menu

La traduzione letteraria, qualche link

Quello del traduttore letterario è un mestiere complesso e delicatissimo, che mette in gioco competenze importanti e che può portare a risultati altrettanto importanti.

Nel mercato italiano c’è una larga abbondanza di titoli tradotti, con buona pace di chi vorrebbe dare più spazio agli italiani (e forse dimentica che, in fondo, c’è spazio per tutti). A rigor di logica, dunque, si potrebbe pensare che quello del traduttore lettario sia un lavoro che non conosce difficoltà.

E invece è il contrario, almeno a leggere questa petizione intitolata “Un aiuto alla traduzione è un aiuto alle idee“. Una richiesta d’aiuto alle istituzioni, per sostenere le traduzioni e i traduttori:

istituendo un fondo nazionale che sostenga le traduzioni verso l’italiano e il lavoro dei traduttori editoriali.

Cosa dire? Una richiesta intelligente che chiama in causa i doveri più alti delle istituzioni culturali. Proprio nei giorni in cui esce fuori l’ennesimo scandalo legato a ruberie di chi le istutizioni dovrebbe rappresentarle, invece le sfrutta:

Verdini, insieme a 24 persone, è indagato per truffa aggravata allo Stato circa contributi pubblici per testate giornalistiche dal 2002 al 2012. È di oltre 22 milioni di euro la truffa perpetrata ai danni dello Stato dal Gruppo editoriale facente capo all’on. Denis Verdini (Pdl), secondo quanto ricostruito dalla Procura di Firenze.

Quante belle traduzioni si potrebbero sostenere con ventidue milioni di euro? E quanti altri milioni “per l’editoria” non arrivano ai loro naturali destinatari, ma vengono intercettati da fogliettini e giornalacci di partito?

Il mestiere del traduttore, poi, implica la capacità e la disponibilità a mettersi in discussione e a servire il testo. Ne parla, con la voce dei traduttori stessi, un bellissimo saggio edito qualche anno fa dalla (scomparsa?) Azimut:

Ogni traduttore racconta il proprio vissuto relativo a una specifica traduzione e l’impostazione “pragmatica” porta a parlare del proprio lavoro, ma anche del romanzo tradotto, spesso dell’autore, della casa editrice committente con i suoi redattori, editori e tempistiche.

Continua a leggere la recensione: “Il mestiere di riflettere”

Di traduzione ha parlato Patrick Boylan per Venti Nodi, in una trattazione appassionata e approfondita del concetto di comunicazione interculturale e traduzione di identità.

Così scopriamo ad un tratto di provare emozioni che pensavamo sì di capire ma mai così, di interpretare il mondo in maniera totalmente nuova, di volere cose che altrimenti non avremmo mai desiderato.  Insomma, subiamo un cambiamento marcato nei nostri stati affettivi, cognitivi e soprattutto volitivi.

In letteratura, la traduzione di un testo è di importanza centrale, perché non si tratta solo di “cambiare lingua” ma di rendere comprensibile al pubblico di una certa cultura il vissuto che appartiene a un’altra cultura, di condurre e veicolare il senso, oltre che le forme.

Esistono poi realtà che non solo traducono, ma “portano” nel vero senso della parola un testo ai suoi lettori e “riportano” alla luce ricchezze che potrebbero altrimenti perdersi. Una di queste è il progetto de I Dragomanni, che unisce competenze linguistiche a un senso di intraprendenza che ammiro molto. Questa comunità di traduttori vuole:

curare, rivedere e pubblicare in forma di ebook traduzioni di testi fuori diritti, oppure di testi contemporanei i cui diritti per la lingua italiana sono stati ceduti al traduttore.
Fra gli obiettivi di questa “(non) casa editrice dei traduttori”, oltre a quello di far conoscere (o ri-conoscere) determinati testi – che saranno ricchi di apparati: introduzioni, annotazioni, nota finale – vi è quello di contribuire in maniera originale al difficile e importante discorso sulla visibilità dei traduttori.

I traduttori quindi diventano anche il canale attraverso il quale i testi sono pubblicati: gestiscono presonalmente la vendita delle loro traduzioni con un catalogo (ancora) ristretto e dei prezzi assolutamente concorrenziali.

Che altro dire? Traduttori di tutto il mondo, unitevi e… resistete! La letteratura – e il mondo! – ha bisogno di voi.

 

 

 

 

Condividi il post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *