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Torneo letterario “Io Scrittore”

Quest’anno ha avuto luogo la seconda edizione del torneo letterario “Io Scrittore”, promosso dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol e da IlLibraio.it. Il concorso ha avuto un grande successo di iscrizioni e adesioni  e una vasta eco online.  Si sono iscritti ben 2783 autori, dei quali 1117 sono stati ammessi alla prima manche del  concorso. Per la seconda manche, invece, sono state selezionate 200 opere. Il processo che ha portato a questa selezione sta suscitando più di una polemica, e lascia anche me con qualche perplessità.

Il concorso, infatti, prevede la partecipazione dell’autore non solo come concorrente, ma anche come lettore e valutatore delle opere altrui.

Funziona così (cito dal regolamento del concorso): l’autore deve impaginare a dovere la sua opera, che deve rispondere a precisi requisiti di lunghezza, e in un file separato deve riportare anche l’incipit dell’opera, che deve essere lungo dalle 30.000 alle 60.000 battute (25-30 cartelle). Deve iscriversi al sito del concorso e caricarvi entrambi i file word, che devono riportare il suo pseudonimo: uno dei punti cardine del regolamento è l’assoluto anonimato dei testi.

Ha poi inizio la prima fase del torneo:

I concorrenti sono chiamati a esprimere un giudizio sulle opere in gara sulla base della lettura dell’incipit del libro.
Il sistema riceverà le opere e provvederà ad assegnare 10 incipit  a ogni partecipante.

Questa prima fase dura un mese. Poco più di trenta giorni per leggere e valutare dieci incipit lunghi ciascuno dalle 25 alle 30 cartelle, per un totale di 250-300 cartelle e dieci valutazioni distinte, che vanno articolate con un voto e con un giudizio esteso.
Già qui nascono i primi dubbi: un mese non è pochino per un lavoro del genere? Da lettrice professionista devo dire che sarebbe al limite delle mie capacità, sempre ammettendo di leggere tutto con cura, di argomentare i giudizi in modo decente seppur sintetico   e magari, nel frattempo, di avere una vita.

La questione, comunque, è più estesa. Il problema vero è un altro: siamo certi che un bravo scrittore sia automaticamente anche un bravo valutatore? E soprattutto, in che modo il partecipante di una gara giudicherà i suoi diretti avversari?

Un comunicato dell’iniziativa afferma che:

Si tratta di un’inedita operazione di scouting letterario totalmente affidato alla “moltitudine” dei lettori della rete che sceglieranno i loro scrittori in una sorta di competizione paritaria sottratta ai pregiudizi del mondo editoriale istituzionale, ma anche ai giudizi sempre benevoli degli amici.

Il torneo Io Scrittore vuole realizzare una sinergia virtuosa tra il ruolo dello scrittore e quello del lettore recensore affinché gli scrittori partecipanti siano anche giudici degli altri romanzi attraverso un meccanismo anonimo di valutazione basato su voti e recensioni obbligatorie. Di fatto leggere libri è la premessa per scrivere meglio.

Tralasciamo il fatto che Mauri Spagnol è il secondo gruppo editoriale italiano, e se non sono “mondo editoriale istituzionale” loro, non vedo chi potrebbe esserlo.
Ma in che modo  si dovrebbe realizzare questo “scouting letterario”? Facendo coincidere il controllore con il controllato? Siamo certi che sia questa la “sinergia virtuosa” da augurarsi?

Ci sono delle versioni dei fatti, riferite da alcuni concorrenti (anche della scorsa edizione), che fanno riflettere:

Dal forum di Aspidetr.com:

(…) sulla pagina ufficiale di facebook un partecipante ha ammesso candidamente di aver dato a tutti i suoi incipit un 6 politico… tranne a quelli che davvero trovava ben scritti. A quelli ha dato 1.
Ecco, questo ha confermato i sospetti che avevo fin dall’inizio del concorso. Mi ero infatti detto che la votazione “open source” avrebbe senz’altro portato di queste scorrettezze… non tutti i partecipanti ad un concorso sono leali, e ancora meno pensano che “l’importante sia partecipare”.

Dal forumi di Writersmagazine:

io ho partecipato l’anno scorso e quest’anno ci ritento.
Non è stata una brutta esperienza anche se credo di essere stata penalizzata dal genere che scrivo e anche da un franco tiratore che mi ha affibiato 1 per ragioni completamente inventate!
tutto sommato è stato divertente

Sul forum del WritersDream ci sono alcune considerazioni interessanti anche sul contenuto dei giudizi:

(…) non so proprio cosa pensare. C’è chi ha capito cosa ho scritto ed ha potuto apprezzare, e chi invece nel giudizio dimostra di non aver colto il messaggio.
Ma c’è un comun denominatore… nulla di ciò che mi è stato detto (salva qualche piccola eccezione) mi può servire per migliorare me stesso o il mio scritto.

