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Scrivere thriller

Il portale Thrillercafe.it, dedicato alla letteratura gialla, noir e thriller, offre ai lettori una sezione dedicata alla scrittura di genere, con interventi e consigli di grandi scrittori e le loro “dritte” agli autori in erba.

Ian Fleming ci spiega che:

Si devono conoscere cose emozionanti, prima di poter scrivere su di esse. L’immaginazione da sola non è sufficiente, ma le storie sentite da amici o lette sui giornali possono essere di base per una fertile immaginazione, e una certa quantità di ricerca e documentazione di fatti che sembreranno realistici nella fiction.

Ecco invece l’opinione di Gillian Roberts, che articola tredici lezioni piene di dettagli e considerazioni utilissime:

Il vostro mystery non si sviluppa nel vuoto. In realtà, l’impostazione è una parte importante e integrante della storia stessa, perché il significato di un reato non può che essere visto sullo sfondo di ciò che è “normale” per un certo momento storico e un certo luogo. I crimini che riempiono i nostri libri sono violenze contro la società in cui si verificano – crepe intollerabili nel tessuto sociale. Ecco perché deve essere fatto qualcosa a riguardo. Il fatto che il mondo e che il reato che è commesso contro la società coesistono fornisce il conflitto di base del vostro libro.

In queste parole c’è la base del canone di genere, il fondamento di senso del giallo classico: il conflitto tra l’ordine sociale e il disordine criminale. Pensiamo bene a questo aspetto e a ciò che comporta, prima di ambientare le nostre storie in qualche vaga e fumosa metropoli d’oltreoceano!

La sezione comprende anche alcuni consigli di Daniel Kalla, le “Dieci regole di suspence fiction” di Brian Garfield, una discussione sullo scrivere crime fiction  e qualche segnalazione di manuali e testi sull’argomento. Insomma, l’indagine si prospetta lunga, ma piena di spunti!

 


Intanto, è uscito come ogni anno il rapporto di Freedom House sulla libertà di stampa in Italia, dove apprendiamo che il nostro paese è l’unico in Europa a essere stato retrocesso nella classifica ed è l’unico paese cosiddetto “occidentale” ad aver ottenuto l’infimo punteggio di 32 punti su 100.
Certo, ogni tanto ci sono anche belle notizie come l’assegnazione del premio “Giornalismo libero” a Marco Travaglio a Berlino, una bella notizia ovviamente ignorata dai media italiani, insieme a molte altre…
Sarà un caso, ma in questi giorni in cui si riparla di centrali nucleari e glorie dell’atomo, nessuno ha ricordato l’anniversario del disastro di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile del 1986. Sarà un caso?

 


Cari giallisti, siate  scrittori affermati o esordienti, voi che ne dite? Chi è il colpevole di questo lento, inesorabile delitto? Chi sta soffocando la libertà di espressione?
A voi l’ardua sentenza…

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