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La letteratura di ogni giorno. Quattro cose (più una) di cui non possiamo fare a meno – frasicelebri.it

Oggi abbiamo il piacere di ospitare sul nostro blog un guest post, a cura della redazione di Frasi Celebri.

Il sito Frasi Celebri è un archivio immenso di citazioni, aforismi, passi tratti dalle opere più disparate, di autori e autrici i più vari. Quanti di noi non ci sono atterrati almeno una volta, alla ricerca di frasi ispiratrici, di consigli, di aforismi con i quali motivarci e arricchire i nostri stessi testi?

Siamo felici di inaugurare la collaborazione con questo post. Speriamo che lo troverete ispiratore, così è stato per noi. Buona lettura!

La letteratura di ogni giorno.
Quattro cose (più una) di cui non possiamo fare a meno

In un mondo che corre alla velocità della luce, dove centinaia di novità editoriali vengono proposte settimanalmente, mettendo a dura prova i bibliofili più accaniti, una parola risuona a gran voce: letteratura.

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Tòpoi letterari, luoghi comuni, cliché, stereotipi. Cosa sono? – III Parte: lo stereotipo

Eccoci alla terza e ultima puntata della nostra piccola serie su alcuni elementi narrativi ricorrenti.

Nella prima puntata abbiamo parlato del luoghi comuni letterari, o tòpoi: un patrimonio che devi conoscere.

Nella seconda puntata abbiamo affrontato il tema dei cliché: ovvero dei tòpoi “degradati” che peggiorano il tuo scritto rendendolo meno efficace.

Oggi ci concentriamo su un altro elemento che devi evitare se vuoi scrivere bene e se vuoi avere lettori e lettrici che ti stimino e non ti detestino: gli stereotipi!

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Self-publishing: i requisiti per affrontarlo al meglio secondo Studio83 – Servizi Letterari!

Come editor e operatrici nel campo dei servizi letterari, lavoriamo spesso con autori/autrici che, a un certo punto del loro percorso, decidono di tentare la via del self-publishing. Questo è sempre un argomento molto delicato, soprattutto nel momento in cui ci fanno la fatidica domanda: “Che ne pensate del self-publishing? Voglio autopubblicarmi, mi consigliate di farlo o no?”

È sempre complesso rispondere a questa domanda, perché ogni penna e ogni romanzo sono un discorso a sé stante. Possiamo però fare delle considerazioni generali per spiegare il nostro punto di vista: ecco quattro requisiti che, in base alla nostra esperienza, deve avere chi vuole affrontare una pubblicazione autonoma indipendente!

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Scrivere romanzi gialli: i dieci comandamenti di Raymond Chandler

Tra i generi letterari più largamente apprezzati c’è sicuramente il giallo, che raccoglie intorno a sé sia un fandom di appassionati, sia tantissimi lettori e lettrici mainstream. E, quando un appassionato di giallo decide di cimentarsi nella stesura di un romanzo o di un racconto, è facilissimo che si orienti proprio su quel genere. Il che, come abbiamo detto in passato, è un’ottima cosa: leggendo molti libri di uno specifico genere letterario ne interiorizziamo i tòpoi (ma attenzione a non cadere nei cliché!).

Inoltre, possiamo farci insegnare qualcosa dai mostri sacri che ne hanno fatto la storia, come Raymond Chandler, scrittore di luci e ombre, seguace di Dashiell Hammett e della narrativa hard-boiled.

Chandler, che fu parecchio critico nei confronti di molti romanzi gialli dei suoi tempi e di quelli immediatamente precedenti, scrisse i cosiddetti “Dieci comandamenti del romanzo giallo“. Si tratta di dieci regole imprescindibili che deve imparare chi vuole cimentarsi efficacemente con questo genere: andiamo a vedere quali sono le caratteristiche che deve assolutamente avere un romanzo giallo!
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Spunti per nuovi inizi: la pianificazione di un romanzo, l’incipit, le prime righe e una sana scrittura

Buon 2019! Oggi è il giorno nel quale molti e molte di noi ricominciano con il lavoro e rientrano nella routine quotidiana, magari dopo una pausa più o meno lunga per le feste di Natale e Capodanno.

Come la mettiamo con le scritture? A che punto sono? Come hai impiegato la pausa festiva?
Forse hai proseguito un romanzo o un racconto che avevi in lavorazione. Oppure hai concluso (magari grazie allo sprint del NaNoWriMo) un testo che era già a buon punto, mettendo la parola FINE. O hai usato i giorni di pausa proprio come pausa, come sospensione dai tanti progetti e dall’impegno della scrittura, per ricaricare le batterie e ripartire con il nuovo anno in modo più riposato e tranquillo.

