venti nodi

Scrittori e… navigatori?

La metafora che avvicina gli scrittori a dei navigatori che spiegano le vele, tracciano la rotta e attendono di avvistare la terraferma è bellissima. Scopriamola in questo video!




Venti Nodi Zero… un anno dopo. Parte VII – Federico e Silvia

Venti Nodi Zero è stato un numero speciale del nostro bollettino, che con il contributo di tutti è andato davvero bene!

Parlo dei nostri scrittori, che ci hanno dato le loro parole e i loro racconti inclusi nel bollettino. E parlo anche dei musicisti che hanno reso il reading di presentazione un evento davvero speciale!

Federico Di Fazio e Silvia Ceracchini, cantante lei, cantautore e musicista lui (oltre che efficientissimo valutatore musicale per Studio83) hanno eseguito dal vivo alcuni pezzi del repertorio di Federico, eccone qui uno, il bellissimo “Serena”, live al Venti Nodi Zero Reading del 17 marzo 2012.

In questo anno, anche il loro percorso è stato ricco di sfide e di eventi. La voce di Silvia, nella sua doppia veste di interprete musicale e letterata:

Dal pomeriggio con la grande famiglia di Studio 83 le mie due grandi passioni, la musica e la scrittura, non si sono affievolite, e anzi si nutrono sempre più l’una con l’altra. Grazie al mio amico fraterno Federico di Fazio ho potuto infatti realizzare il sogno di avere un pezzo di musica tutto mio, da ascoltare nei momenti di sconforto, come una cura.
Il mio personale tesoro si intitola “La polvere nell’aria” e tratta di un momento delicato e difficile della mia vita. Il ringraziamento a Federico è doppio, perchè questa canzone non è solo un vanto e una soddisfazione ma un’esorcizzazione di vecchie paure, e una vittoria.

Di pari passo proseguo nella scrittura, che consiste, ed è la mia più grande fortuna, in una passione ma anche e soprattutto in un lavoro: sono una studiosa di letteratura. Scrivere per me ha un ruolo di grande responsabilità, perchè non si esaurisce con me, ma investe una sfera che va maneggiata con grande rispetto e reverenza, la scrittura dell’altro. In attesa che manifesti particolari attitudini io stessa alla scrittura creativa, saluto con un grande abbraccio tutto lo staff di Studio 83.

Silvia Ceracchini live al reading Venti Nodi Zero

Ed ecco il contributo, caustico come lo conosciamo, di Federico DI FAzio:

Dal lancio di Vento Nodi Zero ad oggi ho continuato a fare tutto quello che un artista normale e in perfetta salute fa quotidianamente: scrivere, registrare, gestire un blog, meditare sistematicamente il suicidio.

Quello che sento spesso intorno a me è l’incontro di due forze distruttive: da un lato l’aumento esponenziale dell’offerta “artistica” (letteraria e non), dall’altro l’esasperante monodirezionalità della comunicazione: milioni di autori in cerca di pubblico ma assolutamente disinteressati alla ricerca di prodotti letterari che non siano i propri. Da questo punto di vista credo che ci sia bisogno di altri mille Venti Nodi: luoghi in cui trovare l’interesse per la critica non autoreferenziale e l’opportunità di scambio reciproco. Perché – inevitabilmente – la sostanza delle cose passa anche (e soprattutto) dalla forma.

Federico Di Fazio live al reading Venti Nodi Zero

Vuoi saperne qualcosa in più sul reading e non ne hai ancora abbastanza? Vai alla Gallery dell’eventi  e sarai accontentato con una valanga di contenuti e video letterari e musicali.

E se non vedi l’ora di far parte anche tu della grande “famiglia di Studio83”, dai un’occhiata al bando del nostro concorso letterario “I Ritornanti”, c’è tutta l’estate per partecipare!




