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Ipse dixit

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste, con la punteggiatura nei posti giusti in modo che possano dire quel che devono dire nel modo migliore. Se le parole sono appesantite dall’emozione incontrollata dello scrittore, o se sono imprecise e inaccurate per qualche altro motivo – se sono, insomma, in qualche maniera sfocate – fatalmente gli occhi del lettore scivoleranno su di esse e non si sarà ottenuto un bel niente. Il senso artistico del lettore non sarà affatto stimolato.

Raymond Carver

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2 Replies to “Ipse dixit”

  1. utente anonimo ha detto:

    è normale che nessuno abbia commentato questa citazione: il panico da prestazione incombe!!

    e allora io che non sono né scrittrice né aspirante tale 😉 mi posso permettere di lasciare il mio modesto commento.

    Sono d’accordo!

    Visto? Non era poi così difficile… 😀

  2. utente anonimo ha detto:

    Ciao.

    Panico? Quale panico?

    Raymond Carver è una persona molto ordinata. Attenta ad esprimersi bene. Se poi dentro ci metti un pò di emozione.. guai! Rischi di pensare che gli altri pensino che tu hai pensato che avresti potuto pensare in modo più accurato. Più meticoloso. Più allineato. Più giudizioso. Insomma: in un modo bene definito e poco scivoloso.

    Niente buccie di banana dunque. A volte gli errori di ortografia arrivano come una forma di salvezza dal conformismo. Anche se fanno scivolare gli occhi.

    Mah.

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