Interviste

Nuovo sito di Studio83, guida all’uso: portfolio, blog e contatti

La scorsa settimana abbiamo lanciato il nuovo sito di Studio83, rinnovato nella grafica, nei contenuti e nei servizi, molti dei quali hanno subito variazioni per renderli più adatti alle esigenze di autori e editori.

Chi lo ha già esplorato avrà notato che adesso è molto più agile e navigabile, e che il menù dei servizi è più snello e mirato. La volta scorsa abbiamo illustrato molti dei nuovi servizi e spiegato la natura delle variazioni: per esempio, il servizio di editing narrativo è stato sdoppiato (editing basic e editing premium, o a “doppio invio”) per adattarlo a tutte le esigenze e a tutte le tasche.

Questa identica distinzione esisteva già per quanto riguarda le schede di valutazione degli inediti, anch’esse nelle formule di valutazione basic e valutazione premium.

Parliamo adesso di altre sezioni, a partire da una novità: il portfolio di Studio83, una raccolta di aziende e marchi per cui abbiamo lavorato, di articoli sul nostro conto, di interviste via web e via radio, di pubblicazioni e anche di commenti scritti da autori e editori che hanno lavorato con noi e ci hanno lasciato i feedback che potete leggere.

Abbiamo deciso di implementare il sito con il portfolio di Studio83 per dare modo a chi non ci conosce di farsi un’idea del nostro lavoro, di ciò che abbiamo realizzato in questi lunghi anni (quasi dieci, manca pochissimo al fatidico compleanno!); insomma, per fornire qualcosa di concreto a chi si domanda, giustamente, “perché dovrei scegliere i servizi letterari di Studio83“?

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Editori in Fiera: Biancoenero Edizioni

A dicembre 2014 si è svolta la Fiera del Libro Più Libri, Più Liberi alla quale abbiamo dedicato tre post con segnalazioni e riflessioni.

Il primo post contiene alcune critiche sugli aspetti da migliorare della Fiera: Più Libri, Più Liberi 2014 – I Dolori
Il secondo è dedicato alle cose positive e ai bravi editori da valorizzare: Più Libri Più Liberi 2014: Le Gioie
Il terzo è uno speciale sull’editoria per ragazzi e sui titoli più interessanti: Più Libri Più Liberi 2014: Editoria per Bambini e Ragazzi

Abbiamo contattato le case editrici di cui abbiamo parlato e abbiamo chiesto se erano disponibili a rispondere a qualche domanda, per farsi meglio conoscere dai lettori e per parlare di libri, di lettura e di autori esordienti.

Abbiamo quindi il piacere di presentarvi la terza edizione di “Editori in Fiera“, uno speciale che contiene il meglio che incontriamo, sperando che sia di ispirazione e che vi piaccia!

Il primo Editori in Fiera è stato realizzato sempre a Più Libri, Più Liberi 2008: è composto da video interviste che trovate nella playlist Editori in Fiera sul canale YouTube di Studio83
Il secondo Editori in Fiera è stato realizzato per il Modena BUK Festival del 2013 e conta una sola partecipazione. Purtroppo gli editori che abbiamo contattato ci hanno semplicemente ignorato, forse perché non giudicavano utili o convenienti le nostre domande. Ma gli amici del RiLL hanno fatto onore all’intervista su libri e lettura.

Il terzo Editori in Fiera lo apriamo con Biancoenero Edizioni, una casa editrice con una missione nobile e una responsabile della comunicazione che ci ha risposto rapidamente e sempre con grande gentilezza e cortesia. Ringrazio Irene D’Intino per la disponibilità e le lascio la parola, alla scoperta di Biancoenero Edizioni.

Studio83:Per conoscerci meglio: come e quando è nata la vostra Casa Editrice e di cosa si occupa?

Irene D’Intino – Biancoenero Edizioni: Biancoenero è una casa editrice indipendente nata a Roma nel 2005. Lavora da sempre al progetto Alta Leggibilità, per avvicinare ai libri tutti i ragazzi, anche quelli che hanno difficoltà di lettura.