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – parte V – Federica Ricci

Un talismano, una base da cui partire, una prima importante conferma: questo e molto altro è stato Venti Nodi Zero per Michaela Sebokova, Enrica Aragona, Stefano Felici, Massimiliano Campo, gli autori che abbiamo intervistato chiedendo loro di raccontarci cosa è successo dalla pubblicazione con Studio83, e se è stata un’esperienza che rifarebbero.

La risposta di Federica Ricci è più articolata e volentieri la pubblichiamo integralmente, perché quando un’autrice sceglie di esporsi tanto, di mettere un po’ a nudo la propria esperienza con la scrittura… beh… un’editor non può che farsi da parte.

Federica Ricci è stata pubblicata su VNZ con “Invece”, un racconto breve e criptico che nello stile cela il suo fascino e significati a strati, da svelare con pazienza. Il racconto è stato illustrato da Valentina Napolitano con l’immagine surreale che abbiamo scelto come copertina del numero e come locandina del reading.

Oltre al racconto “Invece”, abbiamo lavorato con Federica su qualcosa di più, qualcosa di cui ci parla in queste righe partendo dal suo significato più profondo:

Innanzitutto, scrivere per se stessi come atto liberatorio dal quotidiano vivere che spesso  nasconde storie altrimenti celate agli occhi dei più.
Successivamente la pila di fogli aumenta e la guardi come fosse uguale al castello di sabbia che costruivi anni prima in riva al mare, alle formine di sabbia con cui riempivi il bagnasciuga, costringendo le persone a saltarti. Ricordi di piedi enormi e bagnati che a volte portavano via un po’ delle mie fatiche architettoniche, ma tanto poi era l’ora di fare il bagno e sarei stata la prima a saltarci su.

Ecco, pagina su pagina, in una pila si traduceva il gioco che coinvolgeva soltanto me e dava sfogo al desiderio di descrivere quello che riuscivo a intravedere dell’altro a forza di frequentare persone in carne ed ossa. Un mondo assolutamente mio, in cui comporre e disporre fatti, cose e persone secondo una concatenazione che a me diceva qualcosa, stava dicendo qualcosa e poi urlando la medesima senza ch’io potessi capire veramente il senso di quell’urlo che cresceva.
A un certo punto la parola fine chiude quella pila lasciandomi a guardare, per la prima volta, un insieme che aveva senso soltanto per me e nessun altro. Un senso di liberazione tutto sommato appagante. Poteva finire lì, ero soddisfatta e nemmeno lontanamente interessata a volerlo pubblicare.

Nel frattempo nella mia vita si succedono diversi dolori e tanti bivi che impongono scelte da compiere in breve tempo, sempre di corsa e col fiato sul collo. Mi accorgo che la parola fine stava lì ad indicare una pausa e non un dato definitivo. Aggiungo pagine, almeno dieci ogni sera e vado a dormire avendo dentro quei fogli, sognando quello che avevo scritto fino alla sveglia della mattina.

Passo degli anni sapendo di avere un posto segreto dove rifugiarmi quando quello che era fuori non mi piaceva o mi creava sofferenza, una salvezza che mi permetteva di ricaricare le pile e sperare ancora in un futuro migliore anche se di questo c’erano tracce che lentamente stavano per essere inghiottite in un marasma di sogni di plastica e di bisogni pseudo impellenti che ancora non sapevamo di nutrire con il nostro egoismo e la nostra pigrizia mentale.

Poi un bel giorno quella pila viene letta da una persona che di cultura non sapeva nulla e mi rendo conto che quel che avevo scritto forse non era solo per me. In lei s’erano destati diversi sogni sopiti dalla durezza della vita e dal senso del dovere, si scoprì pittrice e amante di poesie, riuscì perfino ad andare al teatro dell’opera. Questa persona trattava le mie parole come un forziere prezioso. Per me fu strano guardare le sue trasformazioni, tutto sommato le spiegavo come delle potenzialità che avevano raggiunto la maturazione, ero molto lontana dal giustificare il tutto come opera anche mia. La pila venne letta da molte persone con esiti formidabili e incomprensibili, l’unica spiegazione possibile era che fossero tutti amici e dunque molto influenzati dal rapporto con me.

