servizi letterari

Quando la scrittura si ferma…

Oggi è un gran giorno: questo è il MILLESIMO post del blog di Studio83!

🙂

Lo festeggiamo proponendovi questo breve video, che speriamo vi diverta e vi ispiri. Perché ci sono tanti modi per superare il blocco dello scrittore… è c’è Studio83!

Quando la scrittura si ferma e andare avanti è difficile… arriva Studio83!
Un aiuto professionale, un aiuto VERO: editing, valutazione, correzione, ebook, selfpub, ricerca editore…
Metti il TURBO alla tua scrittura con STUDIO83!

Scopri i nostri servizi letterari... e trova una strada che fa per te e per la tua opera!

 




Editing e diffidenza – Dicono di noi!

La conoscenza di Giulia Abbate è stata importante, sia sul piano umano, sia per una riflessione sul destino dei miei libri. La sua sensibilità e la sua grande professionalità mi hanno aiutata a vincere la tendenza all’autoreferenzialità e la diffidenza nei confronti del lavoro editoriale. L’editing è stato ottimo sotto tutti i punti di vista e non posso far altro che ringraziare e ricambiare mettendomi a lavorare!

Dina Lentini

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Parola di scrittrice… scopri le altre opinioni sul nostro lavoro, nella nuova sezione del nostro sito dedicata al portfolio e a quello che dicono di noi le persone con le quali abbiamo lavorato.

Leggi qualcosa in più sul nostro servizio di editing, che offriamo in doppia versione con caratteristiche originali e introvabili altrove: le abbiamo inventate noi!

Editing basic: fondamentale per romanzi e racconti di qualità, pronti alla pubblicazione professionale. Studio83 ti aiuta a migliorare il tuo testo e quelli che scriverai dopo.

Editing Premium: l’editing secondo Studio83! Con due letture e doppia scheda, mette il turbo alla tua scrittura.

Con Studio83, trova la strada che fa per te e per la tua opera!

 




I migliori post del 2015

Buongiorno, scrittonavigatori e navigascrittrici! Passato bene il Natale?

Mentre finite di eliminare (nella differenziata!) gli ultimi scampoli di confezioni regalo e di fare fuori gli avanzi dei cenoni in compagnia, vi proponiamo i nostri migliori contenuti di quest’anno: dopo il riepilogo dei classici mese per mese, ecco la classifica dei post più letti del 2015!

“Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?”

Al primo posto, un articolo dedicato all’antologia di fantascienza a tema Expo, sul cibo del futuro e il futuro del cibo. Nata dall’idea dei tre curatori Francesco Grasso, Marco Minicangeli e Massimo Mongai, è stata edita da Della Vigna e ha ottenuto un buon successo di critica e di vendite, a riprova che fare fantascienza italiana è possibile.
E ci siamo anche noi! Il racconto “Calendario della Semina” è a firma Giulia Abbate, mentre “Più uguali di altri” è di Elena Di Fazio. Ogni tanto cambiamo veste e da editor torniamo scrittrici: fiere di prender parte a progetti solidi e di qualità.

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Poesie di Natale

In pochissimi giorni il post sulle Poesie di Natale si è piazzato al secondo posto di quest’anno, segnale che l’Isola della Poesia è una realtà attiva e che riscuote molto interesse. Luca Baccari ha lanciato un concorso a tema per raccogliere e diffondere poesie di Natale a cura dei navigatori poeti amatoriali. E continua a far parte del nostro staff, come webmaster e soprattutto come editor di poesia: se scrivete poesie non perdete la preziosa occasione di ottenere una Valutazione di Poesie e Testi Poetici da Luca, che vi aiuterà ad approfondire l’arte dei versi e a scrivere con più strumenti e conoscenze.

Domani in biblioteca… Presentazione fantaletteraria

Il comunicato stampa della nostra presentazione in biblioteca, sempre dedicata agli spaghetti robotici, è sul podio grazie all’intensa attività di promozione da noi svolta e al grande ritorno da parte dei navigatori. Che si è dimostrato un ritoro anche di pubblico, dato che la presentazione ha registrato il sold out! Ecco il resoconto: Presentazione “Nutrire il futuro”: il resoconto!
Oltre a questo, abbiamo dato vita a tanti eventi, nel corso di questi anni. Potete leggere una retrospettiva nel post: Presentazioni letterarie belle e interessanti per tutti.
E continuate a seguirci: nel 2016 il prossimo evento potrebbe essere il vostro!

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Alla quarta e quinta posizione, quasi ex aequo, due recensioni:

L’ultima spiaggia (The Beach) – Recensione

Il breve romanzo ormai cult di Alex Garland, icona del genere pulp: reso celebre dall’omonimo film del 1999, con protagonista Leonardo DiCaprio alla sua prima apparizione cinematografica dopo Titanic, The Beach contava su un autore giovane (Alex Garland, al tempo neanche trentenne) e un pubblico di giovani lettori, affascinati dal tema del viaggio, delle canne in libertà e da un contesto pop molto anni Novanta da cui il romanzo attinge a piene mani.

L’uomo di Marte – Recensione.

