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Oscar 2017: ecco i libri!

La notte degli Oscar è appena passata, e verrà ricordata a lungo. Non tanto e non solo per le statuette e per la particolarità di alcuni film in gara, ma soprattutto per la terribile gaffe, di Beatty e Dunaway, della proclamazione del vincitore sbagliato.

Guardiamo, sempre e comunque, il lato positivo: mi pare difficile che si possa fare una figura peggiore di questa… quindi da ora in poi qualsiasi altra sarà migliore! 🙂

Ma torniamo a noi: molte delle pellicole in gara e nomita erano frutto di adattamenti di rispettivi libri e testi teatrali.
Quali? Ve lo diciamo noi!

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Anno nuovo, sito nuovo: Studio83 regeneration!

L’anno nuovo è arrivato ormai da un mese, ma per Studio83 inizia oggi: un vero e proprio regeneration day, il giorno del lancio del nostro sito web rinnovato da cima a fondo!

I tempi cambiano, le esigenze grafiche e strutturali cambiano.

Pur molto affezionate alla forma che il nostro sito web aveva preso alcuni anni fa, con quello che allora fu un completo restyling, abbiamo sentito la necessità di rinnovare la nostra vetrina on-line in modo che fosse più snella, navigabile e adatta ai nuovi supporti.

Lanciamo quindi con grande soddisfazione il nuovo sito di Studio83, rinnovato nell’estetica e nei contenuti, in particolar modo nella sezione dei servizi letterari, anch’essi evolutisi nel tempo e adattati alle reali esigenze di oggi.

Cosa è cambiato nei servizi letterari?
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Giorno della Memoria 2017 – Consigli di libri e film

Il 27 gennaio è stato dichiarato Giorno della Memoria delle vittime dell’Olocausto nazista.

Qui nel blog abbiamo spesso pubblicato dei post a tema con consigli, riflessioni, recensioni, insomma con tanti spunti per ripensare, e non solo nell’arco di un giorno, alla tragedia che ha segnato lo scorso secolo e che ha coperto di vergogna e di sangue l’intera Europa.

In questi consigli di lettura, ad esempio, ci sono titoli che ci possono aiutare a considerare quello che è successo con gravità, memoria, presenza e rispetto. E anche con empatia, creatività, proattività. Significa che non basta ricordare, leggere brutte cose e spremere qualche lacrima (tutto ciò è comunque necessario!): bisogna anche prendere le brutte cose, rielaborarle e cercare di trovare degli insegnamenti che possiamo applicare per non cadere negli errori e nelle tragedie vissute dai nostri nonni.

Non smetterò MAI di consigliare il libro “Uno psicologo nel lager” di Viktor Frankl, che prima di essere un luminare è stato un internato ad Auschwitz e che ci parla di questo, ma anche di amore, di compassione, di quanto è bella la vita  e dell’estrema, incancellabile libertà che rimane sempre all’essere umano: decidere come reagire a ciò che ci succede.

Sei vittima di un’ingiustizia, di una violenza, di una perdita orribile: cosa fai? Fai violenza anche tu? Muori dentro? Aggredisci gli altri? Ti suicidi? Oppure aiuti? Ti tieni i pezzi e vai avanti? Ti aggrappi al ricordo dell’amore e di tutto ciò che è bello e ci fai qualcosa per vivere?

Questi NON sono giudizi, e  non sono solo belle parole: sono l’insegnamento di una persona che ha vissuto una delle cose più tremende immaginabili, e che ha sofferto in un modo che nessuno di noi si avvicinerà mai a sperimentare, almeno così mi auguro. Quindi meritano davvero una riflessione, come il libro merita la lettura!

Detto ciò, quest’anno riprendiamo di nuovo la vastissima produzione di storie che si concentrano sull’Olocausto per proporvi una nostra rosa di libri e film: alcuni consigliati, altri con riserva e altri decisamente sconsigliati. Eccoli!

Libri sì: MAUS di Art Spiegelman

Maus è una graphic novel sull’Olocausto anzi: è LA graphic novel sull’Olocausto, dato che ha fatto storia ed è un capolavoro non solo nel suo genere.