A queste mie convinzioni fece da contraltare qualcuno che mi consigliò di farlo leggere al di fuori della nostra cerchia. Per paura di veder frantumato il mio ego rigoglioso, esitai per molto tempo e alla fine scelsi di cercare sulla rete questo qualcuno.

Capitai per caso sul sito di Studio83 e ne apprezzai il linguaggio diretto che non spargeva promesse ai quattro canti e dunque mandai il mio manoscritto specificando che non sapevo bene nemmeno io che cosa avessi scritto e se fosse di senso compiuto. Comincia un lungo lavoro di rimbalzi di correzioni, tagli, chiacchierate in cui nessuna parola o frase aveva toni meno che riflessivi. Alla fine la pila si ridimensionò di molto, cosa che non mi creò nessun dolore anzi, per ogni tratto eliminato dentro di me si socchiudeva e poi si apriva direttamente un portone.

“Bene, posso scrivere” è quello che pensai e quando lessi della possibilità di Venti Nodi Zero la accettai di buon grado come se non aspettassi altro. Quando vidi il racconto stampato sulla rivista sorrisi e mi ricordai di quelle romantiche notti insonni perché di giorno facevo tutt’altro lavoro. Mi ricordai delle formine di sabbia in riva al mare e di me che sognavo al ritmo delle onde. Il ritmo delle parole era uguale e nostalgico insieme, proprio come i castelli di sabbia di cui immaginavo i personaggi mentre scioglievo la sabbia con l’acqua di mare per fare le guglie.

Federica Ricci (a sinistra) insieme a Valentina Napolitano posa accanto all’illustrazione originale del racconto “Invece”

Le parole poi ebbero bisogno di fatti e mi scoprii altro dai venti anni precedenti, mi scoprii editore, ma questa è un’altra storia da scrivere sul prossimo Venti Nodi.

Detto fatto. L’abbiamo ospitata su Venti Nodi 2, dove le vicende della nascita delle Edizioni Sei Pollici sono il naturale prosieguo di questa storia bella e possibile. Federica Ricci ha infatti fondato le Edizioni Sei Pollici insieme a Susanna Regazzo, altra autrice selezionata su Venti Nodi Zero. Ora come ciliegina sulla torta vorrei poter dire che le due si sono conosciute proprio grazie a VNZ… la verità è che erano già amiche e che noi l’abbiamo appreso il giorno del reading, vedendocele apparire insieme.

Coincidenze fortunate, notti proficue, case editrici nascenti e scrittrici rinascenti… questo e altro può succedere se si lavora sui propri sogni con fede, costanza e apertura al mondo.
Ora un’altra via è aperta, e noi di Studio83 faremo di tutto perché sia una nuova, splendida partenza per tutti noi e voi insieme: il concorso letterario “I Ritornanti”.


Sarà così? Dipende da… noi e voi insieme!

Al prossimo post con Susanna Regazzo, altra anima di Edizioni Sei Pollici!




Venti Nodi Zero un anno dopo – Parte III – Stefano Felici

In Venti Nodi Zero abbiamo incluso nove racconti di autori esordienti, selezionati con un contest online gratuito. Li abbiamo editati e pubbicati e abbiamo dato una bella festa, il reading Venti Nodi Zero, tutta dedicata agli esordienti e all’esordio.

Un anno dopo, cosa è successo ai nostri artisti? Cosa ha significato per loro l’avventura Venti Nodi Zero? Lo abbiamo chiesto a Michaela Sebokova e a Enrica Aragona, che ci hanno restituito un bilancio più che positivo della loro attività. A quanto pare (e proprio come volevamo), Venti Nodi Zero è stato un “catalizzatore” di cose buone!

Oggi ce lo conferma Stefano Felici, pubblicato in VNZ con “47”, un racconto che punta molto sull’atmosfera per tratteggiare un amore delicato e insieme inestirpabile.