Stesso discorso: recensioni di libri serie e valide. Oltre alla recensione dell’opera di Andy Weir abbiamo pubblicato anche un resoconto più dettagliato, una preview che tiene conto anche del film tratto dalla pellicola: The martian – Review.

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Il successo di queste recensioni ci indica che la strada delle recensioni è viva e valida: siamo nati come sito di recensioni, aggiungendo via via servizi, articoli e approfondimenti. Il successo di lettura ottenuto dalle recensioni, vere e proprie long seller, ci conferma l’importanza delle nostre radici. Non dimenticate che scriviamo recensioni anche su commissione: scoprite come nella nostra pagina dedicata al Servizio di Recensioni di Libri.

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Come avrete notato, i click per noi non sono solo freddi dati, ma delle vere e proprie storie da interpretare nel modo giusto. Costruttivo, utile a nuove decisioni, positivo. Nel 2016 continueremo a proporvi contenuti di qualità, privi di qualsivoglia inserto pubblicitario, indipendenti e rigorosi. E come nel caso del sondaggio appena portato a termine, le vostre scelte e preferenze di lettura saranno importanti, per noi, per migliorare sempre.

sondaggio

A presto!




Perché pagare per una recensione? Studio83, ti scrivo

Se hai scritto un libro e lo hai anche pubblicato, ti trovi di fronte a un bel traguardo!
Taglia pure la fatidica linea e… ricomincia a correre.

La pubblicazione segna il punto di un nuovo inizio. Il tuo libro è nel mondo, da ora in poi puoi smettere di correggerlo e revisionarlo e puoi dedicarti a promuoverlo.

La recensione è uno strumento importante per la vita di un libro pubblicato. È grazie alle recensioni che i lettori scoprono che il tuo libro esiste, capiscono se può interessare loro e decidono se leggerlo o meno. È grazie alle recensioni che tu che scrivi capisci se hai fatto centro, se il tuo messaggio è arrivato, se (o meglio: come) puoi migliorare ancora. È (anche) grazie alle recensioni che il tuo editore si rilassa quel tanto che basta per considerare di pubblicarti ancora qualcos’altro!

recensioni-libri1 Le recensioni però non sono tutte uguali. E non tutte fanno bene al tuo libro e al tuo percorso di scrittura.

Se stai pensando a una stroncatura, frena: non è detto che una stroncatura faccia male alle vendite!
Se ad esempio attorno alla stroncatura si scatena un putiferio, questo potrebbe far bene alla “notorietà” del titolo, che comunque resterà impresso più facilmente nella mente di chi ha letto la discussione.
Se la suddetta discussione si mantiene in toni costruttivi, e magari affronta argomenti interessanti per chi legge, il titolo stroncato avrà dato un “valore aggiunto” ai lettori e sarà ben considerato, in ogni caso.
Se la stroncatura poi non è fine a se stessa ma argomentata e circostanziata… magari al titolo non farà benissimo, ma per lo scrittore è oro colato!

Ne parliamo in Come ricevere una stroncatura e vivere felici:

In realtà, aver affrontato il mondo esterno, aver inviato il proprio libro a rischio di ricevere feedback negativo è comunque un gesto necessario, che non si deve mai rimpiangere. Una recensione negativa non bloccherà le vendite del vostro romanzo, anche se probabilmente lì per lì vi deluderà: ma se il critico sa fare il suo lavoro, nella recensione avrà spiegato i motivi del suo parere. Ed ecco un modo fondamentale per trasformare una stroncatura in qualcosa di utile

Al di là del parere di merito, la recensione fatta bene è di utilità per tutti gli attori. Ne parlo nel post: Come si scrive una recensione uscito oggi nel mio blog L’arte di scrivere felici:

  • serve all’editore, perché mette in luce un suo titolo
  • serve all’autore, perché gli fornisce un feedback professionale
  • serve, soprattutto, al lettore, perché lo informa e gli propone interpretazioni e chiavi di lettura, magari corredate di approfondimenti a tema.

Ecco, il concetto chiave qui è la recensione fatta bene. Arriviamo al punto caldo: il titolo di oggi.

Caro Studio83,
ho appena pubblicato un libro, evviva! Potreste scriverci una recensione? Lo trovate in PDF in allegato.
Cari saluti!
Autore Appena Pubblicato

recensioni-libri2Caro AAP,
complimenti per la pubblicazione! Ti invitiamo a leggere la presentazione del nostro servizio di recensioni, lo trovi a questo link: servizio recensioni di Studio83. Se l’hai già letto ed è tutto chiaro, ti invitiamo a compilare il modulo di richiesta recensione, dove inserirai info sul tuo libro che ci servono per recensirlo, e a versare la quota prevista per il servizio.
A presto!
Studio83

Caro Studio83,
ah, perché, si paga?
Ok, ehm, vi farò sapere.
AAP

Sì, caro AAP e cari autori che cercate una recensione al vostro libro… le recensioni di Studio83 si pagano.
Abbiamo scelto questa strada per una serie di motivi. Gli stessi motivi per i quali, secondo noi, è giusto pagare per una recensione.

recensioni-libri51 – una recensione seria è un parere critico e argomentato su di un libro.

