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Emilio Salgari

Ovunque ci siano esordienti che raccontano la loro esperienza, ci sono anche fiumi di lamentele verso gli editori. "Quell’editore mi ha rifiutato il manoscritto", "Quell’editore mi ha chiesto tremila euro di contributo per pubblicare", "Quell’editore ha osato editarmi" ecc.

Accanto alle lamentele, un diffuso, nostalgico adagio: ah, se fosse tutto come un tempo! Tanti anni fa le cose non andavano così!

Ecco, oggi sono qui a confutare questa tesi dimostrando, tra il serio e il faceto, che a quei tempi c’era chi se la passava molto peggio: Emilio Salgari, star della letteratura di intrattenimento italica, autore di cicli e saghe di culto come quella dei Pirati di Mompracem e del Corsaro Nero. Salgari fa parte di un universo editoriale antico, quel mondo cui molti, oggi, aspirano a tornare.

Facendo un giro su Wikipedia, troviamo però questo:

"Era un forzato del lavoro. I contratti l’obbligavano a scrivere tre libri l’anno: ogni libro, un migliaio di pagine in bella copia: tre pagine in bella copia ogni giorno: e se una domenica voleva riposare, o se un giorno era preso dalla febbre, all’indomani le pagine da scrivere erano sei. Più il lavoro di direzione di un periodico di viaggi, più le novelle. Per aiutarsi, cento sigarette al giorno. Più una bottiglia di marsala, che beveva da mattina a sera. All’amico pittore Gamba aveva scritto nel 1909: La professione dello scrittore dovrebbe essere piena di soddisfazioni morali e materiali. Io invece sono inchiodato al mio tavolo per molte ore al giorno ed alcune delle notte, e quando riposo sono in biblioteca per documentarmi. Debbo scrivere a tutto vapore cartelle su cartelle, e subito spedire agli editori, senza aver avuto il tempo di rileggere e correggere."

(fonte completa)

Insomma, se Salgari è leggenda, possiamo anche dire che la sua fama ha avuto un prezzo; senza più un soldo, morto suicida per l’eccessivo stress (aggravato anche da numerosi drammi familiari), la "Tigre della Magnesia", come lo chiamavano affettuosamente gli amici, ci ha però lasciato un campionario di romanzi d’avventura intramontabili, ancora capaci, a distanza di cento anni, di stuzzicare il fascino per l’esotico del lettore europeo e incollare alle pagine come pochi sanno fare.

Per più accurate informazioni biografiche e bibliografiche vi rimando qui; io mi limiterò a concludere così:

"La notte del 20 dicembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo…"

("Le tigri di Mompracem", Einaudi, Torino 2003)

[Elena]
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One Reply to “Emilio Salgari”

  1. utente anonimo ha detto:

    eh, non credo che il riferimento sia molto pertinente…

    infatti Salgari veniva pagato dagli editori (poco, pochissimo, ma veniva pagato).

    Se a Salgari avessero chiesto un contributo, il Nostro non solo non avrebbe mai pubblicato un libro, povero in canna com’era, ma neanche ne avrebbe scritto uno!

    Paradossalmente possiamo quindi dire: era effettivamente migliore per gli scrittori un tempo in cui un collega si suicidava perchè lo pagavano poco, rispetto al Nostro tempo dove ti chiedono soldi per pubblicare. All’attacco tigrotti!

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