STUDIO83

LEZIONI DI LETTERATURA
 
romanzi per il macero
Silvia Pertempi
Romanzi per il macero
Donzelli Editore, Roma, 2004

“Forse, però, una letteratura non si compone solo di autori editi. Se essi rappresentano nel bosco della letteratura le piante di alto fusto, il sottobosco è folto di persone, che pur avendo scritto romanzi, racconti, saggi, non hanno mai pubblicato. Forse per una più completa comprensione delle dinamiche della letteratura di un certo periodo storico e di un determinato ambito socio-culturale, se ne dovrebbe, nei limiti del possibile, tener conto.”

Seguendo un approccio attinente alla sociologia della letteratura, Silvia Pertempi ha letto, analizzato e commentato un campione di manoscritti giunti alla redazione della casa editrice Donzelli, per ricavarne alcune coordinate sociologiche e tentare di trarne alcune conclusioni generali.

Qual è il profilo degli esordienti presi in esame? Quale la loro realtà, e in che modo essa si riflette nella loro letteratura? Inoltre, quale concezione e quali aspettative hanno nei confronti dell’editore al quale mandano i loro lavori?

Per svolgere la sua piccola analisi, la Pertempi si è avvalsa anche delle lettere di presentazione degli esordienti e delle biografie che hanno inviato su richiesta, apposta per l’indagine. Questo materiale si è rivelato indicatore di caratteri e aspettative, spesso in maggior misura rispetto alle stesse opere.

 Romanzi per il macero è un saggio abbastanza unico nel suo genere, ed è nato dall’esperienza personale della Pertempi che, frustrata a sua volta  dai silenzi delle case editrici nei confronti delle proprie opere, non si è persa d’animo, e anzi si è chiesta dove sta l’errore degli esordienti in cerca di pubblicazione, e se un tale desiderio non si scontri con la realtà delle case editrici.

Il saggio è abbastanza interessante e ha il pregio di non essere troppo lungo né pesante: tuttavia, l’autrice sembra dilungarsi un po’ troppo sulla descrizione dei vari manoscritti, cosa interessante ma che va a discapito delle conclusioni finali. Nel tirare le fila, infatti, la Pertempi  si concentra unicamente su fattori sociologici (le opere in rapporto all’età, alla provenienza e al sesso degli autori) e sugli argomenti in senso stretto dei romanzi, e davvero troppo poco su motivi attinenti più strettamente la letteratura e il genere. Questo aspetto è rilevato dalla Pertempi stessa, nel momento in cui afferma che gli autori presi in esame non vanno oltre il raccontare una storia: ovvero, manca in loro la consapevolezza per realizzare un discorso letterario e linguistico mediante la narrazione.

Le opinioni e le scelte degli autori analizzati (prima tra tutte, quella di inviare romanzi a una casa editrice che non si occupa di narrativa!) rivelano una certa inconsapevolezza dei meccanismi di una casa editrice e della situazione dell’editoria in genere: per questo, consigliamo a tutti di scorrere questo saggio, con particolare attenzione verso la prima e l’ultima parte, quelle in cui si rende conto della ricerca. Se, infatti, il numero degli autori analizzati è davvero troppo esiguo per realizzare una “mappa” o “griglia mentale” della fisionomia degli esordienti italiani, come si propone l’autrice, le analisi dei comportamenti degli scrittori e delle dinamiche che si instaurano al momento dell’invio sono interessanti, e forniscono spunti per riflettere e tanta voglia di approfondire.

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