Maus è la storia del padre di Art Spiegelman, deportato ad Auschwitz, poi sopravvissuto insieme a sua moglie con la quale emigra negli States cercando di dimenticare lo sterminio della propria famiglia e del proprio figlio, dando alla luce Art e convivendo con il trauma, per quanto possibile.

Ma è anche la storia del figlio di un sopravvissuto, al quale i genitori non riescono a insegnare la gioia, e passano il mostruoso senso di colpa del sopravvissuto. La storia di una relazione, quella tra un figlio e i suoi genitori, tra un fratello vivo e uno perduto senza nemmeno conoscerlo.

MAUS è famoso anche per la particolarità del disegno, e la scelta di rappresentare personaggi antropomorfi associando un tipo di animale a una nazionalità (i tedeschi gatti, gli ebrei topi, ma anche i polacchi maiali, gli statunitensi cani, i francesi rane…).

Ma questo diventa quasi un dettaglio, di una storia raccontata in modo unico, coinvolgente, sofferto, umano. Impossibile non amare i personaggi, difficilissimo non piangere.

Libri nì: Amare Hitler di Paul Roos

Sottotitolo: Storia di una malattia. Questo saggio con inserti romanzati e autobiografici è un’operazione davvero coraggiosa: quella di un tedesco che fa i conti con la rimozione generale della sua gente verso i crimini del nazismo, in un paese in cui tantissimi hanno un nonnino che è stato SS o soldato o nazista convinto, e tutti preferiscono non pensarci su.

Ma perché i tedeschi hanno amato Hitler? Come si può amare Hitler, e come si fa, in che modo può avvenire? Roos ricostruisce alcuni passi della biografia di Hitler e della Storia, ripensa ad avvenimenti sinistri della propria infanzia legati alla rimozione dell’essere stati nazisti, ripercorre la storia di una oppositrice tedesca finita nel lager, tiene moltissimi fili e smuove sicuramente riflessioni e sentimenti che turbano, e che hanno portato questo libro a diventare un caso, alla sua uscita in Germania.

Lo consiglio a chi è disposto a fidarsi, e a fare un viaggio nella non memoria: con i mezzi molto personali, a volte spericolati di Roos, che non esita ad accostare documenti storici a sogni erotici sullo sfondo del lager. Io lo considero un libro molto riuscito e una rielaborazione preziosa, ma a qualcuno potrebbe dare fastidio la disinvoltura di Roos, seppure sofferta e consapevole, nel trattare il tema sotto luci a volte davvero inusuali.

Libri no: La baracca dei tristi piaceri di Helga Schneider

Mi dispiace molto stroncare un libro che mette in luce una tragedia spesso dimenticata, quella delle donne obbligate a prostituirsi in alcuni lager, scritto poi da un’autrice tedesca con una storia difficile sulle spalle e che sicuramente deve aver sofferto, nel ricostruire il calvario delle donne che ha poi raccontato in questo libro.

Una giovane giornalista rintraccia per caso un’anziana sopravvissuta che accetta di raccontarle le brutalità subite. Una buona parte del romanzo, però, si riduce a una lista di mi hanno fatto questo, poi mi è successo questo ancora peggio, e poi ho subito questo ennesimo orribile fatto, e poi, e poi… Molti degli spunti del romanzo, come il rapporto tra la giornalista e la donna, o l’effetto dei terrificanti racconti sulla ragazza e nella sua vita, non sono affrontati, e le parti nelle quali la sopravvissuta non enumera mostruosità sono scritte in modo sciatto e chiaramente considerate dei riempitivi tra una scena dell’orrore e l’altra.

Schneider ha lavorato molto per ricostruire la realtà della prostituzione forzata nei lager, e traspare dalle righe la sua volontà di renderli noti, di farli sapere al mondo, di ridare dignità alle donne brutalizzate sotto ogni punto di vista: ma data la sciatteria con la quale è scritto il romanzo, penso che sarebbe stata più efficace nello scrivere un saggio.

