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Giornata della memoria 2016: cosa fare a Milano

Dopo un post denso di consigli di lettura sul tema della Shoah, proponiamo un paio di segnalazioni su cosa avverrà oggi a Milano.

L’idea è quella di uscire di casa evitando ogni palinsesto programmato o eteroimposto.

Personalmente, trovo abbastanza fastidiosa l’infestazione di film dedicati all’Olocausto: non perché non siano belli e utili, ma perché sono concentrati tutti tra ieri, oggi e domani e poi basta. E mi pare un po’ forzato, considerato il tenore generale delle trasmissioni nel resto dell’anno.

Non è un film che fa “primavera”, e trovo davvero assurdo trasmettere prima Salvini che parla di” aggravanti se sei straniero”, e poi  il filmetto strappalacrime con il loghetto politicamente corretto “Giorno della Memoria”.
Eh no, troppo facile.

Quindi penso che quest’anno terrò la televisione spenta e cercherò di uscire e fare un’esperienza diversa, in prima persona, in mezzo alla gente, a persone che vogliono fare la stessa cosa: uscire, trovarsi e vivere insieme un momento di riflessione.

Qui a Milano le proposte sono tantissime. Il Comune ha un calendario molto interessante che puoi visionare qui: Giornata della Memoria a Milano, decine di appuntamenti che si terranno anche domani.

Studio83 ti segnala anche tre eventi che coinvolgono realtà che conosciamo e che stimiamo: per questo sono appuntamenti raccomandati.

Il primo è al Nuovo Teatro Ariberto, dove oggi e domani andrà in scena “Il racconto di Therese“.

Therese Stangl, moglie dell’ufficiale nazista Franz Paul Stangl, comandande dei campi di sterminio di Sobibor e Treblinka, racconta la sua vita al fianco del marito.

Un punto di vista diverso, una testimone che non è dalla parte delle vittime. Un personaggio recitato da tre attrici, una delle quali è la bravissima Lorella Sala della compagnia teatrale I Senza Rete.

Il secondo appuntamento è sempre teatrale: “Poesie da Terezin“, di Ilse Weber con la regia di Chiara Bertazzoni, presso la Cascina Cuccagna.

Scrittrice ceca di religione ebraica, [Weber fu] internata nel campo di concentramento di Terezín, in Cecoslovacchia, dove chiese di potersi occupare come infermiera dei bambini detenuti e dove durante le sue notti insonni compose filastrocche, ninne nanne e poesie.

Chiara Bertazzoni, regista dei Senza Rete, dirige stasera gli attori della Palestra dell’Attore di Teatri Possibili: insieme offriranno sicuramente una rappresentazione intensa e profonda.

Il terzo appuntamento è musicale: oggi, dopotutto, è anche l’anniversario della nascita di Mozart!
Cose belle che sublimano cose brutte, potrei dire: il coro Canto Sospeso eseguirà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi presso la Chiesa di San Marco, che tra l’altro fu il primo luogo dove Verdi stesso la suonò per la prima volta.

Il periodo storico che stiamo attraversando ci impone continue riflessioni, sulla storia passata, sugli errori ed orrori passati, sul perpetrarsi degli stessi e sui nuovi, sulle vittime di ieri e di oggi, su quello che possiamo fare noi in prima persona, su quanto sia importante sentirsi coinvolti.

Ecco, non dimentichiamo che anche oggi stanno avendo luogo tanti Olocausti: è giusto ricordare lo sterminio massificato e industrializzato di milioni di persone, che ha segnato indelebilmente la storia europea. Ed è giusto aprire gli occhi, guardarsi intorno e cercare gli altri massacri silenziosi.
Quello dei migranti che muoiono ovunque intorno ai nostri squallidi e inutili confini: dove sono arrestati, numerati, esautorati, presi a sassate e rinchiusi in campi!
Quello delle popolazioni colpite dalle guerre preventivepunitivegiustediliberazione.
Quello dei poveri che dormono per la strada al freddo.
Quello dei diritti delle minoranze. Perché:

dove c’è strage di diritto e di legalità, inevitabilmente c’è strage di vite, di corpi, di popoli.
Marco Pannella

Altri Olocausti non ne vogliamo! Quindi lavoriamo per impedirli!




Milano Fantamagica

Questo fine settimana non prendete impegni! L’11 e il 12 aprile avrà luogo Milano Fantamagica, la prima convention milanese dedicata al Fantasy e al Fantastico.

sino a oggi una metropoli culturalmente ricca e vivace come Milano ne era priva, se si eccettuano gli spazi ‘a margine’ delle convention sul fumetto.

