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Poeti, portali, poetastri – II

Seconda parte del discorso “poetico” aperto ieri, la parte che qualche maligno potrebbe definire la più succosa.

Il mare magnum del web ospita un’infinità di creazioni letterarie e poetiche, alcune delle quali interessanti, altre “amatoriali” (come quelle de “L’isola della poesia” di cui abbiamo parlato ieri), altre semplicemente orrende. Perciò è un grande sollievo sapere che le schifezze non sono prerogativa esclusiva del Grande Satana Web, ma che esistono in gran copia anche su carta, ospitate in antologie e pubblicazioni blasonate e diffuse, e i loro autori sono commentati e coccolati da amici e cognati che contano.

 


Fortunatamente, nemmeno i rompiballe sono nati col web… a volte ci arrivano, come Sergio Claudio Perroni, editor, scrittore ed eccellente fustigatore dalle colonne de “Il Foglio”. Perrone pubblica anche online le sue recensioni (e quelle di altri, non meno cattive) ben fornite di ‘umorismo tagliente, grande preparazione e una verve degna di Twain.

Come si riconosce un poetastro? Leggendo milioni di lavori scadenti, fino a farci un callo che non duole più ma li segnala. Per portarsi avanti col lavoro, si può andare su Poetastri e gustarsi qualche bordata.

Ce n’è per tutti: un Arbasino un po’ troppo “hip-hop”, una Bre stitica, un Sanguineti confuso, lascio a voi la scoperta di altre illustri stroncature. Ci sono anche le recensioni positive, certo, che però spesso nascondono stroncature a qualcos’altro, come il commento sulla poesia italiana paragonata a quella statunitense.

Il vero divertimento arriva di fronte all’ “ineffabile”, a quelli che non sono più scivoloni di poeti ma vere e proprie gemme di poetastri in tutta la loro stupidità, spericolatezza e ampia, ampissima diffusione.
Come non nominare la querelle di Perrone con Maurizio Costanzo, poetastro sotto le mentite spoglie del  fumoso alter ego Ugo Straniero?

 


Vitiello ci parla diffusamente della prefazione a  Tagore del loffio Povia, Perrone illustra la traduzione agghiacciante dei versi di Lachlan Young a cura di Aldo Nove e recensisce incredulo Mango e Morgan.

C’è poi un articolo di Carrera che ci illustra una figura chiave : il “poeta dell’Atroce”. Merita una citazione, perché ho l’impressione che possa estendersi anche a certi prosatori… L’articolo  è uno stralcio dell’opera  “I poeti sono impossiblii”, edito niente meno che da “Il Filo”, che conferma a sua volta la familiarità con l’Atroce.

Essere poeti mediocri è relativamente facile. Ma per essere poeti atroci ci vogliono un’inclinazione naturale e una disposizione d’animo che non sono neanche così frequenti. Scrivere regolarmente atrocità, vincere premi letterari orrendi e farsi scrivere prefazioni ributtanti (quella del libro in questione discute di “textur dello shock”, “discursus epitàtico”, “comportamento asignificante del provvisorio”, “acirologìe complementari”, “deflazioni e traslitterazioni di disforìe” e “controforze altamente anfibologiche”) richiede una dedizione, e uno stomaco, che non tutti sono in grado di sostenere. L’atrocità è esigente non meno della bellezza, richiede applicazione e coerenza. (…)
Il poeta atroce, che crede di essere sempre all’avanguardia, sempre sulla cresta estrema delle nuvole gassose dell’ispirazione, è l’inconsapevole cantore dell’entropia della lingua, il ramazzatore incosciente dei detriti linguistici spenti, la cui energia si è interamente dispersa e non potrà più essere utilizzata. È un potente memento mori. È la Maschera della Morte Rossa che entra di nascosto nei conviti di noi poeti mediocri o mediocremente decenti, rammentandoci qual è l’abisso di lava e di scorie sul quale tutti quanti penzoliamo.

Poetastri è un sito da dieci e lode per l’accuratezza, la competenza, la solidità, la qualità delle recensioni, come per la loro sincerità e irriverenza: gli haiku alla fine di ogni giudizio sono la giusta ciliegina sulla torta… acor in fundo (di dolce c’è ben poco)!

Quello che manca al sito, forse, è la possibilità di commentare e in generale un’organizzazione che coinvolga l’utente, che in Poetastri è solo lettore, oltre a una disambigua dei link a “indice analitico” che rimandano alle recensioni. Una mail generica per i contatti e un link all’agenzia letteraria di Perrone non sono più abbastanza per un pubblico di lettori online abituati a livelli più alti di interattività.
Ultimamente, però, sempre più recensioni sono scritte appositamente per il sito, e non più pubblicate online dopo essere apparse su carta; questo mi sembra un indicatore positivo della popolarità di Poetastri.


Perrone ci spiega chi è l’editor, e quando se ne può fare a meno

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