Sono stato battuto, lo ammetto serenamente e senza rancori, la mia opera non è avidentemente pronta.
Ma attendevo i giudizi appunto per cavar fuori qualche buon consiglio!
Invece mi ritrovo col proverbiale pugno di mosche.
La formula di far valutare gli autori agli autori mi sembra non aver funzionato.
Aspetterò di leggere il vincitore per vedere se ho ragione!

Comunque per quello che mi riguarda i giudizi non mi aiutano per nulla, anzi alcuni (i tre per intenderci) non sono solo ridicoli, ma soprattutto scorretti, con il fine evidente di abbassare la media. Che giudizio è un giudizio di due parole? E cosa devo migliorare in un giudizio che mi dice che il romanzo è “Affascinante,scorrevole e interessante, con una superba descrizione dei luoghi.” e poi mi mette sei? Non so, io sono piuttosto delusa da questa scarsa serietà. Per me sei voleva dire un’altra cosa. E un tre per me si dà a un’opera sgrammaticata, con una trama senza capo né coda.
E io che ho letto e riletto i miei incipit, li ho valutati con attenzione e ho cercato di essere il più obiettiva possibile. Mi dispiace constatare che molte persone non riescono a mettere da parte la competitività, e questo è il grande limite di questo concorso.

I giudizi sono così contrastanti che l’unica cosa che ho capito è che devo sistemare alcune frasi. Fortuna che avevo già il giudizio tecnico e oggettivo di un’agenzia letteraria competente.

Stupisce invece la valutazione della scrittura: ottima, confusa, ricercata, tecnica, sciatta ecc.Tutto e il suo contrario. Mah…

Bisogna dire che la maggior parte delle informazioni e delle impressioni, siano positive o negative, è fornita dagli esclusi. Non mi è capitato di trovare pareri come “ho passato la manche/ho vinto la scorsa edizione, MA…”. E si potrebbe dire che la delusione pesa sui giudizi relativi al concorso.

Tuttavia, ci sono altri fatti che giocano a sfavore della scelta di far giudicare le opere in concorso agli autori stessi che vi partecipano. Ad esempio, c’è chi ha avuto la tentazione di aggirare l’anonimato, cosa facilissima grazie a vari espedienti come metadati di word o messaggi nascosti tra le pagine dei manoscritti, per riconoscere gli autori amici o del proprio forum. E sono emerse sostanziali differenze tra i giudizi dati dai lettori/autori e le duecento opere che hanno passato la prima manche. Sempre dal forum del WD:

Dei miei incipit [come valutatore, N.d.R.] ne è passato uno solo, che non era male ma non era quello a cui avevo dato il voto più alto. Adesso attendo i giudizi

Dei miei ne è passato uno, ma lo avevo valutato appena sufficiente… Quelli cui avevo dato voti alti, nulla!

Potrebbe sembrare che i giudizi dei partecipanti non siano gli unici a venire presi in considerazione. Non ho trovato, nelle pagine ufficiali del concorso, alcuna informazione relativa a una giuria per la prima manche, o a lettori particolari, o a giudizi che non fossero quelli dei partecipanti.

Tuttavia emerge un’altra modalità di esclusione/inclusione, legata alle condizioni del regolamento che vanno rispettate con attenzione e che forse possono essere il motivo della differenza tra i giudizi discordanti sulle opere finaliste. Dal forum di Edizioni XII:

Io credo che l’eleminazione alle manche sia molto pratica: una buona
percentuale si “dimenticherà” di valutare le opere in gara e sarà perciò eliminata
dal turno successivo. Idem per chi non ha seguito il regolamento, fatto che sarà
controllato dagli autori-valutatori stessi.

Non avevo pensato a questo motivo per avere le manche. A pensarci, credo che tu abbia ragione: gia’ dei 3000 iscritti penso che si’ e no 2000 avranno poi compilato tutto a dovere (romanzo nei limiti + incipit + sinossi + romanzo simile… ben quattro cose!) Poi verra’ eliminato qualcun altro perche’ 12 incipit da 30000 caratteri l’uno sono tante, tante parole

Alcuni autori possono essersi ritirati o essere stati esclusi per “inadempienza”, e questo spiegherebbe i dubbi precedenti. Ma qualche domanda rimane:  il giudizio degli autori/lettori è l’unico a venire preso in considerazione? Ci sono dei meccanismi di controllo dei giudizi, o una “seconda passata” che ne verifichi l’attendibilità e che riveda gli incipit delle opere?

