Poesia

La biblioteca della poesia

Oggi siamo qui per parlare di un portale di poesia che ben conosciamo e, in particolare, approfondire una sezione del sito che ne rappresenta una vera colonna portante: “La biblioteca della poesia“.

Quante volte volete consultare uno o più componimenti di un celebre poeta, ma non avete a portata di mano una silloge, né riuscire a reperire il materiale online? È sempre importante leggere poesie mente le si scrive, per confrontarsi con autori di grande statura da cui estrapolare basi tecniche: qui potrete farlo, trovando non solo moltissimi componimenti di autori famosi, ma anche schede sulla loro poetica e, per ogni poesia trattata, una ulteriore scheda di approfondimento che spiega le tematiche trattate dall’autore. Alcune poesie sono accompagnate anche da video e l’archivio permette di cercare e filtrare le opere per autore, tema trattato o in base all’eventuale presenza di un video. In futuro, sarà implementata con nuove funzionalità.

La Biblioteca della Poesia è a carattere partecipativo e ogni utente potrà proporre l’inserimento di componimenti non presenti.

Trovo molto interessante uno strumento di questo tipo, che permetta agli autori di avere materiale da leggere, studiare, da cui trarre informazioni su dettagli tecnici come il ritmo della poesia o, per chi ha già una sua silloge, su come pubblicare un libro di poesie.

Vi lascio con un video di presentazione della biblioteca!

 

Tutto questo, lo ricordiamo per i poeti in lettura, è altamente personalizzabile. L’ideatore e realizzatore di queste risorse è infatti Luca Baccari, editor in forza a Studio83, che si occupa per i nostri autori di Valutazione di Testi Poetici, un servizio davvero raro da trovare, soprattutto se aspirate a schede particolareggiate e di alto livello professionale.
Quindi che aspettate? Approfittatene… trovate una strada che fa per voi e per le vostre poesie!

Perché scrivi poesie?

Con un nuovo video, l’Isola della Poesia lancia un nuovo concorso: “Perché scrivi poesie?”.

Scrivi le tue motivazioni nei commenti a questo breve video. Il concorso non ha scadenza ed è una bella occasione per conoscere altri poeti e per farsi ispirare dagli spunti, che sono tanti, e che si trovano tra i tantissimi commenti.

Luca Baccari, webmaster de L’Isola della Poesia, è il nostro editor di riferimento per la Valutazione di Testi Poetici: un servizio che puoi avere con un forte sconto, approfittando della promozione di questo mese dedicata proprio alla poesia e ai poeti. Affrettati… a differenza del concorso de L’Isola della Poesia, la nostra promozione è aperta fino al 14 febbraio. Scopri di più sul nostro sito!

E ‘è di più. Oltre a poeta, editor e brillante webmaster specializzato in SEO e programmazione, Luca Baccari è anche un eccellente divulgatore. Dopo alcuni video di grande successo, la sezione del sito dedicata ai poeti celebri, con video di spiegazione e utili riassunti tecnici, è in fase di avvio e si sta ampliando, con nuove funzionalità per gli utenti che verranno gradualmente implementate.

Tutte le opere, infatti, da oggi saranno catalogate e suddivise in maniera più accessibile e professionale. La sezione è in continuo aggiornamento con nuove poesie e presto sarà possibile consultarla anche per effettuare ricerche sui poeti e le loro opere. Si tratta quindi di un’ autentica biblioteca virtuale che pian piano diventerà sempre più grande a favore di poeti, studenti e appassionati di poesia.

Bravo Luca, Studio83 fa il tifo per te e per L’Isola della Poesia.

La Valutazione Poetica

La poesia è un’arte espressiva particolare, in quanto si discosta dai canoni tradizionali della letteratura e ha un sistema di proprie regole specifiche.

A uno scrittore alle prime armi può capitare di “scontrarsi” contro una differenza: ciò che vuoi dire non viene recepito esattamente così da chi legge, il messaggio che vuoi dare non arriva come dovrebbe.

Per un poeta, questo rischio è aumentato: la poesia è per sua natura più “vaga” o comunque passibile di interpretazione da parte di chi legge, perché lo chiama in causa nella costruzione di senso. La poesia deve suscitare emozioni, non solo esprimerle, e per farlo mette a disposizione dei poeti una serie di figure, costruzioni e artifici retorici che aiutano a veicolare meglio non solo il senso, ma anche gli stati d’animo.

Il linguaggio poetico è un’arma potentissima e solo il tempo e la pratica aiutano ad affilarla. Il tempo, la pratica e l’affiancamento esperto di un editor poeta più maturo, che può consigliare, suggerire, evidenziare i punti di forza e in generale predisoprre il poeta al confronto… cosa così rara, e così proficua!

