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Il finale: cinque tipologie

In passato abbiamo parlato dell’incipit di un romanzo e della sua importanza.

L’incipit non è soltanto l’avvio di un romanzo, è il primo contatto tra il lettore e l’opera. Da quelle poche righe, il destinatario deve essere introdotto nell’universo stilistico e nel registro generale che caratterizzano il romanzo: e deve anche esserne “catturato” […]

Qualcuno ha detto che l’incipit invoglia il lettore a procedere nella lettura del romanzo, mentre il finale serve a farglielo ricordare.

Pur avendo uno scopo differente, il finale è importantissimo in un romanzo o in un racconto. È la conclusione, non solo strutturale ma anche intrinseca; è la chiusura che l’autore/autrice sceglie, un po’ come l’inquadratura finale di un film. Non è l’unica cosa che apprezzerà o ricorderà il lettore, ma è tra i pesi che fanno pendere la bilancia dell’apprezzamento da un lato o dall’altro.

Un romanzo ben scritto, con un buon incipit, buoni personaggi e un buon intreccio non potrà che guadagnare in efficacia se anche l’explicit è ben studiato. Andiamo a vedere alcune tipologie di finale e quali sono quelli più famosi e memorabili.

LIETO FINE

È una delle tipologie più celebri e anche quella più catartica e rassicurante per il lettore. Al termine di una storia più o meno drammatica o intricata, i protagonisti ottengono ciò che cercavano, coronano un amore, sventano un attentato; in sostanza, ciò che può andare per il verso giusto lo farà.

Spoiler alert: qualche lieto fine celebre? “Orgoglio e pregiudizio”, con il matrimonio finale tra Elizabeth e Darcy; la serie di Harry Potter, con la sconfitta di Voldemort e i protagonisti adulti e felici vent’anni dopo; la serie di Hunger Games, con Katniss e Peeta che coronano il loro amore.

Via Flickr

FINALE APERTO

Chi ha detto che tutto deve avere una conclusione netta? Il finale aperto è una tipologia largamente usata e apprezzata di finale, sia in narrativa che (e soprattutto) su altri media come televisione e cinema. Il finale aperto può preparare l’opera a un seguito, oppure essere fine a se stesso, lasciando al lettore un voluto senso di sospensione. Attenzione: la parola chiave è “voluto”! Anche usando un finale aperto, dobbiamo comunque risolvere la maggior parte degli snodi narrativi. E, se il nostro romanzo è il primo volume di una saga, dobbiamo accertarci che sia comunque autosufficiente, a prescindere dalla possibilità di proseguire la storia.

Spoiler alert: qualche finale aperto celebre? “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson; “Mendicanti in Spagna” di Nancy Kress. Tra le uscite recenti, anche “La cospirazione dell’inquisitore” di Giulia Abbate (Fanucci/Leggereditore 2018).

FINALE A SORPRESA (CON TWIST!)

Espediente narrativo largamente utilizzato al cinema o in tv (ricordate “Il sesto senso”?), il finale a sorpresa è molto comune nei racconti e, in alcuni casi, anche nei romanzi. In un racconto il finale a sorpresa, magari con un bel twist che getti una luce completamente diversa su quanto letto fino a quel momento, è quasi sempre vincente; e in un romanzo, mutatis mutandis, può essere molto efficace e rendere l’opera memorabile.

Spoiler alert: qualche finale a sorpresa celebre? “Un oscuro scrutare” di Philip K. Dick o “Espiazione” di Ian McEwan. Tra le opere più brevi ricordiamo il racconto di culto “Sentinella” di Frederick Brown o il più recente “L’uovo” di Andy Weir, acclamato autore di “The martian”.

FINALE CIRCOLARE

Anche il finale circolare è usato di frequente al cinema e in tv e consiste nel concludere la storia là dove era iniziata. Si adatta molto alle opere in cui un personaggio racconta o ripercorre gli eventi che lo hanno portato nel punto in cui si trova in apertura e, tornati infine a quello stesso punto, la storia arriva a conclusione.

Spoiler alert: qualche finale circolare celebre? “Fight Club” di Chuck Palahniuk.

FINALE MISTO

Non è detto che si debba scegliere una sola tipologia di finale: queste ultime possono essere utilizzate per ottenere un finale personalizzato e perfettamente in linea con le nostre esigenze. Possiamo, insomma, “cucirne” uno a seconda dell’effetto o del significato che cerchiamo di dare al nostro romanzo.

Più avanti parleremo nel dettaglio di tutte le tipologie di finale, approfondendole una a una per vedere quale di essere si sposa con quale tipologia di romanzo e perché!

Per il momento, vi lasciamo con qualche domanda: qual è la vostra tipologia di finale preferita? Quale finale vi è rimasto più impresso (senza spoiler!)? Qual è il miglior finale di sempre?

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