Dal libro alla tv

Dal libro alla tv: “Tredici” (Thirteen Reasons Why)

Nell’ottobre 2007 la casa editrice RazorBill, costola young adult della più celebre Penguin Books, pubblicò il romanzo di Jay Asher “Thirteen reasons why” (scritto anche “Th1rteen r3asons why”). L’opera, destinata a un pubblico di adolescenti e post adolescenti, raccontava la storia della diciassettenne Hannah Baker, morta suicida dopo aver registrato sette audiocassette per tredici destinatari (uno per ogni lato delle audiocassette, meno uno). Le cassette vengono fatte passare fra i tredici, che le ascoltano tutte e poi le consegnano al nome successivo della lista. Quando Clay, amico di Hannah ancora turbato dalla sua morte, riceve il pacco con le cassette, inizia un lungo percorso attraverso la storia dell’ultimo anno di vita della ragazza: tra rivelazioni anche molto drammatiche, scopre cosa l’ha portata a prendere la drastica decisione.

In Italia”Thirteen reasons why” è stato tradotto come “Tredici” (così come la serie tv) ed è stato pubblicato in tre edizioni da Mondadori (l’ultima delle quali nella collana youg adult Chrysalide).
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Haven – Dal libro alla tv

(Molto) liberamente ispirata al romanzo di Stephen King “Colorado Kid”, la serie televisiva “Haven” racconta l’arrivo nell’omonima cittadina costiera del Maine di un’agente dell’FBI, Audrey Parker, sulle tracce di un evaso. Giunta sul posto lega con Nathan Wuornos, figlio dello sceriffo, e insieme a lui inizia una lunga indagine su qualcosa di ben più inquietante e misterioso. Fra gli abitanti di Haven si stanno infatti manifestando i cosiddetti “Problemi”, simil-poteri più o meno controllabili e più o meno distruttivi. Ogni episodio racconta il manifestarsi di un Problema e la storia della persona che ne è portatrice, mentre si dipana un arco narrativo più complesso che riguarda Audrey e la sua identità.

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Dexter – Dal libro alla tv

Andata in onda dal 2006 al 2013 e prodotta dalla Showtime, la serie televisiva “Dexter” è stata un gran successo: la storia del serial killer di serial killer, un uomo disturbato e privo di sentimenti che agisce in base a un distorto codice morale, ha conquistato gli spettatori e permesso al telefilm di andare avanti per ben sette stagioni. Le vicende di Dexter Morgan, perito dei rilevamenti ematici per la Polizia Scientifica di giorno ed efferato killer di notte, sono ambientate nella calda città di Miami, tra paludi, coccodrilli, cubani e ritmi latini.

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Gomorra – Dal libro alla TV

Dal libro alla TV: parliamo oggi di due veri e propri casi di culto, ognuno nel suo genere di appartenenza.

“Gomorra” di Roberto Saviano è stato un caso letterario e civile, un titolo che a distanza di anni fa ancora discutere (purtroppo c’è anche chi usa argomenti come “ha solo messo su carta cose che tutti sanno, capirai!” oppure “fa i soldi con la camorra” e altre assurdità simili, che impoveriscono il dibattito).

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Sherlock – Dal libro alla tv

La fortuna e la fama del consulente investigativo creato da sir Arthur Conan Doyle continuano a risplendere ancora oggi: milioni di appassionati in tutto il mondo leggono e hanno letto i romanzi e i racconti che lo scrittore inglese ha dedicato al suo Sherlock Holmes, incluse le innumerevoli opere apocrife fiorite nei decenni. (A questo proposito, leggi: I migliori apocrifi holmesiani – Consigli di lettura)

Sono state moltissime le trasposizioni cinematografiche incentrate sull’investigatore dal buffo cappello e dal geniale metodo deduttivo (per saperne di più, leggi: Uno studio in rosso – Un classico al mese), ma la versione più originale è stata creata per la tv inglese da due nomi ormai divenuti leggenda. Mark Gatiss e Steven Moffat (quest’ultimo produttore e co-autore dell’epico reprise del Doctor Who e universalmente riconosciuto come uno dei più brillanti sceneggiatori viventi), già esperti nel riadattamento di opere vittoriane per il piccolo schermo, intorno al 2007 progettarono uno Sherlock Holmes che omaggiasse la tradizione letteraria di Doyle, ma che fosse ambientato ai nostri giorni. Nelle sue indagini, Holmes avrebbe quindi fatto affidamento sulle moderne tecnologie, incluso il mondo dei social.