Il servizio di Valutazione Poetica di Studio83 è pensato per dare al poeta uno strumento di lavoro da impiegare in autonomia. L’editor annoterà le sue considerazioni riguardo aspetti importanti della poesia in generale e del testo in particolare, nel massimo rispetto della soggettività e dello stile personale del poeta.

La nostra valutazione di testi inediti è pensata come affiancamento e non come mero giudizio. La Valutazione Poetica è ancora più sfumata: non leggerai mai “questo non va bene, si scrive così”, tutt’al più ci sarà qualche suggerimento aperto su come rendere più efficace il testo: dove efficace significa capace di esprimere il più possibile ciò che il poeta vuole che esprima. IL poeta, le sue intenzioni e i suoi risultati, sono la priorità nella valutazione.

Il valutatore delle poesie è Luca Baccari, webmaster de “L’Isola della Poesia” il più grande portale poetico in Italia che non ha bisogno di presentazioni, un vero e proprio arcipelago di poesia e poeti che comunicano e si confrontano.

Il mese di febbraio 2013 è il mese ideale per provare il nostro servizio di Valutazione Poesia: è scontato del 10% se abbinato alla promozione “Fiori di Febbraio”, sempre dedcata alla poesia e ai testi poetici. Scopri di più e datti una chance!

Ipse Dixit

“Il testo poetico non è un insieme di segni vuoti che il lettore (o la storia…) si diverte a riempire: il senso non è dato dal ricevente in una supposta creatività di riscrittura; né è del tutto e arbitrariamente variabile lungo la diacronia degli usi e delle funzioni. La cooperazione del lettore gioca sempre fra libertà e costrizioni testuali: queste non hanno certo la rigidità dei cristalli ma non sono nemmeno le labili tracce di un inesistente fantasma.

(Angelo Marchese, “L’officina della poesia”)

Opinioni di Montale sulla poesia

So Youtube mi sono imbattuta in un breve (e purtroppo un po’ scarso dal punto di vista della qualità dell’immagine) video, il quale riporta però lo stralcio di un’intervista a Eugenio Montale nella quale il poeta parla della poesia e della differenza tra quest’ultima e la prosa.

Poiché ci sono moltissimi aspiranti scrittori, ma anche tanti aspiranti poeti, riporto qui il link al video per condividere le parole di un autore sacro come Montale, che col suo lavoro ha contribuito a rivoluzionare il concetto stesso di poesia.

Eugenio Montale – Discorso sulla Poesia

Segnalazioni del venerdì

Concludiamo la settimana con qualche segnalazione^^

Le prime tre riguardano tutte la poesia – o meglio, L’isola della Poesia.

1) Un filmato sulla poesia realizzato da Luca Baccari, e che incorporo qui sotto:

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Webmaster sull’orlo di una crisi di nervi

Da “FantasyDream – il blog dell’ Isola della Poesia” :

Su internet, ci sono migliaia di siti di poesia solo in Italia. Molti offrono la possibilità di pubblicare gratuitamente le proprie opere e anche di commentare quelle altrui. (…)  Tutto funzionerebbe sempre alla perfezione se non ci fossero dei personaggi particolari che si credono geni della poesia che nessuno ha il diritto di criticare in nessun modo.

Queste persone non solo riempono i forum e siti di post inutili, non solo scrivono ‘poesie’  piene di errori di ortografia, parolacce ed eresie varie (vantandosi poi di essere i nuovi Montale o Ungaretti), ma pretendono di poter pubblicare anche dieci o venti poesie al giorno. Questi non sono poeti, sono imbrattatori della rete.

E allora a quel punto, i tempi di lettura e approvazione delle poesie si allungheranno per forza. Inoltre, per ovvi motivi, bisogna mettere dei limiti per impedire a chiunque di inviare più di tot poesie al giorno ( o a settimana). Quindi, si avvisano i visitatori che ogni poesia verrà approvata diciamo dopo sei giorni.

A quel punto, si scatena il putiferio. (…) Da qui, i tentativi di boicottaggio del sito, la cattiva pubblicità, le liti virtuali e lo spam e, a volte, gli insulti personali (…).

Bell’ambientino, eh? Non finisce qui:

Poi ci sono i voti di scambio.


continua a leggere il post

…e naufragar m’è dolce in questa rete! ^^

Poeti, portali, poetastri – II

Seconda parte del discorso “poetico” aperto ieri, la parte che qualche maligno potrebbe definire la più succosa.

