Cyberpunk – Antologia di scritti politici

Bentrovati!

È online la recensione, a cura di Elena, dell’ottimo saggio “Cyberpunk – Antologia di scritti politici”. L’argomento è di quelli interessanti e anche attuali, dato che nel panorama letterario italiano il cyberpunk sembra essere ritornato in auge grazie a un movimento letterario dal dubbio manifesto, ma portato avanti da scrittori di indubbio valore – parlo del Connettivismo.

Il cyberpunk,  lungi dall’essere passato di moda, resta ancora tra i canoni di un genere poliedrico e molto difficile da definire, come la sci-fi, e ne costituisce uno dei tanti nuclei. Non dimentichiamo che la fantascienza non ha a che fare con astronavi e robottoni, che nel tempo sono diventati più che secondari, ma con una problematizzazione della realtà che ha in sé i semi della dissidenza e della diversità.


Il cyberpunk supera il rapporto con la tecnologia che aveva caratterizzato la New Wave: non più una minaccia – o salvezza – dall’alto, ma una profonda trasformazione in chiave tecnica della società, spesso dell’uomo stesso, del quale invade il corpo; la figura dello scienziato lascia il posto a un canone di personaggi ai margini, immersi nei bassifondi, nuovi pirati che navigano nel mare della tecnologia, la assorbono, la reinventano, la dominano.
 
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