(In questi casi, ricorda: se hai scritto un romanzo o un racconto, il bello deve ancora venire! Mandalo a Studio83 per una valutazione o per un editing e scopri come migliorare la tua storia, il tuo stile, per raggiungere la pubblicazione con un buon editore!)

C’è un’altra possibilità: ovvero, che tu abbia usato i giorni di festeggiamenti e generale riduzione del lavoro per iniziare una nuova scrittura.

In questo caso, ecco qualche consiglio che potrà esserti utile nell’impostare bene il tuo nuovo progetto. Non dimentichiamo che, come dice l’adagio, chi ben comincia è a metà dell’opera!
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Scrittura: l’importanza di fare un bilancio!

Oggi è il 31 dicembre, l’ultimo giorno del 2018: un momento in cui molte persone sentono l’esigenza di fare un bilancio dei dodici mesi appena trascorsi, prima di tuffarsi nell’anno che verrà. Possiamo fare la stessa cosa per quanto riguarda la scrittura? Ed è una cosa utile?

La risposta è: sì. Tenendo a mente un aspetto importante, però, e cioè che i bilanci non servono a scoraggiarsi o a dare spazio ai sensi di colpa, ma a tracciare un quadro più preciso del gap tra i nostri obiettivi iniziali e i risultati che abbiamo raggiunto.
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Tòpoi letterari, luoghi comuni, cliché, stereotipi. Cosa sono? – II Parte: il cliché

Seconda puntata della nostra serie dedicata ad alcuni elementi narrativi importanti: i luoghi comuni, i cliché e gli stereotipi. Sono componenti che riguardano i contenuti dei tuoi scritti, ma che si ripercuotono sulla forma e sullo stile, perché sono usati in più storie, tanto da diventare ricorrenti.

Nella prima puntata abbiamo spiegato la definizione di luogo comune, o tòpos letterario: nonostante nel parlato “luogo comune” indichi qualcosa di negativo, in letteratura esso non è affatto da evitare, anzi! Il tòpos letterario è un luogo inevitabile, uno schema ricorrente o una figura molto usata che devi conoscere per scrivere con cognizione di causa.

Insomma, i luoghi comuni letterari sono nostri amici e non vanno evitati, ma studiati! Perché sono importanti punti di riferimento che definiscono i generi e che ci aiutano a sviluppare le nostre storie.
[Leggi il post completo: Il tòpos]

Oggi affrontiamo il cliché. E il discorso si fa molto diverso da quello sul tòpos, perché il cliché è un elemento negativo, da evitare o da superare.

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Errori strutturali di un romanzo: come evitarli

A tutti noi è capitato, a un certo punto della nostra attività scrittoria, di riscontrare in un romanzo appena concluso uno o più difetti strutturali. Magari ce ne siamo accorti noi stessi rileggendolo, oppure è stato un professionista a indicarceli attraverso una valutazione o un editing.

Panico: cosa fare? Da un certo punto di vista, sui difetti formali (stile narrativo, scelte lessicali ecc) si può intervenire con più facilità, ma cosa fare quando l’errore va a toccare la struttura stessa del testo?

Immaginiamo un romanzo come una casa che è stata costruita sulla base del progetto di un architetto. Se quest’ultimo ha commesso qualche leggerezza, l’edificio non reggerà e, a un certo punto, collasserà su se stesso. La stessa cosa può accadere a un romanzo che è stato pianificato poco, male o con meno attenzione del dovuto a determinati aspetti.

Andiamo a esaminare le due cause più comuni delle debolezze strutturali di un manoscritto: in questo modo potremo evitarle facilmente!

1. Pianificazione insufficiente

Ne abbiamo parlato un milione di volte e non ci stancheremo mai di farlo: la pianificazione preliminare è essenziale alla buona riuscita di un romanzo. Senza una scaletta accurata, perdersi lungo il percorso è un attimo.

E si rischiano, per esempio, gli errori di continuity, che sono tra i più diffusi difetti strutturali. “Continuity” è un termine inglese con cui si definisce la coerenza nello svolgimento di una storia. È possibile che alcuni eventi nel nostro romanzo si contraddicano tra loro, perché non ci abbiamo ragionato su abbastanza a lungo e con sufficiente approfondimento.

Una scaletta dettagliata ci aiuterà a evitare questo genere di debolezze strutturali, facendoci capire in anticipo se gli eventi narrati e l’evoluzione dei personaggi sono coerenti e solidi.

