menu

Un popolo di…

Il quotidiano “Affari Italiani” ha di recente pubblicato un articolo sull’editoria a pagamento, interessante già dal titolo: “Un popolo di navigatori, santi e scrittori… a pagamento”. L’intervento riassume in modo conciso ma esaustivo il problema dell’editoria a pagamento, cita due testi di riferimento (entrambi recensiti da noi: “Esordienti da spennare” e “L’autore in cerca di editore“) e riporta acuni avvenimenti recenti, come il contenzioso de Il Filo Vs Bianciardi e la recente polemica sullo scrittore, sempre de Il Filo, Fabio Fazio.

L’articolo cita anche la Lista E.A.P., la lista degli editori a pagamento stilata con indubbia pazienza e imperturbabilità dai baldi “scribacchini” (:-D!) di Writer’s Dream, che hanno avuto più di un grattacapo a causa della propria schiettezza (sono arrivata all’articolo proprio dal loro blog).

Nell’ultima parte dell’articolo si cita anche un esempio virtuoso: quello di Albalibri, una casa editrice da noi già nominata a proposito della (ormai) rara virtù di tradurre gli stranieri dalla lingua originale.  È bello leggere la storia del fondatore di Albalibri, Clirim Muça, delle sue alterne vicende e della particolare strategia della sua casa editrice: tirature bassissime, forte spinta all’evento e nessuna richiesta di contributo.

La quale richiesta, torno a ripeterlo, non è di per sé una piaga capitale. La disonestà lo è,  come il lucro indiscriminato e la cinconvenzione di buona fede. Esistono anche case editrici, come la Lietocolle, “costretta” dal mercato a chiedere un aiuto anche agli autori. Oltre al contributo però esiste una selezione dei titoli che ha portato a un catalogo di qualità nel quale sono inclusi nomi importanti della poesia. Insomma, come sempre non ci sono solo gli estremi ma anche le sfumature, è giusto ricordarselo.

Un applauso comunque all’autore dell’articolo di Affari Italiani, Antonio Prudenzano, che accanto alla dote della sintesi ha dalla sua anche chiarezza e documentazione.

Condividi il post

5 Replies to “Un popolo di…”

  1. utente anonimo ha detto:

    Purtroppo l’editoria a pagamento si diffonde sempre più. Molto interessante il tuo blog, complimenti!

    Andrea

  2. giuliaS83 ha detto:

    Grazie Andrea! Una certa editoria a pagamento non è che l’indice dell’esistenza di una domanda di mercato di cui essere ben poco contenti, quella di fama facile e di un’identità costruita col soldo più che con la crescita.

    Ciao e a presto 🙂

  3. ElisabettaM ha detto:

    Comincio a seguirvi con più attenzione perché siete davvero in gamba!

    Ottimo questo post, ma ne ho letti diversi di DAVVERO interessanti e ben fatti!

    BRavi!

  4. giuliaS83 ha detto:

    beh, cosa dire… grazie mille per il tuo incoraggiamento, Elisabetta, il parere dei lettori significa molto per noi.

    e grazie anche per il link dal tuo sito!!!

    🙂

    a presto, allora…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *