilegiati.

    1. Giulia A. ha detto:

      Buongiorno Maria, grazie per il suo commento e per aver condiviso con noi la sua esperienza.
      Quello che dice è prezioso, è anche molto personale. Nel nostro blog, ci concentriamo su cosa viene dopo e oltre la “magia”. Se scrivere è un’attività esclusivamente personale e per sé stessi, è bellissimo che sia basata sui gusti e sull’indole di ognuno di noi.

      Ma che succede quando vogliamo fare un passo in più? Che succede quando vogliamo pubblicare, o decidiamo di partecipare a un concorso letterario che ha dei vincoli? Che succede quando dobbiamo confrontarci con un pubblico di lettori, che magari dicono o fanno cose che non sono quelle che ci aspetteremmo?

      Ecco, quelli che lei chiama “schemi” servono proprio a questo, secondo noi: ad assumere una prospettiva più metodica, più predittiva, più efficace in termini di relazione energia-risultati. Può sembrare un’imposizione arbitraria, ma in realtà è uno studio su come essere autrici e autori sempre felici e motivati, anche quando le cose non sono come le vorremmo. E che ci aiuta, a diventare scrittori e scrittrici, a conquistarci questo meritato privilegio di cui, in fondo, abbiamo il diritto di godere tutti!
      Tutto qui 🙂
      Grazie ancora, e naturalmente buone scritture!

  2. Cornetta Maria ha detto:

    Ogni scrittore è creativo a modo suo e, a giudicare dai consensi conclamati e non presunti, pare che le mie opere risultino gradevoli anche per molti altri. So che esistono persone che riescono ad organizzare o pianificare una scaletta alla quale si attengono nella stesura di un componimento, ma io sono un’istintiva e nessuno può sottrarsi alla sua natura. La saluto con rispetto.

    1. Giulia A. ha detto:

      Esprimendo la mia opinione non ho in nessun modo messo in dubbio la sua bravura o i suoi successi. Buon lavoro e buone scritture.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *