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Il vecchio e il mare – Un classico al mese

Era il 1951 e Ernest Hemingway si trovava a Bimini, Bahamas, quando scrisse uno dei suoi romanzi più celebri: “Il vecchio e il mare”, storia di un anziano pescatore e della sua lotta contro un marlin preso all’amo. L’opera fu pubblicata l’anno successivo e fu anche l’ultimo romanzo di Hemingway a uscire mentre l’autore era in vita. Sembra che il protagonista, il vecchio Santiago, fosse stato modellato su Gregorio Fuentes, un pescatore nato nelle Canarie e amico dello scrittore.


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Futuro Presente: Fine Prima Stagione!

Salve a tutti!

Oggi siamo qui per una comunicazione importante che riguarda la collana Futuro Presente di Delos Digital, inaugurata nel giugno 2016 e arrivata alla sua quattordicesima uscita (l’ultima, in ordine cronologico, è “Liberi dal bisogno” di Davide Del Popolo Riolo).

In questo momento abbiamo alcuni racconti in valutazione e altri già selezionati in fase di editing, che vedranno la luce a breve.

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Romanzi d’inverno: consigli di lettura!

Siamo giunti agli ultimi giorni di gennaio, nel pieno dell’inverno: stagione dura per tanti aspetti, suggestiva e irrinunciabile per altri. È anche il periodo perfetto per passare il tempo libero a leggere sul divano, sotto una coperta, accompagnati da litri di tisana bollente… Quali libri sono adatti all’atmosfera? Ecco cinque consigli di lettura a tema invernale!


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Cuore di cane – Un classico al mese

Per le gelide strade di Mosca, un cane randagio sta morendo assiderato. Con le sue ultime forze e l’arguzia che lo contraddistingue, commenta tra sé le persone che vede passare; finché una di esse, il celebre scienziato e medico Filip Filipovič Preobraženskij, non gli si avvicina  e lo porta con sé. Successivamente, il cane (battezzato Pallino) si troverà al centro di un controverso esperimento: impiantare ipofisi e testicoli di un uomo morto sul corpo dell’animale. Il morto in questione è un ubriacone accoltellato in una bettola e, pian piano, la sua personalità inizia a cambiare quella di Pallino. Il cane cammina a due zampe, beve, fuma e si esprime in modo volgare…


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Lezioni di scrittura sulla Rivista Inchiostro

Da qualche tempo, ho il piacere di curare una rubrica fissa sulla Rivista Inchiostro: “Giallo d’Inchiostro”, dove mi occupo di giallo, noir, thriller, hard boiled e così via.

La cosa mi onora: durante i miei studi universitari di editoria sentivo spesso parlare di Inchiostro come di un punto di riferimento per gli esordienti, e quando la sfogliavo capivo anche perché!

Ce ne parla Emanuele Delmiglio, l’editore:

Inchiostro è la prima rivista specificamente riservata agli scrittori esordienti e dilettanti. Pubblica, infatti, opere scritte da non professionisti, inviate in redazione e scelte da un apposito comitato di lettura.

Inchiostro, che è stata la prima e più diffusa rivista italiana di narrativa, è ormai giunta al ventiquattresimo anno di vita. Lo spirito per cui è nata è quello di dar voce a quegli autori che, altrimenti, sarebbero costretti al silenzio o all’anonimato per l’impossibilità di pubblicare i loro lavori e, quindi, di farsi conoscere.

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La correzione di bozze: cinque motivi per cui è importante

Domanda frequente: “Ma a che serve la correzione di bozze? Non basta l’editing?”

Il servizio letterario più bistrattato è senza dubbio la correzione di bozze.

Per capire come mai, iniziamo col definirla: la correzione di bozze è un intervento professionale sul testo volto a eliminare refusi, grossi errori ortografici, errori di battitura e a uniformare la veste redazionale.

Un intervento tecnico, quindi, che non va a toccare i contenuti dell’opera, ma solo gli aspetti formali.

Un manoscritto, anche dopo la necessaria fase dell’editing, continua a presentare una serie di criticità che vanno risolte prima di passare all’impaginazione: la correzione di bozze serve proprio a congiungere questi due momenti, preparando il testo perché l’impaginatore possa lavorarci su nel modo più proficuo.

Leggi anche: Come preparare il tuo manoscritto per l’editing

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2017: tutti i classici mese per mese

Anno nuovo, nuovi classici! Per adesso, però, facciamo un bel riepilogo del 2017: ecco i romanzi classici di cui abbiamo parlato mese per mese!

Gennaio 2017: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”

La Prima guerra mondiale, un gruppo di ragazzi poco più che diciottenni, il sogno di partire per la guerra, combattere il nemico e vivere una grande avventura. Iniziò davvero così il percorso che condusse migliaia di giovani alla morte tra il 1914 e il 1918, anni in cui è ambientato il romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale” di Erich Maria Remarque.


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I migliori romanzi del 2017 secondo il Chicago Review of Books

Buongiorno, e buon anno!

