VNZ un anno dopo

Venti Nodi Zero… un anno dopo. Concludendo…

Eccoci alla fine del percorso “Venti Nodi Zero… un anno dopo“, percorso che ha visto di nuovo una collaborazione tra Studio83 e gli autori (ma anche i musicisti) intervenuti lo scorso anno durante il nostro evento dal vivo. Tanto gli autori quanto i musicisti sono esordienti, pieni di voglia di fare, ma anche di mettersi in gioco con serenità e professionalità.

Abbiamo iniziato con Michaela Sebokovaa distanza di un anno – e grazie anche alla collaborazione con Studio83, che ha arricchito entrambe le parti – Michaela ha esordito con una casa editrice eccellente come Besa Editore. Anche Enrica Aragona ha fatto il grande salto, pubblicando ben tre romanzi: “Sono quello che vuoi” (Edizioni La Gru”), “Potevate anche dirmelo” (Edizioni Sesat”), “Io che non ero come lei” (Edizioni L’Erudita).

Stefano Felici, che aveva stupito la giuria di Venti Nodi Zero col suo emozionante racconto “’47”, ha pubblicato ancora con Studio83: il suo “Volgograd” è infatti apparso su “Venti Nodi #2“, presentato anche alla Fiera del Libro di Modena. Massimiliano Campo ci ha raccontato le sue bellissime esperienze come concorrente e poi giurato di concorsi letterari, ma anche come autore di un’antologia di racconti (“L’amore è paziente”) pubblicata in e-book e distribuita gratuitamente da Tempovissuto Edizioni.

Federica Ricci e Susanna Regazzo si sono date da fare e hanno fondato una casa editrice, Edizioni 6Pollici, con la quale c’è stata fin dall’inizio una stimolante e proficua collaborazione; infine, i musicisti Silvia Ceracchini e Federico”Sergio&Peppe“Di Fazio, che ci hanno allietato con splendide cover e brani originali durante l’evento, ci hanno raccontato il loro percorso musicale e letterario di quest’ultimo anno.

Direi che, tirando le somme, si tratta di esperienze eccellenti da ogni punto di vista, di percorsi di ricerca personali e sperimentazioni, ma anche di idee chiare a sufficienza su cosa questi autori cercano dalla loro scrittura e dal mondo dell’editoria. Proprio per questo abbiamo ritenuto importante intervistarli e dare risalto alla loro voce: è un messaggio positivo, e questa positività, nel mondo editoriale di oggi, va coltivata e riscoperta… perché porta molti più risultati e vantaggi rispetto all’atteggiamento disilluso e negativo che molti, spesso senza rendersene conto, portano tra scrittori, lettori e operatori del settore.

L’Italia è piena di scrittori esordienti che si impegnano con onestà e costanza, e siamo felici di aver lavorato insieme ad alcuni di loro. In bocca al lupo a tutti! 🙂




Venti Nodi Zero… un anno dopo. Parte VII – Federico e Silvia

Venti Nodi Zero è stato un numero speciale del nostro bollettino, che con il contributo di tutti è andato davvero bene!

Parlo dei nostri scrittori, che ci hanno dato le loro parole e i loro racconti inclusi nel bollettino. E parlo anche dei musicisti che hanno reso il reading di presentazione un evento davvero speciale!

Federico Di Fazio e Silvia Ceracchini, cantante lei, cantautore e musicista lui (oltre che efficientissimo valutatore musicale per Studio83) hanno eseguito dal vivo alcuni pezzi del repertorio di Federico, eccone qui uno, il bellissimo “Serena”, live al Venti Nodi Zero Reading del 17 marzo 2012.

In questo anno, anche il loro percorso è stato ricco di sfide e di eventi. La voce di Silvia, nella sua doppia veste di interprete musicale e letterata:

Dal pomeriggio con la grande famiglia di Studio 83 le mie due grandi passioni, la musica e la scrittura, non si sono affievolite, e anzi si nutrono sempre più l’una con l’altra. Grazie al mio amico fraterno Federico di Fazio ho potuto infatti realizzare il sogno di avere un pezzo di musica tutto mio, da ascoltare nei momenti di sconforto, come una cura.
Il mio personale tesoro si intitola “La polvere nell’aria” e tratta di un momento delicato e difficile della mia vita. Il ringraziamento a Federico è doppio, perchè questa canzone non è solo un vanto e una soddisfazione ma un’esorcizzazione di vecchie paure, e una vittoria.