Quella su Venti Nodi Zero è stata la mia prima pubblicazione cartacea: quindi, più che inserirsi in un percorso, potrei dire che si è posta alla base; dal giorno della presentazione di Venti Nodi Zero ho cominciato a pensare di poter fare sul serio, e il mio approccio alla scrittura è cambiato.


Dopo un anno, nonostante i miei ritmi quasi pachidermici, sono riuscito a farmi pubblicare per la seconda volta su Venti Nodi – e già questo per me è un traguardo; in più sto lavorando a un racconto che man mano va ad ampliarsi, ma che per ora faccio fatica a chiamare in modo  diverso. Staremo a vedere. Anche se ormai il germe “letterario” sarà difficile da debellare.

Ti auguriamo di non trovare mai la cura, Stefano… per tutto il resto c’è Studio83! Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza e a rileggerti su Venti Nodi 2, con “Volgograd”, una storia affascinante di formazione, di desideri e di esordi letterari raggiunti o quasi.




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – Parte II – Enrica Aragona

Cari amici,

eccoci alla seconda parte della nostra retrospettiva dedicata agli autori pubblicati da Studio83 su Venti Nodi Zero, un anno fa.

Lasciatemi dire, prima di presentare l’autrice di questa “puntata”, che “Venti Nodi Zero” è stato un numero molto fortunato del nostro bollettino. Oltre ad aver portato al bell’evento di reading tutto esaurito (qui la Galleria) e ad averci fatto conoscere autori e artisti, molti dei quali diventati ora anche amici, è stato anche un numero molto richiesto dai nostri lettori e molto sfogliato nel corso del Modena BUK Festival, forse grazie anche alla suggestiva illustrazione in copertina a opera di Valentina Napolitano, anche lei artista emergente.

La settimana scorsa vi abbiamo parlato di Michaela Sebokova, che ha esordito su Venti Nodi Zero e ha ora pubbilcato il suo primo romanzo con Besa Editore, presentato a Torino la settimana scorsa. Passiamo ora a parlare di un’altra autrice di Venti Nodi Zero che in quest’ultimo anno ha avuto un’attività letteraria molto soddisfacente e ricca di pubblicazioni: Enrica Aragona.

È già passato più di un anno da quando Studio83 mi ha offerto la possibilità di pubblicare il mio racconto “Gianni il Mostro” su Venti Nodi  Zero. Fino a quel momento la mia carriera di aspirante scrittrice si era limitata a una miriade di micropubblicazioni: racconti in antologie, selezioni editoriali per racconti brevi, citazioni di merito in vari concorsi ecc…

“Gianni il mostro” e una storia che al di là del pulp ci parla di solitudine, amore, vuoto emotivo, raccontati in modo umano e con uno stile essenziale e paratattico. Un bel racconto, quindi, che si fa ricordare.

Ma io volevo di più: volevo pubblicare un romanzo, quello che mi avrebbe fatto fare il salto da “aspirante scrittrice” a “scrittrice esordiente”. Ero ai piedi di una lunga scalinata, ma il primo gradino sembrava talmente alto da non riuscire a salirlo.
Ma da quel marzo del 2012 qualcosa è cambiato: nel giro di un anno o poco più il mio curriculum letterario si è arricchito di ben tre romanzi. “Sono quello che vuoi” con Edizioni La Gru, “Potevate anche dirmelo!” con Sesat Edizioni e il recentissimo “Io che non ero come lei” uscito il mese scorso con l’Erudita Editrice.

Congratulazioni! Il primo passo è solo un primo passo, e il prosieguo della strada è sempre affidato alla propria intraprendenza, volontà, costanza. Ma alla domanda:
“Che cosa ha significato per te l’esperienza di Venti Nodi Zero? La rifaresti?”
Enrica è stata tanto generosa da rispondere:

Lo rifarei immediatamente: pubblicare su Venti Nodi è stato come appendermi al collo un talismano che non ho alcuna intenzione di togliermi.