Continua a leggere: Intervista a Biancoenero Edizioni

 




Intervista a Yukio Mishima

Cercando su Youtube, mi sono imbattuta in una preziosa intervista a Yukio Mishima, forse il più controverso scrittore giapponese del Novecento, che, con le sue opere e la sua vita, ha rappresentato un volto profondamente patriottico e conservatore del Giappone, spesso oggetto di polemiche, soprattutto in Occidente (esattamente il contrario di ciò che è avvenuto nella sua patria, ne abbiamo parlato in un recente post paragonando Mishima a Murakami).

La complessità di questo autore emerge dall’infinita bellezza delle sue opere e dal modo in cui esse sono sempre state intrecciate con la sua vita personale, fino alla sua ancor più controversa morte tramite suicidio rituale, al modo dei samurai.

Vi lascio quindi il video dell’intervista, nel quale si possono attivare i sottotitoli in inglese cliccando sull’apposita icona in basso a destra (l’audio è in giapponese).

 

Tempo fa, ci siamo occupate di Mishima e della sua scrittura anche attraverso un video: la lettura di passi scelti di un suo racconto “minore” ma molto significativo, “Ali”.
Eccola qui: ma la trovate anche nella pagina Multimedia del nostro sito, o nella playlist Videorecensioni del nostro canale YouTube, insieme a molti altri contenuti.




Editori in fiera: speciale BUK

Cari amici, vi abbiamo parlato qualche giorno fa della nostra esperienza al BUK di Modena e vi abbiamo fatto i nomi di diversi espositori che hanno condiviso con noi questa bella esperienza. Come accadde qualche anno fa a Torino, quando confezionammo un fortunato format di interviste, abbiamo deciso di conoscerli meglio e abbiamo rivolto loro qualche domanda, anche un po’ provocatoria, per parlare insieme di libri e dintorni.

I primi a prestarsi a questa intervista… non sono editori! Sono gli amici del Trofeo RiLL, che Francesco Ruffino presenta così:

RiLL non è una casa editrice. Il nostro obiettivo è quello di favorire la diffusione della letteratura fantastica in Italia. Proviamo a raggiungere questo obiettivo organizzando un concorso letterario (il Trofeo RiLL) e pubblicando i racconti vincitori. I racconti vengono pubblicati direttamente da RiLL o da altre case editrici.

Ecco le nostre domande (che si ripeteranno anche ai prossimi “volontari” come format) e le risposte di Francesco:

Il tuo catalogo: com’è?

A oggi pubblichiamo soltanto racconti e solo di genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror e tutto quel che è al di là del “reale” e del “verosimile”).
Il nostro catalogo è composto da tre collane. La più importante e la più antica è Mondi Incantati. Su MI pubblichiamo i vincitori del Trofeo RiLL, i racconti vincitori di SFIDA (un concorso parallelo riservato agli ex-vincitori del Trofeo) e i racconti della Giuria Nazionale (che è composta da autori affermati).
La collana più recente è “Aspettando Mondi Incantati”. Su AMI pubblichiamo i racconti finalisti del Trofeo. AMI esce in anticipo rispetto a MI, in modo da consentire ai lettori di conoscere i potenziali vincitori. L’altra caratteristica di AMI è che è disponibile solo in formato digitale (ebook).
Infine la collana forse più importante e prestigiosa per noi è “Memorie dal futuro”. MdF è un’antologia di racconti di un unico autore che si è particolarmente distinto nelle edizioni passate del Trofeo. A oggi abbiamo pubblicato “Domani forse mai” di Francesco Troccoli e “Memorie dal futuro” (il libro che ha dato il titolo all’intera collana) di Emiliano Angelini.
Cerchiamo di mantenere una “forma” (per dirla con Calasso) omogenea tra le nostre pubblicazioni: le copertine sono tutte di Valeria De Caterini, un’autrice che fa parte del collettivo fin dalla sua fondazione e che ha contribuito a creare l’immagine di RiLL. Anche il prezzo, il formato, l’impaginazione, i font utilizzati e (per quanto possibile) la carta sono mantenuti costanti tra un volume e l’altro.