Di pari passo proseguo nella scrittura, che consiste, ed è la mia più grande fortuna, in una passione ma anche e soprattutto in un lavoro: sono una studiosa di letteratura. Scrivere per me ha un ruolo di grande responsabilità, perchè non si esaurisce con me, ma investe una sfera che va maneggiata con grande rispetto e reverenza, la scrittura dell’altro. In attesa che manifesti particolari attitudini io stessa alla scrittura creativa, saluto con un grande abbraccio tutto lo staff di Studio 83.

Silvia Ceracchini live al reading Venti Nodi Zero

Ed ecco il contributo, caustico come lo conosciamo, di Federico DI FAzio:

Dal lancio di Vento Nodi Zero ad oggi ho continuato a fare tutto quello che un artista normale e in perfetta salute fa quotidianamente: scrivere, registrare, gestire un blog, meditare sistematicamente il suicidio.

Quello che sento spesso intorno a me è l’incontro di due forze distruttive: da un lato l’aumento esponenziale dell’offerta “artistica” (letteraria e non), dall’altro l’esasperante monodirezionalità della comunicazione: milioni di autori in cerca di pubblico ma assolutamente disinteressati alla ricerca di prodotti letterari che non siano i propri. Da questo punto di vista credo che ci sia bisogno di altri mille Venti Nodi: luoghi in cui trovare l’interesse per la critica non autoreferenziale e l’opportunità di scambio reciproco. Perché – inevitabilmente – la sostanza delle cose passa anche (e soprattutto) dalla forma.

Federico Di Fazio live al reading Venti Nodi Zero

Vuoi saperne qualcosa in più sul reading e non ne hai ancora abbastanza? Vai alla Gallery dell’eventi  e sarai accontentato con una valanga di contenuti e video letterari e musicali.

E se non vedi l’ora di far parte anche tu della grande “famiglia di Studio83”, dai un’occhiata al bando del nostro concorso letterario “I Ritornanti”, c’è tutta l’estate per partecipare!




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – parte VI: Susanna Regazzo

Nello scorso post, Federica Rici ci ha raccontato la sua esperienza di scrittrice insieme a Stdio83, passando per un romanzo, per Venti Nodi Zero e per la fondazione di una casa editrice. Al suo fianco nella conduzione delle Edizioni6Pollici c’è Susanna Regazzo, sua amica e scelta a sua volta per apparire in Venti Nodi Zero con il bel racconto “La Compagnia”.

Abbiamo appreso della loro amicizia nel corso del reading ed è stata una bella sorpresa in più, oltre al fatto di averle lì con noi a presentare letture, musica live, immagini in esposizione e tanti altri autori pubblicati, che ci hanno raccontato nelle settimane scorse il valore di questa esperienza insieme.

 

Susanna Regazzo si presenta, in compagnia degli illustratori di VNZ

Susanna, che cosa ha significato Venti Nodi Zero per il tuo percorso di scrittrice? Lo rifaresti?

VNZ è stata la mia prima, e per ora unica, occasione di veder stampato su carta un mio racconto. In precedenza avevo avuto l’onore di veder pubblicati alcuni miei lavori ma in un contesto del tutto differente, poiché si trattava di disegni. Questa lieve attività di scrittura credo si debba a una mole di piccole e grandi incombenze che riguardano la vita di tutti i giorni e la necessità di dormire. Se non dormissi, credo scriverei certo di più, ma camperei certo di meno.

Il lavoro con Studio83 si è risolto in un tempo relativamente breve, anche per la mia grande autostima che mi ha spinta a inviare la mia fatica l’ultimo giorno utile per spedire i lavori. Grande dunque è stata la mia sorpresa nel vedere selezionato il mio racconto, date le premesse di cui sopra. Grande è stata anche nel constatare che non avesse bisogno di vigorose revisioni. Devo dire, dalla mia, che a un racconto del genere pensavo da lungo tempo, e sono fermamente convinta del fatto che il tempo dedicato all’elaborazione mentale abbia ridotto al minimo utile quello per scrivere l’opera magna con sorpresa finale.