La Ludoteca e associazione Magicabula ha pensato quindi di rimediare alla mancanza offrendo una due giorni di incontri a tema dedicati agli appassionati del genere di ogni età.

Per i grandi ci sono:

  • conferenze come quella sul giornalismo fantastico tenuta da Emanuele Manco, curatore di FantasyMagazine (Delos books), o sulla struttura del racconto fantastico con la direzione di Luciano Sartirana;
  • tavole rotonde come “La diversità nel fantasy” o “Il filo rosso che unisce divinità gotiche, pantheon scandinavo, miti celtici e poetica cavalleresca con la fantasy moderna”, in pratica un mega riassunto di suggestioni e radici;
  • incontri sulla musica in Harry Potter, sui romanzi di Martin, sulle Fiabe della Foresta Nera….

Cito solo quelli che mi hanno colpito di più, perché attinenti con il mio mestiere e con ciò che può servire anche ad autrici e autori per imparare. Il programma di Milano Fantamagica è molto più vasto.

Non finisce qui. Un altro punto a favore di questa nuova convention è l’attenzione dedicata ai più piccoli. Mamme, papà, nonni e adulti potranno assistere alle conferenze lasciando i loro bambini in compagnia degli educatori, a divertirsi con pasta di sale, draghi, bacchette magiche, cucina, lezioni e laboratori. La ludoteca ha anche un giardinetto del quale si può approfittare per far pascolare i più piccini.
In una città come Milano, fredda e ostile verso i bambini e chi vuole passare del tempo con loro, un’opportunità del genere è davvero da prendere al volo.

Io parteciperò sicuramente a qualche incontro, se passate di lì e avete voglia di scambiarci impressioni e idee scrivetemi!

Riassumendo:

Milano Fantamagica
sabato 11 e domenica 12 aprile
Ludoteca Magicabula, via Gallarate 46
Ingresso libero con tesseramento: € 6,00 adulti / € 3,00 bambini (laboratori a pagamento)
Pagina info qui – Programma qui




Cacciatori di misteri: l’enigma della Mary Celeste

C’è una nave fantasma, o meglio l’antenata per eccellenza delle navi fantasma: parlo della Mary Celeste, brigantino varato in Canada nel 1861 e successivamente venduto a un armatore americano. Fu proprio poco dopo aver cambiato padrone che, sotto il comando del capitano Benjamin Briggs, salpò da New York alla volta di Genova, portando con sé un carico di millesettecento barili di alcool. A bordo, oltre al capitano, sua moglie e sua figlia, c’erano sette esperti marinai.

Non si sa cosa accadde alla Mary Celeste e al suo equipaggio durante la traversata; se incappò in una tempesta, se fu assaltata dai pirati o se l’equipaggio fu contaminato. Le ipotesi sono tante, riassunte con zelo da Wikipedia, ma la verità non è mai venuta fuori con certezza assoluta. Tutto ciò che sappiamo è che la nave fu trovata alla deriva, le vele danneggiate, l’equipaggio scomparso, mentre procedeva verso lo stretto di Gibilterra oltre le isole Azzorre.

Ora, però, il mistero si è infittito. Sembra che la Mary Celeste sia stata avvistata di nuovo, sempre al largo delle Azzorre. Se ciò sia vero o no, sarà un esperto a stabilirlo: il celebre Carlo Stein, cacciatore di misteri e conduttore di uno show televisivo, partirà infatti alla ricerca delle nave armato di telecamera. Cosa ne verrà fuori? Lo scopriremo presto…




La traduzione letteraria, qualche link

Quello del traduttore letterario è un mestiere complesso e delicatissimo, che mette in gioco competenze importanti e che può portare a risultati altrettanto importanti.

Nel mercato italiano c’è una larga abbondanza di titoli tradotti, con buona pace di chi vorrebbe dare più spazio agli italiani (e forse dimentica che, in fondo, c’è spazio per tutti). A rigor di logica, dunque, si potrebbe pensare che quello del traduttore lettario sia un lavoro che non conosce difficoltà.

E invece è il contrario, almeno a leggere questa petizione intitolata “Un aiuto alla traduzione è un aiuto alle idee“. Una richiesta d’aiuto alle istituzioni, per sostenere le traduzioni e i traduttori:

istituendo un fondo nazionale che sostenga le traduzioni verso l’italiano e il lavoro dei traduttori editoriali.

