Nuovi scrittori, nuovi lettori

Vi segnalo un pezzo apparso sul blog dell’Internazionale, dal titolo "Nuovi scrittori, nuovi lettori".

Nel video, lo scrittore Andrew Sullivan parla dello scrivere su un blog, dove la chiave è "scrivere senza pensare che si stia scrivendo", con un nuovo tipo di approccio a metà tra scivere e parlare che Sullivan definisce "un-selfconscious". La scrittura del blog è "very rough", non rifinita, e "seemes to be unfinished".
Il blog  nello scrittore porta anche altri tipi di cambiamento: non ci sono la lentezza, la profondità, la calma necessarie a formarsi un’opinione articolata, che sono alcuni attributi importanti della lettura su carta.

Di questa opinone anche alcune voci citate nel breve post che segue il video: secondo alcuni studiosi, la lettura su schermo è un’operazione più difficile e l’attenzione cala naturalmente.

Strano che l’articolo non abbia citato Marshall McLuchan, che più di vent’anni fa aveva già dato una sua risposta a questo tipo di problematiche parlando di media.
Ogni nuova macchina, dunque anche le macchine cognitive come i media tra le quali McLuhan annovera anche il manufatto libro, "estende" un’abilità dell’uomo, e in questo modo vi si sostituisce progressivamente. Il tanto citato discorso di Platone contro la scrittura è uno degli esempi di questa "sostItuzione" dell’appendice macchina all’abilità umana: la scrittura estende esponenzialmente la capacità umana di conservare la propria memoria culturale, ma allo stesso tempo non rende più necessario l’uso della memoria individuale come nelle culture orali. (McLuhan applica questo concetto anche alla neonata rete, attribuendole gli stessi attributi di una rete nervosa. I risultati della sua teoria sono affascinanti. )

Tornando al discorso principale: "come cambiano la scrittura e la lettura se vengono fatte su uno schermo o tramite blog", cito di nuovo McLuhan e la sua teoria della rimediazione: ogni nuovo medium porta a un "riposizionamento" degli altri in termini di uso che se ne fa. Emblematico è il caso della televisione, che non ha portato alla scomparsa della radio, ma ha sostituito la sua nicchia di uso e ne ha determinato una diversa fruizione per scopi differenti.
Il blogging non soppianterà mai la scrittura tradizionale (e il libro di carta non sparirà mai in favore di uno schermo), ma forse avverrà una ridefinizione di entrambi, a seconda degli usi che gli utenti sceglieranno di fare più diffusamente.

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