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“Blu Mandala” di Franco Ricciardiello – Nuova uscita per Futuro Presente!

Con il mese di maggio, aggiungiamo un nuovo tassello al percorso di Futuro Presente, collana di fantascienza sociale che curiamo per la casa editrice Delos Digital. E si avvicina anche la data del “rullo di tamburi”: il prossimo 27 maggio scopriremo – nell’ambito dell’Italcon a Chianciano – quale collana italiana si aggiudicherà l’ambito Premio Italia, a cui anche Futuro Presente è candidata.

Questo mese tocca a un autore il cui nome è ben noto ai lettori di sci-fi italiani (ma ha pubblicato anche in Francia, Grecia e Argentina): parliamo del grandissimo Franco Ricciardiello, Premio Urania 1998 e autore di opere delicate, appassionanti e ricche di sfumature. Esattamente come “Blu mandala”, racconto lungo ambientato in un’India prossima futura di cui l’autore descrive panorami, suoni e colori con una maestria unica.

Ottobre 2028. L’osservatore della FAO Nicola Cassarà partecipa alla Nīlēmārca, la Marcia Azzurra, attraverso l’Indostan fino a Nuova Delhi. Il suo scopo è toccare con mano il più controverso esperimento agricolo della storia: la coltivazione estensiva del nīlējau, l’orzoblù, cereale azzurro il cui genoma è giunto dallo spazio attraverso un messaggio interstellare. Salvezza o invasione aliena? In un piano di esistenza onirico e impalpabile, l’esercito del Teikoku si prepara a entrare nel cuore azzurro dell’Indostan…

Tra scienza e fede, sogno e realtà, l’immenso Franco Ricciardiello ci conduce in una storia suggestiva, dove le implicazioni sociali, politiche ed economiche fanno da contraltare a scenari esotici e incredibilmente vividi.

“Blu mandala” è in vendita in tutti i formati digitali nei maggiori store on-line (Amazon, KoboBookrepublic ecc.) e sul Delos Store al prezzo di 1,99 euro. Buona lettura! 🙂




“Fuga da Utòpia” – Nuova uscita per Futuro Presente!

In questi giorni, la collana di fantascienza sociale Futuro Presente, che curiamo per Delos Digital, ci ha dato tante soddisfazioni: siamo in finale al Premio Italia 2017 come miglior collana!

I vincitori saranno annunciati la sera del 27 maggio a Chianciano durante l’ItalCon. Teniamo le dita incrociate!

Ed è da poco uscito un nuovo titolo: stavolta tocca a Paolo Ninzatti, che col suo racconto lungo “Fuga da Utòpia” ci porta in un futuro distopico originale e accattivante.

In un’Europa dai confini ridisegnati e dal governo opprimente e totalitario, una giovane mente si ribella in silenzio. Una donna sola, cresciuta tra mille uguali, isolata dall’altro sesso e inquadrata nei rigidi ranghi dell’obbedienza, scopre in lei il germe di una rivoluzione: personale, sessuale, sociale. E fuggirà lontano, braccata in un viaggio pericoloso: alla ricerca di un luogo fuori dalle mappe, ma che forse esiste davvero.

Ribellione, avventura, lotta, dolore, e molto altro: Fuga da Utòpia è la cronaca di un mondo dove ridere è punito dalla legge. E dove il coraggio, il sacrificio e la forza dell’amore (e del poliamore!) sono motivi per combattere, e la vera meta finale.

Eccone un estratto significativo:

Il mio spirito era fuggito in un mondo interiore, fatto di una morale e di un’etica tutte mie.
Una società materialista aveva il vantaggio di aver eliminato un Dio che ti legge nei pensieri, di aver cancellato i complessi di colpa e la paura di inferni dopo la morte. Di conseguenza, l’occhiuto regime poteva soltanto condannarmi per fatti visibili e concreti, e non per le mie intenzioni, che tenevo ben segrete.
Le telecamere di sorveglianza controllavano i corridoi ma non ti leggevano nella testa. E la mia consumata arte dell’apatia recitata mi presentava con la maschera giusta: la mia muraglia, dentro la quale si nascondeva la voglia di vivere, sognare, amare.

