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Ancora su Saviano

Alcuni giorni fa, l’ennesima sparata contro Roberto Saviano, a opera di Berlusconi, con le solite argomentazioni: avrebbe reso “famosa” la mafia, avrebbe pubblicizzato un’immagine scomoda per il nostro paese e via dicendo. Come lo stesso Saviano aveva osservato la settimana precedente, ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, prendersela con chi denuncia la mafia è come prendersela con chi grida “Al fuoco!” durante un incendio, invece che con chi l’incendio lo ha appiccato.

Marina Berlusconi, nei doppi panni di figlia del Premier e presidente del gruppo Mondadori, replica con una lettera aperta in risposta a quella di Saviano, alla quale il giornalista ha prontamente controbattuto.

Personalmente, trovo vergognosa la quantità di persone disposte a puntare il dito contro quello che ritengo un vero tesoro nazionale. Saviano dovrebbe essere solo e soltanto motivo di orgoglio per questo Paese, e invece deve vedersela, oltre che con un’organizzazione criminale pronta a farlo fuori (per averla “resa famosa”, eh!), anche con chi, in malafede, non fa che screditare il suo lavoro.

Ma lui non si arrende. A breve sarà a Ginevra per aprire la Conferenza Globale dei Giornalisti d’Inchiesta, lui che “giornalista” con la “G” maiuscola lo è davvero. Perché, come ha ricordato durante l’intervento da Fabio Fazio, oggi l’omertà non è sapere e non dire, ma non voler sapere.

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2 Replies to “Ancora su Saviano”

  1. utente anonimo ha detto:

    Quel che mi sembra chiaro è che se condivido le zone d'ombra di una società marcia fino al midollo, è ovvio che mi risulti insopportabile chi accende i riflettori su quelle zone. Ormai siamo arrivati al punto in cui ci viene fatta rimpiangere la struttura politica della prima repubblica, nella quale magari accadevano le stesse cose, ma almeno c'era il buon senso di tenerle nascoste, nell'ombra appunto, senza sfidare l'indignazione comune (ancora esistente e attiva). Oggi invece il livello di barbarie intellettuale della nostra società ha raggiunto un livello talmente elevato da annullare un qualsivoglia sussulto di critica, di morale, di rigurgito etico di quelle persone che non fanno distinzione ideologica (ammesso questo termine abbia ancora un valore e/o significato) ma soltanto culturale, umana. Così anche le peggiori porcate possono essere esposte al pubblico, che tanto, il pubblico, o tace rassegnato, o è talmente soverchiato dalla propria idiozia indotta da andarsene a manifestazioni precotte a ripetere slogan assegnati a tavolino. Il popolo delle soap opera governa, e non accetto il discorso di chi mi incita a non credere più che gli elettori siano una manica di stupidi. Lo sono eccome.

    Alberto Cola

  2. giuliaS83 ha detto:

    Ciao Alberto,
    grazie di essere passato. Il tuo pessimismo purtroppo è giustificato ed è anche sempre più il mio stato d'animo. Per quanto riguarda Saviano, ne parlavo anche su Booksblog, e la mia opinione è che forse lo scrittore dovrebbe rivedere il suo rapporto con la Mondadori per scrivere più serenamente e per essere considerato un interlocutore ancora più credibile (non che ne abbia bisogno, ma in questi casi meglio nonscoprire il fianco a nessuna critica).
    A presto!!

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