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CHICK REVENGE

In questi ultimi anni, si è andata affermando la cosiddetta chicklit, ovvero un genere letterario prettamente femminile (sia per quanto riguarda le autrici, che le lettrici) dedicato alle avventure professional-sentimentali di una nuova eroina: la cittadina in carriera, preferibilmente giovane, che si barcamena tra ozio e negozio con una forte dose di ironia, leggerezza e di caro, vecchio romanticismo old style travestito da un cinico disincanto pronto a crollare al primo sospiro di maschio dotato di creanza.

 


Sull’onda di successi come “Sex and the city”, “Il diavolo veste Prada” e  la saga dello shopping “con mia sorella/con tua sorella/con il baby/con ennio annio”  della Kinsella, ARPANET , sempre dinamica e piena di idee, lancia un nuovo progetto di “proselitismo autoriale”: CHICK CULT.

Se siete scrittrici, e avete voglia di lasciare da parte per un po’  sillogi poetiche e trattati di filosofia quantica per dedicarvi alla scoperta del vero amore della ragioniera Debbora, affrettatevi. E vinca la più magra!

p.s. A scanso di equivoci, tanto per non far incacchiare nessuno, annuncio che sto pensando di partecipare anch’io. Tra un ciclo e l’altro, ovvio.
p.p.s. Sempre a scanso di equivoci: sto scherzando. That’s humour, baby. A meno che non si parli di propaganda violenta, ogni genere letterario ha un suo valore e obbedisce alle proprie leggi, il rispetto delle quali non è scontato, in nessun caso.  Quindi, auguri a CHICK CULT!,  e vedremo cosa verrà fuori dalla penna delle scrittrici italiane, che giusto quello possono fa’, a parte la calzett… va bene, la smetto, perseverare è diabolico.

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