“Fuga da Utòpia” è disponibile in tutti i formati digitali e in tutti i maggiori store on-line: Amazon, Kobo, Delos Store. Buona lettura! 🙂




“Lezioni sul domani” reloaded: nuova edizione a cura di Delos Digital!

Oggi è un giorno speciale! 🙂 Il motivo è presto detto: “Lezioni sul domani” esce in tutti gli store on-line, riedita da Delos Digital!

Cos’è “Lezioni sul domani”?

Non ne parlavamo da un pezzo, quindi non tutti la ricorderanno. “Lezioni sul domani” è un’antologia di racconti di fantascienza scritta a quattro mani da noi boss di Studio83, Elena Di Fazio e Giulia Abbate. Fu pubblicata da CastelloVolante nel 2011, ma adesso esce in un’edizione tutta nuova curata da Delos Digital, nella collana Odissea Digital Fantascienza.

“Lezioni sul domani” raccoglie dodici racconti di fantascienza: due scritti a quattro mani, gli altri scritti o da una o dall’altra autrice. Molti sono stati finalisti a concorsi letterari di genere, come il Premio Alien o il Trofeo RiLL.

Di cosa parla “Lezioni sul domani”?

Cosa sarebbe accaduto se il dodo non si fosse mai estinto, o se i fascisti avessero inviato coloni molto, molto lontano? Cosa avverrebbe se una frattura temporale fondesse la Terra del futuro con quella del 1969? O se dietro un relity show si nascondesse un’oscura cospirazione? I dodici racconti scandagliano mondi possibili e bizzarri, a volte grotteschi, a volte più cupi, ponendo interrogativi e portando il lettore dove nessun dodo è mai giunto prima!

Dalla sinossi del libro:

Se c’è qualcosa che la fantascienza ci insegna è che non dobbiamo imparare solo dal passato, ma anche dal futuro.
La fantascienza è un genere solo per uomini? Tante grandi autrici hanno dimostrato il contrario, ma se serviva un’ulteriore conferma la troviamo in questa raccolta di racconti che mette in luce due brillanti autrici, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio, che, forti della loro attività di editor, dominano la scrittura e piegano il tempo. Intrecciandolo in storie impossibili e affascinanti. Missioni dal futuro per sterminare i dodo, epoche che si scontrano mescolando un tempo con un altro, la conquista della luna completamente riscritta. Una fantascienza ricca di idee, come dovrebbe essere sempre la fantascienza.

Dove si trova “Lezioni sul domani”?

“Lezioni sul domani” è venduto in tutti i formati digitali e in tutti i principali store on-line: dal Delos Store della casa editrice a Amazon, Kobo, Bookrepublic e tanti altri!

Qui l’articolo di Fantascienza.com sull’antologia: “Lezioni sul domani, le spiegano Abbate e Di Fazio” 🙂

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“Mio fratello, il cinghiale” – Futuro Presente

Ultima uscita per la collana Delos Digital “Futuro Presente”, curata da Studio83, “Mio fratello, il cinghiale” è un racconto lungo particolare, a partire dal titolo: l’autore, Lorenzo Iacobellis, è un veterano della fantascienza italiana, ricco di fantasia e di ironia. I suoi primi lavori furono pubblicati sulle storiche riviste “Galassia” e “Nova SF”, mentre nel 1981 vinse il Premio Tolkien con l’opera “Mondo incompleto”.

Ma chi è questo fratello, cos’è questo cinghiale?

Con il suo racconto, Iacobellis ci narra un mondo di bizzarre mutazioni e di una comune famiglia italiana travolta dalla decisione del figlio maggiore. A raccontare la vicenda è Ermanno,  il figlio minore.

Il mondo moderno presenta delle sfide che tutti siamo chiamati ad affrontare. Nuovi valori, nuovi modi di vivere, aspetti della vita e degli esseri umani che siamo stati abituati a considerare immutabili che diventano incerti, modificabili nei modi più inaspettati. E chi non è pronto deve fare i conti con un sé stesso interiore che grida “questo non va bene”, mentre con la razionalità cerca di abituarsi al contrario. Chi oggi su stupisce di certi eccessi da parte degli animalisti sui social network scoprirà che il futuro può riservare sviluppi molto più sorprendenti.

Un racconto sul filo dell’ironia da un grande veterano della fantascienza italiana.