 Film sì: L’uomo del banco dei pegni di Sindney Lumet

“L’uomo del banco dei pegni” è un film conosciuto tra i cinefili, perché rappresenta un momento molto importante, non solo cinematografico. Si tratta di una delle prime pellicole a parlare di Olocausto, e lo fa in modo trasversale, indiretto: seguendo la storia e il percorso di catarsi di un sopravvissuto, un uomo passato per l’inferno e che l’inferno ormai se lo porta dentro.

Non serve vedere scene brutali, né conoscere dettagli truculenti, per capire e vivere l’estrema prostrazione, l’andare in pezzi di chi vuole seppellire il trauma nell’oblio, ma rischia in questo modo di esserne divorato.

I flashback intensi, l’alternanza del grigio presente con sprazzi di un passato orribile mostrato solo a brevissimi tratti, il finale indimenticabile: “L’uomo del banco dei pegni” è un classico che non può mancare, e un tassello in più nel difficile tema del sopravvissuto.

Film nì: La zona grigia di Tim Blake Nelson

“La zona grigia” è un film molto accurato e ben girato, che racconta l’episodio di una tentata ribellione nel campo di Auschwitz. Dalla sua ha la fattura, la precisione storica, il comparto tecnico impeccabile e una qualità alta da più punti di vista.
La storia stessa merita di essere raccontata, perché ben prima del caso “Il figlio di Saul” si concentra sul micromondo infernale che ruotava intorno alle camere a gas e ai cosiddetti “spalacadaveri”, come li chiama Vonnegut in quel capolavoro di romanzo che è “Madre Notte” (nel quale l’Olocausto non è il tema centrale, ma c’è).

Il motivo per cui lo giudico “nì” è che è il film sull’Olocausto più pesante che abbia mai visto: e non perché sia particolarmente più violento di altri, o sia scioccante, no. “La zona grigia” è piuttosto un film che annichilisce: riesce a far provare allo spettatore un senso di prostrazione, di vacuità, di disperata mancanza di senso, che personalmente ho fatto un po’ fatica a sopportare.

Quindi lo consiglio ai cinefili, e a chi è pronto a “sporcarsi le mani” andando oltre le storie e i personaggi singoli, e mettendo un piede nella zona grigia in cui il male minore è perdere il senno o morire il prima possibile.

Film no: Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman

Che bello, ho un nuovo amico! È scheletrico, rapato, pieno di lividi e tagli, sta dietro un filo spinato e ha l’espressione sempre un po’ impaurita e una divisa a scacchi… sarà un pigiama? Ma sì, tutto bene allora, giochiamo!

Ecco, l’intero film si basa su questo ragionamento quanto meno miope, che mi rifiuto di credere normale per un bambino di nove anni. Il complesso mondo dell’infanzia è qui ridotto a un sogno tra le nuvole ingenuo e anche un po’ alienato, cosa che mi pare davvero irrispettosa nei confronti dei bambini.

Il protagonista del film è figlio del capo di un lager. Vive lì, con la famiglia, in un blocco isolato dal resto dove i prigionieri più fortunati stanno lì a fare da camerieri… e anche se pur visibilmente terrorizzati e provati suscitano meno pietà del bambino. Bambino presentato come un assiduo lettore e come un ragazzo sveglio, ma che non capisce niente di niente. Fa amicizia con un piccolo internato, ci parla, ci gioca, ancora senza capire una mazza, e così via, verso un finale abbastanza mal costruito e davvero poco leale verso lo spettatore. Che magari è a sua volta un bambino e si beccherà una botta difficile da contestualizzare.

In questo film, a mio avviso, manca il rispetto. Rispetto per i bambini, che hanno fantasia e leggerezza da vendere, ma non sono alieni idioti candidi e confettosi a tutti i costi (anzi, quasi sempre sono più sottili e intuitivi dei grandi). Rispetto per i piccoli spettatori, attirati dal packaging e coccolati per tre quarti della storia, e poi mollati di fronte a dei fotogrammi, gli ultimi, davvero duri da digerire.