Cosa dire? Una richiesta intelligente che chiama in causa i doveri più alti delle istituzioni culturali. Proprio nei giorni in cui esce fuori l’ennesimo scandalo legato a ruberie di chi le istutizioni dovrebbe rappresentarle, invece le sfrutta:

Verdini, insieme a 24 persone, è indagato per truffa aggravata allo Stato circa contributi pubblici per testate giornalistiche dal 2002 al 2012. È di oltre 22 milioni di euro la truffa perpetrata ai danni dello Stato dal Gruppo editoriale facente capo all’on. Denis Verdini (Pdl), secondo quanto ricostruito dalla Procura di Firenze.

Quante belle traduzioni si potrebbero sostenere con ventidue milioni di euro? E quanti altri milioni “per l’editoria” non arrivano ai loro naturali destinatari, ma vengono intercettati da fogliettini e giornalacci di partito?

Il mestiere del traduttore, poi, implica la capacità e la disponibilità a mettersi in discussione e a servire il testo. Ne parla, con la voce dei traduttori stessi, un bellissimo saggio edito qualche anno fa dalla (scomparsa?) Azimut:

Ogni traduttore racconta il proprio vissuto relativo a una specifica traduzione e l’impostazione “pragmatica” porta a parlare del proprio lavoro, ma anche del romanzo tradotto, spesso dell’autore, della casa editrice committente con i suoi redattori, editori e tempistiche.

Continua a leggere la recensione: “Il mestiere di riflettere”

Di traduzione ha parlato Patrick Boylan per Venti Nodi, in una trattazione appassionata e approfondita del concetto di comunicazione interculturale e traduzione di identità.

Così scopriamo ad un tratto di provare emozioni che pensavamo sì di capire ma mai così, di interpretare il mondo in maniera totalmente nuova, di volere cose che altrimenti non avremmo mai desiderato.  Insomma, subiamo un cambiamento marcato nei nostri stati affettivi, cognitivi e soprattutto volitivi.

In letteratura, la traduzione di un testo è di importanza centrale, perché non si tratta solo di “cambiare lingua” ma di rendere comprensibile al pubblico di una certa cultura il vissuto che appartiene a un’altra cultura, di condurre e veicolare il senso, oltre che le forme.

Esistono poi realtà che non solo traducono, ma “portano” nel vero senso della parola un testo ai suoi lettori e “riportano” alla luce ricchezze che potrebbero altrimenti perdersi. Una di queste è il progetto de I Dragomanni, che unisce competenze linguistiche a un senso di intraprendenza che ammiro molto. Questa comunità di traduttori vuole:

curare, rivedere e pubblicare in forma di ebook traduzioni di testi fuori diritti, oppure di testi contemporanei i cui diritti per la lingua italiana sono stati ceduti al traduttore.
Fra gli obiettivi di questa “(non) casa editrice dei traduttori”, oltre a quello di far conoscere (o ri-conoscere) determinati testi – che saranno ricchi di apparati: introduzioni, annotazioni, nota finale – vi è quello di contribuire in maniera originale al difficile e importante discorso sulla visibilità dei traduttori.

I traduttori quindi diventano anche il canale attraverso il quale i testi sono pubblicati: gestiscono presonalmente la vendita delle loro traduzioni con un catalogo (ancora) ristretto e dei prezzi assolutamente concorrenziali.

Che altro dire? Traduttori di tutto il mondo, unitevi e… resistete! La letteratura – e il mondo! – ha bisogno di voi.

 

 

 

 




Venti Nodi Zero: altre sorprese

Cari amici, l’avventura di Venti Nodi Zero prosegue!

Qualche tempo fa abbiamo annunciato i vincitori del contest, che appariranno nelle pagine di Venti Nodi Zero. E la prima sorpresa: anche i partecipanti esclusi riceveranno una scheda di valutazione gratuita del loro racconto.

Ma non finisce qui.
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Google onora Lem

Oggi sulla home di Google campeggia una simpaticissima gif animata che ricorda l’autore di fantascienza polacco Stanislaw Lem e l’anniversario della sua prima pubblicazione, “Il pianeta morto” del 1951.

L’immagine riportata, invece, è ispirata a un’altra celeberrima opera di Lem, Cyberiade, e in particolare al racconto “La macchina di Trurl”.