Declinato su Studio83: noi leggiamo il libro. Da cima a fondo, con attenzione, magari prendendo appunti e stendendo una bozza preliminare che poi andiamo a rivedere e integrare.

2 – una recensione seria è uno strumento di lavoro che tu puoi e devi usare come vuoi.

Quella di Studio83: puoi citarla, linkarla, metterla nel tuo blog, usarla come commento promozionale, stamparla in milioni di volantini e lanciarla da un aereo… una volta scritta, noi te la mandiamo ed è tua.

Nota bene: solo ottenuto il tuo permesso la pubblichiamo online. Abbiamo inaugurato questa politica qualche anno fa, in seguito a reazioni scomposte di alcuni autori a recensioni tra l’altro nemmeno troppo negative. Se siamo così brutte e cattive, ci siamo dette, magari possiamo sistemare le cose con un consenso preventivo. E vinciamo tutti.
Se non ci darai il permesso di pubblicarla, probabilmente sarà perché la recensione non è quello che ti aspettavi. Magari contiene note negative. Bene:

3- una recensione negativa, ma ben fatta è un punto di partenza importantissimo sul quale puoi lavorare, per migliorare la tua scrittura e per crescere.

Studio83: a prezzo minore di una scheda di valutazione, hai tra le mani il tuo radioso futuro. Comunque, da quando chiediamo il consenso preventivo e facciamo pagare tutte le recensioni, nessuno ha mai rifiutato di pubblicare una nostra recensione. Chissà perché?

4 – una recensione è solo parte di un processo professionale di lavoro.

Studio83: parliamo di procedure serie, affidabili e misurabili con le quali lavoriamo.
Il Forum Regaliamo Recensioni ti recensisce gratis, evviva, ma come? Conosci la persona che leggerà il tuo libro, puoi consultare le sue qualifiche professionali? Chi ti regala la recensione è in grado di darti tempistiche precise? Sai più o meno come scrive e come intende il mestiere e la critica letteraria?

Qui da noi è tutto nero su bianco.

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  1. Puoi leggere le decine (ormai centinaia?) di recensioni che abbiamo già pubblicato per farti un’idea di come lavoriamo. Eccole: Elenco Recensioni di Studio83
  2. Leggi le nostre bio e i nostri profili professionali. Qui: Studio83 – Chi siamo
  3. Compili la scheda e paghi. Tutto tramite il form di richiesta recensione.
  4. Ti rispondiamo entro sette giorni lavorativi, indicandoti modi e formati della spedizione e la persona che ti recensisce.
  5. Da lì in poi, parli direttamente con chi ti recensisce, che ti dà una tempistica e ti invia la recensione entro i tempi, chiedendoti poi il consenso.
  6. Se vuoi, ciliegina sulla torta: compili un questionario online dove ci puoi esprimere tutta la tua indignazione per il pessimo servizio ricevuto, poi vieni sul blog e sulla pagina Facebook pubblici e ci mandi affanculo svergognandoci.

…anche se in tanti anni di questa politica … devo continuare?

Quindi, se un sito con un alto page rank, con elevata interazione da parte dei lettori, con contenuti che sono rinnovati ed estesi frequentemente, e soprattutto con un seguito di visitatori che manifestano interessi e gusti che sono in sintonia con i temi trattati nel tuo libro, ti dovesse chiedere un pò di soldi per pubblicare un articolo che parla del tuo libro, alla fine non ci sarebbe niente di male.
Da: come non farsi truffare da siti che fanno recensioni a pagamento

Trovare chi ti scriva una recesione che meriti di essere pagata, comunque, non è facile. Lo so perché anche noi scriviamo: e qualche tempo fa, abbiamo cercato chi potesse recensire il nostro libro, Lezioni Sul Domani, anche a pagamento, ma con i giusti standard qui illustrati.

Lascio parlare Elena:

 Nel 2011 Giulia Abbate e io abbiamo pubblicato una raccolta di racconti di fantascienza presso CastelloVolante Editore, intitolata Lezioni sul Domani. Il primo passo è stato mettermi alla ricerca di qualcuno disposto a leggerlo e recensirlo.

Siccome lo faccio per lavoro da anni, ho dato per scontato che la ricerca non sarebbe stata così dura… ma mi sbagliavo.

Ho contattato alcuni siti e portali di recensioni a pagamento: leggere e recensire è un lavoro e trovo giusto retribuirlo. Tralasciamo chi mi ha proposto di scrivermela da sola (!) e di pagare perché la mia auto-recensione fosse ospitata. La cifra media propostami era sui 30 euro + Iva, ma leggendo le recensioni già pubblicate notavo una certa superficialità: la tendenza a dare giudizi positivi molto facili (e quindi poco utili o credibili), oppure a riassumere semplicemente la trama dei libri con un rapido commento finale.

Con altri blog e siti contrari al pagamento, che quindi lo fanno gratuitamente, mi è andata anche peggio: non ho mai ricevuto risposta.