Il mare magnum del web ospita un’infinità di creazioni letterarie e poetiche, alcune delle quali interessanti, altre “amatoriali” (come quelle de “L’isola della poesia” di cui abbiamo parlato ieri), altre semplicemente orrende. Perciò è un grande sollievo sapere che le schifezze non sono prerogativa esclusiva del Grande Satana Web, ma che esistono in gran copia anche su carta, ospitate in antologie e pubblicazioni blasonate e diffuse, e i loro autori sono commentati e coccolati da amici e cognati che contano.

 


Fortunatamente, nemmeno i rompiballe sono nati col web… a volte ci arrivano, come Sergio Claudio Perroni, editor, scrittore ed eccellente fustigatore dalle colonne de “Il Foglio”. Perrone pubblica anche online le sue recensioni (e quelle di altri, non meno cattive) ben fornite di ‘umorismo tagliente, grande preparazione e una verve degna di Twain.

Come si riconosce un poetastro? Leggendo milioni di lavori scadenti, fino a farci un callo che non duole più ma li segnala. Per portarsi avanti col lavoro, si può andare su Poetastri e gustarsi qualche bordata.

Ce n’è per tutti: un Arbasino un po’ troppo “hip-hop”, una Bre stitica, un Sanguineti confuso, lascio a voi la scoperta di altre illustri stroncature. Ci sono anche le recensioni positive, certo, che però spesso nascondono stroncature a qualcos’altro, come il commento sulla poesia italiana paragonata a quella statunitense.

Il vero divertimento arriva di fronte all’ “ineffabile”, a quelli che non sono più scivoloni di poeti ma vere e proprie gemme di poetastri in tutta la loro stupidità, spericolatezza e ampia, ampissima diffusione.
Come non nominare la querelle di Perrone con Maurizio Costanzo, poetastro sotto le mentite spoglie del  fumoso alter ego Ugo Straniero?

 


Vitiello ci parla diffusamente della prefazione a  Tagore del loffio Povia, Perrone illustra la traduzione agghiacciante dei versi di Lachlan Young a cura di Aldo Nove e recensisce incredulo Mango e Morgan.

C’è poi un articolo di Carrera che ci illustra una figura chiave : il “poeta dell’Atroce”. Merita una citazione, perché ho l’impressione che possa estendersi anche a certi prosatori… L’articolo  è uno stralcio dell’opera  “I poeti sono impossiblii”, edito niente meno che da “Il Filo”, che conferma a sua volta la familiarità con l’Atroce.

Essere poeti mediocri è relativamente facile. Ma per essere poeti atroci ci vogliono un’inclinazione naturale e una disposizione d’animo che non sono neanche così frequenti. Scrivere regolarmente atrocità, vincere premi letterari orrendi e farsi scrivere prefazioni ributtanti (quella del libro in questione discute di “textur dello shock”, “discursus epitàtico”, “comportamento asignificante del provvisorio”, “acirologìe complementari”, “deflazioni e traslitterazioni di disforìe” e “controforze altamente anfibologiche”) richiede una dedizione, e uno stomaco, che non tutti sono in grado di sostenere. L’atrocità è esigente non meno della bellezza, richiede applicazione e coerenza. (…)
Il poeta atroce, che crede di essere sempre all’avanguardia, sempre sulla cresta estrema delle nuvole gassose dell’ispirazione, è l’inconsapevole cantore dell’entropia della lingua, il ramazzatore incosciente dei detriti linguistici spenti, la cui energia si è interamente dispersa e non potrà più essere utilizzata. È un potente memento mori. È la Maschera della Morte Rossa che entra di nascosto nei conviti di noi poeti mediocri o mediocremente decenti, rammentandoci qual è l’abisso di lava e di scorie sul quale tutti quanti penzoliamo.

Poetastri è un sito da dieci e lode per l’accuratezza, la competenza, la solidità, la qualità delle recensioni, come per la loro sincerità e irriverenza: gli haiku alla fine di ogni giudizio sono la giusta ciliegina sulla torta… acor in fundo (di dolce c’è ben poco)!

Quello che manca al sito, forse, è la possibilità di commentare e in generale un’organizzazione che coinvolga l’utente, che in Poetastri è solo lettore, oltre a una disambigua dei link a “indice analitico” che rimandano alle recensioni. Una mail generica per i contatti e un link all’agenzia letteraria di Perrone non sono più abbastanza per un pubblico di lettori online abituati a livelli più alti di interattività.
Ultimamente, però, sempre più recensioni sono scritte appositamente per il sito, e non più pubblicate online dopo essere apparse su carta; questo mi sembra un indicatore positivo della popolarità di Poetastri.


Perrone ci spiega chi è l’editor, e quando se ne può fare a meno

Poeti, portali, poetastri

Ehilà, triste lunedì!

