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L’ultimo viaggio di Crichton

La notizia risale ormai a una settimana fa, ma ci tenevamo anche noi a ricordare Michael Crichton, scomparso lo scorso 4 novembre. Crichton, nell’ambito della carriera di scrittore, è stato uno dei più famosi e imitati autori di romanzi d’avventura a sfondo tecnologico, i cosiddetti technothriller. La formazione di medico e chirurgo di Crichton (che pure esercitò pochissimo la professione) gli fu preziosa per raccontare situazioni al limite della fantascienza, e altrettanto prezioso fu l’immenso amore per i viaggi, che lo portò a visitare innumerevoli luoghi e paesi da cui trasse ispirazione. Le opere di Crichton non hanno mai avuto la pretesa di toccare le vette dell’alta letteratura, tuttavia nel loro genere sono state tra le più appassionanti.

Chrichton fu anche sceneggiatore (ricordiamo “Jurassik Park” di Spielberg – tratto dal suo romanzo omonimo – e “Sol Levante” di Kaufman) e regista (“Coma Profondo”), e dai suoi libri furono tratti svariati film (di cui però ben pochi degni di nota…)

Durante l’adolescenza ho amato moltissimo questo autore e ho sempre apprezzato la serietà con cui affrontava il genere, senza mai scadere in meri puttanai trash-ridicoli. Niente scienziati che si paracadutano nella giungla sorseggiando Martini mentre smitragliano sui cattivi con l’altra mano, niente dottoresse in bikini e stivaloni che maneggiano AK-47, niente esploratori appesi a un elicottero con le dita dei piedi: solo intriganti racconti d’avventura con tutta la loro dignità.

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