Recensioni di libri

“Non è stato solo vento” di Giovanna Politi – Recensione

Online oggi una nuova recensione: al romanzo “Non è stato solo vento”, una storia d’amore e dell’amore, contrappuntata di citazioni e componimenti poetici.  Da leggere lentamente, prendendosi il tempo necessario per cogliere le sfumature di un discorso potenzialmente controverso, ma ampio e complesso.

L’amore è il vero protagonista del romanzo di Politi: un romanzo dove apputo la vicenda che fa da fil rouge è un buon pretesto per digressioni sull’amore in sé, sul modo di viverlo, sulle sue articolazioni.

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“Michele e l’aliante scomparso” – Recensione

Nuova recensione su Studio83! 🙂 Stavolta parliamo di un romanzo di Maurizio Cometto giunto in finale al Premio Odissea 2016.

A Vallascosa, paesino nel Piemonte, c’è qualcosa di oscuro che accade ai ragazzi alle soglie dell’adolescenza: vengono condotti alla Spianata del Contrario e, quando tornano, non sono più gli stessi. Quando il piccolo Michele perde il suo adorato aliante giocattolo alla Spianata del Contrario, scopre – grazie all’aiuto della dolce signora Lena – che al di là del reale c’è un mondo inatteso e spaventoso che potrebbe chiarire il mistero della Muta…

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“Handicap principale” – Recensione

Per il suo romanzo “Handicap principale”, Nicola Adorni Fontana sceglie di mettere insieme due temi: quello delicato e importante della disabilità e quello del mondo dell’ippica…

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Ne parliamo quando torni di Maria Grazia Distefano – Recensione

Nuova recensione per la sezione narrativa, con il commento a un bel romanzo di Maria Grazia Distefano che affronta un tema sentito, e sempre piuttosto doloroso: quello dell’infertilità, che in una coppia si trasforma spesso in un percorso a ostacoli pieno di dubbi e sofferenza.

 

Sono contenta di aver letto “Ne parliamo quando torni”. L’ho trovato una lettura seria, intensa, scorrevole e coinvolgente, grazie anche allo stile, elegante e quotidiano allo stesso tempo, attento ai dettagli e alle sfumature.

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Sognavo l’Africa – Recensione

“Sognavo l’Africa” è uno di quei romanzi che ho notato in libreria per anni, con la coda dell’occhio, senza mai dargli la dovuta attenzione. Due anni fa, raccogliendo informazioni per un viaggio in Africa purtroppo sfumato all’ultimo, l’ho preso in prestito in biblioteca e l’ho letto: per fortuna, direi, a prescindere dall’esito del viaggio. È stata una lettura inaspettatamente coinvolgente e ricca di sfumature.

Una sera estiva nei dintorni di Venezia, un gruppo di amici, un incidente stradale mortale. Inizia così “Sognavo l’Africa”, autobiografia dell’italianissima – a dispetto del nome – Kuki Gallman, conosciuta per aver dato vita alla Gallmann Memorial Fundation in Kenya, paese che l’adottò quando vi si trasferì negli anni Settanta assieme al figlio e al secondo marito, Paolo. Una vita, la sua, segnata irreversibilmente dalla morte.

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Hotel Incanto – Recensione

Leggere una nuova pubblicazione di un autore con cui in passato abbiamo lavorato è sempre una bella esperienza, soprattutto se, come in questo caso, lo troviamo in una nuova fase del suo percorso, più maturo e consapevole. Ecco quindi la recensione di “Hotel Incanto”, antologia di Milos Fabbri fresca di uscita.

“Hotel Incanto” è una raccolta di tre racconti dell’autore faentino Milos Fabbri; sebbene diversi tra loro, appaiono legati da due principali fili conduttori: un registro che vira verso il fantastico, pur non distaccandosi troppo dal reale; la costruzione di storie corali, dai molti protagonisti, le cui strade s’intrecciano attraverso eventi drammatici o surreali.

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Il cormorano di Stephen Gregory – Recensione

Bentrovati a tutti! Iniziamo il 2017 nel migliore dei modi: con una bella recensione! 🙂 Oggi tocca al romanzo breve “Il cormorano” di Stephen Gregory, pubblicato in Italia dalla casa editrice Elliot.

“Il cormorano” è un romanzo dal genere difficilmente classificabile: racconto gotico, thriller, romanzo psicologico ricco di simboli e significati nascosti sotto la superficie. Il risultato è una storia piena di inquietudine, a tratti sospesa tra sogno e realtà, a tratti cruda e violenta.

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Quando siete felici, fateci caso – Recensione

Pubblico oggi la recensione a “Quando siete felici, fateci caso”, una raccolta di commencement speech, ovvero i discorsi ai laureandi, pronunciati da Kurt Vonnegut in un arco di tempo piuttosto ampio.