Quindi: ci sono comunque dei casi nei quali NON è giusto pagare per una recensione.
Forse tu, caro AAP, ti riferivi a quei casi.
Forse quello che cercavi era:

  • un post, in un blog zeppo di post uguali a quello, nel quale scriviamo la quarta di copertina del tuo libro. Però: non è una recensione, ma un’informazione. Tutt’al più un pubbliredazionale.
  • Un post lungo e approfondito sulla tua opera da parte di promotori culturali indipendenti, che non si curano del vile denaro ma hanno a cuore la crescita culturale e ideale della società. Però: non è una recensione, ma propaganda. Tutt’al più un onesto hobby, bello, ma ti garantisce uno standard medio e minimo di servizio?
    Oh, che cavolo vuoi? Lo sto leggendo, d’accordo, ce l’ho da nove mesi, ma che vuoi, manco mi paghi! Zitto e ringrazia!
    Non lo sto inventando. L’ho visto succedere. E non è bello.
  • Un post scritto con tutte le keywords e i tag social al posto giusto, piazzato in un incrocio strategico di web traffico che ti alza il rank. Però: non è una recensione, ma una promozione.

Ciò implica che l’informazione pagata sia per forza corrotta e dominata dal migliore offerente? Niente affatto: io (ufficio stampa), se non sono in malafede, ti cerco per avere una recensione ritenendo che la tua opinione e che quella della tua testata siano sufficientemente valide da indurmi a bussare alla tua porta. Non ti cerco, pagandoti o meno, perché parli per forza bene del prodotto che ti sto proponendo.
Da: è giusto farsi pagare per scrivere recensioni?

Usciamo dalla dicotomia “o i soldi o l’etica”. Ci si apre uno scenario diverso, più tranquillizzante perché più chiaro:

  1. io vendo un servizio
  2. mi impegno perché questo servizio sia erogato in modo preciso e affidabile
  3. …e perché sia davvero di servizio. Cioè utile e di valore.

Non è utile fare complimenti così l’autore gongola ed è felice, ma è preso in giro.
Non è utile stroncare ferocemente così gli autori che desideravano una recensione scappano via a gambe levate.
Non è utile buttare giù tre cavolate dopo aver letto la prima e l’ultima pagina, così sono i lettori a scappare a gambe levate.

È utile leggere, ragionare e scrivere una bella recensione, con onestà, trasparenza e competenza.

Il resto… è fuffa.

recensioni-libri4Per scoprire qualcosa in più sul nostro servizio di recensioni: Studio83 – Recensioni per scrittori

Per sapere cosa significa nei fatti “scrivere una bella recensione”, puoi leggere il PDF “Come si scrive una recensione”, che puoi scaricare dal mio blog: L’arte di Scrivere Felici: Come si scrive una recensione

Tu hai mai dovuto cercare una recensione? Com’è andata? Pensi sia giusto pagare per una recensione? Faccelo sapere nei commenti!




L’importanza dell’editing. Perché no?

L’editing è un intervento professionale sul testo che mira a renderlo più coerente, coeso e omogeneo e a realizzare appieno la sua “missione” originale.
L’editing fa sì che il testo dica effettivamente quello che vuole dire nel modo più efficace.

“Se c’è una cosa che l’editing professionale ti assicura è la chiarezza” dice Pierson (Joe, responsabile dei servizi editoriali di AuthorHouse, N.d.R.). “Non vuoi certo che i lettori debbano tirare a indovinare quello che stai cercando di dire.”
Da “The importance of Good Editing

L’editing sistema lo stile, anche qui: rendendolo più simile alle proprie intenzioni e limando le “virate involontarie”.
L’editing costringe lo scrittore a ragionare sul perché ha scritto quel testo, sul messaggio che vuole portare e sul proprio pubblico di riferimento. Sul propro essere scrittore.
L’editing è un lavoro artigianale per il quale servono qualifiche e studi, e che allo stesso tempo non si studia a scuola, proprio come molte forme di arte manuale.
L’editing è post produzione. L’editing è indispensabile. Un testo che non è passato per un buon editing puzza di “raffazzonato” lontano un miglio. Se chi lo ha scritto è un genio, la puzza è un odorino sottile. Ma non di viola. Comunque.

L’editing fa vendere il tuo libro. Ecco il punto principale di un post di LetsGoWrimos (blog “figlio” di Lulu.com): eccone una parte che ho tradotto per voi.

Una delle domande più frequenti che ricevo è: “Perché il mio libro non vende?” La risposta è spesso difficile da digerire. Per evitare di doversi porre questa domanda, bisogna farsene un’altra, prima della pubblicazione:
“Cosa potrebbe ostacolare le vendite del mio libro?”

L’editing è uno degli elementi imprescindibili che influenzerà le vendite del vostro libro. La combinazione tra il grado di editing che farete voi stessi ai pensieri e alla scrittura e il livello di investimento che farete su un editing professionale avrà in ultima battuta un peso enorme sul gradimento del lettore. Un ottimo editing non assicurerà automaticamente alte vendite: ma sicuramente eliminerà uno degli ostacoli più grandi che potrebbero porsi al successo di vendita.

