Recensioni di Saggi e Manuali

On writing – Recensione

Inizia come una biografia il manuale di scrittura di Stephen King, una raccolta di aneddoti che l’autore definisce “istantanee”: ricordi d’infanzia, immagini, esperienze che a volte riguardano il suo lavoro, altre volte sono meno pertinenti ma interessanti comunque, anche per chi non conosce a fondo la produzione del Maestro del Brivido.

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A volte la magia funziona – Recensione

Terry Brooks, autore del celebre “La spada di Shannara” e di una lunga lista di fantasy di successo, mette a disposizione la sua esperienza scrivendo un breve manuale autobiografico nel  quale mescola consigli tecnici ad aneddoti personali.

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Recensioni di saggi

La saggistica ha sempre avuto il suo spazio tra le nostre recensioni. Eccovi una review delle recensioni di saggi che abbiamo pubblicato in questi anni.

Storia universale della distruzione dei libri, di Fernando Bàez. Guerre, furori sacri, incuria, rivalità tra scuole filosofiche, bigottismo, razzismo: i lati peggiori dell’umanità e della convivenza civile sono quelli che portano a distruggere i libri, quando non gli uomini.

Come si legge un libro e perché, di Harold Bloom. In questo saggio, Harold Bloom ci conduce alla scoperta (o alla riscoperta) di alcune delle più celebri opere della letteratura mondiale; e lo fa dopo aver ribadito la necessità di leggere “per se stessi”, senza doveri o dogmi, e di leggere con umanità, “con tutto il proprio essere”.

Perché leggere?

Diventare scrittori, di Dorothea Brande. Che vuol dire, agli occhi degli altri, essere uno scrittore? Quali sono i rischi del dirsi artista, e dell’assumerne le pose esteriori? Quali sono i trucchi per aprire i rubinetti della creatività, base di ogni buona storia? Quali invece per gestire l’ansia e i problemi emotivi collegati alle aspettative verso il proprio lavoro? La Brande fornisce risposte chiare e qualche regola da seguire.

A volte la magia funziona, di Terry Brooks. L’autore del celebre “La spada di Shannara” e di una lunga lista di fantasy di successo, mette a disposizione la sua esperienza scrivendo un breve manuale autobiografico nel  quale mescola consigli tecnici ad aneddoti personali.

Tha magic works!

L’autore in cerca di editore, di Maria Grazia Cocchetti. Un vademecum pensato per gli “aspiranti scrittori esordienti”, ovvero per gli scrittori in erba che cercano una strada per farsi pubblicare da un editore.

On writing, di Stephen King. Una raccolta di aneddoti che l’autore definisce “istantanee”: ricordi d’infanzia, immagini, esperienze che a volte riguardano il suo lavoro, interessanti anche per chi non conosce a fondo la produzione del Maestro del Brivido.

Dall’autobiografia al manuale di scrittura.

 

Il modo fantastico, Stefano Lazzarin. La lettura de Il modo fantastico  è consigliata a chiunque sia interessato al mondo della letteratura fantastica, a chi voglia saperne di più, ma anche e soprattutto a coloro che vogliano cimentarsi nel genere fantastico.

Il mestiere di riflettere, a cura di Chiara Manfrinato.  Una collezione di brevi interventi sulla traduzione letteraria, scritti da chi della traduzione ha fatto un mestiere. È una lettura densa di rimandi: tra un racconto e l’altro, tra le esperienze di ciascun traduttore, tra la versione del “riflettore” e l’originale.

La morsa, di Loretta Napoleoni. In questo breve saggio, la Napoleoni affronta due argomenti spinosi, che al tempo erano (e sono di nuovo) alla base delle paure massmediatizzate e delle politiche emotive degli stati nazionali: la minaccia terroristica, a quel tempo proveniente da Al Qaeda, e la crisi finanziaria che avrebbe portato alla recessione economica.

Esordienti da spennare, di Silvia Ognibene. Un saggio breve e scorrevole di Silvia Ognibene, nel quale l’autrice racconta la sua indagine su un tema molto controverso: l’editoria a pagamento.

Romanzi per il macero, di Silvia Pertempi. Un’indagine sui manoscritti di narrativa ricevuti e mai pubblicati da un editore; un saggio sulle speranze e anche sugli errori degli esordienti.

L’immaginazione divertente, di Vittorio Spinazzola. Spinazzola, professore di letteratura dell’università statale di Milano, introduce una raccolta di brevi articoli, dedicati all’analisi di alcuni esempi della cosiddetta “paraletteratura”.

