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Presentazione “La letteratura e l’inganno” – Ecco com’è andata!

Giovedì 9 novembre abbiamo presentato presso la Biblioteca Civica “Sicilia” di Milano il libro di Luca Bartolomei “L’inganno e altri racconti”, con un incontro a tema che abbiamo scelto di intitolare appunto “La letteratura e l’inganno”.

Sì, perché se ci pensiamo bene scrivere significa anche “ordire un inganno”: inganno al quale il lettore collabora coscientemente, per la costruzione di un mondo e di un senso che non è sempre scontato.

“Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto”.

Italo Calvino

Siamo partiti da qui, da questa massima a sua volta criptica, per un incontro letterario che non fosse semplicemente una conferenza stampa “ecco il mio libro, parla di questo, l’ho scritto per il tal motivo”… come ben sa chi ci segue, il nostro obiettivo è quello di creare presentazioni letterarie belle e interessanti per tutti!

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“La letteratura e l’inganno” doveva quindi essere una ricerca condivisa, una discussione, in cerca di risposte alla domanda: come leggere un testo letterario? Bisogna fidarsi dell’autore al cento per cento? Sono preferibili i testi più chiari, oppure meglio quelli che abbiano in sé un po’ di reticenza, di allusività?

[Leggi anche il comunicato stampa: La letteratura e l’inganno a Milano – una presentazione letteraria con Studio83]

Siamo partiti comunque da un libro: la raccolta d’esordio di Luca Bartolomei, “L’inganno e altri racconti”, edito da Leucotea Edizioni.

“L’inganno” mi pare il titolo giusto per questa raccolta di racconti che a loro modo ingannano, affabulano e sfidano il lettore a penetrare tanti piccoli misteri, in tono ironico e un po’ sornione.

Continua a leggere: Recensione di “L’inganno e altri racconti” di Luca Bartolomei

Prima della presentazione...

Un selfie prima di cominciare!

Come molti eventi chez Studio83, non eravamo soli: ci siamo fatti aiutare da tre brave attrici della Onlus Youmani: Chiara Bertazzoni, che collabora con Studio83 anche in veste di regista e di realizzatrice booktrailer, Antonella De Martino e Nicoletta Ceaglio, presidentessa di questa associazione di “teatranti per amore”.

L’incontro, funestato da due giorni di pioggia ininterrotta, si è aperto con la partecipazione di una ventina di persona molto motivate, che abbiamo salutato con una prima lettura, tratta dall’incipit della raccolta, dal primo racconto “Caduta a Sinistra”.

«Sciopero! Scio-pe-ro!» Urlò Ennio in preda al sonnambulismo.
«E basta!» Urlò a sua volta Fulvio, dando al contempo, col piede destro, uno scossone per farlo smettere.
«Alziamoci. Ormai sono diversi giorni che siamo qui. Possiamo tornarcene nelle nostre case e lasciare questo lurido nascondiglio» concluse Fulvio.

Dopo la lettura, in veste di conduttrice ho fatto parlare l’autore, Luca Bartolomei, che ha raccontato la genesi di questi racconti, nati in modo molto spontaneo per raccontare gli “inganni” della nostra vita quotidiana e la doppiezza quasi fisiologica di persone che riescono a essere molto buone in determinate situazioni, e in altre dei veri mostri. Perché succede? E capita a tutti?

La seconda lettura, uno scorcio nel surreale mondo del racconto “L’inganno”, che dà il titolo alla raccolta, è stata l’opportunità per parlare della strada scelta da Luca per raccontare: il surreale.

“Scarzuola, la città surreale”, da waofestival.org

Il surreale è un modo di narrare che mira originariamente a “estendere” la realtà, a guardare oltre, “sopra e sotto la realtà”, servendosi dello strumento immaginativo del subconscio, per ottenere un effetto di spaesamento, di straniamento sottile, di deriva impercettibile. E di critica.

Anche Bartolomei sceglie il surreale come strumento di critica, di ironia spietata, e lo fa in modo spontaneo, quasi inconsapevole: un po’ per non puntare il dito con giudizi inappellabili e invitare piuttosto a una riflessione, un po’ per alleggerire la tensione, per non prendersi sul serio.

I temi da lui scelti infatti sono importanti: il singolo e la comunità, l’inganno della persona che va a incastrarsi con quello sociale, in una sorta di labirinto che spesso salta con conseguenze nefaste, ma allo stesso tempo rivelatorie e purificatrici.

