menu

Coglioncioni

Linko un intervento di Dario Fo per Articolo21, in cui il nostro Nobel esprime vicinanza e sostegno a Roberto Saviano e dice a voce alta quello che pensiamo un po’ tutti: che certa gente è un po’… coglionciona.

Dario Fo ha parole, per Saviano, che non riguardano solo il suo impegno civile ma anche quello letterario:

A mio giudizio unisce un senso straordinario del racconto e della scrittura, che dà valore e peso alle notizie. Dà il senso della rappresentazione, un fattore importantissimo e difficilissimo in chi scrive.

Wu Ming 1 scrive:

Ma se questo libro fosse stato semplicemente un reportage, non ci avrebbe fatto capire tante cose sul “Sistema”, non ci avrebbe comunicato il senso che la camorra riguardi tutti noi e non solo i campani (io vivo in Emilia-Romagna, una delle regioni a maggiore infiltrazione camorristica, come dimostrano gli arresti di qualche giorno fa), non ci avrebbe fatto riflettere sul nucleo criminogeno del capitale e il suo modo di produrre innovazione, non ci avrebbe messo sottopelle l’urgenza di interrogare le dinamiche del mercato e del consumo.

La cultura è conversazione. Quindi ripasso la parola a Dario Fo.

Perché il disastro di questo Paese riguarda proprio la disinformazione nella nostra società. La gran parte delle notizie riguarda le veline, i culi, i pianti degli amanti, o le tante situazioni fasulle. Se vogliamo che le cose cambino bisogna combattere questa oscena disinformazione, la strategia di inondarci di banalità in modo che ci addormentiamo tutti.

E se questo vi sembra pessimismo, guardatevi l’intervento di Marco Travaglio nel Passaparola di ieri pomeriggio, intitolato “Informazione nordcoreana“.

E’ dolorosamente chiaro che gli organi di informazione sono semmai organi di stordimento. Si capisce anche perché. Prendiamo il motto di Radio Radicale: “Conoscere per deliberare” e rovesciamolo nel suo contrario “Ignorare per non poter decidere”. Ecco fatto!

In mezzo a tanto pessimismo, però, ricordiamoci che stiamo messi meglio di tanti altri paesi. Lascio la chiosa a un grande intellettuale democratico, Noam Chomsky, e al suo ottimismo pieno di concretezza:

Domanda: Alle sue conferenze davanti al pubblico americano, spesso la gente interviene ponendole la fatidica domanda: “che cosa dovrei fare?”
Risposta: Ciò accade solo con il pubblico americano. Nel terzo mondo (…) ti dicono quello che stanno facendo. Si tratta di persone povere, oppresse, che vivono in condizioni terribili, e non si sognerebbero mai di chiederti cosa dovrebbero fare. è solo nelle culture privilegiate, come la nostra, che le persone (… ) sono abituate a credere che ci siano risposte facili, mentre non è così che funzionano le cose.

Condividi il post

9 Replies to “Coglioncioni”

  1. Gamberetta ha detto:

    Interessante. Dario Fo parla di disinformazione, poi dice che Saviano: “E a mio giudizio unisce un senso straordinario del racconto e della scrittura, che dà valore e peso alle notizie. Dà il senso della rappresentazione, un fattore importantissimo e difficilissimo in chi scrive.”

    Prendiamo il prologo di Gomorra, sostituiamo ogni riferimento o allusione a Napoli, i Cinesi, la camorra, ecc. con situazione fantascientifiche. Non è più il porto di Napoli ma Tatooine, non sono più Cinesi morti, ma androidi a pezzi, ecc.

    Sono proprio curiosa di sapere quanti lo pubblicherebbero. Di più, quanti continuerebbero la lettura dopo 5 e passa pagine che sono un festival dell’infodump.

    Eppure stiamo parlando di “senso straordinario del racconto e della scrittura” addirittura secondo Fo è proprio questa mirabolante abilità narrativa a dare “peso” ai fatti. Proprio. Ma perché Dario Fo deve prendermi per il culo?

  2. giuliaS83 ha detto:

    Ehi, ehi, piano. Secondo me confondi un po’ i livelli.

    A parte che “infodump” non è una definizione da applicare indiscriminatamente a qualsiasi “premessa” o “preambolo” o “riassunto” o “introduzione” che leggiamo, non capisco come mai ritieni una presa per il culo (se ho capito bene) usare la fiction per rendere i fatti più “veri”, lo insegnò anche Pasolini che Saviano, tra l’altro, cita egregiamente. La fiction non è solo “finzione” cioè bufala/Tatooine, è anche una tecnica narrativa che può essere applicata in pezzi giornalistici e che non presuppone per forza “disinformazione”.

    Alla recensione di Wu Ming I sono linkati anche altri interventi interessanti che fanno chiarezza e anche un po’ di storia, con buona pace di Tatooine. Ciao

  3. Gamberetta ha detto:

    È una presa per il culo nel caso di Saviano. Saviano non ha un “senso straordinario del racconto e della scrittura”, neanche per sbaglio. Poi l’argomento può essere interessante, non entro nel merito, ma spacciarlo anche per grande scrittore è una presa per il culo, addirittura sostenere che i fatti acquistano (ulteriore?) valore grazie alla prosa usata – in questo caso specifico, ma Fo parla nello specifico, non in generale – è ridicolo.

    “Nell’astroporto di Tatooine opera il più grande armatore dell’Impero, la BISCA, che possiede la terza flotta più grande nella galassia e ha preso in gestione il più grande terminal per container, consorziandosi con la ecc.”

    Un romanzo di fantascienza del genere lo leggeresti? Eppure Fo sostiene che è proprio questo stile sopraffino a dare (ulteriore?) valore alle notizie nel romanzo.

  4. giuliaS83 ha detto:

    Magari ti sentirai presa per il culo anche da me, ma per me Saviano è un grande scrittore. Non solo perché il suo NON è un romanzo di fantascienza, ma qualcosa di diverso e per alcuni aspetti più complicato, ma anche dal punto di vista strettamente letterario. Incipit a parte (in cui non edo nulla di impubblicabile), hai letto tutto il romanzo? Secondo me ha una grande potenza espressiva oltre che di contenuto.

  5. utente anonimo ha detto:

    Parlate di Fo… ma forse come tutti siete caduti nell’inganno di considerarlo uno scrittore solo perchè ha vinto il nobel mentre invece s’era giocato la schedina del totocalcio. Andiamo, non si può commentare seriamente una citazione di Fo. é come se io mi mettessi a parlare ci calcio, non ci capisco niente.

    vichingo

  6. utente anonimo ha detto:

    Ma qualche sconosciuto arrivato sul tuo blog è mai riuscito, con battute sagaci e tanta simpatia, a farsela dare da te alla fine?

    Lo chiedo per interesse personale.

    M.

  7. utente anonimo ha detto:

    Capito, però mi ha colpito che comunque, anche se per pochissimo, hai aperto il mio blog. Non riuscirò mai a capire cosa tu sia venuta a cercare.

    Giulio

  8. utente anonimo ha detto:

    E comunque sinceri complimenti per il sito. Oltre a essere meglio del mio (ci vuole poco) è anche molto sopra la media di tutti i blog letterari che conosco. Credo che tornerò.

    Ciao,

    Giulio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *