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Far odiare i libri in dieci mosse (più una)

Sono in corso gli Stati Generali dell’Editoria, l’assemblea promossa dall’Associazione Italiana Editori. Il tema della manifestazione è riassunto in questo titolo paradossale: “Scommettere sui giovani”, perché sono già agli ultimi posti in Europa.

A casa mia, si usa scommettere sul cavallo vincente, e chi è agli ultimi posti va spronato, aiutato, incoraggiato, facilitato, valorizzato, dopato… mi è sfuggito qualcosa?

 


E per rimanere in tema paradossi, il giornalista Beppe Severgini è intervenuto all’assemblea proponendo un decalogo “mai più senza”: «Dieci modi infallibili per far odiare i libri a vostro figlio»

1) Regalategli un libro per il compleanno (mentre lui si aspetta una marmitta per il motorino).
2) Consigliate un libro che vi ha annoiato (C’è chi pensa che sia qualcosa legato indissolubilmente alla cultura).
3) Consigliate un libro che vi ha divertito (Quel che divertiva noi non fa più ridere loro).
4) Niente grossi volumi (lo dimostra il successo di Harry Potter).
5) Bruciate i fumetti.
6) Casa pulita! Niente libri, pochi giornali (così che non possa capitargliene uno in mano nemmeno per caso, mentre la cosa migliore è lasciare distrattamente un volume in bagno che vorreste lui aprisse).
7) Fidatevi dei classici.
8) Non lasciate pause.
9) Ignorate i suoi interessi.
10) Fatevi scrupoli.

Come undicesimo “step”, propongo: organizzate assemblee blasonate in cui parlate dei ragazzi – senza di loro, ovvio – e ponete quesiti amletici come questo: Quando mancano i soldi la cultura vale ancora oro?

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