Parlare dell’Olocausto non è facile. La rappresentazione, come ci insegna il filosofo estetico Jean Luc Nancy, è interdetta, perché seguendo un certo percorso logico il campo rappresenta la negazione dell’immagine, della rappresentazione. Per questa ragione, non tutti i prodotti culturali sono alla stessa altezza: alcuni sono privi di spessore, pur partendo da materiale importante, altri mancano di rispetto, di comprensione e di basi plausibili. Alcuni libri e film, invece, uniscono qualità tecnica a un altissimo valore umano. Leggiamo e guardiamo solo quelli, e che il resto sia silenzio.

Come dal 2007 a questa parte, vi abbiamo proposto letture – stavolta anche film – che possano arricchire il contesto culturale di un dramma storico che noi europei siamo chiamati ogni anno a ricordare, elaborare, e con cui fare i conti. Le notizie di attualità di oggi ci ricordano che questo dramma non è mai finito, che continua a consumarsi, in contesti e modalità diverse. E come sempre ci auspichiamo che le Giornata della Memoria non sia solo un modo per elaborare il passato, ma una chiave per leggere il presente, con tutta la sua gravità.




“Rigenerazione” di Giampietro Stocco – Futuro Presente

La collana Futuro Presente, che curiamo per Delos Digital, sta via via prendendo una forma sempre più definita. Tante tematiche affrontate, tanti autori diversi che si sono confrontati con la fantascienza sociale e le sue mille sfaccettature. Alla lista si aggiunge Giampietro Stocco, già noto per molti suoi eccellenti romanzi (tra cui ricordiamo “Nero italiano”, “La dea del caos” e “Nuovo Mondo”), con un racconto intitolato “Rigenerazione” in cui si esplora il confine tra la vita e la morte, nonché lo sfruttamento di chi è considerato nato (o morto?) per essere schiavo. Una storia ricca di pathos che saprà catturarvi e lasciarvi attoniti. Di seguito la sinossi:

Persone e “cosi”: i primi occupano il gradino più alto della scala sociale, i secondi sono schiavi programmati per produrre. Ma anche i cosi, prima del processo di Rigenerazione, erano Persone. Leda è una Rigeneratrice, convinta che i cosi non provino dolore o sentimenti. Fino al giorno in cui scopre che, dietro al loro sguardo, si nasconde qualcosa che le Persone hanno perduto da tempo e che farà vacillare tutte le sue certezze. Giampietro Stocco, autore già noto nel panorama fantascientifico italiano, ci parla di eugenetica e di reificazione dell’essere umano attraverso una parabola struggente, dove pathos e temi sociali sono ugualmente forti.

 

Potrete acquistare questo bellissimo racconto sul Delos Store, o su tutti gli store on-line. Buona lettura!




Esopo 2.0 di Silvia De Meis – Un libro in un minuto #piulibri16

Alla Fiera di Roma Più Libri Più Liberi di dicembre 2016 c’è stata una grande partecipazione di piccoli editori con proposte innovative, anche per bambini e ragazzi: è il caso di questo “Esopo 2.0” di Silvia De Meis, che ce ne parla insieme a Francesca Costantino, editrice Astro Edizioni. Un libro che si legge e si… colora. Buona lettura e buona coloritura ai più piccoli… e buona visione!

 


loghettoPer il resoconto della fiera del libro di Roma: Fiera di Roma Più libri più liberi 2016 – Bilancio positivo!

loghettoPer il primo video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16:  “I nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti, Lad Vegas edizioni

loghettoPer il secondo video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16: “Qualcuno cammina sulla tua tomba” di Mariana Enriquez, Caravan Edizioni

loghettoPer il terzo video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16: “Il cervo di Horn Creek”, di Sarah K. Castle, Future Fiction

loghettoPer il quarto video della serie “Un libro in un minuto #piulibri16:”Regno animale”, di Gabriela Mistral, Edicola Ediciones

loghettoPeril quinto video della serie “Un libro in un minuto” #piulibri16″: “Roma caput Zombie” di Marco Roncaccia, Nero Press Edizioni




In radio – Intervista a Studio83

Oggi vi proponiamo una intervista radiofonica: le intervistate siamo noi!, Giulia Abbate ed Elena Di Fazio.

