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Biblioteche in coma. Da due settimane.

Cari amici,
vi “rimbalzo” una notizia sconcertante appresa via Linkiesta. Da due settimane, le biblioteche italiane sono offline e non sono ingrado di aggiornare i loro cataloghi, lasciando fuori dalla registrazione – e quindi dall’acquisizione di fatto, e quindi dalla nostra lettura – decine di migliaia di titoli.

A commento della notizia, che vi invito a leggere integralmente, David Bidussa afferma che:

Forse se questo coma informatico avesse riguardato l’elaboratore di EasyJet la notizia non solo ci sarebbe stata, ma anche, presumibilmente, avrebbe fatto discutere. Almeno in merito al danno subìto. Pensare che il guaio sia solo tecnico significa avere uno sguardo contabilistico, miope, e soprattutto non attento alla trasformazione del mondo del lavoro.

Un’altra cosa abbastanza importante che faccio notare e che l’articolo non dice, è che le biblioteche oltre ad acquistare i titoli pagano anche una “tassa di prestito”, una gabella di cui abbiamo già parlato, per poter prestare questi libri all’utenza. E in questo momento ben 60.000 titoli che avremmo il buon diritto di leggere, magari titoli nuovi, che sarebbe bello consultare, sono fuori dalla nostra portata.

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One Reply to “Biblioteche in coma. Da due settimane.”

  1. utente anonimo ha detto:

    Ciao. L'articolo parla un po' del catalogo unico, e un po' della digitalizzazione. Spero che quando saranno di nuovo online le biblioteche possano recuperare in poco tempo il lavoro perso. A me poco importa, essendo io un fuorilegge bibliotecario, essendo cioè stato bandito dal sistema bibliotecario. Giustamente bandito, a causa della mia distrazione: libri tenuti per mesi e mesi (va anche detto che non sono testi di letteratura, ma di matematica, e che ho ritardato non per dispetto o pigrizia, ma perché io perdo e dimentico tutto). 🙂

    cidrolo

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