Alcuni autori decidono di non far editare il loro testo. Richiede troppo tempo, può essere dispendioso, e può essere emotivamente impegnativo. Dopo aver messo tutta l’anima in qualcosa, è molto difficile sentirsi dire che qualcosa non va e ha bisogno di miglioramenti. L’editing è critico per definizione: non c’è da stupirsi nel vedere alcuni scrittori evitarlo come la peste. Quando scrissi il mio primo libro, non lo feci editare: quello fu uno dei più grandi errori della prima incursione nel mondo della pubblicazione. Pensavo in quel modo di risparmiare tempo e denaro, ma ho sbagliato su entrambe le cose. Non ho davvero risparmiato tempo, e nella lunga distanza la cosa è finita per costarmi molto di più.

La verità dei fatti: anche gli autori più esperti e navigati si fanno editare professionalmente i testi. Le case editrici tradizionali fanno fare ad ogni libro minimo due giri di editing.

Gli editor professionisti sono abituati a mettere da parte i loro gusti e preferenze e concentrarsi su come migliorare il vostro lavoro. C’è una differenza sostanziale tra un editing professionale e lasciare che lo faccia un vostro amico. Gli amici hanno la tendenza a essere meno critici di quanto invece sia utile. Anche se lo fanno con le migliori intenzioni, di solito la loro abilità di assicurare che l’essenza del vostro libro sia trasmessa propriamente non è all’altezza.

Insomma, care autrici e cari autori, l’editing è importante! Far leggere le proprie cose a un amico (reale o di forum) è pur qualcosa. Cercare un intervento professionale è il primo passo nella via per una pubblicazione soddisfacente. La cosa vale ancora di più se non avete ancora un buon editore e se siete autori indipendenti.
Nella pagina del nostro sito dedicata al servizio di editing di Studio83 trovate altri spunti di riflessione e testimonianze di autori nostri “compagni di strada”.

E se c’è qualcosa che non vi convince… cos’è?
Segnalatelo nei commenti al post o su Facebook: “perché no?”
Quali sono i motivi per cui secondo voi un autore sceglie di NON ricorrere all’editing?

 




Ciak, si legge! Booktrailer in promozione

Il booktrailer nasce come “trailer del libro”: un video di promozione al proprio titolo, che ne riporti le informazioni principali e cerchi di invogliare all’acquisto o alla lettura. Una sorta di ponte, quindi , tra una modalità visuale e cinematografica di intrattenimento e la cara, vecchia lettura.

“Il cinema è una penna, della carta e delle ore a osservare il mondo e le persone.”
Jacques Tati

Un booktrailer ben riuscito può essere molto di più:

  • un teaser: ovvero un modo per aumentare la tensione, in vista dell’uscita del libro o riguardo un mistero in esso narrato
  • un estratto. Come i nostri videoestratti, in cui a una citazione significativa dal testo è accostata una melodia popolare/conosciuta che entri in testa e porti a ricordare
  • un racconto in sé e per sé: coinvolgendo lo spettatore e suscitandogli delle aspettative o delle emozioni, lo si “lega” al libro pubblicizzato, in una sorta di “anticipo” di quello che avverrà leggendo.

Il booktrailer è insomma un valido strumento di promozione per gli editori e soprattutto per gli autori indipendenti, quelli che si pubblicano da sé e che cercano soluzioni professionali in una strategia di indie publishing che li distingua dal mucchio.

Per tutti, Studio83 offre questo mese una promozione, che ci permette anche di presentarvi una nuova collaborazione. Chiara Bertazzoni e il suo team propongono booktrailer professionali a prezzi convenienti in una formula che abbiamo chiamato “Ciak, si legge!

Editoria e informatica: due delle tante anime che Chiara Bertazzoni porta ad arricchire il gruppo di Studio83

Ecco un booktrailer realizzato proprio dal team di Chiara. Uno strumento valido, professionale e bello che valorizzerà la campagna promozionale e la tua opera.

Noi di Studio83 facciamo un caloroso “benvenuto a bordo!” a Chiara.

E auguriamo agli autori che sceglieranno un booktrailer made by Studio83 che “Ciak, si legge!” si trasformi presto in “Motore, azione.. frush!”

…per tutto il resto, c’è Studio83!




Servizi e tempistiche

Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto molte richieste di preventivi per servizi letterari. Molti autori sono curiosi di conoscere costi e modalità dei vari servizi e ci contattano tramite l’apposito form per un preventivo senza impegno.

Gli obiettivi principali degli scrittori che ci contattano sono tre:

  1. capire qualcosa in più della propria scrittura;
  2. lavorare con un editor al proprio romanzo prima di inviarlo alle case editrici;
  3. lavorare con un editor al proprio romanzo prima di autopubblicarsi.

C’è però un aspetto di cui volevo discutere e ho pensato che un post sul blog ci avrebbe permesso di approfondirlo nel modo giusto. Una questione controversa, infatti, sono le tempistiche di consegna dei servizi, argomento che spesso fa storcere il naso agli autori: molti, infatti, hanno una gran fretta e desiderano che il lavoro sia concluso in tempi brevissimi.

