i luoghi del libro

Città e romanzi: un viaggio tra fiction e realtà

Alcuni scrittori italiani hanno celebrato, nei loro romanzi, le città in cui sono nati e cresciuti, o in cui hanno vissuto e che hanno amato. Quali sono gli autori e i romanzi maggiormente legati alle nostre città? Ecco un gioco che ci farà riscoprire grandi classici e luoghi ricchi di storia.

1) Città tra le più più belle e visitate al mondo, Firenze è stata celebrata da innumerevoli autori, uno dei quali fu Vasco Pratolini. La Via del Corno in “Cronache di poveri amanti”, le sue “Ragazze di San Frediano”, il fermento della rivoluzione operaia in “Metello”, tutto è immerso nella città che diede i natali a Pratolini, con le sue strade, i suoi personaggi bizzarri, e la Storia che si è consumata tra i suoi palazzi e i suoi quartieri.

“Il rione di Sanfrediano è “di là d’Arno”, è quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume…”

2) Quando si parla del connubio Milano-letteratura, uno dei primi nomi che salta alla mente è senza dubbio Giorgio Scerbanenco. Ucraino di nascita, trasferitosi da bambino a Roma e poi a Milano, ha qui ambientato – tra le altre cose – il suo celebre ciclo di Duca Lamberti, saga che ha contributo a rendere Scerbanenco uno dei più importanti autori di giallo e noir italiani. La sua è una Milano cupa, malata e violenta, dove anche gli eroi sono personaggi controversi.

 

“Così era dolce dormire in quell’alba di febbraio, nella dolce grande città di Milano. E continuare a dormire, insieme, anche con la nuca forata dai proiettili…”

3) Se avete passeggiato nel parco subito fuori le mura di Ferrara, probabilmente avete subito pensato a “Il giardino dei Finzi-Contini”, romanzo più famoso di Giorgio Bassani – il quale, con questa opera e altre (come le “Cinque storie ferraresi”) ha reso omaggio alla splendida città. Bassani nacque a Bologna, ma i suoi genitori erano di Ferrara ed è lì che ha trascorso infanzia e adolescenza; lì ha quindi ambientato la maggior parte delle sue opere, dove luoghi e memoria sono legati in atmosfere di incanto e amarezza.

“…sia suggellato qui quel poco che il cuore ha saputo ricordare.”

Continuate voi? Magari anche parlando della vostra città, qualunque essa sia 🙂




Cacciatori di misteri: l’enigma della Mary Celeste

C’è una nave fantasma, o meglio l’antenata per eccellenza delle navi fantasma: parlo della Mary Celeste, brigantino varato in Canada nel 1861 e successivamente venduto a un armatore americano. Fu proprio poco dopo aver cambiato padrone che, sotto il comando del capitano Benjamin Briggs, salpò da New York alla volta di Genova, portando con sé un carico di millesettecento barili di alcool. A bordo, oltre al capitano, sua moglie e sua figlia, c’erano sette esperti marinai.

Non si sa cosa accadde alla Mary Celeste e al suo equipaggio durante la traversata; se incappò in una tempesta, se fu assaltata dai pirati o se l’equipaggio fu contaminato. Le ipotesi sono tante, riassunte con zelo da Wikipedia, ma la verità non è mai venuta fuori con certezza assoluta. Tutto ciò che sappiamo è che la nave fu trovata alla deriva, le vele danneggiate, l’equipaggio scomparso, mentre procedeva verso lo stretto di Gibilterra oltre le isole Azzorre.

Ora, però, il mistero si è infittito. Sembra che la Mary Celeste sia stata avvistata di nuovo, sempre al largo delle Azzorre. Se ciò sia vero o no, sarà un esperto a stabilirlo: il celebre Carlo Stein, cacciatore di misteri e conduttore di uno show televisivo, partirà infatti alla ricerca delle nave armato di telecamera. Cosa ne verrà fuori? Lo scopriremo presto…




Il capanno di Jack London

Se siete dalle parti di San Francisco, oltre alla libreria City Lights Bookstore di cui avevamo parlato tempo fa, c’è un altro “luogo del libro” che potete visitare: Jack London Square, a Oakland, sulla costa est della baia.