Certamente la pubblicazione ha aumentato il livello di autostima confortato anche dall’autoanalisi dell’autrice. Le svolte e gli imprevisti nell’arco di questo anno solare sono state tali e tanti da perderne il conto, e poco è stato il tempo dedicabile alla scrittura personale, ma molto se ne è liberato per dedicarmi a quella altrui. Il progetto della casa editrice nuova nuova va avanti concentrandosi su un tema dalle mille sfumature che sembra essere scomparso dalla memoria dei più: la Bellezza.

Ovviamente è un altro discorso, ma credo che l’incontro con Studio83 sia stato una molla essenziale per la spinta a tale progetto, poiché confrontarsi con persone serie che hanno cura di altre persone e del loro lavoro è stimolante,appagante, e favorisce la Bellezza.

Ben volentieri ripeterei l’esperienza di VNZ, e spero di averne l’occasione quanto prima. Spero che Elena e Giulia siano interessate a una novella sugli opossum.
Era una celia.

Celia o meno, ti consigliamo una piccola modifica: rendili opossum mannari e il pezzo sarà perfetto per “I Ritornanti!”. La scadenza del concorso letterario è stata prorogata, per cui hai ancora un mare di tempo per esserci. Ci contiamo!




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – parte V – Federica Ricci

Un talismano, una base da cui partire, una prima importante conferma: questo e molto altro è stato Venti Nodi Zero per Michaela Sebokova, Enrica Aragona, Stefano Felici, Massimiliano Campo, gli autori che abbiamo intervistato chiedendo loro di raccontarci cosa è successo dalla pubblicazione con Studio83, e se è stata un’esperienza che rifarebbero.

La risposta di Federica Ricci è più articolata e volentieri la pubblichiamo integralmente, perché quando un’autrice sceglie di esporsi tanto, di mettere un po’ a nudo la propria esperienza con la scrittura… beh… un’editor non può che farsi da parte.

Federica Ricci è stata pubblicata su VNZ con “Invece”, un racconto breve e criptico che nello stile cela il suo fascino e significati a strati, da svelare con pazienza. Il racconto è stato illustrato da Valentina Napolitano con l’immagine surreale che abbiamo scelto come copertina del numero e come locandina del reading.

Oltre al racconto “Invece”, abbiamo lavorato con Federica su qualcosa di più, qualcosa di cui ci parla in queste righe partendo dal suo significato più profondo:

Innanzitutto, scrivere per se stessi come atto liberatorio dal quotidiano vivere che spesso  nasconde storie altrimenti celate agli occhi dei più.
Successivamente la pila di fogli aumenta e la guardi come fosse uguale al castello di sabbia che costruivi anni prima in riva al mare, alle formine di sabbia con cui riempivi il bagnasciuga, costringendo le persone a saltarti. Ricordi di piedi enormi e bagnati che a volte portavano via un po’ delle mie fatiche architettoniche, ma tanto poi era l’ora di fare il bagno e sarei stata la prima a saltarci su.

Ecco, pagina su pagina, in una pila si traduceva il gioco che coinvolgeva soltanto me e dava sfogo al desiderio di descrivere quello che riuscivo a intravedere dell’altro a forza di frequentare persone in carne ed ossa. Un mondo assolutamente mio, in cui comporre e disporre fatti, cose e persone secondo una concatenazione che a me diceva qualcosa, stava dicendo qualcosa e poi urlando la medesima senza ch’io potessi capire veramente il senso di quell’urlo che cresceva.
A un certo punto la parola fine chiude quella pila lasciandomi a guardare, per la prima volta, un insieme che aveva senso soltanto per me e nessun altro. Un senso di liberazione tutto sommato appagante. Poteva finire lì, ero soddisfatta e nemmeno lontanamente interessata a volerlo pubblicare.

Nel frattempo nella mia vita si succedono diversi dolori e tanti bivi che impongono scelte da compiere in breve tempo, sempre di corsa e col fiato sul collo. Mi accorgo che la parola fine stava lì ad indicare una pausa e non un dato definitivo. Aggiungo pagine, almeno dieci ogni sera e vado a dormire avendo dentro quei fogli, sognando quello che avevo scritto fino alla sveglia della mattina.