Immaginazione sociologica e immaginazione letteraria, di Gabriella Turnaturi. Una docente di sociologia, acuta, curiosa e mentalmente aperta, si rende conto, dopo anni di sensi di colpa verso il proprio amore per i romanzi, che proprio nei romanzi vi sono dati, descrizioni, atmosfere che aiuterebbero tantissimo lo studio sociologico del passato (e di conseguenza del presente) e anzi darebbero alla sociologia una ricchezza chiamata “ immaginazione”.

Buona lettura!




Tu passerai per il camino – Recensione per la Giornata della Memoria 2015

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche entrano nel campo di concentramento di Auschwitz liberandolo “ufficialmente”. Questa data è stata scelta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005 come simbolo e memento di uno dei genocidi che ha segnato il “secolo breve” e che è diventato il più famigerato e ricordato (non altrettanto si potrebbe dire per il genocidio armeno: il silenzio su quest’altra triste vicenda ispirò e incoraggiò Hitler a tradurre in fatti le parole).

La ricorrenza è molto sentita anche in Italia, dove veniva celebrata prima delle disposizioni dell’ONU. Come molti altri oggi, quindi, e come ogni anno, siamo qui a darvi qualche spunto di lettura a tema. Per informarsi, per riflettere: anche per ri-pensare questa pagina attraverso punti di vista originali e diversi.

“Domani è perfetto” è un romanzo di Francesco Salvo, che l’autore ha scelto di pubblicare con Lulu. Un esordio che abbiamo valutato molto positivamente e che racconta la deportazione di una donna Testimone di Geova.
A volte consideriamo con fastidio gli appartenenti a questa confessione che ha diversi punti critici e criticabili. Pochi sanno che i Testimoni di Geova furono oggetto di persecuzione da parte dei nazisti. E che nei campi di sterminio fornirono prova di bontà e altruismo, senza farsi abbrutire ma piuttosto morendo per gli altri.
Ce lo testimonia, tra gli altri, Viktor Frankl, altro sopravvissuto alla Shoah, che ne parla in “Lo psicologo nei lager” (libro che non consiglierò mai abbastanza. Leggetelo!)

Il romanzo si apre a Berlino, nell’estate del 1936, nel pieno delle persecuzioni naziste; Ilse, ancora diciottenne, dopo aver collaborato alla diffusione di materiale religioso considerato sovversivo dal regime, assiste all’arresto dei propri genitori e viene infine portata via dalla Gestapo assieme al fratello Werner. Qui, le sorti della giovane si separano da quelle dei familiari: la ritroviamo molto tempo dopo nel campo di concentramento, dove l’incrollabile fede le consente di sopportare gli orrori e le privazioni.

Continua a leggere la recensione: “Domani è perfetto” di Francesco Salvo

Abbiamo anche diversi testi italiani, testimonianze dirette di internati.
Il primo che segnalo è “Diario clandestino” di Giovannino Guareschi (celebre per la saga di Don Camillo e Peppone) che fu fatto prigioniero e deportato nel campo di concentramento di Sandbostel. Il testo fu scritto nel corso della prigionia, che Guareschi affrontò coraggiosamente servendosi anche del potere salvifico della letteratura e della narrazione: ne leggeva stralci ai compagni, li componeva nonostante le avversità, componeva canzoni di incitamento al lavoro e scriveva didascalie per le caricature disegnate da un compagno artista.

Non abbiamo vissuto come bruti. Non ci siamo rinchiusi nel nostro egoismo. La fame, la sporcizia, il freddo, le malattie, la disperata nostalgia delle nostre mamme e dei nostri figli, il cupo dolore per l’infelicità della nostra terra non ci hanno sconfitti. Non abbiamo dimenticato mai di essere uomini civili, uomini con un passato e un avvenire.

Io mi sento un vincitore perché da questo inferno sono uscito senza odiare nessuno.

“Tu passerai per il camino” è la testimonianza di Vincenzo Pappalettera, catturato e deportato in quanto partigiano. E dalle righe del suo memoriale emerge proprio la sua combattività, la volontà di non farsi piegare e di organizzarsi, insieme a molti altri. Ci racconta dei comitati clandestini, delle strategie, delle scappatoie, e anche dello stupore del combattente quando vede accanto a sé chi non vorrebbe.