Jack London, nato a San Francisco, frequentò le scuole superiori a Oakland e fu una delle personalità più celebri legate alla città; per questo motivo gli è stata dedicata una piazza, Jack London Square, nei pressi del porto.

Al centro della piazza sorge un piccolo capanno di legno, il Jack London’s Cabin, fedele ricostruzione di quello occupato da Jack London nel Klondike, all’interno del quale si dedicava anche alla scrittura.

Affacciandosi dalle finestrelle è possibile vedere gli interni della Jack London’s Cabin, anch’essi fedelmente ricostruiti.

Il fatto che la piazza affacci sul porto, l’odore del mare e le urla dei gabbiani in sottofondo rendono l’atmosfera molto suggestiva. Avvicinandovi al Jack London’s Cabin, potrete leggere le interessanti didascalie che illustrano storia e significato del capanno, oppure scattare una foto accanto alla statua del lupo che troneggia lì davanti.

 




Un viaggio in luoghi… fantastici

Dove avete intenzione di trascorrere le vacanze di Natale? Se il budget è prossimo allo zero, potreste meditare di dirigervi verso sei mete che non vi costeranno nulla… a parte una corsa in biblioteca. Ce n’è per tutti i gusti!

1) Caraibi, piantagioni di banane e lunghe piogge: Macondo è la città immaginaria creata da Gabriel Garcìa Màrquez, colonna portante di “Cent’anni di solitudine” e ispirata alla sua Aracataca, in Colombia. Nei pressi di Aracataca esisteva in effetti una piantagione di banane chiamata Macondo, parola che in lingua bantu significa, appunto, “banana”.

2) Il tour ideale del Maine, negli stati Uniti, è senza dubbio quello tra Castle Rock, Derry e Jerusalem’s Lot: queste tre cittadine, partorite dalla fantasia di Stephen King e apparse in molti dei suoi racconti e romanzi, sapranno stupirvi con le loro atmosfere misteriose.

…e non date confidenza ai clown.

3) L’Inghilterra è fredda e piovosa, ma Godric’s Hollow ha un grande fascino al di là del clima: qui abitano sia babbani che famiglie dotate di poteri magici, almeno secondo J.K. Rowling e la sua saga di romanzi dedicati a Harry Potter.

4) Nella jungla africana si nasconde una città colma di ricchezze e mistero: parliamo di Opar, che appare in molti romanzi della serie “Tarzan” di Edward Rice Burroughs. Non fatevi ingannare dalle apparenze: sembra che Opar fosse, in origine, addirittura una colonia di Atlantide.

5) Paludi, vampiri e licantropi non vi spaventano? Siete pronti per una scampagnata a Bon Temps, cittadina immaginaria della Louisiana nella quale è ambientato il ciclo dei “Southern Vampire Mysteries” di Charlaine Harris. Potete facilmente raggiungerla sia da New Orleans che da Baton Rouge… ma portate con voi un appuntito paletto di legno.

6) Se la fantasia vi porta verso Est, infine, non dimenticate di fare tappa a Shangri-La. Fu James Hilton a darle vita nel suo romanzo “Orizzonte perduto”, pubblicato nel 1933, descrivendola come un paradiso terrestre libero da ogni sentimento negativo e proiettato verso la pura evoluzione spirituale.

Buon viaggio!




I luoghi del libro: la City Lights Bookstore di San Francisco

A San Francisco, culla del Beat prima e della rivoluzione Hippie poi, c’è una libreria molto particolare: si tratta della City Lights Bookstore, fondata all’inizio degli anni Cinquanta da Lawrence Ferlinghetti, uno dei nomi più noti del movimento Beat.

