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Fuga o contrattacco?

Sull’Internazionale uscito oggi, è riportata una parte dell’intervento di Mario vargas Llosa pubbicato dalla rivista messicana “Letras”:

Svago, magia, gioco, esorcismo, ribellione, sete di libertà e piacere, immenso piacere: la capacità d’inventare storie è un tratto distintivo dell’uomo, quello che più di ogni altro esprime la nostra condizione di esseri privilegiati: siamo gli unici su questo pianeta (…) capaci di aggirare i limiti naturali della nostra condizione, che ci condanna ad avere una sola vita, un solo destino. E tutto grazie a quest’arma utile: la fiction.

Sono parole bellissime! Poi apro l’intervista a Baraghini – è la parte che pubblicherò martedì, sto facendo viral marketing – che ci diceva:

Io sono un editore che pubblica romanzi sociali, romanzi che curano le ferite, che scoprono gli altarini, che denunciano. Perchè la letteratura, oggi, se non è questo è spazzatura, è evasione, si lavora solo sullo stile. La morte della letteratura del Novecento, che è stata così impegnata, è dovuta a Baricco, è dovuta ad Aldo Nove, è dovuta a coloro che hanno affermato, piuttosto che i contenuti, gli stili. In ragione di questa “scuola” di letteratura che vive di stili, io ogni giorno faccio vivere dissidenza, controinformazione – come si chiamava una volta – denuncia e provocazione.

Qui devo precisare: non intendo buttare sulla stessa barca Vargas Llosa, Nove e Baricco; inoltre è bene ricordare che Vargas Llosa, al di là della sua difesa della fiction, ha un passato di attivismo politico culminato nella candidatura alla presidenza peruviana; per ultimo, nel catalogo di Stampalternativa la qualità dei testi non è certo di secondo piano. Quindi i due punti di vista non sono roccaforti, e i due contendenti non sono talebani.

Rimane il quesito: la letteratura ha senso in quanto arte in sé, sviluppo di facoltà creative e tecniche necessarie per il solo fatto che esistono, o per compiersi deve scendere dal piedestallo, sporcarsi le mani della realtà e “aprire il fuoco” in una battaglia culturale?

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13 Replies to “Fuga o contrattacco?”

  1. unpoapolide ha detto:

    La morte della letteratura del Novecento, dice Baraghini. Baricco e Nove. Ovvero scrittori usciti nell’ultimo decennio del secolo. Se uscivano negli anni ’50, magari, l’avrebbero potuta uccidere (ho i miei dubbi). Ma così, direi che la “letteratura del ‘900” abbia avuto la sua bella vita, con alti e bassi, impegno e disimpegno, com’è normale nella vita di ogni Arte. Io non la darei tutta questa importanza a Baricco e Nove, ecco. Ma Baraghini mi sembra uno che quando parla se non ci mette un po’ di polemica non è contento. E va bene. Rimango dell’idea che i due scrittori citati non abbiano ucciso la letteratura del ‘900.

    Ci sono cose che solo il Tempo saprà. vabbé. ciao.

    ndr

  2. giuliaS83 ha detto:

    Sì, Baraghini è molto polemico, i motivi per esserlo ci sono, ma è indubbio che il suo discorso rappresenti una provocazione, più che altro. Penso come te che certa scrittura andrebbe ignorata più che accusata.

    Il mio post è più che altro una domanda, ho citato due pareri antitetici proprio per stimolare una discussione e confrontare opinioni diverse. Grazie per aver espresso il tuo parere!

    ciao

  3. unpoapolide ha detto:

    di niente:)

    ndr

  4. utente anonimo ha detto:

    L’arte, in qualunque forma la si esprima, suppongo nasca dalla necessità di comunicare, a se stessi o ad altri, il proprio bisogno. Che sia di evasione, di protesta, di denuncia, dipende solo dal bisogno intrinseco. Per quanto riguarda il lettore, invece, che legga quello che più, nella sua giornata, sia ingrado di provocargli un orgasmo mentale. Perchè non credo sia reato, a fine giornata, sentire la necessità di svagarsi, come penso sia “reato” non classificare quale arte un libro in grado di donar svago e diletto. Sarebbe come dire chi è Shakespeare non ha il suo perché. Se poi dovessimo estendere il discorso ad altre forme d’arte, come ad esempio alla musica, allora ci ritroveremmo senza artisti da tanto tanto tempo. Giuseppe.

  5. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  6. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  7. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  8. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  9. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  10. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  11. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  12. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Giuseppe!

    Quello che dici ha senso a patto che per “evasione” non si intenda “vuoto pneumatico”.

    Non ho nulla contro un bel libro di avventura, o un giallo, amo la SF, anche quella più weird, e sono una grande lettrice di fumetti. L’evasione è necessaria e non è affatto un reato!

    Quando però vado a leggermi il giallo di Faletti, e lo trovo scritto in modo sciatto e pieno di errori, o un racconto pulp di Aldo Nove che ha come unico tema e argomento Aldo Nove che fa l’innovatore quando è un banale copione, comincio a innervosirmi… La cosa che reputo importante (sia quando leggo filosofia, che quando leggo un Harmony) è la padronanza degli strumenti letterari, il sapere quello che si fa e il non menare per il naso il lettore fingendo di essere ciò che non si è. Ti rimando al discorso di Vittorio Spinazzola .

    Baraghini è un editore molto politicizzato, ma al di là delle provocazioni ha in catalogo titoli come “Racconti erotici tibetani”… che è un trip bello e buono… vero Elena?

    🙂

  13. utente anonimo ha detto:

    Sì, in effetti… intendevo sottolineare la neccessità, alcune volte, o sempre, di evasione a fine giornata, ma anche ad inizio. E parlo di evasione per evasione. Non di evasione per vuoto pneumatico. Altrimenti avrei consigliato un’ottima bottiglia di Cannonau. 😉 Ora, a parte lo scopo ludico del periodo precedente, mi cucio addosso l’aderente – al discorso – vestito di Spinazzola.

    Ho preferito evirare il tuo post dell’ultima domanda, per prenderla in esame e rispondere. Dato che non adoro Baricco e, perdona l’ignoranza, conosco poco Nova. Quindi ho preferito non espormi a riguardo, dato che non ho titoli per criticare Baricco, né conoscenze a sufficienza per strizzare l’occhio, in modo degno, a Nova.

    Continuo a credere che la letteratura, ed altre espressioni di arte, debbano indossare i bisogni e degli scrittori e, di conseguenza, dei lettori. Ma su questo enunciare piuttosto banale, penso siamo tutti daccordo!

    Buon fine settimane… penso che cercherò i ” Racconti erotici tibetani”, mi hai incuriosito, se posso darti del “tu”.

    Come sempre, un saluto a tutti, ed uno a Giulia.

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