Racconti Mancini

Dopo i molti esordienti che abbiamo letto e recensito, ci siamo dedicate questa volta al libro di un autore che, pur pubblicando per la prima volta narrativa in senso stretto, ha alle spalle una lunga e fortunatissima carriera come drammaturgo: Manlio Santanelli, con l’antologia “Racconti Mancini” (Guida Editori).

La costruzione dei racconti brevi e la loro strutturazione denotano una grande padronanza del mezzo, accompagnata da una profonda sensibilità e da un gioco di generi e maschere che convergono nel surreale, pirandelliano se vogliamo, senza che questo sia mai forzato o fuori luogo; il dramma che c’è dietro ogni storia è perfettamente palpabile allorché l’autore lo nasconde dietro un sorriso, dietro un umorismo amaro di rara bellezza.

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10 Replies to “Racconti Mancini”

  1. DellaRocca ha detto:

    Ne avevo sentito già parlare e mi aveva incuriosito… ora lo sono ancora di più!

    Un saluto a tutti,

    Giulio

  2. elenaS83 ha detto:

    Ti consiglio assolutamente di leggerlo! 🙂

    E’ un libro bellissimo, mi ha entusiasmata fin dal primo racconto; Santanelli è TROPPO bravo, davvero, me ne sono innamorata. Ce ne è uno in particolare (“Una volta non basta”) che mi ha commosso fino a farmi piangere [e la cosa è stata imbarazzante, considerando che ero in metropolitana in quel momento…]; altri sono assolutamente geniali, altri ancora sono dolcissimi… Un’antologia coi controcoglioni, perdonate la definizione poco elegante! 😛

  3. utente anonimo ha detto:

    Libro di non perdersi, direbbe l’autore in questione.

    Premesso, che amo le PS teatrali di Manlio Santanelli, storie imprevedibili con sviluppi ed epiloghi quasi sempre a sorpresa. L’autore non si smentisce neanche stavolta, pur cimentandosi su un terreno tutto nuovo per lui, la narrativa. Continua a stupire ed appassionare il lettore coi suoi racconti insoliti. Vera manna per i nostri cervelli. Ancora una volta, Grazie Santanelli!

  4. utente anonimo ha detto:

    finalmente si respira in un autore napoletano un’aria europea…..santanelli sei proprio bravo!!!!Se fossi nato in Francia o in Inghilterra saresti famoso come Carla Bruni o Camilla Parker!

  5. utente anonimo ha detto:

    Delizioso, acuto, cinico, divertente, dissacrante, emozionante….Dall’ottetto dei compagni di scuola, al congresso del medico con sorella volatile.

    Santanelli è sempre una sorpresa al punto che non ci sorprendiamo più di sorprenderci.

    Antonello

  6. utente anonimo ha detto:

    Quella corrente d’ aria che oltrepassa i confini dell’orticello locale, della cronachetta italiota, del ruffianpsicosociopolitico. Scrittura che conquista quello spazio inattaccabile e segreto, riservato alle letture che aspetti di seguitare a leggere, a quel piacere tutto particolare con cui si leggono i grandi autori. Questo mi è capitato nel leggere Santanelli raccontatore. Ma non basta assolutamente. Ce ne vuole ancora.

    Riccardo De Luca

  7. utente anonimo ha detto:

    Semplicemente straordinario.

    Ricco di idee originali e geniali.

    Si legge in un’attimo, davvero bello e particolare.

    Complimenti!

  8. giuliaS83 ha detto:

    interessante, il libro sembra essere davvero piaciuto…presto inizierò a leggerlo anch’io, Elena mi ha messo curiosità.

    Ringrazio Riccardo De Luca e Antonello per essere passati a visitarci e anche per essersi firmati, e invito tutti a farlo, così ci chiamiamo per nome e non “l’anonimo del terzo commento a sinistra” !

  9. utente anonimo ha detto:

    Quindici racconti “mancini” si susseguono tra paradosso e ironia e prendono forma attraverso la sapiente penna di Manlio Santanelli, uno tra i maggiori drammaturghi italiani contemporanei.

    L’autore passa in rassegna con scrupolosa ironia alcuni “pezzi difettosi” dell’essere umano – mani, dita, naso, orecchie e denti – che diventano protagonisti indiscussi di un altrove reale.

    Si passa dalla mano di Irene, mutila di tre dita, che provoca brividi tra i capelli dell’uomo amato; alle “aggambate” mani di Teresa; alle orecchie vacillanti prima a destra e in seguito a sinistra e a due disadorni fori nasali- due piccoli ani siamesi e agli occhi sghembi che neanche la chirurgia più avanzata è in grado di mettere in bilico, di un bambino decenne; alle rotule sorridenti di Agostino; alle unghie degli altri rosicchiate da Edivige; alla storia di XY con la donna dalla zaffata di cipolla la cui mascella superiore presentava una perfetta alternanza di spazi pieni e vuoti; alla liquefazione-sfigurazione del maestro Arsenio de Asmundis; fino all’insuperabile unghia – ritratto spiccicato di Humphrey Bogart- del pollice di Mario di Verso.

    Una galleria di personaggi “mancini”, che inquieta i veri protagonisti e diverte il lettore, che tra realtà e follia riconosce le precarietà dell’era moderna.

    Assunta Petrosillo

  10. utente anonimo ha detto:

    …ci hai convinto… sei assunta!

    giulias83

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