Questa è una richiesta alla quale ci siamo sempre opposti strenuamente. Premesso che i tempi richiesti non sono certo astronomici e sono sempre relativi al servizio specifico e alla lunghezza dell’opera (l’editing di un tomo da 400 pagine non potrà essere svolto in due settimane, a meno di lavorare male), si tratta di tempistiche studiate sulla base di un’esperienza lunga anni e pensate per dedicare a ogni opera il tempo che merita.

Ciò che mi lascia più perplessa è che gli autori dovrebbero essere i primi a comprendere che metà del tempo significa metà della qualità, considerando che si parla del loro libro e del loro investimento economico. So che l’attesa è snervante, ma è anche necessaria. A che pro, infatti, risparmiare un mese di tempo su un editing, quali che siano gli obiettivi? Un mese non cambia nulla nell’economia di vita di uno scrittore, ma può fare la differenza in un lavoro certosino come l’editing.

Se uno scrittore ha specifiche esigenze o emergenze ci si viene incontro, ma se la fretta è dettata solo dal desiderio di sbrigarsi ad autopubblicarsi, o sbrigarsi a inviare il manoscritto a case editrici, allora può diventare controproducente.

L’autopubblicazione, rispetto alla pubblicazione con un editore, permette di bypassare alcuni tempi morti (es. tempi di valutazione e poi lista d’attesa per essere inseriti nel catalogo), ma non significa che sia una cosa da fare al volo e in un quattro e quattr’otto, cercando di finire il prima possibile.

In questo mestiere sono fondamentali due cose: il tempo e la pazienza. Se si va di fretta, si rischia solo il pastrocchio e questo renderà inutile tutto ciò che avete investito, sia in termini di lavoro che economici. Prendete il tempo che vi serve! 🙂 Il vostro libro e il risultato finale che otterrete è più importante che pubblicarlo un mese prima.

E ora, qualche piccolo consiglio sparso a tema.

So che nessuna opera è mai virtualmente conclusa prima di essere pubblicata, ma è importante arrivare a una conclusione prima di passare all’editing. Questo vuol dire che, mentre l’editor sta lavorando sul testo (cioè annotando riga per riga ciò che non va e suggerendo possibili modifiche), non dovete toccare il vostro manoscritto originale. Siate pazienti. Se avete nuove idee, appuntatele e aspettate di vedere cosa vi dice l’editor su opera e stile in generale, altrimenti rischiate di ripetere errori che ancora non sapete di aver commesso. Si lavora in sinergia, mai di fretta!

Attendere una valutazione è snervante, soprattutto se è la prima volta. Cosa ci sarà scritto nella scheda? L’editor mi dirà di riscrivere tutto? Ho fatto un disastro?

Sono paure comuni a tutti. Cerchiamo di razionalizzarle e trasformarle in qualcosa di utile: per esempio, trasformare le paure in un paio di domande specifiche sull’opera e porle all’editor quando gli consegnate il manoscritto.

Se decidete che il vostro libro dovrà uscire per una specifica data, non muovetevi all’ultimo. Una richiesta del tipo “Abbiamo solo un mese per editing, correzione bozze, impaginazione, realizzazione e-book, stampa e spedizione, perché ho deciso che il mio libro deve uscire tassativamente il giorno del Capodanno Birmano!” ha senso solo se è preceduta da “Sei mesi fa sono stato colpito in testa da un tappo di champagne e sono rimasto in coma fino a oggi”. Darsi scadenze è importanti, ma mai a discapito della qualità del vostro libro! Muovetevi con largo anticipo. La vita è piena di contrattempi. Non aspettate l’ultimo momento!

(So che, nelle case editrici, spesso ci sono scadenze forzate e romanzi editati in una settimana. Questo, però, è il motivo per cui esistono i libri di m****.)

La policy di Studio83 è semplice: la qualità prima di tutto. Se vi rivolgerete a noi, sappiate che metteremo la qualità sopra ogni cosa… se necessario, anche sopra la vostra fretta! 🙂

(Ovviamente, le scadenze che vi diamo sulla consegna dei testi vengono rispettate al secondo. Se vi chiediamo due mesi per un editing, non tarderemo di un giorno.)




Giornata mondiale della poesia

Il primo giorno di Primavera è anche, non a caso, la giornata in cui in tutto il mondo si celebra la Poesia, con i suoi mille autori e nelle sue mille forme.

Noi di Studio83 facciamo gli auguri a te che leggi, a te che scrivi… in particolare se scrivi anche o esclusivamente poesia.
Poeti ne conosciamo molti, alcuni affermati e importanti come Dante Maffia, che ha scritto per noi un bellissimo pezzo sulla poesia dedicato anche ai giovani. Altri meno affermati, poeti “in erba”, per restare in tema primaverile, ai quali auguriamo di trovare una voce e una platea giusta per loro. Lungo la strada, un piccolo aiuto da parte di editor professionisti e conoscitori di poesia aiuterà sicuramente.


(Per inciso, in questi giorni cade un’altra ricorrenza: i primi DIECI ANNI de L’Isola della Poesia, il portale più famoso e seguito d’Italia, gestito dal nostro Luca Baccari, editor di testi poetici e webmaster in forza a Studio83. Auguri Luca!)