Il tuo catalogo da qui a tre anni: come sarà?

Sicuramente continueremo ad occuparci di letteratura di genere. E continueremo a pubblicare racconti. Vorremmo trovare il modo di esplorare in maniera diversa e forse più originale i mezzi messi a disposizione dall’editoria digitale. E anche, perché no, aprirci a Paesi e culture diverse da quella italiana.

Il tuo autore ideale.
(Qui intendiamo autore con cui lavorare e da pubblicare)

Il mio autore ideale ha un’idea. Non parlo semplicemente di uno spunto narrativo, ma di un principio, un impulso, che lo spinge a scrivere quello che scrive. E’ appassionato di letteratura di genere (non importa se fantasy o fantascienza) e ne conosce le regole.
Ma soprattutto vuole scrivere un racconto, che non è un capitolo del grande romanzo che ha in testa, ma una forma narrativa autonoma. Ha deciso insomma che quell’idea è meglio realizzarla con un racconto che con un romanzo o una sceneggiatura.

Il tuo lettore ideale.

Ai nostri lettori dobbiamo chiedere di essere molto curiosi. Curioso di conoscere da quali mostri o dei è popolato oggi l’immaginario fantastico italiano. Altrimenti chi comprerebbe un’antologia di racconti di genere diverso e scritti da autori diversi (e per di più emergenti!), quando nello scaffale accanto c’è l’ennesimo libro di un autore affermato?

Perché leggere?

Perché, come dice Stephen King, la letteratura è la forma più avanzata tra quelle disponibili oggi di telepatia. L’autore pensa qualcosa e tu, da solo, seduto in poltrona o sdraiato sul letto, ricevi quel pensiero. Anche secoli dopo che è stato pensato. E, in qualche modo, quel pensiero ti parla nonostante la distanza spazio-temporale.
Durante una delle nostre presentazioni un giurato, Giulio Leoni, ci ha chiesto: qual è lo strumento che usiamo oggi per raccontare il nostro immaginario fantastico? Qualche millennio fa ci si sedeva intorno al fuoco e qualcuno raccontava miti e leggende. Un secolo fa usavamo il romanzo. E oggi? Ormai la narrazione, soprattutto quella fantastica, è affidata alle immagini in
movimento (cinema e televisione in testa). Ma queste forme di narrazione non sono mai solitarie: quando guardiamo un film siamo parte di un pubblico che lo guarda insieme a noi. Non sono solo gli spettatori presenti in sala o davanti alla TV: oggi il discorso intorno a queste narrazioni è globale e condiviso (pensa, come semplice esempio, al fenomeno dei fan film).
Leggere invece è un’esperienza che non può che essere solitaria. Per me questa è, per il momento, una motivazione sufficiente.

Perché comprare libri?

Mi verrebbe da risponderti “per premiare il lavoro dell’autore e dell’editore e di tutti quelli che lavorano per costruire questa trasmissione del pensiero (curatori, traduttori, grafici, tipografi, distributori…)”, ma mi sembrerebbe quasi di chiedere la carità.
Vorrei suggerire di “acquisire” i nostri libri: puoi cercarli nelle biblioteche comunali, puoi ritrovarli con il bookcrossing e poi perderli di nuovo, puoi chiederli in prestito ad un amico, o in regalo e infine, più semplicemente, puoi comprarli.

Comunque tu abbia fatto e dovunque tu sia ora: buona lettura.

Francesco Ruffino

Ringraziamo Francesco per la sua disponibilità e per le belle risposte. Ricordo anche che è ancora possibile partecipare al Trofeo RiLL di quest’anno, la cui scadenza è stata prorogata al 6 maggio 2013. Affilate le penne!




Focus on: la figura dell’editor

Ci sono state recenti polemiche e discussioni che ci hanno portato a una riflessione su alcune vittime della nuova editoria italiana. Per “vittime” non intendiamo persone fisiche, ma figure professionali e politiche editoriali che hanno da sempre avuto un ruolo fondamentale in questo settore, al punto da esserne elementi caratterizzanti.