Gli elementi positivi consistono in quanto già detto: nell’abilità di giocare con il surreale e l’emblematico, in cornici di vita urbana e quotidiana, nelle quali irrompe l’assurdo che inquieta il lettore. Un modo narrativo che si ispira a Buzzati e fa proprie le suggestioni del grandissimo autore.

Dalla mia recensione a “L’inganno e altri racconti”

La cosa buffa è che, quando ho scritto questa recensione, sulla base del solo testo e senza aver mai parlato con l’autore, non sapevo che Dino Buzzati non era uno dei suoi ispiratori. Eppure molto delle righe de “L’inganno” pare riferirsi alle atmosfere del grande scrittore italiano, che del surreale ha fatto una sua cifra stilistica inconfondibile, inimitabile ma che è un punto di riferimento.

Abbiamo parlato insieme al pubblico proprio di Buzzati, e anche di molti grandi autori italiani, tra l’altro scrittori anche di racconti, come Italo Calvino, autore della massima sullo svelare e grande maestro della reticenza narrativa. La tecnica della reticenza, dell’allusione mirata, della sospensione del messaggio che tiene alta l’attenzione del lettore, ha le sue radici nella retorica greca e latina e uno dei suoi mentori in Dante Alighieri.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
[Inferno, Canto V]

La reticenza è un elemento che fa lavorare il lettore, che lo costringe a farsi domande, a immaginare, ad andare avanti senza perdersi dettagli che potrebbero essere indizi, disseminati dallo scrittore affinché chi legge sia portato a costruirsi in autonomia un quadro della situazione.

E a questo punto abbiamo coinvolto il pubblico in una riflessione, in un dibattito, chiedendo: come lettori, preferite i testi allusivi, che vi intrigano e vi chiamano in causa come costruttori del messaggio, o i testi più chiari, quelli in cui l’autore dà una interpretazione chiara che non obbliga a lavorare di troppa immaginazione?

Dopo uno scambio di battute e di vedute la conclusione è stata unanime: il testo preferito è quello in cui chi scrive è bravo, e dà prova di una padronanza indiscussa della narrazione. Il fatto che riesca a essere allusivo, o al contrario che sia chiaro e univoco, è secondario riepstto alla sicurezza con la quale chi scrive porta avanti la sua scelta.

Una risposta, devo dire, da veri lettori forti e preparati!

Le attrici di Youmani Onlus

Da sinistra: Chiara Bertazzoni,  Antonella De Martino, Nicoletta Ceaglio e Luca Bartolomei. 

Un’altra lettura ci ha poi condotti nel racconto “La visione d’insieme”, dove è espressamente nominato un altro grande autore: Leonardo Sciascia.
E “La mascherata di Provinciopoli”, del quae abbiamo ascoltato un altro estratto, è un omaggio a quella della Morte Rossa narrata da Edgar Allan Poe.
Due figure letterarie importanti, che Bartolomei non solo cita, ma anche in un certo senso chiama in causa. Leonardo Sciascia, autore dei “gialli metafisici” senza un colpevole alla fine, fu un impietoso narratore dei corti circuiti di un certo tipo di società, chiusa, falsa, mafiosa. E Poe fu il “padre” proprio del racconto giallo, oltre che l’ispiratore del surrealismo europeo con le sue atmosfere impossibili, gotiche e oltre il reale.

Su questi nomi abbiamo viaggiato: pensare ai maestri della narrativa nella chiave dell'”inganno” è stato illuminante. Perché un inganno, come sostiene anche Bartolomei nei suoi racconti a incastro, spesso è tale solo perché c’è qualcuno che si fa ingannare, quasi volontariamente, per ottenere un tornaconto.

E non è, in fondo, quello che fa anche il lettore, ma per un interesse virtuoso?
E non bello, che dal libro di un autore esordiente noi possiamo ricollegarci a tanti nomi, a tanti spunti più alti, per aprire un nostro discorso personale, per intavolare da lettori delle conversazioni con i maestri del passato e con gli autori di oggi?

Con questo slancio, e con la voglia di leggere tanto e sempre di più, abbiamo chiuso la presentazione. Ringraziando le attrici di Youmani, l’autore e le sue righe, e soprattutto il pubblico, che ha partecipato in modo coinvolto e positivo alle nostre estrapolazioni letterarie.

Tutti insieme abbiamo continuato a chiacchierare, spostandoci al buffet. Un ulteriore momento di condivisione, che ha messo la ciliegina sulla torta di una bella serata di libri, di domande, di inganni volontari e pronti a disvelarci il loro meglio.

Il rinfresco

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