L’intervista è stata registrata nel luglio del 2010, per il programma radiofonico “Letterematte Show” ospitato da Radio Tanjo.

Speaker è Kito, creatore e anima del blog LettereMatte.

Sei anni fa, eravamo tra le prime a parlare di pubblicazione indipendente, di diversi tipi di editing, e di molto altro. Buona lettura!

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Kito: Salutiamo Elena, Giulia e anche Stella! [la bambina di Giulia, N.d.R.] Che ne dite di presentare Studio83 agli scrittorucoli che ancora non vi conoscono?

Elena Di Fazio: D’accordo. Allora… Io sono Elena di Fazio e Studio83 è un’associazione culturale che abbiamo fondato nel 2007 con il proposito di fornire servizi editoriali, discutere di letteratura, recensire libri, scrivere articoli che avessero a che fare con il mondo dell’editoria e degli esordienti.

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“La notte in cui tutte le donne” di Laura Silvestri – Futuro Presente #5

“Ci sono due grandi tragedie nella vita. Una è non avere ciò che si desidera, l’altra è ottenerlo.”

Inizia con un’azzeccatissima citazione il quinto racconto lungo pubblicato da Delos Digital nella collana “Futuro Presente”, un’opera della scrittrice Laura Silvestri, che ha scelto di usare la fantascienza per parlare di un tema sociale molto importante: il sessismo e la cultura di prevaricazione sulla donna che si porta dietro. E siccome siamo il campo fantascientifico, l’argomento viene introdotto attraverso una strana mutazione genetica – la Mutazione Franklin – che in una notte ha cambiato all’improvviso le donne. Cento anni dopo, il protagonista Lisandro si trova a vivere in un mondo in cui i ruoli sociali dell’uomo e della donna sono molto diversi da quelli che conosciamo oggi in Italia (ma anche altrove): un cambiamento di prospettiva necessario per notare ciò che la consuetudine ha finito per rendere invisibile.

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“La notte in cui tutte le donne” è un racconto di fantascienza sociale che ci ha colpito subito per la sua freschezza e per l’intelligenza con cui l’autrice ha utilizzato un espediente fantascientifico per trattare un tema molto attuale. Ne consigliamo la lettura a tutti, anche a chi non ama la narrativa di genere: sia sicure che vi piacerà comunque, perché pone domande che parlano del mondo di oggi, aiutandoci a capire il presente proiettandolo altrove. Ed è esattamente lo scopo della collana Futuro Presente!

Potete trovare l’e-book “La notte in cui tutte le donne” sul Delos Store, o su i maggiori store on-line, come Amazon, Ibs o Bookrepublic.

Vi ricordiamo, come sempre, che la selezione di racconti lunghi e romanzi brevi per la collana Futuro Presente è permanente. Per proporre le vostre opere, leggete il bando! 🙂

 




Promozione di Natale: il tuo libro!

Natale è un momento d’oro per il libro: per pubblicarlo, pubblicizzarlo, venderlo… perché no, anche per regalarlo.

Quindi abbiamo pensato a un mese di promozione speciale sui nostri servizi in tema: così potrai avere un tuo titolo pronto per i tuoi lettori vicini e lontani.

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Regala il tuo libro: una raccolta di poesie o racconti, per accompagnare i regali di Natale con una strenna unica.
Regalati il tuo libro: noi lo trasformiamo in un ebook e lo carichiamo noi su Amazon, così potrai venderlo per Natale!

Ecco i servizi in promozione:

gift-ebookEbook
epub o mobi, pronto per la diffusione e la vendita a soli €49.90.
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ebook più caricamento online per la pubblicazione a soli €69.90
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un libricino stampato, da regalare come pensiero di Natale a soli €69.90
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L’offerta ha una durata limitata: leggi i dettagli.
Se vuoi ricevere promozioni come questa in anticipo prima che escano sul blog, iscriviti alla newsletter di Studio83.