Io sono una grande ammiratrice di Vonnegut, che è uno dei miei autori di culto e di cui ho letto tutto o quasi il pubblicato in italiano. I suoi romanzi mi hanno insegnato a scrivere e i suoi consigli mi hanno insegnato a vivere meglio. E sono proprio contrariata da questo libro, che considero un’operazione editoriale di dubbio gusto che non fa affatto un favore alla grande saggezza di Vonnegut, né alla sua proverbiale ironia, che in questa raccolta di testi tutti uguali viene annacquata e dilapidata.

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Tanto tu torni sempre – Recensione – Giornata della Memoria 2016

“Tanto tu torni sempre” è la testimonianza di Ines Figini, internata ad Auschwitz, raccolta e trasposta su carta da Giovanna Caldara e Mauro Colombo. Un libro che ho letto con grande trasporto, perché l’ho trovato un racconto incredibilmente umano e costruttivo, anche. La personalità di Ines Figini emerge tra le righe di un racconto semplice e diretto e ci dice che restare umani è possibile, e che siamo tutti chiamati a fare bene, a custodire la memoria, a fare la nostra parte per un mondo migliore.

Ecco, io un libro così lo farei leggere ai ragazzi, nelle scuole, molto più che “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Senza nulla togliere al valore di una testimonianza che fu tra le prime, quella di Levi, e che contribuì da subito a che l’orrore dei lager non venisse fatto passare sotto silenzio, io ho sempre faticato a leggerlo: l’ansia mi attanagliava fisicamente, mi domandavo a cosa potesse davvero servire leggere di tanto orrore in modo così diretto, soprattutto a cosa potesse servire stare male, essere permeati dalla disperazione e dall’annullamento che portarono lo stesso Primo Levi al suicidio, alla fine.

Ines Figini fu deportata come lui, e soffrì, vide, visse come lui l’orrore. Eppure le sue pagine sono piene di vita, di un prima e soprattutto di un dopo, testimoniano ma ci fanno anche sperare, ci fanno avere voglia di reagire, di parlare, di scambiarci impressioni e di lodare uno spirito tanto combattivo e insieme normale come quello che ci parla.

Ripeto: senza nulla togliere al valore testimoniale di Levi, e senza assolutamente giudicare il suo vissuto, la sua reazione di dolore assoluto e di vuoto, consiglio davvero testi come “Tanto tu torni sempre”; e come “Tu passerai per il camino”, il racconto del partigiano Pappalettera, ugualmente vivo e combattivo. E le preferisco. Buona lettura!

Con un pragmatismo e una resistenza incredibili, Ines ci guida nei suoi ricordi e insieme all’orrore ci mostra anche la forza e l’umanità che è riuscita a mantenere.
Come la sua cattura arriva dopo pagine dedicate alla guerra e alla vita a Como, la sua liberazione non conclude il libro. Le pagine dedicate al ritorno, agli anni successivi, e al suo impegno di testimonianza sono altrettanto intense ed emozionanti. Come quelle dedicate al suo ritorno nel campo di Birkenau, che si trasforma in un’esperienza meditativa profonda e che le dona un senso di vera liberazione, legato al perdono e alla gratitudine per essere viva.

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La notte apparente di Alberto Cola – Scrittori italiani di oggi

Buon lunedì!  Spero che la settimana si apra bene… in ogni caso, un consiglio di lettura non può che migliorarla!

Con il post di oggi, inauguriamo una nuova rubrica mensile del blog di Studio83: Scrittori italiani di oggi, ovvero alcune proposte per scoprire la letteratura contemporanea del nostro paese, le penne migliori, i testi di valore… che ci sono e sono tanti!

Abbiamo letto e recensito “La notte apparente” di Alberto Cola, autore di cui abbiamo già parlato:

Sì, lo dico per evitare fraintendimenti: ho scritto la recensione al libro di un mio amico. Il mio parere è esattamente quello che avrei dato nel caso in cui Alberto e io non ci conoscessimo affatto (giuro), tant’è che ho evidenziato anche un pecca del libro. Pecca che però non ne intacca il valore complessivo.

Non sono obiettiva? Forse. Ma come ho scritto anche nel vademecum gratuito “Come si scrive una recensione”:

Se ti trovi nella situazione in cui non puoi essere obiettivo, sii almeno trasparente.

Ecco quindi la mia recensione a “La notte apparente”, svolta con il consueto spirito: critico e costruttivo insieme. Buona lettura!

Il “delitto” nella stanza chiusa, i personaggi bloccati in unità di spazio e tempo, i flashback strategici e consequenziali, sono modi narrativi che il lettore ben conosce. Cola usa schemi semplici, veri e propri topoi del genere: e li piega ai suoi fini, a tratti rinnovandoli, a tratti ripetendoli nella forma e nella sostanza a uso della storia e dello sviluppo del protagonista, prigioniero di molti segreti: i propri, e quelli degli altri.

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