Forse queste domande dovrebbero avere una risposta chiara e netta dagli organizzatori del torneo, sia per il bene degli autori che sottopongono le proprie opere ai giudizi, sia per il bene dei lettori che dedicano tempo ed energie e giudicare in modo onesto e obiettivo gli scritti altrui.

L’assenza di una giuria o di garanzie chiare sulle valutazioni pesa, e non poco, sulle opinioni generali riguardo il concorso, e ha portato molti autori a disertare l’edizione di quest’anno. Ci sono forum e pagine dedicate agli esclusi dal torneo come la pagina FaceBook “Io Scrittore la voce degli esclusi“, nella quale, oltre a comprensibili manifestazioni di delusione, ci sono pareri che potrebbero essere condivisibili:

Il problema è sempre lo stesso. Così com’è strutturato il torneo non va bene. Passi il turno solo se hai la fortuna d’incappare in lettori onesti e capaci.

Concordo. Alla giuria democratica dei lettori, per compensare i limiti, devono aggiungere una giuria di qualità, che almeno legga per intero l’incipit … l’anno scorso qualcuno ha emesso giudizi negativi dopo le prime 4 righe perché il racconto non era del “suo ” genere

hai perfettamente ragione, ci vorrebbe una giuria di qualità

A questo si potrebbe comodamente obiettare con il fatto che il regolamento è chiaro e che, se lo si accetta al momento dell’iscrizione, protestare dopo l’eliminazione è quanto meno controproducente.

Ma il problema dei giudizi resta, anche perché il torneo letterario è presentato come (e probabilmente è) un’occasione importante per un autore esordiente, come una possibilità concreta di essere visto e preso in considerazione da un gruppo editoriale importantissimo, tra i primi in Italia.

E proprio per l’importanza del concorso, e per la concretezza di questa possibilità, ci sarebbe da auspicare condizioni diverse per il passaggio dalla prima alla seconda manche, che poi nei fatti è il momento della reale scrematura e della selezione dei “veri” buoni romanzi tra i quali scegliere il migliore.

Una casa editrice, e un gruppo editoriale, è tale non solo perché pubblica e “spinge” meglio i propri titoli, ma anche perché è in grado di proporre al pubblico quelli di qualità e interesse più ampio e di fornire la garanzia di un giudizio dato da professionisti del settore competenti, esperti, onesti (e… assunti e fatti lavorare, magari?).
Il metodo “scrittori-lettori con incipit assegnati dal sistema” sa troppo di scorciatoia per lavorare il meno possibile, come dire, minimo sforzo, massimi risultati in termini di eco, quantità di iscritti e manoscritti e passaparola.
Ma la qualità letteraria ed editoriale richiede qualche sforzo in più, e direi che da un grande gruppo editoriale bisogna aspettarsela e anche pretenderla.

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3 Replies to “Torneo letterario “Io Scrittore””

  1. utente anonimo ha detto:

    Io non partecipo proprio per la questione del – come dire – conflitto di interessi.
    Romanzi potenzialmente ottimi mandati a casa da gente che mette votacci quando legge cose ottime?

    Vale (del WD)

  2. elenaS83 ha detto:

    Oltre ai "franchi tiratori" (come li hanno chiamati su Facebook), mi preoccupo del fatto che uno scrittore, anche se bravo nel suo lavoro, non necessariamente è anche un bravo giudice… Come si può pensare che mille concorrenti siano tutti qualificati per commentare – in veste di giuria – dei romanzi (oltretutto solo dall'incipit…)?

    Non credo abbia tanto senso la motivazione dei banditori, anche se logica (i lettori decidono chi far passare e chi no così come decidono quale autore vende e quale no). E se partecipano mille capre, si pubblicherà una schifezza perché loro hanno deciso così? O_o E la qualità?

  3. utente anonimo ha detto:

    Be', allo stesso modo non è detto che un pessimo scrittore non possa essere un bravo giudice. Forse si punta al fatto che le due facce della stessa medaglia si compensino.
    Sarei propenso a credere però che più facilmente un bravo scrittore sia in grado di valutare quel che legge.
    Altro fatto è inserire nell'equazione la buona o malafede di tutti. Personalmente queste storie da pseudo giurie popolari non mi convincono. Il tutti contro tutti non ha mai portato a nulla di buono. Assomiglia molto al meccanismo del Grande Fratello.

    Alberto

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