“Ma dove eravamo? Ah, ecco. Non ci sono dubbi, qui abbiamo una macchina stupida, ma non di una stupidità banale, di tutti i giorni, oh, no! Questa è, a quanto mi risulta – e sai che di queste cose ho una certa esperienza – la più stupida macchina pensante che sia mai esistita al mondo, e non si tratta di una cosa trascurabile.
Costruire intenzionalmente una macchina come questa sarebbe tutt’altro che facile; anzi,a dire il vero, penso che nessuno ne sarebbe in grado. Infatti la tua creazione non è soltanto stupida, ma anche ostinata come un mulo, ovvero ha una personalità assai comune tra gli idioti, che – è noto – in genere sono straordinariamente ostinati.”
“Che razza di impiego vuoi che si possa trovare, per una macchina come questa?” chese Trurl, e le mollò un altro calcio.
“Ti avverto, è meglio che la pianti!” minacciò la macchina.

Forse sarà un caso, forse noi di Studio83 siamo eccezionalmente ricettivi allo spirito dei tempi: vi annuncio che sono prossimamente in arrivo recensioni di opere di Lem. In particolare, io sto leggendo proprio Cyberiade, Elena invece è alle prese con l’autobiografia dell’autore, un libro interessante e da riscoprire. Ne parleremo presto.




Il festival dei blog letterari

Ricevo e segnalo una interessantissima iniziativa (su cui mi terrò informata nei mesi a venire) nata nei lidi di Sul Romanzo e subito rimbalzata sul Writer’s Dream: il kLit, festival dei blog letterari.

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Il MALE è tornato

Solo una segnalazione al volo. In questi giorni in cui dobbiamo sentire oscenità, volgarità e miserie come “forza gnocca” e “fatti scopare” urlato in faccia a una parlamentare da suoi “onorevoli” colleghi, c’è anche una bella notizia. E mi pare che la vignetta dica tutto.

Il “Male” è tornato. Buona lettura.




Sentenza anti bulli?

Via Manteblog ho letto una notizia interessante: la Corte di Cassazione ha stabilito che il direttore di una testata web non può essere considerato legalmente responsabile di “omesso controllo”, nel caso in cui vengano pubblicati contenuti diffamatori sulle pagine della sua testata.

Notizia interessante sia di per sé, in quanto finalmente qualcuno stabilisce che una testata online è ben diversa da una cartacea, e non sempre si possono applicare alla prima leggi nate per la seconda.

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La letteratura sale sul tram (ma anche no)

Dal 27 settembre 2010, i cittadini milanesi che prendono il tram sulle linee 9 e 14 potranno ingannare il tempo con un “assaggio letterario” gratuito. Si tratta della Book Preview, un’iniziativa lanciata in collaborazione con l’Azienda dei Trasporti di Milano, che ha fatto installare, accanto alle obliteratrici, dei piccoli “dispenser” contenenti il primo capitolo di due opere (Povera Piccina di Patrick Dennis e La Psichiatra di Wolf Dorn, rispettivamente editi da Adelphi e Corbaccio). La riduzione sarà una fedele riproduzione delle caratteristiche del libro originale, che i lettori, se interessati – si osserva nell’articolo pubblicato sul sito della stessa ATM – potranno acquistare in versione integrale in una delle grandi librerie che, casualmente, si trovano proprio sul percorso dei due tram. Gli assaggi letterari verranno sostituiti di settimana in settimana con altri romanzi di recente pubblicazione.

Insomma una bella trovata, sì, anzi: una grande trovata – pubblicitaria – a cui naturalmente hanno già aderito alcuni dei maggiori gruppi editoriali italiani. Con le perplessità di quei barbosi conservatori – come me – che vedrebbero più di buon occhio, che so, un oceano di biblioteche pubbliche a distribuzione capillare, dove la cultura sia davvero free e accessibile a tutti, non solo a chi ha soldi, tempo e voglia di mettere mano al portafogli. Mi sembra abbastanza triste far passare trovate commerciali come questa per “stimoli alla lettura” o “diffusione della letteratura”, che si trova su tutt’altro pianeta.

Segnalo allora un altro articolo apparso su Repubblica (Torino), in cui si denuncia il taglio netto dei fondi alle sedici biblioteche civiche, con il conseguente blocco totale dei nuovi arrivi, e concludo dicendo… Se proprio l’iniziativa del dispenser letterario dovesse proseguire, non sarebbe carino – tanto per la gloria – dare un po’ di spazio anche a qualche piccola casa editrice di qualità? Oh, giusto perché siamo qui per diffondere la letteratura e stimolare la lettura.