Per saperne di più, non vi resta che leggere il racconto! 🙂 L’opera, pubblicata in e-book, può essere acquistata a solo 1,99 euro sul Delos Store, su Amazon e su tutti i principali store on-line.

Iacobellis intreccia con sapienza l’aspetto fantascientifico con quello intimista e quello sociale. La metamorfosi è descritta con grande vivezza descrittiva, così come la progressiva accettazione dei genitori della volontà del figlio, calando entrambe in una società in cui i progressi scientifici si muovono più velocemente della capacità dei singoli, di alcuni almeno, di capirli e di accettarli.

Dalla recensione di Mario Luca Moretti su Andromeda – Rivista di fantascienza

Preparatevi per un viaggio nei più imperscrutabili istinti umani!




Bookpride 2017: ecco com’è andata!

Sabato 25 marzo sono stata in visita al Bookpride, manifestazione culturale milanese giunta alla sua terza edizione.

Una fiera giovane, quindi, promettente e ben animata, comunque ancora abbastanza piccolina, anche rispetto al lancio che ha avuto quest’anno.

Partiamo dal lancio e dal comparto tecnico: tutto ottimo.

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Oscar 2017: ecco i libri!

La notte degli Oscar è appena passata, e verrà ricordata a lungo. Non tanto e non solo per le statuette e per la particolarità di alcuni film in gara, ma soprattutto per la terribile gaffe, di Beatty e Dunaway, della proclamazione del vincitore sbagliato.

Guardiamo, sempre e comunque, il lato positivo: mi pare difficile che si possa fare una figura peggiore di questa… quindi da ora in poi qualsiasi altra sarà migliore! 🙂

Ma torniamo a noi: molte delle pellicole in gara e nomita erano frutto di adattamenti di rispettivi libri e testi teatrali.
Quali? Ve lo diciamo noi!

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Anno nuovo, sito nuovo: Studio83 regeneration!

L’anno nuovo è arrivato ormai da un mese, ma per Studio83 inizia oggi: un vero e proprio regeneration day, il giorno del lancio del nostro sito web rinnovato da cima a fondo!

I tempi cambiano, le esigenze grafiche e strutturali cambiano.

Pur molto affezionate alla forma che il nostro sito web aveva preso alcuni anni fa, con quello che allora fu un completo restyling, abbiamo sentito la necessità di rinnovare la nostra vetrina on-line in modo che fosse più snella, navigabile e adatta ai nuovi supporti.

Lanciamo quindi con grande soddisfazione il nuovo sito di Studio83, rinnovato nell’estetica e nei contenuti, in particolar modo nella sezione dei servizi letterari, anch’essi evolutisi nel tempo e adattati alle reali esigenze di oggi.

Cosa è cambiato nei servizi letterari?
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Giorno della Memoria 2017 – Consigli di libri e film

Il 27 gennaio è stato dichiarato Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto nazista.

Qui nel blog abbiamo spesso pubblicato dei post a tema con consigli, riflessioni, recensioni, insomma con tanti spunti per ripensare, e non solo nell’arco di un giorno, alla tragedia che ha segnato lo scorso secolo e che ha coperto di vergogna e di sangue l’intera Europa.

In questi consigli di lettura, ad esempio, ci sono titoli che ci possono aiutare a considerare quello che è successo con gravità, memoria, presenza e rispetto. E anche con empatia, creatività, proattività. Significa che non basta ricordare, leggere brutte cose e spremere qualche lacrima (tutto ciò è comunque necessario!): bisogna anche prendere le brutte cose, rielaborarle e cercare di trovare degli insegnamenti che possiamo applicare per non cadere negli errori e nelle tragedie vissute dai nostri nonni.

Non smetterò MAI di consigliare il libro “Uno psicologo nel lager” di Viktor Frankl, che prima di essere un luminare è stato un internato ad Auschwitz e che ci parla di questo, ma anche di amore, di compassione, di quanto è bella la vita  e dell’estrema, incancellabile libertà che rimane sempre all’essere umano: decidere come reagire a ciò che ci succede.

Sei vittima di un’ingiustizia, di una violenza, di una perdita orribile: cosa fai? Fai violenza anche tu? Muori dentro? Aggredisci gli altri? Ti suicidi? Oppure aiuti? Ti tieni i pezzi e vai avanti? Ti aggrappi al ricordo dell’amore e di tutto ciò che è bello e ci fai qualcosa per vivere?