La vetrina della City Lights Bookstore

Tra gli anni Cinquanta e Sessanta la City Lights fu il ritrovo preferito dei poeti Beat, tanto che Jack Kerouac, nome più rappresentativo del movimento, la citò nel suo romanzo Big Sur (pubblicato nel 1962).

Reparto poesia

Il piano superiore della libreria è oggi dedicato alla poesia: qui ci si può sedere, leggere, discutere in un’atmosfera che negli anni si è conservata suggestiva. L’eco del fermento culturale che inondò la California negli anni Sessanta è ancora udibile tra gli scaffali e le fotografie affisse alle pareti.

Se avete in programma un viaggio a San Francisco, non dimenticate di fare visita alla City Lights Booskstore: si trova nel quartiere di North Beach, al 261 di Columbus Avenue. Buon viaggio e buona lettura!




Una gita ad Alba

Nella giornata di domenica, sono stata ad Alba, splendida cittadina piemontese ospite questo mese di un festival enogastronomico annuale dedicato ai prodotti locali e i particolare al tartufo. Ne ho approfittato per unire l’utile al dilettevole, e fare un piccolo tour letterario del quale vi presento le tappe più interessanti.

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Ancora sulle librerie: una visione

Ciao a tutti! Nel post precedente Elly ha dato voce a un’amara riflessione sullo statuto dei supermercati del libro: principalmente, sull’efffetto disastroso che hanno sulla qualità generale del mercato del libro. Parliamo di qualità dei titoli promossi, ma parliamo anche di qualità di un servizio di consulenza del cliente e di cura dei cataloghi editoriali, e di qualità di lavoro. I mega bookstore, infatti, si servono sempre più spesso di personale interinale, giovane e motivato, certo, ma anche sottopagato e fatto lavorare in condizioni disastrose. E dato che sono stata uno di quei lavoratori per un po’, so di cosa parlo.

L’alternativa al mega bookstore, però, esiste.
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Megabookstore: riflessione amara

Pomeriggio da Feltrinelli: io, Giulia e la sua bimba di un anno e mezzo. Lei è alla ricerca di un’edizione economica di Ubik di Philip K. Dick e del racconto di Ray Bradbury Accendi la notte, opera per bambini da regalare alla bimba (cerchiamo di indottrinarla fin da subito).

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Biblioteche in coma. Da due settimane.

Cari amici,
vi “rimbalzo” una notizia sconcertante appresa via Linkiesta. Da due settimane, le biblioteche italiane sono offline e non sono ingrado di aggiornare i loro cataloghi, lasciando fuori dalla registrazione – e quindi dall’acquisizione di fatto, e quindi dalla nostra lettura – decine di migliaia di titoli.

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Il destino delle librerie indipendenti

Ieri mi è capitato di vedere al TG2 un servizio sulle librerie indipendenti. Piuttosto breve, potete vederlo QUI


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In sostanza, si mettono in rilievo le difficoltà che hanno le librerie indipendenti a far fronte alla concorrenza dei grandi megastore del libro, posti enormi, con assortimenti impensabili per una piccola libreria, che offrono anche musica, riviste, giochi e DVD e, dato che sono sempre legati a grandi marchi editoriali, possono offrire sconti maggiori sui prezzi di listino e ottenere condizioni favorevoli dai distributori.

Il tasto dolente è quello dell’approvigionamento dei libri. I maggiori distributori propongono condizioni che non sono favorevoli per una libreria indipendente e richiedono delle garanzie e una disponibilità liquida già all’apertura, quando si stanno affrontando i grossi investimenti investimenti e non c’è la vendita vera.

Proprio per questo non mi sembra che la soluzione proposta dal servizio sia quella migliore: i librai infatti chiedono una legge che fissi il tetto massimo di sconto al 15%, in modo da non essere sopraffatti dalle maggiori possibilità dei megastore del libro.

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