Tutti noi siamo venuti in contatto con diverse testimonianze dei lager, sia su carta che su pellicola. Questo memoriale mi ha colpita molto e lo consiglio perché è una testimonianza uguale, ma allo stesso tempo molto diversa dalle altre che ho letto: è uguale perché lo sono le vicende affrontate; è diversa perché diverso è il modo di viverle e di raccontarle.

Continua a leggere la recensione: “Tu passerai per il camino” di Vincenzo Pappalettera

E quella sul suo memoriale è la nuova recensione di oggi, che Studio83 propone per il Giorno della Memoria e per celebrare ancora una volta insieme a voi il valore della solidarietà, della fratellanza, oltre e nonostante tutto. Ricordiamocelo!

“Restiamo umani”: un motto di Vittorio Arrigoni, giornalista e attivista ucciso a Gaza da jihaidisti. Immagine da antiwars.com (clicca per aprire la pagina)

Altri spunti di lettura:
Giornata della Memoria 2008 – Dodi li
Giornata della Memoria 2010 –Libri per ricordare e non solo
Giornata della Memoria 2012 – 27 gennaio: giorno della memoria
Giornata della Memoria 2014 – Giornata della Memoria




Giornata della Memoria

Come ogni anno, parliamo della giornata della Memoria utilizzando lo strumento che ci è più congeniale, e che consideriamo di grande forza e valore: il libro. Libri che raccontano l’Olocausto da punti di vista differenti di adulti e bambini, donne e uomini, mantenendo vivi il ricordo e la testimonianza di chi ha vissuto questa voragine nera della storia europea.

Auschwitz ieri e oggi: immagine mostrata dalla BBC

Ricordiamo, quindi, la recente recensione di “Domani è perfetto“, romanzo indipendente di Francesco Salvo che racconta l’odissea di una giovane Testimone di Geova deportata durante l’occupazione nazista; una piccola review del nostro blog ci porta a due anni fa, quando abbiamo parlato dell’Olocausto attraverso le poesie dei bambini.

Più indietro nel tempo, abbiamo parlato di due libri molto diversi tra loro (un romanzo/metafora e un saggio), consigliandone la lettura (in particolare, “Uno psicologo nei lager” di Viktor E. Frankl).

Psichiatra, neurologo e fondatore della logoterapia, Viktor E. Frankl fu internato in quattro diversi campi di concentramento.

Non dimentichiamo, infine, “Auschwitz spiegato a mia figlia” di Annette Wieviorka.




Vendere senza le parole

Eccoci qui con una nuova recensione, questa volta di un manuale: si tratta de “Vendere senza le parole“, interessante saggio scritto a quattro mani da Laura Tentolini e Alessandro Muscinelli.

Quanto conta la comunicazione verbale durante una vendita diretta? Meno di quella non verbale e del body language, a quanto pare, o comunque in percentuale molto minore. Gli autori ce ne spiegano il perché e ci illustrano come comunicare efficacemente con i clienti – e, perché no, anche con le persone intorno a noi.

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, segnalo anche il sito comunicazionenonverbale.it.

Tutti noi abbiamo quotidianamente a che fare con la vendita, nel ruolo di venditori o in quello di acquirenti; e a tutti noi sarà capitato di non riuscire a convincere il cliente, di essere serviti da un commesso maleducato o, in generale, di aver terminato la transazione in modo insoddisfacente. Come mai ciò accade così spesso?

Leggi la recensione: “Vendere senza le parole”

 




Diventare scrittori

Non fatevi ingannare dal titolo un po’ strillato e se potete leggete questo piccolo, istruttivo manuale ripubblicato dalla Sperling&Kupfer al momento giusto. Non vi si parla di scrivere bene, o di pubblicare o di vendere, ma di diventare scrittori. Ovvero, mettere in atto comportamenti e propedeutici (non solo letterari, ma anche psicologici) per affrontare la scrittura seriamente e proseguire a lungo con risultati sempre migliori.

 

Che vuol dire, agli occhi degli altri, essere uno scrittore? Quali sono i rischi del dirsi artista, e dell’assumerne le pose esteriori? Quali sono i trucchi per aprire i rubinetti della creatività, base di ogni buona storia? Quali invece per gestire l’ansia e i problemi emotivi collegati alle aspettative verso il proprio lavoro? La Brande fornisce risposte chiare e qualche regola da seguire, che contiene il sano pragmatismo di altri tempi e prevede una buona dose di fatica.Leggi la recensione

Il manuale è vecchiotto, ma la cosa in questo caso è una qualità positiva. Qui abbiamo un allenatore vecchio stampo, che prima di mettervi i guantoni vi fa correre un’ora nella neve; prima di insegnarvi le tecniche di arti marziali vi fa ridipingere lo steccato… ma alla fine del film potrete gonfiare a sangue i fighetti delle altre scuole di scrittura. Metaforicamente parlando, eh.