Passo degli anni sapendo di avere un posto segreto dove rifugiarmi quando quello che era fuori non mi piaceva o mi creava sofferenza, una salvezza che mi permetteva di ricaricare le pile e sperare ancora in un futuro migliore anche se di questo c’erano tracce che lentamente stavano per essere inghiottite in un marasma di sogni di plastica e di bisogni pseudo impellenti che ancora non sapevamo di nutrire con il nostro egoismo e la nostra pigrizia mentale.

Poi un bel giorno quella pila viene letta da una persona che di cultura non sapeva nulla e mi rendo conto che quel che avevo scritto forse non era solo per me. In lei s’erano destati diversi sogni sopiti dalla durezza della vita e dal senso del dovere, si scoprì pittrice e amante di poesie, riuscì perfino ad andare al teatro dell’opera. Questa persona trattava le mie parole come un forziere prezioso. Per me fu strano guardare le sue trasformazioni, tutto sommato le spiegavo come delle potenzialità che avevano raggiunto la maturazione, ero molto lontana dal giustificare il tutto come opera anche mia. La pila venne letta da molte persone con esiti formidabili e incomprensibili, l’unica spiegazione possibile era che fossero tutti amici e dunque molto influenzati dal rapporto con me.

A queste mie convinzioni fece da contraltare qualcuno che mi consigliò di farlo leggere al di fuori della nostra cerchia. Per paura di veder frantumato il mio ego rigoglioso, esitai per molto tempo e alla fine scelsi di cercare sulla rete questo qualcuno.

Capitai per caso sul sito di Studio83 e ne apprezzai il linguaggio diretto che non spargeva promesse ai quattro canti e dunque mandai il mio manoscritto specificando che non sapevo bene nemmeno io che cosa avessi scritto e se fosse di senso compiuto. Comincia un lungo lavoro di rimbalzi di correzioni, tagli, chiacchierate in cui nessuna parola o frase aveva toni meno che riflessivi. Alla fine la pila si ridimensionò di molto, cosa che non mi creò nessun dolore anzi, per ogni tratto eliminato dentro di me si socchiudeva e poi si apriva direttamente un portone.

“Bene, posso scrivere” è quello che pensai e quando lessi della possibilità di Venti Nodi Zero la accettai di buon grado come se non aspettassi altro. Quando vidi il racconto stampato sulla rivista sorrisi e mi ricordai di quelle romantiche notti insonni perché di giorno facevo tutt’altro lavoro. Mi ricordai delle formine di sabbia in riva al mare e di me che sognavo al ritmo delle onde. Il ritmo delle parole era uguale e nostalgico insieme, proprio come i castelli di sabbia di cui immaginavo i personaggi mentre scioglievo la sabbia con l’acqua di mare per fare le guglie.

Federica Ricci (a sinistra) insieme a Valentina Napolitano posa accanto all’illustrazione originale del racconto “Invece”

Le parole poi ebbero bisogno di fatti e mi scoprii altro dai venti anni precedenti, mi scoprii editore, ma questa è un’altra storia da scrivere sul prossimo Venti Nodi.

Detto fatto. L’abbiamo ospitata su Venti Nodi 2, dove le vicende della nascita delle Edizioni Sei Pollici sono il naturale prosieguo di questa storia bella e possibile. Federica Ricci ha infatti fondato le Edizioni Sei Pollici insieme a Susanna Regazzo, altra autrice selezionata su Venti Nodi Zero. Ora come ciliegina sulla torta vorrei poter dire che le due si sono conosciute proprio grazie a VNZ… la verità è che erano già amiche e che noi l’abbiamo appreso il giorno del reading, vedendocele apparire insieme.

Coincidenze fortunate, notti proficue, case editrici nascenti e scrittrici rinascenti… questo e altro può succedere se si lavora sui propri sogni con fede, costanza e apertura al mondo.
Ora un’altra via è aperta, e noi di Studio83 faremo di tutto perché sia una nuova, splendida partenza per tutti noi e voi insieme: il concorso letterario “I Ritornanti”.