Questi NON sono giudizi, e  non sono solo belle parole: sono l’insegnamento di una persona che ha vissuto una delle cose più tremende immaginabili, e che ha sofferto in un modo che nessuno di noi si avvicinerà mai a sperimentare, almeno così mi auguro. Quindi meritano davvero una riflessione, come il libro merita la lettura!

Detto ciò, quest’anno riprendiamo di nuovo la vastissima produzione di storie che si concentrano sull’Olocausto per proporvi una nostra rosa di libri e film: alcuni consigliati, altri con riserva e altri decisamente sconsigliati. Eccoli!

Libri sì: MAUS di Art Spiegelman

Maus è una graphic novel sull’Olocausto anzi: è LA graphic novel sull’Olocausto, dato che ha fatto storia ed è un capolavoro non solo nel suo genere.

Maus è la storia del padre di Art Spiegelman, deportato ad Auschwitz, poi sopravvissuto insieme a sua moglie con la quale emigra negli States cercando di dimenticare lo sterminio della propria famiglia e del proprio figlio, dando alla luce Art e convivendo con il trauma, per quanto possibile.

Ma è anche la storia del figlio di un sopravvissuto, al quale i genitori non riescono a insegnare la gioia, e passano il mostruoso senso di colpa del sopravvissuto. La storia di una relazione, quella tra un figlio e i suoi genitori, tra un fratello vivo e uno perduto senza nemmeno conoscerlo.

MAUS è famoso anche per la particolarità del disegno, e la scelta di rappresentare personaggi antropomorfi associando un tipo di animale a una nazionalità (i tedeschi gatti, gli ebrei topi, ma anche i polacchi maiali, gli statunitensi cani, i francesi rane…).

Ma questo diventa quasi un dettaglio, di una storia raccontata in modo unico, coinvolgente, sofferto, umano. Impossibile non amare i personaggi, difficilissimo non piangere.

Libri nì: Amare Hitler di Paul Roos

Sottotitolo: Storia di una malattia. Questo saggio con inserti romanzati e autobiografici è un’operazione davvero coraggiosa: quella di un tedesco che fa i conti con la rimozione generale della sua gente verso i crimini del nazismo, in un paese in cui tantissimi hanno un nonnino che è stato SS o soldato o nazista convinto, e tutti preferiscono non pensarci su.

Ma perché i tedeschi hanno amato Hitler? Come si può amare Hitler, e come si fa, in che modo può avvenire? Roos ricostruisce alcuni passi della biografia di Hitler e della Storia, ripensa ad avvenimenti sinistri della propria infanzia legati alla rimozione dell’essere stati nazisti, ripercorre la storia di una oppositrice tedesca finita nel lager, tiene moltissimi fili e smuove sicuramente riflessioni e sentimenti che turbano, e che hanno portato questo libro a diventare un caso, alla sua uscita in Germania.

Lo consiglio a chi è disposto a fidarsi, e a fare un viaggio nella non memoria: con i mezzi molto personali, a volte spericolati di Roos, che non esita ad accostare documenti storici a sogni erotici sullo sfondo del lager. Io lo considero un libro molto riuscito e una rielaborazione preziosa, ma a qualcuno potrebbe dare fastidio la disinvoltura di Roos, seppure sofferta e consapevole, nel trattare il tema sotto luci a volte davvero inusuali.

Libri no: La baracca dei tristi piaceri di Helga Schneider

Mi dispiace molto stroncare un libro che mette in luce una tragedia spesso dimenticata, quella delle donne obbligate a prostituirsi in alcuni lager, scritto poi da un’autrice tedesca con una storia difficile sulle spalle e che sicuramente deve aver sofferto, nel ricostruire il calvario delle donne che ha poi raccontato in questo libro.

Una giovane giornalista rintraccia per caso un’anziana sopravvissuta che accetta di raccontarle le brutalità subite. Una buona parte del romanzo, però, si riduce a una lista di mi hanno fatto questo, poi mi è successo questo ancora peggio, e poi ho subito questo ennesimo orribile fatto, e poi, e poi… Molti degli spunti del romanzo, come il rapporto tra la giornalista e la donna, o l’effetto dei terrificanti racconti sulla ragazza e nella sua vita, non sono affrontati, e le parti nelle quali la sopravvissuta non enumera mostruosità sono scritte in modo sciatto e chiaramente considerate dei riempitivi tra una scena dell’orrore e l’altra.