Grazie a Enrica Aragona e tanti auguri per il suo percorso, che siamo certi ha ancora tante soddisfazioni da darle.

Studio83 non si ferma qui: è attivo e operatvo il nostro concorso letterario “I Ritornanti“, che prevede un bel premio, la pubblicazione con un bravo editore e il nostro affiancamento, che non si ferma al concorso o all’happening in sé ma è pensato per durare, per seguire e affiancare gli autori nelle loro conquiste.
Studio83 lavora per il vostro successo!

 




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – Michaela Sebokova

Cari amici,

è passato un anno e spiccioli dall’uscita di Venti Nodi Zero, il nostro numero speciale dedicato ai racconti di esordienti, che abbiamo creato con un contest letterario e presentato con uno splendido evento sold out.

L’esperienza di Venti Nodi Zero è stata arricchente e formativa, per noi come per gli autori: non solo un concorso letterario, non solo una pubblicazione, non solo una presentazione. Qualcosa di più, di più profondo e di più duraturo. Con molti autori siamo diventati amici, con alcuni abbiamo lavorato insieme. E noi di Studio83 non amiamo le meteore, né gli happening fighi e cancellati il giorno dopo.
Mettetelo in conto se pensate di partecipare al nostro nuovo concorso “I Ritornanti”: la pubblicazione sarà solo l’inizio!

Un anno dopo Venti Nodi Zero, abbiamo chiesto agli autori che pubblicammo di fare il punto della situazione: di parlarci di quest’anno letterario e di cosa ha significato per loro l’esperienza insieme a noi.

Iniziamo da Michaela Sebokova, selezionata in VNZ con il racconto “Quella volta al fiume”. Michaela ha continuato a scrivere e un suo racconto si è aggiudicato il Premio Speciale Slowfood-Terramadre, conferitole in maggio 2012, al Salone Internazionale del Libro di Torino. Si è dedicata poi alla traduzione: ha tradotto il libro di fiabe di Josef Čapek, scrittore boemo, “Le storielle sul cagnolino e la gattina”, e lo pubblicherà prossimamente con l’editore Poldi Libri. Sue fiabe originali sono poi in cerca di una casa editoriale: Michaela ha saggiamente rifiutato diverse proposte di pubblcazione a pagamento e continua nella sua ricerca.

Un’altra bella notizia: il suo romanzo nel cassetto, che abbiamo conosciuto anche noi di Studio83, sta per uscire con Besa Editore. “Dal diario di una piccola comunista” è un testo che abbiamo visto nascere e che grazie alla tenacia di Michaela ha trovato il suo editore naturale. Sarà nelle librerie dal 22 maggio e verrà presentato al Salone del Libro di Torino, il 16 maggio alle 12.30, durante l’incontro “Creare la lingua, lingua per creare” al Padiglione 3 – Spazio “Piemonte”. Per chi dovesse essere da quelle parti, l’occasione per conoscere Michaela e un titolo promettente.

In attesa di parlare come si deve del suo primo e fortunato libro, abbiamo chiesto a Michaela: Che cosa ha significato Vento Nodi Zero per il tuo percorso di scrittrice? Lo rifaresti?

Ecco cosa ci ha risposto:

Venti Nodi Zero era il mio primo concorso online e il secondo in assoluto al quale ho partecipato. Prima di allora non ho mai scritto dei racconti e non ero tanto sicura di riuscirci. Guidata anche dai consigli delle signore di Studio83 (Come si scrive un racconto), ho provato a mettere in piedi per la prima volta una storia che non ho personalmente vissuto. Il racconto era piaciuto agli organizzatori, ed era piaciuto al pubblico. Ciò mi ha dato quella fiducia nelle mie capacità che spesso viene a mancare a colui che si cimenta con un’arte non avendola mai veramente studiata. Venti Nodi Zero è un’esperienza che rifarei sicuramente.

Michaela in uno scatto al reading VNZ

Grazie Michaela e… buona strada!

Alla prossima settimana, con un nuovo capitolo di “Venti Nodi Zero… un anno dopo”. Un altro autore, nuovi spunti per tutti noi.




