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Autopromozione su Facebook: cinque errori da evitare!

Facebook è uno strumento prezioso per l’autopromozione: è gratuito, permette di raggiungere un ottimo numero di persone e di esprimersi in modo informale e diretto. Allo stesso tempo, queste caratteristiche ci si possono ritorcere contro se non sappiamo bene come porci nei confronti del pubblico quando andiamo a promuovere il nostro libro. Quali sono gli errori da evitare quando devi promuovere il tuo libro su Facebook? In base alla nostra esperienza e a quello che abbiamo osservato in questi anni, abbiamo elaborato cinque errori tipici commessi dagli autori che si approcciano all’autopromozione. Scopriamoli!

1. Aprire una pagina Facebook per ogni libro pubblicato

Le pagine Facebook sono un ottimo mezzo rispetto al semplice profilo personale, perché ci sganciano dalla dimensione puramente intima e ci offrono strumenti per valutare l’efficacia delle comunicazioni in base a diversi parametri (orari di pubblicazione, fasce di utenza, copertura dei post). Un errore comune è eccedere nella creazione di pagine: non è raro vedere autori che ne creano una per ogni romanzo o antologia pubblicata. Il rischio è un’infinita dispersione di contenuti ed energie, che perdono efficacia e organicità. L’ideale è creare un’unica pagina autore attraverso la quale promuovere il proprio lavoro: chi vuole seguirci lo farà da lì e otterrà informazioni e notizie sulle nostre pubblicazioni.

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 2. Parlare solo di soldi e prezzo di copertina

“Costa solo 10 euro, non siate spilorci!” “Grazie a chi ha tirato fuori i soldi per comprare il mio libro!” “Il mio romanzo è in offerta a 5 euro, così anche i più tirchi ora potranno averlo!”. Può sembrare assurdo, ma autopromozioni di questo genere sono piuttosto comuni. Naturalmente gli autori che si esprimono così lo fanno in modo scherzoso, ma l’effetto finale è davvero terribile: scherzo o meno, stanno dando dei tirchi ai loro possibili acquirenti, offendendoli per agganciarli. Pessima strategia! Il prezzo di copertina è solo un’informazione in più, non una caratteristica intrinseca su cui insistere; parlate piuttosto dei contenuti, del perché qualcuno dovrebbe leggervi, a prescindere dai soldi che deve tirare fuori. Se il romanzo è temporaneamente in offerta potete e dovete segnalarlo, ma come valore aggiunto, non come unico motivo che dovrebbe spingere qualcuno a comprare il libro.

3. Massacrare chi ha espresso un giudizio negativo sul testo

Avevamo parlato in passato di come superare la delusione per una recensione o un commento negativo e farne anzi tesoro [Leggi: Come ricevere una stroncatura e vivere felici]. Soprattutto quando si usa il proprio profilo personale per promuoversi, le reazioni scomposte dettate dalla delusione e l’autopromozione finiscono per mescolarsi in un mix letale. Se fra chi ci segue c’è qualcuno interessato al nostro lavoro, farci leggere mentre diamo in escandescenze per una stroncatura o un commento su Amazon non farà altro che allontanarlo. Al contrario, dare spazio anche ai pareri negativi espressi sul nostro libro ci farà apparire professionali e aperti al confronto. Sfogarsi su Facebook con gli amici è naturalmente legittimo, ma in quel caso teniamo ben presente la differenza tra “amici stretti” e “contatti” usando le impostazioni della privacy.

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4. Confondere troppo la dimensione privata e quella pubblica

“Ecco una mia foto sudato e a torso nudo nel bagno di casa! A proposito, comprate il mio libro ‘Coniglietti rosa’! #sonofigo #diecimilasquat #conigliettirosa”. Facebook è un social network che solletica la vanità e la voglia di condividere se stessi, ma attenzione a non mescolare troppo questo aspetto con la promozione di un libro. Dobbiamo tracciare una linea tra pubblico e privato, cercando di non fare un minestrone tra le foto sbronzi all’aperitivo e le ultime news sul romanzo!

5. Assalire i destinatari con promozioni fini a se stesse

Ti chiedo l’add su Facebook; appena mi accetti tra i contatti, ti taggo in un post promozionale o ti mando un messaggio privato con il link a cui comprare il mio libro. Strategia fallimentare! Nella stragrande maggioranza dei casi, l’unica cosa che otterremo è un ban. Anche questo è un errore molto comune e ha lo stesso effetto del call center che ti telefona mentre pranzi per venderti un nuovo piano tariffario. L’attenzione del pubblico deve essere guadagnata, mai pretesa: e per averla dobbiamo saper dare qualcosa in cambio.

Come? Ne parleremo nei prossimi appunti di editing, dedicati invece a cosa fare per rendere efficace l’autopromozione su Facebook! 🙂

 

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2 thoughts on “Autopromozione su Facebook: cinque errori da evitare!”

  1. Franco Ricciardiello ha detto:

    Vero, tutto verissimo! E grazie – e soprattutto sono contento di non aver mai fatto uno di questi errori…

    1. Giulia A. ha detto:

      Grazie, Franco! L’eleganza, il savoir faire e la costanza sono carte vincenti e anche tu ne sei un esempio lampante. Un abbraccio e buone… scritture! 🙂

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