Schneider ha lavorato molto per ricostruire la realtà della prostituzione forzata nei lager, e traspare dalle righe la sua volontà di renderli noti, di farli sapere al mondo, di ridare dignità alle donne brutalizzate sotto ogni punto di vista: ma data la sciatteria con la quale è scritto il romanzo, penso che sarebbe stata più efficace nello scrivere un saggio.

 Film sì: L’uomo del banco dei pegni di Sindney Lumet

“L’uomo del banco dei pegni” è un film conosciuto tra i cinefili, perché rappresenta un momento molto importante, non solo cinematografico. Si tratta di una delle prime pellicole a parlare di Olocausto, e lo fa in modo trasversale, indiretto: seguendo la storia e il percorso di catarsi di un sopravvissuto, un uomo passato per l’inferno e che l’inferno ormai se lo porta dentro.

Non serve vedere scene brutali, né conoscere dettagli truculenti, per capire e vivere l’estrema prostrazione, l’andare in pezzi di chi vuole seppellire il trauma nell’oblio, ma rischia in questo modo di esserne divorato.

I flashback intensi, l’alternanza del grigio presente con sprazzi di un passato orribile mostrato solo a brevissimi tratti, il finale indimenticabile: “L’uomo del banco dei pegni” è un classico che non può mancare, e un tassello in più nel difficile tema del sopravvissuto.

Film nì: La zona grigia di Tim Blake Nelson

“La zona grigia” è un film molto accurato e ben girato, che racconta l’episodio di una tentata ribellione nel campo di Auschwitz. Dalla sua ha la fattura, la precisione storica, il comparto tecnico impeccabile e una qualità alta da più punti di vista.
La storia stessa merita di essere raccontata, perché ben prima del caso “Il figlio di Saul” si concentra sul micromondo infernale che ruotava intorno alle camere a gas e ai cosiddetti “spalacadaveri”, come li chiama Vonnegut in quel capolavoro di romanzo che è “Madre Notte” (nel quale l’Olocausto non è il tema centrale, ma c’è).

Il motivo per cui lo giudico “nì” è che è il film sull’Olocausto più pesante che abbia mai visto: e non perché sia particolarmente più violento di altri, o sia scioccante, no. “La zona grigia” è piuttosto un film che annichilisce: riesce a far provare allo spettatore un senso di prostrazione, di vacuità, di disperata mancanza di senso, che personalmente ho fatto un po’ fatica a sopportare.

Quindi lo consiglio ai cinefili, e a chi è pronto a “sporcarsi le mani” andando oltre le storie e i personaggi singoli, e mettendo un piede nella zona grigia in cui il male minore è perdere il senno o morire il prima possibile.

Film no: Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman

Che bello, ho un nuovo amico! È scheletrico, rapato, pieno di lividi e tagli, sta dietro un filo spinato e ha l’espressione sempre un po’ impaurita e una divisa a scacchi… sarà un pigiama? Ma sì, tutto bene allora, giochiamo!

Ecco, l’intero film si basa su questo ragionamento quanto meno miope, che mi rifiuto di credere normale per un bambino di nove anni. Il complesso mondo dell’infanzia è qui ridotto a un sogno tra le nuvole ingenuo e anche un po’ alienato, cosa che mi pare davvero irrispettosa nei confronti dei bambini.

Il protagonista del film è figlio del capo di un lager. Vive lì, con la famiglia, in un blocco isolato dal resto dove i prigionieri più fortunati stanno lì a fare da camerieri… e anche se pur visibilmente terrorizzati e provati suscitano meno pietà del bambino. Bambino presentato come un assiduo lettore e come un ragazzo sveglio, ma che non capisce niente di niente. Fa amicizia con un piccolo internato, ci parla, ci gioca, ancora senza capire una mazza, e così via, verso un finale abbastanza mal costruito e davvero poco leale verso lo spettatore. Che magari è a sua volta un bambino e si beccherà una botta difficile da contestualizzare.

