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Se l’hai scritto… vai spennato

Cari amici,

a qualche giorno di distanza dal nostro rivoluzionario spottone editoriale, vi segnalo un intervento davvero chiarificatore dell’autore e giornalista Giampaolo Simi che riguarda l’editoria a pagamento. In questo caso, si parla del famigerato portale IlMioLibro.it.

Dico “famigerato” a ragion veduta: avevo parlato del portale poco dopo la sua nascita nel post dal titolo, non casuale, “Se l’hai scritto va stroncato“. IlMioLibro.it aveva i numeri per diventare  un ottimo portale di stampa on demand, ma così non è stato. I segnali c’erano tutti:

Ilmiolibro.it si presenta come portale dedicato ai libri e più in particolare ai romanzi… è ilmiolibro, capito? Il mio libro, il mio caro libro, con la miafoto sopra. È talmente smaccato che rasenta la faccia tosta, non abboccate, diamine!

Nella sua nota, Giampaolo Simi scrive:

Spacciare un librificio per corrispondenza come una rivoluzione dal basso significa anche negare che esistano una competenza, un talento e un ruolo propri del narratore. Tutte cose che, invece, riconosciamo naturalmente a chi sa far crescere una vigna o delineare un piano di ammortamento, centrare l’angolino da trenta metri o far cantare quattro pistoni come se fossero nuovi.

Lo scrittore è un professionista e un artigiano, e non ci si improvvisa nessuna delle due cose. Semmai si può imparare un mestiere, fare la gavetta, tentare… E forse fallire. Ma pagarsi la vittoria rende solo doppiamente sconfitti.

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2 Replies to “Se l’hai scritto… vai spennato”

  1. utente anonimo ha detto:

    Però una cosa positiva ce l'ha: è l'unico (forse insieme a boopen) a non porre il problema degli ordini minimi. Si può stampare anche una sola copia del proprio libro-tesi-catalogo aziendale.
    Ovviamente certe iniziative tipo "vuoi vendere il tuo libro alla Feltrinelli" sanno tanto di marketing stile McDonald, però se si valutano solo i servizi concreti (stampa, spazio sul web, e qualità libro) è un portale utilissimo.
    Il resto deve farlo l'intelligenza del singolo: io ho stampato due libri tramite ilmiolibro per regalarli a parenti e amici, ma di sicuro non vado in giro a dire "Ho pubblicato due libri", e lo considero solo un tipografo, non certo un editore.

  2. Vlad72 ha detto:

    Davvero illuminante questa nota. Il paralogismo con il calciatore, per quanto mi riguarda, risolve definitivamente ogni dilemma! Grazie a Simi, adesso saprò come mettere a tacere chi mi accampa i soliti "ma in fondo" e "ma tanto" pro-EAP.

    Un piccolo "hint" per gli scrittori: la strada per diventare speciali è difficilmente la più facile.

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