Apriamo il 2018 alla grande con un post tradotto dalla prestigiosa rivista statunitense Chicago Review of Books, nella quale gli editor segnalano quali sono secondo loro i migliori titoli di fiction usciti nel 2017.

Liste ne abbiamo lette diverse (non escludiamo di tradurne e proporvene altre): abbiamo scelto questa per diversi motivi.

Il Chicago Review è oggettivamente un indicatore della critica letteraria e dei trend dei romanzi in lingua inglese, trend che anche gli editori e gli agenti italiani seguono.

Inoltre, ci sono titoli interessanti, che non ci si aspetterebbe da una redazione “paludata”, inclusi a pieno titolo nella lista dei “titoli di fiction” con una apertura e una profondità di visione che al contrario, ahimé, è forse meno imitata. Continua a leggere il post




I promessi sposi – Un classico al mese

“Quel ramo sul lago di Como, che volge a mezzogiorno…” Impossibile non ricordare a memoria l’incipit de “I promessi sposi” capolavoro di Alessandro Manzoni e pietra miliare della letteratura in lingua italiana. Fu anche il primo romanzo storico propriamente detto scritto nella nostra lingua, e il titolo più rappresentativo del Romanticismo italiano. Complice l’inserimento nei programmi scolastici delle scuole superiori, inoltre, è ancora oggi uno dei testi italiani più letti e celebri.

Il percorso che avrebbe portato Manzoni alla stesura definitiva del romanzo iniziò nel 1821, quando scrisse i primi capitoli di un’opera intitolata “Fermo e Lucia”. Sebbene a scuola si insegni spesso che quella fu la prima versione dell’opera, di fatto si trattava di un romanzo a sé stante, con intreccio e struttura diversi. L’obiettivo di Manzoni però era già chiaro, come comprese a fine stesura: il “vero storico”. Manzoni lesse verbali, notizie, manoscritti che lo aiutassero a documentarsi sul periodo di cui narrava (il dominio spagnolo in Lombardia); uno degli episodi storici che lo ispirarono riguardava proprio un prete minacciato per impedirgli di sposare una coppia. [Qui potete trovare un riassunto dei capitoli di “Fermo e Lucia” e la trascrizione di alcuni passaggi; il romanzo, rimasto inedito per molti anni e poi pubblicato in prima edizione come “Gli sposi promessi”, oggi si può trovare come testo a sé stante col titolo originale.]

Alessandro Manzoni

Nel “Fermo e Lucia” era stata abbozzata, ma non conclusa, la profonda ricerca linguistica che avrebbe reso il romanzo di Manzoni un testo basilare nella stessa storia della lingua italiana. Negli anni successivi, lo scrittore lavorò al romanzo che sarebbe diventato “I promessi sposi”: dalla struttura più equilibrata e solida, personaggi rielaborati nella caratterizzazione e nel nome, digressioni troppo lunghe (come quella relativa alla monaca di Monza) ridotte sensibilmente. La versione de “I promessi sposi” che ne venne fuori è detta “Ventisettana”, perché fu pubblicata a partire dal 1827. Lo scrittore aveva studiato il toscano e si recò a Firenze per “risciacquare i panni in Arno”, ovvero acquisire strumenti linguistici che avrebbe applicato alla revisione del testo.

Anni dopo, tra il 1840 e il 1842, Manzoni lavorò a un’ulteriore revisione del romanzo (detta “Quarantana”). Per combattere le edizioni abusive del testo, che circolava in vere e proprie copie pirata, decise di aggiungere anche una serie di illustrazioni e un compendio finale sulla storia degli untori ai tempi della peste (che, per alcuni, può essere addirittura considerato un nuovo finale del romanzo stesso).

Oggi “I promessi sposi” è un testo fondamentale in tutti i percorsi didattici scolastici, croce e delizia di ogni studente: analizzato, smembrato, osservato nel dettaglio. Può essere una bella riscoperta in età adulta, da leggere tutto d’un fiato! E per chi ama le versioni cinematografiche del testo, ne ricordiamo qualcuna: il film muto di Mario Morais (1909); l’edizione del 1941 di Mario Camerini; lo sceneggiato televisivo del 1989 con Alberto Sordi, per la regia di Salvatore Nocita. Non sono naturalmente mancate le parodie televisive, come quella celeberrima del 1990 con Il Trio – Lopez Marchesini Solenghi, nonché quelle fumettistiche, come “I promessi paperi” (1976) e “I promessi topi” (1989), pubblicati su Topolino.

 

TITOLO: I promessi sposi

AUTORE: Alessandro Manzoni

CITAZIONE: “È uno de’ vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi.”




Libri da regalare a Natale – 2017 edition

Natale si avvicina e molti di noi sono nel panico: cosa regalare ai nostri cari senza rischiare di essere banali? Se ai destinatari del dono piace leggere, ecco qualche consiglio per un regalo personalizzato, a partire dai romanzi che abbiamo letto e recensito!


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