Sarà così? Dipende da… noi e voi insieme!

Al prossimo post con Susanna Regazzo, altra anima di Edizioni Sei Pollici!




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – parte IV – Massimiliano Campo

Un anno dopo il reading Venti Nodi Zero, molta acqua è passata sotto i ponti, per noi come per i nove autori scelti per comparire nel bollettino con i loro racconti inediti. Erano autori esordienti, ora possiamo definire… emergenti.

L’esperienza di pubblicazione e di lavoro con editor profesisonisti ha smosso qualcosa e anche Massimiliano Campo, come Michaela Sebokova, Enrica Aragona, Stefano Felici, ci conferma che la pubblicazione con Studio83 è stata un buon catalizzatore di energie.

Il racconto scritto per Venti Nodi (Il fantasma della birra) appartiene a un genere che non avevo ancora esplorato: è una sorta di racconto gotico velato di ironia; un primo tentativo di scrivere ‘altro’. Generalmente, infatti, sono più propenso a immergermi in storie drammatiche o sentimentali.


L’atmosfera che si respira ne
Il fantasma della birra, invece, ricorda piacevolmente – almeno spero – il mondo di Dylan Dog; anche se l’intento principale era quello di rendere un sincero omaggio al più grande dei maestri dell’horror, Edgar Allan Poe.
Il fatto poi che il mio testo sia stato illustrato su Venti Nodi da ben due splendidi disegni ha impreziosito ulteriormente l’opera, interpretando con incredibile precisione quello che avevo solo immaginato.

Massimiliano Campo interviene durante il momento finale e culminante del reading

Nell’ultimo anno, ho continuato a scrivere soprattutto racconti brevi, che nel tempo ho scoperto essere la forma espressiva più congeniale al mio desiderio di mettermi in gioco.
Ho pubblicato alcuni articoli su malgradopoi.it, un portale web di letteratura, arte, musica e internet.

Sono stato poi invitato a partecipare come giurato a un importante concorso letterario di Brescia (L’immagine parla), dopo aver vinto il primo premio per due anni consecutivi.
La soddisfazione maggiore, però, l’ho avuta raggiungendo un’ottima posizione alle ultime due edizioni del Premio Coppedè di Roma.

Infine, sono in attesa della pubblicazione della mia prima raccolta di racconti brevi: un ebook gratuito dal titolo “L’amore è paziente”, che raccoglie i miei primi lavori. Ci tengo a precisare che il mio editore, Tempovissuto Edizioni, è assolutamente free.

Insomma, sembra che l’uscita su Venti Nodi mi abbia portato decisamente fortuna, e vi ringrazio molto per questo.

Grazie a te, Massimiliano, per la disponibilità e per averci concesso il tuo racconto.

I numeri di Venti Nodi, non dimenticatelo, sono in regalo per gli autori esordienti! E c’è anche un’altra occasione per tutti: il concorso letterario “I Ritornanti”, ancora in attesa di… sangue fresco. Sangue letterario, s’intende!




Venti Nodi Zero un anno dopo – Parte III – Stefano Felici

In Venti Nodi Zero abbiamo incluso nove racconti di autori esordienti, selezionati con un contest online gratuito. Li abbiamo editati e pubbicati e abbiamo dato una bella festa, il reading Venti Nodi Zero, tutta dedicata agli esordienti e all’esordio.

Un anno dopo, cosa è successo ai nostri artisti? Cosa ha significato per loro l’avventura Venti Nodi Zero? Lo abbiamo chiesto a Michaela Sebokova e a Enrica Aragona, che ci hanno restituito un bilancio più che positivo della loro attività. A quanto pare (e proprio come volevamo), Venti Nodi Zero è stato un “catalizzatore” di cose buone!

Oggi ce lo conferma Stefano Felici, pubblicato in VNZ con “47”, un racconto che punta molto sull’atmosfera per tratteggiare un amore delicato e insieme inestirpabile.

Quella su Venti Nodi Zero è stata la mia prima pubblicazione cartacea: quindi, più che inserirsi in un percorso, potrei dire che si è posta alla base; dal giorno della presentazione di Venti Nodi Zero ho cominciato a pensare di poter fare sul serio, e il mio approccio alla scrittura è cambiato.