Festeggiamo questa giornata doppiamente importante con un componimento poetico primaverile, come è giusto che sia. Ma andando oltre di noi, con un pensiero a chi, oggi come ieri, sta attraversando difficoltà importanti.

La poesia “Sotto la pioggia camminava la primavera” è il canto nostalgico di un esule, di un uomo che lontano dalla sua casa e dai suoi affetti familiari sovrappone nei suoi ricordi la triste stagione del suo presente con quelle, più felici, del suo passato, attraverso dettagli che compongono immagini in contrasto. Scritta, nel 1962 a Mosca, e tratta dalla raccolta “Poesie dall’esilio”, è un regalo al mondo di Nazim Hikhmet.

Buona primavera e… buone primavere presenti, passate e soprattutto future!

Sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull’asfalto di Mosca
chiusa tra gli pneumatici i motori le stoffe le pelli
il mio cardiogramma era pessimo quel giorno
quel che si attende verrà in un’ora inattesa
verrà tutto da solo
senza condurre con sé
coloro che già partirono
suonavano il primo concerto di Ciajkowskj sotto la pioggia
salirai le scale senza di me
un garofano sta all’ultimo piano della casa al balcone
sotto la pioggia camminava la primavera
con i suoi piedi esili e lunghi sull’asfalto di Mosca
ti sei seduta di fronte a me non mi vedi
sorridi a una tristezza che fuma lontano
la primavera ti porta via da me ti conduce altrove
e un giorno non tornerai più ti perderai nella pioggia.

 




La sinossi? A gennaio è gratis!

Cos’è la sinossi? In generale, si tratta di un riassunto del romanzo che esponga trama e intreccio.

Può variare a seconda del suo scopo: nel nostro caso, parliamo di sinossi per gli editori. Ovvero, un riassunto molto approfondito che susciti curiosità nei confronti del romanzo (invogliando quindi l’editore, o chi per lui, a richiedere la lettura completa), ma dia anche sufficienti informazioni sull’opera (permettendo all’editore – o chi per lui – di capirne la struttura e la pertinenza col proprio catalogo).

Perché è importante la sinossi? Perché si tratta di un vero e proprio biglietto di presentazione e permetterà all’editore di capire molte cose su di voi: come scrivete, come promuovete voi stessi e il vostro lavoro, come vi relazionate attraverso la vostra opera.

Per iniziare al meglio questo 2014, abbiamo pensato di offrire gratuitamente la sinossi agli autori che usufruiscono dei servizi letterari di Studi83 (editing, valutazioni basic e premium, correzione bozze).

Per tutti i dettagli sull’offerta vi rimando all’apposita pagina sul nostro sito! 🙂




Self Publishing, verso una nuova frontiera: l’Indie Publishing

Buone notizie! Il self publishing è sbarcato anche in Italia!

Fino a un anno fa, la pubblicazione autonoma era una strada ancora poco conosciuta e soprattutto poco considerata, snobbata dalla maggior parte degli operatori culturali e degli autori con ambizioni culturali “elevate”.

Ma negli Stati Uniti l’autopubblicazione rappresenta una fetta del mercato editoriale imponentissima. Se consideriamo che qui rispondiamo alle novità del mondo anglosassone con un paio di anni di ritardo, è facile capire che era solo una questione di tempo.

Ci sono diversi motivi per cui ora, piano piano si sta sdoganando:

  • l’esempio più avanzato e di successo dei nostri colleghi d’Oltreoceano
  • la diffusione dei lettori ebook che sono ora reperibili in qualsiasi mediastore a prezzi contenuti
  • l’affermarsi (finalmente!) di un formato standard per l’ebook, ovvero il formato epub
  • la solita, generale crisi del mondo dell’editoria che rende molto difficile l’accesso agli scrittori emergenti
  • al contrario, l’ottima attività di marketing culturale e non solo di alcune realtà nostrane.  Come Simplicissimus Book Farm, che oltre a essere fautore del “Lulu italiano” di self publishing Narcissus.me ha appena patrocinato un Festival dedicato al Self Publishing e pubblica dal suo blog articoli interessanti e pieni di positività.

Queste condizioni fanno sì che si stia facendo largo una nuova sensibilità e si consideri l’autopubblicazione e le aspirazioni degli autori emergenti con sentimenti diversi da quelli (negativi) di prima.

  • Sta per partire un talent-show dedicato proprio agli autori che verrà trasmesso su Rai3 in prima serata, da questa domenica 17;
  • la prima edizione del già citato International Self Publishing Festival 2013 ( #ISFP2013) ha avuto un buon riscontro in termini di post e opinioni;
  • di self publishing si parla sui giornali e nei rotocalchi anche televisivi (ho da poco visto un servizio in merito nella rubrica “Costume e società” del Tg2)
  • parlandone in un’ottica personale, riceviamo sempre più richieste da parte di autori che non cercano più solo assistenza nella ricerca o nelle trattative con editori, ma ci chiedono di aiutarli nell’autopubblicazione attraverso percorsi mirati e strutturati.