In particolare abbiamo notato una massiccia distorsione, quando non soppressione, di una figura professionale storica: l’editor.

Prima che qualcuno salti su accusandoci di conflitto di interessi, vorrei chiarire che non mi riferisco agli “autonomi” come noi, ma proprio all’editor che lavora in seno a una casa editrice.

Sembra che oggi il lavoro dell’editor non sia più prioritario, almeno in alcune curiose realtà editoriali: abbiamo notato però che, spesso, si cerca di far passare questa situazione non solo come regola, ma addirittura come consolidata tradizione.

Quello che vorremmo fare oggi, quindi, è un po’ di chiarezza sull’argomento.

Che cos’è l’editor? Inizio copiando e incollando parte della definizione che ne dà Wikipedia (usando la versione italiana del termine, ovvero “curatore editoriale”):

[…] in generale il compito del curatore è anzitutto mantenere i rapporti con l’autore per conto della casa editrice, assicurandosi che il materiale ricevuto sia conforme alle aspettative dell’editore, verificare e correggere i testi (non in termini di refusi, poiché questo compito spetta al correttore di bozze) ed evidenziare carenze o aggiustamenti, che saranno richiesti all’autore affinché il libro assuma la forma finale per la pubblicazione, nel rispetto degli standard contenutistici e formali stabiliti per la collana nella quale la pubblicazione sarà inserita.

Analizziamo alcuni elementi di questa definizione: innanzitutto, la distinzione tra “editor” e “correttore di bozze”, che oggigiorno mi sembra parecchio confusa. Gli errori di grammatica, i refusi, la punteggiatura e via dicendo, la cui correzione viene spesso associata all’editor, sono invece il lavoro del correttore di bozze. Tutto ciò che è sfuggito all’autore durante le sue doverose revisioni del manoscritto, inclusa l’impaginazione (qui il discorso sarebbe più ampio, perché riguarda anche le specifiche regole redazionali di una casa editrice), viene segnalato dal correttore di bozze.

Cito da un interessante articolo esplicativo apparso su Bottega Editoriale (e di cui vi consiglio di leggere il testo integrale):

Nella fase di correzione su carta gli errori da correggere sono segnati utilizzando una serie di segni e artifici grafici che si basano su un codice consolidato di modo che, quando il testo passerà nelle mani del grafico impaginatore, che materialmente trasformerà le correzioni a penna in nuovo testo digitale e poi cartaceo, non vi saranno difficoltà nella comprensione delle modifiche precedentemente apportate dal redattore.

Perciò, non solo non è l’editor che rende un manoscritto pubblicabile in senso stretto, ma non può essere neppure l’autore, trattandosi di un’operazione che richiede particolari know how professionali.

Abbiamo chiarito cosa non è l’editor: ci resta da chiarire cosa è.

Un libro non nasce mai tale. Il percorso inizia dal manoscritto, il cui artefice è l’autore, che opera autonomamente o in base a precedenti accordi. Il mestiere dell’autore riguarda dunque, in prima istanza, il momento creativo.

L’editore è un imprenditore che, attraverso scelte editoriali come la politica di catalogo, porta avanti un discorso culturale più o meno definito.

Il punto di raccordo fra questi due elementi è proprio l’editor, il cui lavoro non è secondario né a quello dell’autore, né a quello del direttore editoriale.

L’editor lavora sul manoscritto, o meglio lavora il manoscritto. A stretto contatto con l’autore, interviene sulla “materia grezza” fornita da quest’ultimo e la trasforma secondo diverse necessità e finalità, che possono avere a che fare con problemi strutturali dell’opera, punti di forza da sfruttare, elementi di debolezza da eliminare; non ultimo, l’editor può sposare e omogeneizzare le finalità dell’autore e dell’editore nel contesto del discorso editoriale e culturale di cui abbiamo parlato.

Come si possa fare a meno di una figura del genere mi è tuttora oscuro. E, badate bene, questo discorso vale tanto per molte case editrici a pagamento quanto per certi gruppi editoriali dai fatturati stellari. In entrambi i casi non c’è politica di catalogo, non c’è discorso culturale, non c’è finalità qualitativa ma solo quantitativa, anche se in modi differenti. La sostanza, però, resta la stessa: o meglio, è l’assenza di sostanza a rimanere invariata.