Venti Nodi Due: in arrivo

Tra poco più di 30 giorni, Studio83 sarà al BUK, il Festival della piccola editoria di Modena. Abbiamo in programma molte soprese, tra le quali il secondo numero del nostro bollettino letterario “Venti Nodi”.

Il tema è di sicuro interesse: Venti Nodi 2 sarà interamente dedicato all’esordio letterario. Conterrà consigli e testimonianze dirette di autori e soprattutto di editori che lavorano e pubblicano esordienti; articoli di Studio83 sull’esordio, con consigli pratici agli autori; articoli su opere prime di scrittori celebri; racconti di scrittori esordienti che hanno come tema proprio l’esordio.

“Voglio fare lo scrittore!”
Quanti lo dicono? E quanti hanno davvero il coraggio e la costanza di perseguire questo sogno, senza scoraggiarsi, imparando sempre cose nuove, allenandosi al successo?
Crederci è obbligatorio. Lavorarci è fortemente consigliato!

 

p.s. come colonna sonora: Dan Masquelier, “If I Could See”, uno splendido pezzo acustico con licenza copleft che puoi ascoltare QUI in versione integrale.




Venti Nodi contest: scadenza prorogata

Comunicazione di servizio: la scadenza per l’invio delle opere partecipanti al contest Venti Nodi #2 (di cui potete, come sempre, trovare il bando sul sito della nostra webzine) è stata prorogata; il termine ultimo per la consegna dei testi è ora il 31 ottobre 2012.

Restano ovviamente inalterati tutti gli altri punti del bando 🙂

In bocca al lupo!




Venti Nodi Contest: are you working on it?

D’estate fa  caldo e, soprattutto per chi è bloccato in città, la voglia di uscire è poca… Quale momento migliore per mettersi al lavoro e scrivere?

In particolare, è l’occasione giusta per tutti gli esordienti che vogliono mettersi alla prova e competere tra loro, raccontando proprio quello a cui aspirano: l’esordio letterario.

Il nostro contest Venti Nodi #2, bandito per cercare racconti da pubblicare sul secondo numero del nostro bollettino letterario, sarà aperto fino al prossimo 1 ottobre. Per chi vuole partecipare, è ora di mettersi al lavoro 🙂

Chi non avesse ancora letto il bando può trovarlo qui in versione integrale, con tutte le indicazioni per la partecipazione. Il contest è aperto solo agli esordienti: fatevi sotto!




Venti Nodi Zero in e-book!

Il momento è arrivato: il numero zero del nostro bollettino letterario, Venti Nodi, è ora disponibile per l’acquisto in e-book, in formato PDF.

Il bollettino, presentato ufficialmente a Roma lo scorso 17 marzo e già disponibile per l’acquisto in formato cartaceo, può adesso essere acquistato e letto comodamente sul vostro PC.

Ricordiamo che Venti Nodi Zero contiene ben nove racconti di altrettanti autori, quasi tutti esordienti e tutti con una penna interessante e qualcosa da dire.

La versione e-book è in vendita al prezzo di 2,50 euro (quella cartacea invece si può acquistare contattando lo staff di Studio83). Tutti gli autori che usufruiscono dei nostri servizi letterari nel corso dell’estate, invece, riceveranno una copia (cartacea) in omaggio.

Chi di voi è interessato a dare una chance a queste giovani penne può comprare l’e-book da questa pagina.

La copertina di Venti Nodi Zero

Vi ricordiamo inoltre di seguirci, oltre che sul nostro sito e qui sul blog, anche sull’apposito spazio dedicato a Venti Nodi (ventinodi.wordpress.com). Questo perché, come annunciato alcuni giorni fa, abbiamo bandito un nuovo contest per selezionare racconti da pubblicare sul prossimo numero, Venti Nodi #2, che avrà come tema l’esordio letterario.

Esordienti e autori in erba, cerchiamo proprio voi! 🙂