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Scrivere: come liberare la creatività

Dopo qualche nota sull’importanza della scaletta, il mese scorso abbiamo affrontato l’argomento della pianificazione prima della scrittura.
È molto importante investire del tempo in un lavoro preliminare di selezione e organizzazione delle idee creative, perché ci dà alcuni vantaggi:

  • Ci abitua a strutturare le idee e a tradurle meglio e più rapidamente in narrazione, cosa indispensabile a una scrittura professionale.
  • Corollario della precedente, ci allena all’efficienza e all’azione.
  • Ci consente di capire quali idee sviluppare e quali lasciare nel cassetto, perché al momento ci porterebbero fuori strada o perché magari non è ancora il momento di usarle. Questo è vitale se scriviamo per un concorso letterario.
  • Ci consente di sfruttare al meglio il momento immediatamente successivo: quello della creazione letteraria.

Proprio di questo vorrei parlarti oggi.

La parola “creazione” è un termine forse un po’ vago: si crea anche quando si pianifica.
Ma il vero atto creativo è quello in cui ci sediamo alla nostra scrivania e diamo modo alle parole che sono in noi di dispiegarsi: in questo momento magico possiamo dare alle nostre idee la nostra voce, rendendole opera letteraria.

La creazione è inoltre la fase del lavoro più oscura e meno misurabile, nella quale oguno di noi mette la propria particolare indole. Non c’è una scrittura uguale a un’altra e questo perché la creatività ha in comune un fatto importante: scaturisce direttamente dal nostro subconscio più profondo .

Ti sembrerà un paradosso: ma proprio per questo motivo la creatività è aiutata dalla più accurata pianificazione.

Il segreto sta nella consequenzialità: rispettiamo delle fasi che non vanno assolutamente confuse perché il tutto funzioni.

Quando pianifichiamo, usiamo la nostra mente razionale, che decide (sempre aiutata dal nostro gusto e dalla nostra indole, comunque) che è meglio mettere una scena prima di un’altra, o che un personaggio ha una determinata funzione e quindi non un’altra.
L’intelletto definisce, include e quindi esclude e attribuisce delle caratteristiche. E mentre fai questo, la tua parte più istintiva e profonda  è lì in ascolto: mentre elabori, stai contemporaneamente dando istruzioni al tuo cervello, che è un perfetto esecutore.

Questo fa sì che, al momento della creazione, tu non sia costretto a entrare e uscire costantemente dallo splendido flusso di parole che ti viene alla mente, per chiederti: ora che succede? Questo lo dico adesso o lo dico dopo? Questo dove lo metto?
O peggio ancora: e adesso?

Sai già dove devi andare, giusto? Per cui puoi dare tutto lo spazio che vuoi al tuo subconscio. Stai all’interno della utile griglia pianificata, che comunque non è mai assoluta e nel caso di rivelazioni in itinere può benissimo cambiare. E puoi andare completamente a briglia sciolta senza temere di perderti. In questo modo scriverai più pagine, fermandoti di meno, e l’esperienza della scrittura in sé sarà più appagante e intensa.

Perché ciò accada, è meglio fare alcune cose, prima e durante la scrittura.
Bisogna che la tua pianificazione abbia delle caratteristiche precise.
E sarebbe meglio che, mentre scrivi e crei, tu faccia alcune cose specifiche.

Ne parleremo nei prossimi post.

Nel frattempo: pensi che ciò che ho scritto possa servirti? Hai mai sperimentato un lavoro in queste fasi? Hai un metodo diverso, magari con qualche fase in più o diversa?

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One Reply to “Scrivere: come liberare la creatività”

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