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27 gennaio: giorno della memoria

Oggi ricorre la giornata della memoria per non dimenticare l’Olocausto e come gli anni scorsi voglio ricordarlo anche oggi.

Ho letto una poesia molto forte, intensa, di Yehuda Amicai, postata da Booksblog. Eccola qui:

Dopo Auschwitz non c’è teologia:
dai camini del Vaticano si leva fumo bianco,
segno che i cardinali hanno eletto il papa.
Dalle fornaci di Auschwitz si leva fumo nero,
segno che gli dei non hanno ancora deciso di eleggere
il popolo eletto.
Dopo Auschwitz non c’è teologia:
le cifre sugli avambracci dei prigionieri dello sterminio
sono i numeri telefonici di Dio
da cui non c’è risposta
e ora, a uno a uno, non sono più collegati.

Dopo Auschwitz c’è una nuova teologia:
gli ebrei morti nella Shoah
somigliano adesso al loro Dio
che non ha immagine corporea né corpo.
Essi non hanno immagine corporea né corpo.

E ora un’altra poesia:  un componimento di Alena Snykova, una bambina di Terezin, il tristemente famoso luogo di “smistamento” dei bambini destinati allo sterminio:

Vorrei andare sola
dove c’è un’altra gente migliore,
in qualche posto sconosciuto
dove nessuno più uccide.
Ma forse ci andremo in tanti
verso questo sogno,
in mille forse …
e perché non subito?

La bambina è sopravvissuta. Qui la sua e le altre poesie di bambini la cui vita è stata spezzata, insieme a quella di milioni di altre persone, dalla barbara, meschina e umana macchina dello sterminio.

Giornata della memoria: libri per ricordare e non solo


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