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Quest’anno fatti un regalo speciale. Carta e forbici le usiamo noi! 🙂




Corso di scrittura creativa alla Scuola Internazionale di Comics

Su richiesta della scrittrice Alda Teodorani e dello staff della Scuola internazionale di Comics di Roma, segnaliamo con piacere un corso di scrittura creativa che vede come docente l’autrice e come ospiti diverse personalità del mondo editoriale.

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In partenza il 29 novembre il CORSO DI SCRITTURA CREATIVA presso la Scuola Internazionale di Comics nella sede completamente rinnovata a via Lemmi, vicino alla metro Colli Albani. Il corso si terrà il martedì e il giovedì dalle 15,15 alle 18,15
Durante il corso verranno forniti gli strumenti per scrivere racconti e romanzi – dall’ambientazione ai personaggi e alla loro psicologia, dalla scaletta ai flashback, dai dialoghi all’io narrante e così via – ma anche per tutti i mestieri della scrittura come saggistica, giornalismo, traduzione, editing, sceneggiatura. Si prevede la presenza di numerosi e prestigiosi ospiti – scrittori, giornalisti, sceneggiatori, editori, curatori di collane, editor, traduttori… – tra i più recenti Bruno Ballardini, Edizioni Mediterranee, Vito Bruschini, Flavio Cannistrà, Pier Paolo Di Mino, Luigi Bonaro, Francesco Verso e Future Fiction, Veronica Leffe, Luca Piccolino, Giulio Leoni, Mariachiara Moscoloni, Francesco Moriconi, Biagio Proietti, Profondo Rosso Store, Silvio Sosio e Delos Digital, Antonio Tentori, Nicola Verde, Verde Rivista,  TerraNullius – Cricca 33, Hacca Edizioni, Antonio Veneziani, Patrizia Pesaresi, Leo Sorge, Luisa Brancaccio.

Si parlerà dei social e di come orientarvisi in maniera proficua, dei segreti dei software che si usano per la scrittura e di quelli che si usano per l’autopubblicazione.

Info: roma@scuolacomics.it

Maggiori dettagli qui http://www.scuolacomics.com/corsi/scrittura-creativa/roma




To Self or not to Self di Alessandro Forlani (Futuro Presente)

La presentazione di Futuro Presente è andata molto bene e abbiamo avuto modo di presentare al pubblico la quarta uscita della nostra collana.

“To self or not to self” è un racconto fulminante, ironico, scritto dalla penna inconfondibile di Alessandro Forlani.

Luca è un giovane e rampante cronista di guerra con un portfolio di reportage a colpi di selfie e hashtag. Ingaggiato dalla prestigiosa “Virtual People”, il suo primo incarico sarà gettarsi in una guerriglia urbana a Lissone scatenata dalle Brigate Pentastrali Bauscia.

To self or not to self di Alessandro Forlani, quarta uscita

To self or not to self di Alessandro Forlani, quarta uscita di Futuro Presente

Luca gattonò a ciò che restava dei robot Ribelli e trovò un occhio-olocamera che pigolava di fatal error: se lo strinse guancia a guancia, scattò un selfie straordinario; lo commentò d’hashtag polemici e coraggiosi #anchioribelle; #jesuisautomate; #combattilibero; #cybergiussano. Buttò il rottame, prese coraggio e corse ad acquattarsi a una fila di cassonetti; sacchi d’umido e indifferenziata lo protessero dai proiettili. I droni dell’Aviazione rinnovarono l’attacco, uno andò a schiantarsi sotto i portici del Municipio ed esplose nei pixel rossi delle lettere GAME OVER. Un infantile «diobono no!» echeggiò fra le esplosioni.

Alessandro Forlani, uno dei più peculiari autori del panorama fantascientifico italiano, ci porta col suo stile inimitabile in un mondo di social, condivisioni, hashtag e illusioni di onnipresenza: il confine estremo del selfie ergo sum, dove la posta in gioco è la percezione di sé.

Il nostro booktrailer, con commenti di lettori autorevoli che vi sorprenderanno:

Trovate il racconto di Alessandro Forlani nello store di Delos dove è acquistabile in formato epub e mobi.