Ripesco una vecchia intervista che ci rilasciò il sommo Marcello Baraghini, fondatore e direttore editoriale di Stampa Alternativa, un intervento assolutamente unico in cui spiegò, tra le altre cose, l’importanza dell’editor in una casa editrice:

[…] C’è una figura che i grossi editori hanno abbandonato: l’editor. L’editor è più importante del direttore editoriale. L’editor è una figura più importante del direttore editoriale…di me! Perché trasforma le pietre grezze: non c’è mai un testo pronto per andare in stampa, ma deve passare al vaglio e alla cura di un editor – Calvino fu editor; Vittorini fu editor; Bianciardi fu editor […]

Riportare un solo stralcio dell’intervista è un delitto, visto che Baraghini ci offrì, pur in pochi minuti, una serie di considerazioni grandiose senza soluzione di continuità.

Cos’è quindi l’editor?

L’editor è una figura professionale fondamentale nel contesto di una casa editrice e non è – come spesso si vuole far passare – un elemento di cui si possa fare a meno. Se manca l’editor, si vira verso qualcosa di diverso da ciò che tradizionalmente si intende per “editoria”. Ed ecco che spunta all’orizzonte la vittima successiva: la qualità.




Intervista a Roberto Furlani

 

Dopo aver affrontato più volte l’argomento “fantascienza” qui sul blog di Studio83, abbiamo pensato di discuterne con qualcuno che di fantascienza se ne intende: Roberto Furlani, fondatore e – da più di dieci anni, nonostante la giovane età – curatore della webzine Continuum, dedicata appunto a questo controverso genere, si è offerto di rispondere alle nostre domande.



INTERVISTA A ROBERTO FURLANI


Studio83: Come abbiamo più volte rimarcato sul nostro blog, la galassia di concorsi letterari dedicati alla fantascienza è praticamente scomparsa: secondo te, come mai?

 

Roberto Furlani: In realtà mi sembra che di concorsi letterari ce ne siano perfino troppi. Navigando tra portali e motori di ricerca si può trovare un sacco di bandi di concorso che possono rappresentare delle interessanti opportunità per chi scrive fantascienza.

Quello che è venuto a mancare è il grado di specificità del concorso fantascientifico, cosicché al giorno d’oggi abbiamo premi dedicati al fantastico in genere e altri destinati ai disparati sottogeneri della sf. Forse i latini che sostenevano che in media stat virtus non erano poi tanto sciocchi.

Credo che una simile (disgraziata) evoluzione sia legata a quello che ci dice il mercato: se da una parte la fantascienza piega la testa di fronte ai moderni fenomeni fantasy e horror (penso alle saghe di Harry Potter e Twilight, tanto per fare due esempi), dall’altra la rialza attraverso opere appartenenti a determinati filoni (come l’ucronia e il postumanesimo).

 

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Intervista e Lectio Magistralis di Patrick Boylan

Vi segnalo oggi una bellissima intervista fatta a Patrick Boylan, docente di lingua inglese all’Università di Roma Tre, ospite della trasmissione "Via Groenlandia 41". Boylan è anche una penna del nostro bollettino "Venti Nodi", per il quale ha realizzato il pezzo "Il traduttore camaleonte". Eccone un estratto:

Il primo passo è quello di liberarsi dalla visione tradizionalista dell’atto comunicativo, il quale non è – come invece pretendono Scuola e Facoltà universitarie – un’operazione essenzialmente linguistico-pragmatica.  Bisogna imparare a vedere invece ogni atto comunicativo essenzialmente come un fatto di volizione: ogni dire è un voler dire.

Nell’intervista linkata, Boylan ci parla dell’insegnamento universitario della lingua, della sua bellezza ma anche della difficoltà dovuta al tradizionalismo accademico e alla predominanza della teoria sulla pratica linguistica, che è poi il motivo di tanti abbandoni degli studenti.

