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Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia

Il 20 novembre è la Giornata dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ovvero la Giornata dei Diritti del Fanciullo approvata dall’ONU il 20 novembre 1989 a New York e ratificata dall’Italia con legge 176/1991.

Noi di Studio83 siamo qui a proporvi qualche spunto libresco in tema per riflettere sul valore dell’essere bambini, e sulla possibilità dell’esserlo oggi.

Il primo, doveroso link: la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo dal sito dell’ONU Italia.

La casa editrice Terre di Mezzo per questa occasione fa uscire il libro “Cambia Vita!”

Storie di liberazione con il progetto ViraVida: i racconti in prima persona dei ragazzini che sono riusciti a lasciare la strada per costruirsi un futuro più luminoso.

Un argomento sicuramente duro ed “estremo” (forunatamente per noi, per molti altri purtroppo è triste norma) ma con una cornice positiva dedicata al riscatto, a un nuovo inizio, alla speranza di una vita felice che passa anche attraverso l’istruzione e la comunione umana.

Dal Settimo Principio della Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo:

Il fanciullo ha diritto a una educazione che almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatoria.

Parlando di istruzione, infatti, possiamo ricordare che ce n’è sempre bisogno, anche qui da noi. E che la comunione umana e la gioia di imparare si insegnano ai piccoli per prima cosa in famiglia e con l’esempio di esperienze felici fatte insieme: la lettura ad alta voce è senza dubbio una delle più belle!

La vostra voce è magia per il bambino.
Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età è una attività coinvolgente: rafforza la relazione adulto bambino ed è la singola attività più importante che i genitori possano fare per preparare il bambino alla scuola.

Tratto da “Nati per Leggere”, dove è presente anche qualche consiglio utile per rendere la lettura insieme ancora più speciale.
Ovviamente, ogni età ha il suo libro: se i più piccoli ameranno libri con poche paroline, onomatopee o storie semplici (quelli di Altan sono meravigliosi), già verso i tre anni si possono inserire storie più articolate e personaggi riconoscibili. A quattro anni mia figlia sa a memoria diversi libretti e la sua attività ora è rileggerli a me, e poi permettermi (bontà sua) di aggiungere a ogni pagina dettagli o precisazioni per poi costruire insieme discorsi e commenti in quantità.

Il “nostro” primo libro

Queste attività fatte insieme, inoltre, sviluppano un muscolo potentissimo di cui abbiamo tanto parlato: la creatività!
Una buona abitudine di lettura porta più facilmente a esperienze di scrittura piacevoli. Un post dal blog di Lulu.com ci ricorda che “Non è mai troppo presto per diventare autori“!


“Dici: è faticoso frequentare i bambini.
Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l’aspetto più faticoso.
E’ piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi, fino all’altezza dei loro sentimenti.
Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi.
Per non ferirli”
di Janusz Korczac

 

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