La cacciata dei barbari

Su Corriere.it di oggi una presa di posizione dello scrittore e giornalista Gian Antonio Stella, (diventato celebre grazie al suo bestseller “La casta”) contro certi razzismi nostrani, non più striscianti ma strombazzanti.

Non conoscono niente della grande emigrazione italiana. Niente. Non sanno che larga parte dei nostri emigrati, almeno quattro milioni di persone, è stata clandestina. Lo ricordano molte copertine della Domenica del Corriere, il capolavoro di Pietro Germi «Il cammino della speranza», decine di studi ricchi di dettagli.

Tra essi Stella omette di citare i propri, forse per modestia. Il giornalista infatti ha pubblicato più di un titolo che ripercorre, documenti alla mano, le travagliate vicende dei nostri connazionali emigranti: poveri, ignoranti, spesso turlupinati e venduti come veri e propri schiavi, temuti e disprezzati dai loro “ospiti” tedeschi e anglosassoni.
Negli USA in particolare, gli italiani erano considerati “di sangue negro” (!) e ci fu più di un episodio di brutale linciaggio per motivi etnici. Stella ne parla ne “L’orda“, reportage che ha il sinistro sottotitolo: “quando gli albanesi eravamo noi“. Vi cita anche titoli ed estratti dei giornali americani, nei quali si parlava della nostra predisposizione naturale allo stupro e all’uso del coltello. Qualche lampadina?

                

In “Odissee“, invece, Stella ci racconta dei viaggi transoceanici che i nostri connazionali hanno affrontato per raggiungere il Nuovo Mondo. Convinti spesso con l’inganno a vendersi tutto per acquistare un viaggio, ammucchiati in bagnarole luride e strapiene e spesso scaricati in destinazioni diverse da quelle annunciate, addirittura venduti ad aziende che li aspettavano per ridurli in schiavitù… i poveri emigranti ne hanno subite di tutti i colori “sulle rotte del sogno e del dolore“. “Odissee” è un resoconto che commuove e spesso fa soffrire.

Leggere del nostro passato può aiutarci a capire chi oggi ha gli stessi problemi passati dai nostri emigranti; a vedere con una lente diversa il nostro ruolo di paese ospitante: quello di fornitore di asilo, non solo di importatore di schiavi con i flussi a orologeria. Può farci capire che la storia gira, che oltre alla retorica imperoromanista-italiani brava gente che oggi sta tornando tanto in voga, siamo stati poveri e allo sbando. Leggere e sapere potrebbe fare di più: convincerci a non votare e a non sopportare più una classe dirigente ignorante e tracotante, i veri barbari di oggi. Ma qui siamo nella categoria dei miracoli.




Il mestiere di riflettere

Ho letto e recensito “Il mestiere di riflettere” edito da Azimut, dove “per una volta, i traduttori sono gli autori“. È stata una lettura piacevole e istruttiva, che mi ha portata a fare alcune considerazioni generali sul lavoro editoriale. Mi ha anche fatto venire voglia di leggere tutte le opere “raccontate” dai traduttori… perfino quella della Meyer!


La concezione che ha dell’opera chi ci lavora è molto interessante e potrebbe spiazzare qualche lettore abituato a pensare al romanzo come a un monolite che esce, a mo’ di Atena, bello e fatto dal cervello ispirato del suo demiurgo. Non è così.

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Storia universale della distruzione dei libri

Bentrovati! Dopo un’assenza di qualche giorno di troppo, vi saluto pubblicando una nuova recensione: il mio commento al saggio di Bàez  “Storia universale della distruzione dei libri”.

Guerre, furori sacri, incuria, rivalità tra scuole filosofiche, bigottismo, razzismo: i lati peggiori dell’umanità e della convivenza civile sono quelli che portano a distruggere i libri, quando non gli uomini.
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Il saggio mi è piaciuto, anche se l’eccesivo dilungarsi su elenchi di cifre non gioca a suo favore; l’argomento però suscita per forza di cose l’interesse bibliofilo.

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