2. Documentazione insufficiente

Chi ha voglia di passare mesi a leggere saggi e articoli prima di mettersi a scrivere? Nessuno: eppure è necessario farlo per evitare problemi in futuro.

Un tipico errore strutturale, quando la documentazione è insufficiente, è basare una storia su premesse errate. Eventi storici, questioni scientifiche, caratteristiche dell’ambientazione: anche qui, basta un attimo per commettere un errore che andrà a inficiare l’intera struttura dell’opera.

Può interessarti anche: Il lavoro di documentazione

Lavorando con cura su pianificazione e documentazione, eviteremo a monte i problemi.

Cosa fare per rimediare quando l’errore è già stato commesso?

Per prima cosa, don’t panic. Sono cose che possono capitare e gli errori sono alleati preziosi dell’esperienza. Ora dobbiamo salvare ciò che abbiamo già scritto, mettendo in atto alcune strategie.

Riprendere in mano la scaletta e scriverla da capo

Per quanto possa sembrare scoraggiante, rimettere mano alla scaletta può davvero salvare la vita al nostro manoscritto. La scaletta ci dà un’idea d’insieme del romanzo e lavorarci ancora ci permette di intervenire sui difetti della struttura prima ancora di andare a toccare il manoscritto stesso.

Una volta corretta e sistemata la scaletta, passiamo ad apportare le stesse modifiche al romanzo. È possibile che un semplice lavoro di “taglia e cuci” non sia sufficiente e che dovremo riscrivere intere parti, ma stavolta avremo le idee più chiare e una visione d’insieme molto più ampia e solida. Anche il testo guadagnerà in solidità!

Documentarci ancora

Se l’errore stava in una insufficiente documentazione, dobbiamo armarci di pazienza e procurarci tutti quei testi che possono aiutarci a chiarirci le idee. Possiamo chiedere aiuto a qualcuno più esperto dell’argomento di cui trattiamo, chiedendogli consigli sulla verosimiglianza della nostra opera.

A quel punto, con una maggiore consapevolezza e sicurezza, possiamo ripartire dalla scaletta e modificarla su queste basi.

In altri casi, purtroppo, non è possibile fare altro che riscrivere da zero il romanzo. Può essere un momento molto scoraggiante, ma non dobbiamo arrenderci: già il fatto di rendersene conto e prenderne atto indica una più forte consapevolezza. Non c’è ragione di buttare al vento il lavoro fatto fino a quel momento, possiamo riformularlo in modo che sia più solido e non commettere più lo stesso errore in futuro.

In bocca al lupo e buona scrittura!

Vuoi sapere se ci sono errori strutturali nel tuo romanzo?

Idee regalo? Libri!

Natale si avvicina e in tanti stiamo preparando pensierini e piccoli regali per amici e parenti: doni che siano utili e dal prezzo accessibile. Inutile dire che, per i bibliofili, un bel libro rimane sempre l’idea regalo più azzeccata: sicuramente più dell’ennesima candela profumata!

Come ogni anno, anche Studio83 – Servizi Letterari ha pronto qualche “consiglio per gli acquisti“, sulla base dei libri che abbiamo letto e apprezzato quest’anno, e che suggeriamo quindi senza riserve. Buona lettura!

Per lettori piemontesi…

Storie di Torino, di Franco Ricciardiello, Odoya 2018

Una città dal fascino intramontabile, definita “la più europea d’Italia”: Franco Ricciardiello intreccia storie di letteratura, cinema e musica con il racconto dell’evoluzione di Torino attraverso la Storia. Per chi è nato in questa città, per chi ci vive, per chi semplicemente la ama!

Per appassionati di narrativa fantastica…

Guida ai narratori italiani del fantastico, di W. Catalano, G.F. Pizzo e A. Vaccaro, Odoya 2018

Sempre della casa editrice Odoya il secondo suggerimento, perfetto per amici e amiche che leggono fantascienza, fantasy, horror. Musa, Pestriniero, Buzzati, Scerbanenco: questi e tanti altri nomi che hanno fatto la storia della narrativa fantastica italiana, ripercorsi dai tre curatori in una guida ad autori e autrici imprescindibili.

Per chi ama l’azione

Shark – Il primo squalo, di Steve Alten, Mondadori 2018 (Meg: a novel of deep terror)

Tornato alla ribalta grazie all’omonimo film con Jason Statham, “Meg” fu pubblicato per la prima volta nel 1997, dando vita a un intero ciclo letterario che ruota intorno al megalodonte, bestia preistorica che affascina da tempo la fantasia popolare. Il romanzo narra le avventure di Jonas Taylor, ex sub per la Marina statunitense, diventato paleontologo dopo aver avvistato – senza essere creduto – proprio l’estinto megalodonte nella fossa delle Marianne.