L’intervista è in sei parti, è un po’ lunga ma vale sicuramente la pena di vederla!

La nostra richieste è che ci sia un contatto tra il mondo al di fuori dell’università e l’università stessa nel decidere i programmi; che i professori non vengano lasciati soli nel deciderli. Devono risponderne al pubblico, alla società civile. La mia esperienza, ascoltando studenti e famiglie che si interessano di queste cose, è che molti pensano che il prfessore ne sappia di più, e di non avere voce in capitolo riguardo queste cose. Ma quando paghiamo un architetto per occuparsi della nostra casa, anche se non siamo architetti vogliamo dire la nostra, decidere per la nostra casa. Daremmo delle indicazioni, non nei dettagli, perché quelli sì sono specifici, ma avremmo il diritto di dire in che casa vorremmo vivere.

Per chi si trovasse nei dintorni dell’Univresità di Roma Tre il giorno mercoledì 25 novembre, inoltre, segnalo un evento importante: una Lectio SPE Magistralis del professor Boylan dal titolo "Insegnare".
Dove SPE sta per… "Senza Pretesa di Essere"!

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Studio83 su CartacantaLab

Siamo state intervistate dall’associazione culturale vicentina CaRtaCaNta, che ha pubblicato l’intervista sul suo sito CaRtaCaNtaLab.

Ci sono state poste domande su di noi, sulla nascita e sul futuro di Studio83, ma anche sulla qualità della letteratura esordiente, sull’editing e sulla spinosa questione dell’editoria a pagamento. Le ho trovate domande stimolanti e spero che le nostre risposte ne siano state all’altezza. Peccato solo non aver potuto allegare il file "lacrime.salate.exe" alla domanda: come riuscite a conciliare il lavoro di Studio83 con la vita di tutti i giorni? T_T

Non mi resta che ringraziare l’associazione culturale CaRtaCaNta del suo interessamento e della bella intervista e invitare tutti a visitare il loro blog, ricco di idee e attività.




Un libro in un minuto

Seguendo il buon esempio di Booksweb, pubblichiamo anche noi le pillole “Un libro in un minuto” realizzate nel corso della Fiera del libro di Torino. Sono davvero interessanti!


Stefano Donno per Besa ci parla di “Gli autori invisibili” di Ilide Carmignani, una raccolta di interviste a grandi scrittori che ruota intorno al mestiere del traduttore letterario.



Elena Ioli di Dedalo Edizioni presenta “La mia linea di universo” di George Gamow, l'”autobiografia informale” di un grande scienziato e il racconto ironico delle maggiori evoluzioni scientifiche del XX secolo.


Un miliardo di donne come Eva” di Robert Reed è il romanzo presentato da Silvio Sosio, per DelosBooks: una distopia che si è aggiudicata il Premio Hugo 2007.
Flora Albarano di Guida Editore propone invece “L’uomo allo specchio” di Dante De Rosa, un libro sulla scoperta della propria personalità attraverso l’analisi dei propri… vizi capitali. Alzi la mano chi pensa di salvarsi…
L’editore di Interlinea Roberto Cicala ci parla dei “Frammenti Lirici” di Clemente Rebora, grandissimo poeta novecentesco riproposto in un’edizione davvero bella, corredata di un apparato critico che valorizza gli splendidi componimenti espressionisti.
“Viva Las Vegas!” : una raccolta di racconti di giovani autori pensata appositamente per “festeggiare” la nascita della casa editrice Las Vegas, presentata dal curatore Andrea Malabaila.




Laura Morrone porta la bandiera di Magenes edizioni, presentando “Canali di Francia” di Carlo Piccinelli: la casa editrice, specializzata in libri e romanzi di mare, inaugura con questo volume una collana “pratica” dedicata ai navigatori.



Anna Saleppichi, editor di Stampalternativa, di parla di “Dolly City” di Orly Castel-Bloom, un romanzo  ambientato a Tel Aviv il cui valore è stato riconosciuto anche dall’Unesco.

Qalcuno di voi ha letto uno o più di questi libri? Che ne pensate? Mandateci le vostre impressioni o, perché no, i vostri contributi.