“Il nome è Sherlock Holmes e l’indirizzo è 221B di Baker Street. Smack!”

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Black Sails – Dal libro alla tv

Dopo i consigli di lettura a tema “romanzi sui pirati” abbiamo dedicato la rubrica “Un classico al mese” al capolavoro di Robert Louis Stevenson, “L’isola del tesoro“. Come abbiamo detto, l’opera – che racconta le avventure del giovane Jim Hawkins nella ricerca di un tesoro nascosto su cui ha messo gli occhi anche il temibile pirata Long John Silver – è entrata nell’immaginario collettivo con tutti gli affascinanti elementi che le danno vita: pirati, tesori nascosti, pappagalli e l’immancabile bandiera con il Jolly Roger. Se il romanzo ha ispirato moltissime riduzioni cinematografiche, nel 2014 il canale via cavo statunitense Starz ha mandato in onda la prima serie televisiva basata sull’opera di Stevenson.

Uno dei poster promozionali della serie tv

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The man in the high castle – Dal libro alla tv

Nel 1962 Philip K. Dick pubblicò quello che sarebbe stato uno dei suoi più celebri (e migliori) romanzi di fantascienza, vincitore del premio Hugo: “The man in the high castle”, ucronia ambientata in un presente alternativo in cui la seconda guerra mondiale è stata vinta da giapponesi e tedeschi. Il risultato sono Stati Uniti divisi tra gli Stati del Pacifico, controllati dal Giappone, e la zona atlantica controllata dalla Germania; al centro, una zona neutrale tra gli Stati delle Montagne Rocciose. Anche l’Italia, alleata della Germania, ha il suo piccolo impero che si estende tra l’Est Europa e il Nord Africa. In questo mondo parallelo i giapponesi sono ossessionati dai manufatti della cultura di massa americana, ormai quasi scomparsi, mentre circola un romanzo proibito che il potere cerca costantemente di distruggere: un’opera che racconta di un presente alternativo in cui la guerra è stata vinta dagli Alleati e il mondo ha tutto un altro assetto politico…


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True Blood – Dal libro alla tv

Inauguriamo una nuova rubrica aperiodica dedicata a un argomento che apprezzeranno gli appassionati di telefilm: quali serie tv, classiche o recenti, sono state tratte da romanzi – o, come in questo primo caso, da saghe letterarie? Non solo il grande schermo ha attinto dalla letteratura per trovare spunti e idee da trasformare in sceneggiature; anche il piccolo schermo lo ha fatto, trasponendo storie su un mezzo che non solo è differente dal libro stampato, ma anche dal film in senso stretto. Se il cinema deve per forza di cose comprimere e ridurre, la serie tv non ha limiti e anzi può ampliare e approfondire una storia.

Il primo caso di cui parleremo è True Blood, serie tv tratta dal ciclo di romanzi della scrittrice americana Charlaine Harris, ambientati negli Stati Uniti del sud e incentrati sul rapporto che la protagonista Sookie Stackhouse sviluppa con una serie di personaggi soprannaturali, in particolare i vampiri. Nel mondo creato dalla Harris, infatti, i vampiri sono finalmente usciti allo scoperto palesandosi al mondo: ciò è accaduto grazie a una ditta giapponese che ha commercializzato il Tru Blood, sangue sintetico venduto in bottiglie dal packaging accattivante e disponibile in tutti i gruppi sanguigni.

Charlaine Harris


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