In questo film, a mio avviso, manca il rispetto. Rispetto per i bambini, che hanno fantasia e leggerezza da vendere, ma non sono alieni idioti candidi e confettosi a tutti i costi (anzi, quasi sempre sono più sottili e intuitivi dei grandi). Rispetto per i piccoli spettatori, attirati dal packaging e coccolati per tre quarti della storia, e poi mollati di fronte a dei fotogrammi, gli ultimi, davvero duri da digerire.

Parlare dell’Olocausto non è facile. La rappresentazione, come ci insegna il filosofo estetico Jean Luc Nancy, è interdetta, perché seguendo un certo percorso logico il campo rappresenta la negazione dell’immagine, della rappresentazione. Per questa ragione, non tutti i prodotti culturali sono alla stessa altezza: alcuni sono privi di spessore, pur partendo da materiale importante, altri mancano di rispetto, di comprensione e di basi plausibili. Alcuni libri e film, invece, uniscono qualità tecnica a un altissimo valore umano. Leggiamo e guardiamo solo quelli, e che il resto sia silenzio.

Come dal 2007 a questa parte, vi abbiamo proposto letture – stavolta anche film – che possano arricchire il contesto culturale di un dramma storico che noi europei siamo chiamati ogni anno a ricordare, elaborare, e con cui fare i conti. Le notizie di attualità di oggi ci ricordano che questo dramma non è mai finito, che continua a consumarsi, in contesti e modalità diverse. E come sempre ci auspichiamo che le Giornata della Memoria non sia solo un modo per elaborare il passato, ma una chiave per leggere il presente, con tutta la sua gravità.




“Rigenerazione” di Giampietro Stocco – Futuro Presente

La collana Futuro Presente, che curiamo per Delos Digital, sta via via prendendo una forma sempre più definita. Tante tematiche affrontate, tanti autori diversi che si sono confrontati con la fantascienza sociale e le sue mille sfaccettature. Alla lista si aggiunge Giampietro Stocco, già noto per molti suoi eccellenti romanzi (tra cui ricordiamo “Nero italiano”, “La dea del caos” e “Nuovo Mondo”), con un racconto intitolato “Rigenerazione” in cui si esplora il confine tra la vita e la morte, nonché lo sfruttamento di chi è considerato nato (o morto?) per essere schiavo. Una storia ricca di pathos che saprà catturarvi e lasciarvi attoniti. Di seguito la sinossi:

Persone e “cosi”: i primi occupano il gradino più alto della scala sociale, i secondi sono schiavi programmati per produrre. Ma anche i cosi, prima del processo di Rigenerazione, erano Persone. Leda è una Rigeneratrice, convinta che i cosi non provino dolore o sentimenti. Fino al giorno in cui scopre che, dietro al loro sguardo, si nasconde qualcosa che le Persone hanno perduto da tempo e che farà vacillare tutte le sue certezze. Giampietro Stocco, autore già noto nel panorama fantascientifico italiano, ci parla di eugenetica e di reificazione dell’essere umano attraverso una parabola struggente, dove pathos e temi sociali sono ugualmente forti.

 

Potrete acquistare questo bellissimo racconto sul Delos Store, o su tutti gli store on-line. Buona lettura!




Esopo 2.0 di Silvia De Meis – Un libro in un minuto #piulibri16

Alla Fiera di Roma Più Libri Più Liberi di dicembre 2016 c’è stata una grande partecipazione di piccoli editori con proposte innovative, anche per bambini e ragazzi: è il caso di questo “Esopo 2.0” di Silvia De Meis, che ce ne parla insieme a Francesca Costantino, editrice Astro Edizioni. Un libro che si legge e si… colora. Buona lettura e buona coloritura ai più piccoli… e buona visione!

 


loghettoPer il resoconto della fiera del libro di Roma: Fiera di Roma Più libri più liberi 2016 – Bilancio positivo!

loghettoPer il primo video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16:  “I nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti, Lad Vegas edizioni

loghettoPer il secondo video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16: “Qualcuno cammina sulla tua tomba” di Mariana Enriquez, Caravan Edizioni

loghettoPer il terzo video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16: “Il cervo di Horn Creek”, di Sarah K. Castle, Future Fiction

loghettoPer il quarto video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16:”Regno animale”, di Gabriela Mistral, Edicola Ediciones

loghettoPeril quinto video della serie “Un libro in un minuto” #piulibri16″: “Roma caput Zombie” di Marco Roncaccia, Nero Press Edizioni