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Candidato al consiglio d’istituto

Ho pubblicato sul nostro sito la recensione dell’opera prima “Candidato al consiglio d’istituto” di Massimo Cortese, edita da Montag. Contrariamente alle apparenze, “Esordiamo!” è ancora chiusa, e questa è l’ultima opera recensita, arrivataci prima dell’annuncio della sospensione dell’iniziativa.

Lavoro permettendo, contiamo di far ripartire “Esordiamo!” per l’inizio dell’estate, sicuramente dopo la Fiera del Libro di Torino e la release di “Venti Nodi”. Restate in attesa del nostro annuncio e preparate i francobolli!


La lettura è resa piacevole da uno stile scorrevole e coinvolgente, che suscita la curiosità del lettore e lo invita a voltare via via pagina. Pur non trattandosi di eventi particolarmente “spumeggianti”, Cortese riesce a renderli, attraverso le sue parole, interessanti, grazie a una certa bravura nel trovare l’aspetto singolare delle cose quotidiane.

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2 Replies to “Candidato al consiglio d’istituto”

  1. utente anonimo ha detto:

    Ancona, 4 maggio 2009

    Gentile Dottoressa Elena Di Fazio, sono Massimo Cortese.

    La ringrazio immensamente per aver fatto la recensione al mio libro Candidato al Consiglio d’istituto, e confesso di essermi commosso. Il fatto di leggere la prima recensione, a distanza di oltre tre mesi dalla pubblicazione, mi ha fatto dimenticare tutte le amarezze e le delusioni che ho avuto modo di assaporare in questo periodo che, pur essendo breve, per me è stato lunghissimo, sembrava destinato a non finire mai.

    Nell’iniziare il mio commento alla Sua recensione, partirei proprio dall’apprezzarne le considerazioni finali, in quanto il racconto ha la struttura del diario, che col passare del tempo si arricchisce delle vicende che via via capitano. E accanto ai fatti strani nei quali incappa il protagonista, questi incomincia a riflettere sulla realtà incontrata, e così la realtà e le riflessioni vanno a formare una storia unica, a tratti surreale, comica e tragica alla stesso tempo, nella consapevolezza di non essere lì per caso. In fondo, la vicenda trattata in questo diario strampalato è assolutamente insignificante, tanto che non mi risulta che la letteratura si sia mai occupata di elezioni scolastiche: ho voluto rendere importante una storia anonima, ma che viene vissuta con una passione tale da renderla unica. Non vorrei sembrare irriverente, ma, dopo aver firmato il contratto editoriale per la pubblicazione, grazie all’unica volta in cui ho visto in TV il programma Per un pugno di libri, mi sono imbattuto nel libro La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino, e devo dire che il mio testo è una via di mezzo tra quest’opera e Cuore di De Amicis. Dal diario si passa poi alla confessione ed alla consapevolezza che quanto viene vissuto dal protagonista è importante per lui, ma può servire anche agli altri, come è testimoniato dal ricordo del bullismo, raccontato per la prima volta da una vittima che ormai aveva insabbiato tutto, e che torna alla luce a causa di un tragico fatto di cronaca.

    Sono lieto che la lettura Le sia parsa piacevole, grazie ad uno stile scorrevole e coinvolgente, impreziosita da un uso equilibrato dell’ironia che porta il protagonista anche a prendersi un po’ in giro, il che non guasta.

    Mi piace che Lei abbia messo in evidenza “l’uso del microcosmo scolastico come proiezione in scala ridotta di problemi e atteggiamenti che caratterizzano l’organizzazione politica e sociale italiana”: è tutto vero. Infatti, la vicenda raccontata è il pretesto per commentare l’attuale momento vissuto dalla società italiana, che deve uscire da un certo degrado nel quale è incappata: in questo senso, qualcuno mi ha detto che il libro lo ha colpito per la passione civile. E’ un libro di denuncia, scritto da un inguaribile ottimista.

    Lei osserva giustamente che il testo avrebbe dovuto concedere alla storia un più ampio respiro, riuscendo a separare l’autore dal narratore, e questo avrebbe consentito alla storia “di spiccare quel salto di qualità che l’avrebbe resa davvero originale”: concordo anche qui, ma Candidato è nato alla garibaldina, senza grosse pretese, non pensava di dover diventare un capolavoro. Quando ho cominciato a comporre lo scritto, non pensavo che sarebbe diventato un libro, e forse per questo la mancanza di una tale preoccupazione ha prodotto quella incosciente freschezza narrativa che Lei, molto carinamente, ha tradotto in quello che definisce “uno stile scorrevole e coinvolgente”.

    Prima di concludere, vorrei rivelarLe un piccolo segreto: Candidato al Consiglio d’Istituto ha rischiato di finire nell’inceneritore. Mi spiego: quel racconto aveva partecipato a diversi Premi letterari, ma veniva continuamente bocciato senza pietà, forse a causa della originalità, diciamo allora che non veniva compreso. Ho voluto tentare l’ultima chance, poi smetto: invece a quel Concorso letterario, venne segnalato, e un paio di mesi più tardi mi venne fatta la proposta di pubblicarlo. Per diverse notti non riuscivo a prender sonno, non ci credevo, mi chiedevo: “ Riuscirò mai a vederlo pubblicato?”

    Conclusione: la vita, a volte, è davvero strana.

    La saluto cordialmente.

    Massimo Cortese

    Ore 01.00 del 5 maggio 2009.

    cortesemassimo@libero.it

  2. utente anonimo ha detto:

    Gentile Massimo, è bello vedere tanto entusiasmo in un autore, e credo che abbia fatto bene a non… “incenerire” il suo libro: la costanza l’ha ripagata con la pubblicazione!

    Ovviamente le faccio gli auguri per il futuro e per la passione che mette nello scrivere. In bocca al lupo! 🙂

    Elena

    (splinder fa i capricci e non mi fa loggare…)

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