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Le parole sono importanti

Le parole sono importanti. Non sempre verba volant, anzi, forse è la capacità di “volare” che le rende così pericolose. Parlare delle cose usando i nomi esatti, pesare i vocaboli scelti, aiuta a vedere meglio. È il primo, importante passo per cambiare.

Il network Giornalisti contro il razzismo segnala un’iniziativa delle agenzie stampa Dire e Redattore Sociale: eliminare la parola “clandestino” dai pezzi.

(…)abbiamo pensato di compiere un primo passo a partire dal linguaggio, dalle parole che si usano per informare in particolare su rom e migranti. E’ nata così l’idea di definire un glossario minimo, a cominciare da alcune parole che ci pare necessario “mettere al bando”
(…) Siamo consapevoli che le distorsioni dell’informazione e il “ruolo attivo” spesso svolto dai media del fomentare diffidenza, xenofobia e razzismo non si esaurisce nell’uso inappropriato e stigmatizzante delle parole.
(…)
crediamo che un linguaggio corretto e appropriato, quindi rispettoso di tutti, sia la premessa necessaria per fare buona informazione. Altre parole, altre considerazioni dovremo aggiungere in futuro.

Leggi il testo completo dell’appello

Le élites dominanti si appropriano delle parole (“sicurezza”, “crescita”), le manipolano a loro piacimento (“finanza creativa”, di questi giorni “recessione tecnica”)… come impedirlo? È giusto rinunciare all’uso di alcune parole perché qualcuno le distorce?

Come lettrice (e cittadina) stimo i giornalisti che si pongono il problema di un’informazione vera e che fanno qualcosa per contrastare i poteri che manipolano le opinioni.

Come scrittrice, “sposto” la questione alla letteratura dove spesso c’è il problema contrario. Il potere della parola è sottovalutato, le espressioni sono usate e abusate, i vocaboli buttati a casaccio nella speranza di ottenere un effetto cumulativo. Lo scrittore “ispirato” non si pone il problema dei lettori e lo scrittore furbo cerca di manipolarli infiorettando periodi privi dell’ossatura del senso. Ma le parole, per quanto belle, devono andare insieme al senso, non spostare l’attenzione.

Le parole sono importanti. Per esse i giornalisti sono zittiti, picchiati, incarcerati, uccisi. Date un occhio alla lista dei caduti del 2008. Per le parole, gli scrittori sono banditi, i lettori perseguitati. Non dimentichiamolo e non dimentichiamoLI mai!

 


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