Facciamo così: ho un link buono e uno cattivo. Quale volete per primo? Sicuri che “cattivo” stia per “di bassa qualità” e non per “crudele, lo adoro”?

Primo indizio: i due link riguardano la poesia, materia di cui finora ci siamo sempre occupate poco, perché riconosciamo la nostra incompetenza (ammissione storica che NON ripeterò!). E rimandano a due siti opposti, quasi speculari.

Cominciamo dal link “buono”, poi non dite che non vi vizio: “L’isola della poesia” è un portale dedicato ai componimenti poetici, diviso in varie sezioni: quella dei “classici” con un pugno di componimenti celebri, quella delle “poesie illustrate” e la più nutrita che rimanda al blog poetico, dove gli utenti possono pubblicare le proprie poesie (le opere d’ingegno sono rigorosamente protette, blindate dalla disattivazione dei comandi tastiera: scatenate pure la vena versicolare senza temere plagi!).
Solitamente questo tipo di portali non mi lascia enstusiasta, ma l’isola della poesia si definisce portale di “poesie amatoriali” e il suo obiettivo è l’espressione e la condivisione di sentimenti e pensieri. Niente proclami, niente atteggiamenti e una chicca: la
sezione dedicata agli scrittori emergenti, articolata come un vero e proprio portale nel portale. Contiene delle miniguide essenziali ma chiare, tra cui un vademecum sull’invio alle case editrici, una raccolta di dritte sui contratti di edizione e qualche considerazione sull’argomento del momento, l’editoria a pagamento.
Il sito elenca anche tre “
regole fondamentali per pubblicare“, che sono:

  1. Non pagate mai dei soldi solo per disperazione;
  2. Non firmate mai nulla senza prima aver fatto leggere il contratto a qualcuno esperto di queste cose;
  3. Non inviate mai un romanzo se l’unico vostro scopo è arricchirvi o diventare famosi.

Ovvietà? Datemi della somara, ma le scolpirei nel granito, insieme a un quarto punto come corollario: “Evitate, per carità, di parlare dei trascorsi della vostra adolescenza“.

Questo miniportale dedicato agli scrittori in erba mi sembra talmente carino che vale la pena inserirlo tra i nostri amici nel box al lato. Ultimamente, la nostra sezione dei “friends” è stata “ridimensionata” a causa della calata di braghe dei Bibliobloggers di Ning… ma questa è un’altra storia. Per un bannerino che se ne va aff… , un altro ne arriva, e speriamo che rimanga a lungo, a buon uso di chiunque cerchi consigli pratici, buon senso, e una grafica ben fatta che non guasta mai.

Ecco il momento del secondo link, che più che i poeti riguarda i… poetastri. Anzi, no, per oggi vi ho viziati abbastanza: ne parliamo domani! ^^

Il poeta e i nuovi proletari

Oggi segnalo la bellissima intervista a Edoardo Sanguineti, realizzata da Elisabetta Bucciarelli per Booksweb.

Nell’intervista, Sanguineti ci espone i suoi punti di vista sulla poesia e sul suo potenziale di “persuasione occulta”, e respinge un certo estremismo apocalittico che porta molti ad affermare che la nostra epoca sia impoetica: mettendo da parte le sirene “mille e non più mille” che avvelenano la vita di chi si fa buttare giù troppo facilmente, Sanguineti vede nella complessità del nostro tempo uno stimolo in più per affrontare le tematiche “calde”.


guarda l’intervista

Mi ha molto colpita, inoltre, la teorizzazione del moderno proletariato come legato al lavoro al terminale, lavoro rappresentativo della nostra società e ormai diffusissimo, ma che porta a solitudine, frustrazione e soprattutto all’incapacità di dare un senso a quello che si sta facendo. Sanguineti afferma che il lavoro davanti a un terminale sia più alienante di quello in miniera: è ovvio che è una provocazione, ma le sue parole mi hanno davvero fatta riflettere. Ho lavorato per un po’ in IBM come web producer, e osservando il mio lavoro e quello dei miei superiori, alle volte mi pareva di essere una manovale dell’html. Non mi sono incrinata le vertebre e non ho mai rischiato tisi o tubercolosi: nonostante questi indubbi vantaggi, ho lasciato lo stesso. Forse ho fatto male, ma mi pare che l’impossibilità di dare un significato a quello che si fa sia un problema diffusissimo e ancora molto poco riconosciuto.

Forse, la poesia oggi è urgente oltre che possibile, perchè con la sua evocatività criptica reagisce al bombardamento di input al quale siamo sottoposti, e può davvero superare le urla, i jingle e i rumoracci cool con il potere dei suoi sussurri.