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I Bianciardini – Come si diventa un intellettuale

I “Bianciardini” sono libretti contenenti brevi interventi di Luciano Bianciardi , “voce forse più libera, autentica e innovatrice del Novecento italiano” (dalla biografia contenuta nei Bianciardini).
Nessuno come i creatori dei Bianciardini può descriverli e spiegarne le origini, per cui rimando alle parole di Ettore Bianciardi e Marcello Baraghini: vale la pena di leggerli, per accorgersi come  le battaglie o le idee per una cultura più vitale possono essere svolte altrettanto efficacemente sia con la penna che con l’arma della pubblicazione, e che in Italia, purtroppo, sono battaglie costrette a ripetersi a distanza di decenni.

L’unica cosa che mi sento di sottolineare è il prezzo dei libricini: 1 centesimo, e il fatto che siano fatti uscire e messi in circolazione senza il codice a barre, “la vera prigione moderna”, come lo ha definito Baraghini stesso durante la nostra intervista (nella seconda parte, che pubblicheremo martedì prossimo insieme al testo completo).


“Come si diventa un intellettuale”  è un pezzo breve e incisivo che si propone di mostrare a ogni giovane di belle speranze e poche qualità una strada rapida e indolore per avere successo: quella dell’intellettuale. Via l’eccellenza, ben venga la mediocrità: è la mediocrità che viene premiata, rispettata, tenuta da conto, perchè non fa male a nessuno e lascia le cose come stanno, semmai dà loro una ragion d’essere. E anche se non c’è niente da ridere, Bianciardi scrive un pezzo davvero godibile e arguto, perchè mette da parte l’odiato understatement in favore di un’ironia caustica e terribilmente precisa.

“Come si diventa un intellettuale” sembra scritto oggi, se non fosse che è scritto troppo bene. Chiuque può accertarsene da solo, se non dispone di un centesimo a portata di mano:  QUI c’è la prima puntata dell’intervento, e dalla seconda, un concentrato di consigli indispensabili anche a ogni editor di successo (io sono fuori…) riporto uno stralcio:

Parrà strano, ma nel mondo delle lettere il peggior peccato di uno scrittore consiste nello scrivere.  Il Nostro se ne asterrà, per quanto possibile: un pezzo di colore esotico a vent’anni, una cauta recensione a venticinque, a trenta, già intellettuale di successo, “curerà” il libri, evitando di scriverli o di tradurli. Due paginette di prefazione, tanto per mettere le mani avanti,  mai elogiative, anzi limitatorie (“presentiamo qui raccolti alcuni scritti, minori ma significativi, pur nei loro limiti, nell’onesta traduzione di Gerolamo Traslati…”). Se il libro andà bene, suo il merito. Nel caso contrario, ci vuole assai poco a dare la colpa a chi ha lavorato. Se l’ammalato dovesse morire, si può, in coscienza, dare la colpa al “curatore”?

Mi pare quasi di vederlo… compresa la triste conclusione degli sfortunati “curati”, tanto ben descritta da Bianciardi anche se con un gap di più cinquant’anni (e nel caso particolare subodorata da noi umili carogne).
E questo, vi dice niente?

Un’intera generazione di scrittori allevati, coccolati e lanciati sul mercato dagli uffici marketing delle grosse case editrici italiane è riuscita, allo scopo di mascherare la loro pochezza, nell’intento di far dimenticare quanto c’era di straordinario nella letteratura del Novecento. Scrittori cannibali e senza sangue hanno riempito tutte le pagine dei giornali, i salotti e ogni altro spazio pubblico, con i loro assordanti chiacchiericci e scalato le classifiche potendo contare sulla complicità mafiosa di critici ed intellettuali, vere e proprie protesi degli stessi uffici marketing.
[dal sito di Riaprire il fuoco]

Tanto vale affermare: viva Stampalternativa, e speriamo che i Bianciardini siano degni successori dei Millelire anche nel dare un bello scossone al mercato.

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3 Replies to “I Bianciardini – Come si diventa un intellettuale”

  1. zop ha detto:

    grande segnalazione!!!!

    per il codice a barre… ne ho un cassetto pieno, li avevo fatti stampare per dei cd che poi non sono stati venduti… se servono eventualmente sono anche adesivi.

  2. Gamberetta ha detto:

    I Bianciardini si possono anche leggere online in formato PDF: http://www.riaprireilfuoco.org/Bianciardini/firstpage.htm

    Ho letto quello per diventare intellettuale. Purtroppo sono già sulla cattiva strada, spero di riuscire a rimediare perché pare carriera luminosa e piena di soddisfazioni! ^_^

  3. giuliaS83 ha detto:

    @zop: ciaooooo! pensa che anche noi abbiamo dei codici a barre sul groppone, che nessuno si provi a dirmi che non sono una schiavitù!

    @Gamberetta: grazie della visita e della segnalazione, magari la inserisco nel prossimo post sui Bianciardini.

    Per la tua carriera di intellettuale, non so, potresti riuscirci con una massiccia dose di impegno… e di tranquillanti 😀 … puoi iniziare intasando IBS di commenti positivi a quanti più esordienti italiani possibile gridando al miracolo letterario. Mi racc nn ins le vokali ke fai brtt figura kn gli altri piskelli.

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