Per i Netflix-maniaci…

L’incubo di Hill House, di Shirley Jackson, Adelphi 2004 (The haunting of Hill House)

Considerata una delle più celebri ghost story del secolo scorso, l’opera di Shirley Jackson ha ispirato (oltre ai film “Gli invasati” del 1963 e “Haunting – Presenze” del 1999) anche la fortunata serie tv “Hill House”, prodotta da Netflix e diretta da Mike Flanagan. Il romanzo narra le vicissitudini di Eleanor Vance, sensitiva invitata da un antropologo a trascorrere l’estate (insieme ad altre persone con le stesse doti paranormali) a Hill House, sinistra casa infestata.

Per chi esplora nuovi orizzonti…

NeXt stream – Visioni di realtà contigue, a cura di Giulia Abbate, Kipple Officina Libraria

Racconti che travalicano i rigidi confini di genere per spaziare tra nuovi approcci, nuovi argomenti e nuovi punti di vista. Giulia Abbate cura un’antologia in cui appaiono molte tra le migliori penne del versante fantascientifico italiano, in (prossima) uscita verso la metà di dicembre per Kipple Officina Libraria.

Per chi ama Black Mirror

Futuro Presente: i racconti del 2018!

Continua l’avventura di Futuro Presente, collana di fantascienza sociale che curiamo dal 2016 per la casa editrice Delos Digital. Avete amici o parenti che hanno amato Black Mirror e leggono libri digitali? Un bel regalo può essere proprio una selezione di racconti lunghi e romanzi brevi da Futuro Presente! Qui li trovate tutti; di seguito, segnaliamo quelli pubblicati nel 2018.

“Le talee del cielo” di Giampietro Stocco: un’intensa storia ambientata tra le comunità rurali degli Stati Uniti, tra panorami aridi come il cuore di chi non sa aprirsi all’altro.

“Il palazzo” di Barbara Bottalico: una distopia young-adult che narra una storia di forza, speranza e liberazione.

“Mille colline” di Franco Ricciardiello: racconto toccante e durissimo che parte dalla tragedia del Ruanda per toccare interrogativi più universali.

“Liberi tutti” di Irene Drago: un uomo rinchiuso in isolamento da anni, un mondo esterno che potrebbe essere crollato. Cosa troverà oltre le mura?

“Oxygen” di Lorenzo Iacobellis: tra i primi tre classificati al premio Urania Short 2017, “Oxygen” racconta di un futuro in cui si paga davvero tutto… inclusa l’aria che respiriamo.

“Saluti dal lago di Mandelbrot” di Franco Ricciardiello: un classico del cyberpunk italiano, una storia di messaggi cifrati e teoria del caos, ambientato sullo sfondo suggestivo del Golfo di Napoli.

 

Tòpoi letterari, luoghi comuni, cliché, stereotipi. Cosa sono? – I Parte: il tòpos

La scrittura è un’attività solitaria. Eppure, quando scriviamo non siamo soli.

Intorno al nostro libro ci sono altri libri: quelli degli autori e delle autrici che ci hanno preceduto e che hanno scritto delle stesse cose, o con uno stile simile, o nello stesso genere letterario che noi abbiamo scelto.

Scrivere, quindi, non è solo creare qualcosa di nuovo, ma misurarsi con una certa tradizione, composta:

  • da un canone preciso, stabilito dalla critica e da chi lo studia;
  • dai libri che hanno già affrontato i nostri stessi temi;
  • dal corpus di uno stesso autore o autrice;
  • dai libri che noi stessi abbiamo letto e che ci hanno influenzati, nel bene o nel male, in modo chiaro oppure nascosto.

E in questo non c’è niente di male, anzi: deve essere così. La preoccupazione di essere assolutamente originali e di scrivere in modo da non assomigliare a nessuno è un rovello tipico di autrici e autori inesperti, e consuma un sacco di energie per nulla!

Perché la cultura è una conversazione, perché nessuno di noi è una monade e perché, si dice, in fondo tutto è già stato scritto. Quindi rilassiamoci! Pensiamo, invece, a come relazionarci con la nostra tradizione di riferimento.

Per aiutarti in questo, abbiamo scritto una breve guida per spiegarti alcune componenti fondamentali che accomunano i testi, e che fanno da “mappa” per lo scrittore e la scrittrice che vogliono scrivere bene.

La nostra guida si intitola:

Tòpoi letterari, luoghi comuni, cliché, stereotipi. Cosa sono?

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