Poirot, il “completo egoista”

Leggo oggi una notizia davvero interessante: Matthew Prichard, nipote di Agatha Christie, ha ritrovato alcune registrazioni della grande scrittrice… in soffitta, ovviamente, incise in un vecchio dittafono.

 


la macchina da scrivere è antiquariato: ora abbiamo i dittafoni!


Nella registrazione, la scrittrice espone alcune considerazioni su Hercule Poirot e Miss Marple, due dei suoi più famosi e amati personaggi. I lettori le chiedevano spesso di farli incontrare, ecco la sua opinione: «Poirot, un completo egoista, non amerebbe ricevere insegnamenti sul suo lavoro da una vecchia zitella che vive in un villaggio e potrebbe essere mia nonna. Poirot, un professionista, non si sentirebbe a suo agio nel mondo di Miss Marple. Sono due stelle, non li farò incontrare mai… a meno che non senta un improvviso e inatteso impulso

È risaputo (persino dal giornalista del Corriere.it!) che quell’impulso la Christie non lo sentì mai, probabilmente perché rimase della stessa  idea: quei due avrebbero fatto a pugni.

 


niente paura, però: ci hanno pensato i giapponesi


Sentire parlare in questo modo dei propri personaggi dalla creatrice può sembrare bizzarro, ma ci insegna qualcosa. Impariamo dai maestri, e non solo nella tecnica!
La Christie ha creato Poirot e la Marple, ha fatto vivere loro tantissime avventure e indagini, e riesce difficile pensare che non li avesse in simpatia. Ma un bravo scrittore costruisce dei personaggi complessi, umani, anche pieni di difetti, antipatici, incredibilmente vivi.

Quanti scrittori, anche quelli non alle prime armi, non fanno altro che parlare di se stessi? Quanti si costruiscono alter ego “vorrei ma non posso”? E invece, quanti giallisti creano eroi positivi ma comunque con i loro difettucci? Non lo ha fatto Dan Brown, che si è limitato a lanciare la propria fotocopia in avventure mirabolanti che nemmeno Indiana Jones. A leggere di Kay Scarpetta, donna moderna col nipotino, viene da pensare che anche la Cornwell avrebbe potuto fare di più.

Ovviamente il bersaglio è centrato in pieno da un altro grande maestro della detective story: Arthur Conan Doyle, il giallista. Sherlock Holmes strimpella il violino e fa esperimenti di chimica in salotto, è la luce vittoriana della mente positivista e non manca mai di farlo notare al povero Watson…. che ogni tanto avrebbe voglia di prenderlo a ceffoni!


e ora anche la pipa… UFFF…
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