E qui arriviamo al punto, un punto importante dal quale noi di Studio83 partiamo per andare oltre. Il self publishing infatti è già superato.
Certo, muove da premesse ancora più che valide e sacrosante:

  • il bisogno espressivo della ormai consolidata fascia di lettori prosumers, ovvero che oltre a consumare contenuti (consumers) vogliono anche produrne (producers);
  • la voglia di dare un “esito” anche pubblico alle proprie storie e a un proprio percorso di vita e di scrittura;
  • le possibilità infinite offerte dai nuovi media, come il web e le tantissime piattaforme social e user friendly;
  • l’opportunità per scrittori tecnici (saggisti, ricercatori, esperti, amatori e intenditori, una vera legione!) di sfruttare al meglio le proprie conoscenze e professionalità divulgandole e contribuendo alla comunità e al sapere generale.

Si parte da qui ed è meraviglioso.
Questo è il periodo migliore in assoluto della storia umana per essere scrittori!

Il chi-fa-da-sé però non basta. Non basta perché il mero self-publishing ha anche una serie di inconvenienti e problemi che di fatto rendono quasi vane le fatiche fatte per arrivarci.

Autopubblicarsi ormai è facile… è talmente facile che lo si fa a volte a sproposito e senza alcun criterio o filtro. Ed ecco che, dall’altra parte del fiume delle parole, il lettore si trova bombardato, sommerso di titoli e di input: l’era dell’informazione è ormai diventata l’era dell’attenzione, nella quale non basta esserci, bisogna anche e soprattutto spiccare, distinguersi per sperare di essere notati e di arrivare a qualcuno. E i “trucchi” che potevano funzionare i primi tempi trovano ormai un pubblico di lettori sgamati e ben corazzati.

Non è che si rischia di tornare al punto di partenza? Come scrive Massimo Chiriatti nell’ottimo pezzo Anche chi fa da sé nel suo piccolo…

l’editore non serve più per pubblicare ma per farsi trovare

..quindi di nuovo è favorito lo scrittore che trova un editore capace e in grado di usare bene il web per il proprio catalogo, cosa non automatica, ma possibile. E chi si autopubblica rischia di affogare nel maremagnum delle proposte insulse e sgrammaticate che popolano Ilmiolibro&co.

Proprio per questo lo scrittore autopubblicantesi, il self publisher, deve ora trasformarsi in qualcosa di più per se stesso e per i suoi lettori: deve diventare un indipendent publisher, un autore indipendente. Il self publishing naviga già verso la sua naturale evoluzione: l’Indie Publishing.

Negli Stati Uniti questo concetto è già di uso comune e riconosciuto dagli editor free lance, che sono una legione rispetto a noi pochi pionieri. E rispecchia un’attitudine nuova e insieme antica, che unisce autonomia e interdipendenza in un processo creativo e tecnico superiore.

La Pubblicazione Indipendente non è la semplice Auto Pubblicazione.
L’Indie Publishing indica quel processo di pubblicazione in cui l’autore, pur restando autonomo rispetto a un’etichetta editoriale, si fa affiancare da uno o più professionisti per creare un prodotto libro degno di questo nome, che presenti cioè:

  • un linguaggio corretto e privo di qualsivoglia errore o svista
  • uno stile letterario o tecnico che si adatti perfettamente alla materia e coinvolga il lettore nel modo più efficace
  • una grafica piacevole, elegante, accurata e tecnicamente perfetta
  • una confezione e una presentazione professionali
  • magari, perché no, una strategia strutturata di marketing che comprenda azioni online e offline volte alla promozione

Quelli che conoscono l’attuale panorama editoriale italiano sanno che spesso nemmeno gli editori riescono a rispettare tutte queste regole (per la crisi? O per qualche vizietto di troppo?):  ma esse sono essenziali per la presentazione e per la riuscita di un buon libro!

Pubblicare, cioè uscire con un testo disponibile al pubblico, non è garanzia di successo.
Pubblicare aiutati da editor professionisti è garanzia di qualità:

  • superiore ai propri standard, perché l’occhio vigile e competente di un esperto fa sempre e comunque crescere;
  • superiore agli standard comuni, che vedono ancora una grande confusione e una miriade di offerte pessime e sconclusionate, in mezzo alle quali è ancora facile e automatico emergere.

Il self publishing sta arrivando? Noi siamo già pronti alla prossima fase.
Studio83 è infatti l’unica realtà italiana che unisce da tempo la mentalità vincente del coaching letterario alla strategia mirata dell’Indie Publishing.

E i risultati… sono sul nostro sito, nero su bianco: i commenti entusiastici degli autori che hanno lavorato con noi.

È tempo quindi di raccogliere le forze e di spiccare il volo. È tempo di scrivere, di pubblicare, di fare gli scrittori nel modo giusto. Come? Pianificando la propria pubblicazione in modo professionale, dandosi obiettivi chiari e definiti e buttando giù una bella strategia volta al raggiungimento del successo… del proprio successo, qualunque esso sia.

Parleremo ancora dell’Indie Publishing, con una serie di consigli e tips dedicati agli autori che vogliono spiccare il volo insieme a noi!

È risaputo che se qualcuno crede veramente di poter fare qualcosa la farà, e se crede che qualcosa sia impossibile nessuno sforzo la convincerà che la si possa realizzare.
Robert Dilts