STUDIO83

ESORDIAMO!
 
 
Luca Brancato
Psaico
Zerounoundici Edizioni 2009

Opera prima di Luca Brancato, “Psaico” è una raccolta di otto racconti brevi, accomunati – come suggerisce il titolo – da protagonisti disturbati, una serie di personalità grottesche e cattive pescate con ironia dalla quotidianità made in Italy. Il figlio obeso e violento, la hostess esaurita, il ricercatore ossessionato, il serial killer immigrato ma razzista: caratteri volutamente sopra le righe, a volte un po’ forzati, altre volte affilati al punto giusto.

I racconti, soprattutto i primi, mettono in scena uno humour nero in grado di strappare più di una risata convinta, grazie anche allo stile secco, asciutto e ritmato di Brancato, che dimostra di cavarsela con la penna. A lungo andare, le voci narranti tendono ad appiattirsi su uno schema poco vario, smorzando un po’ il brio iniziale, ma la lettura rimane comunque piacevole e, complice la brevità dei testi, si arriva alla fine senza fatica.

Anche per quanto riguarda l’aspetto più tecnico, come già detto, Brancato padroneggia bene gli strumenti a sua disposizione, offrendoci una narrazione priva di fronzoli, dal lessico semplice e incisivo; anche nell’esercitare questa semplicità, però, l’autore tenta delle riuscite sperimentazioni sul linguaggio (citerei il racconto “Mustafaj”, a mio parere il più riuscito) che si concludono con l’ultimo racconto, scritto in siciliano.

L’unico neo, a cui ho accennato in precedenza, è un lieve ma progressivo appiattimento dei personaggi, che tendono ad assomigliarsi troppo; si tratta tuttavia di un difetto che non compromette la validità di “Psaico” come opera prima di un autore di certo meritevole.


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