Dopo un anno, nonostante i miei ritmi quasi pachidermici, sono riuscito a farmi pubblicare per la seconda volta su Venti Nodi – e già questo per me è un traguardo; in più sto lavorando a un racconto che man mano va ad ampliarsi, ma che per ora faccio fatica a chiamare in modo  diverso. Staremo a vedere. Anche se ormai il germe “letterario” sarà difficile da debellare.

Ti auguriamo di non trovare mai la cura, Stefano… per tutto il resto c’è Studio83! Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza e a rileggerti su Venti Nodi 2, con “Volgograd”, una storia affascinante di formazione, di desideri e di esordi letterari raggiunti o quasi.




Venti Nodi Zero… un anno dopo! – Parte II – Enrica Aragona

Cari amici,

eccoci alla seconda parte della nostra retrospettiva dedicata agli autori pubblicati da Studio83 su Venti Nodi Zero, un anno fa.

Lasciatemi dire, prima di presentare l’autrice di questa “puntata”, che “Venti Nodi Zero” è stato un numero molto fortunato del nostro bollettino. Oltre ad aver portato al bell’evento di reading tutto esaurito (qui la Galleria) e ad averci fatto conoscere autori e artisti, molti dei quali diventati ora anche amici, è stato anche un numero molto richiesto dai nostri lettori e molto sfogliato nel corso del Modena BUK Festival, forse grazie anche alla suggestiva illustrazione in copertina a opera di Valentina Napolitano, anche lei artista emergente.

La settimana scorsa vi abbiamo parlato di Michaela Sebokova, che ha esordito su Venti Nodi Zero e ha ora pubbilcato il suo primo romanzo con Besa Editore, presentato a Torino la settimana scorsa. Passiamo ora a parlare di un’altra autrice di Venti Nodi Zero che in quest’ultimo anno ha avuto un’attività letteraria molto soddisfacente e ricca di pubblicazioni: Enrica Aragona.

È già passato più di un anno da quando Studio83 mi ha offerto la possibilità di pubblicare il mio racconto “Gianni il Mostro” su Venti Nodi  Zero. Fino a quel momento la mia carriera di aspirante scrittrice si era limitata a una miriade di micropubblicazioni: racconti in antologie, selezioni editoriali per racconti brevi, citazioni di merito in vari concorsi ecc…

“Gianni il mostro” e una storia che al di là del pulp ci parla di solitudine, amore, vuoto emotivo, raccontati in modo umano e con uno stile essenziale e paratattico. Un bel racconto, quindi, che si fa ricordare.

Ma io volevo di più: volevo pubblicare un romanzo, quello che mi avrebbe fatto fare il salto da “aspirante scrittrice” a “scrittrice esordiente”. Ero ai piedi di una lunga scalinata, ma il primo gradino sembrava talmente alto da non riuscire a salirlo.
Ma da quel marzo del 2012 qualcosa è cambiato: nel giro di un anno o poco più il mio curriculum letterario si è arricchito di ben tre romanzi. “Sono quello che vuoi” con Edizioni La Gru, “Potevate anche dirmelo!” con Sesat Edizioni e il recentissimo “Io che non ero come lei” uscito il mese scorso con l’Erudita Editrice.

Congratulazioni! Il primo passo è solo un primo passo, e il prosieguo della strada è sempre affidato alla propria intraprendenza, volontà, costanza. Ma alla domanda:
“Che cosa ha significato per te l’esperienza di Venti Nodi Zero? La rifaresti?”
Enrica è stata tanto generosa da rispondere:

Lo rifarei immediatamente: pubblicare su Venti Nodi è stato come appendermi al collo un talismano che non ho alcuna intenzione di togliermi.

Grazie a Enrica Aragona e tanti auguri per il suo percorso, che siamo certi ha ancora tante soddisfazioni da darle.

Studio83 non si ferma qui: è attivo e operatvo il nostro concorso letterario “I Ritornanti“, che prevede un bel premio, la pubblicazione con un bravo editore e il nostro affiancamento, che non si ferma al concorso o all’happening in sé ma è pensato per durare, per seguire e affiancare gli autori nelle loro conquiste.
Studio83 lavora per il vostro successo!