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Leggere (e scrivere!) libri in Italia

La creativa Annamaria Testa (dato un’occhiata a Nuovo e Utile, il suo sito ricco di spunti sulla creatività) scrive un pezzo breve ma incisivo sulla situazione dell’editoria italiana in relazione ai dati sulla lettura.
Contiene molti link e una visione chiara:

Ho il sospetto che qui da noi la situazione sia così tragica che, per modificarla in modo sostanziale, già potrebbero bastare un po’ di buonsenso e di buona volontà, la rinuncia a velarsi di panni catastrofisti, tanto nobili e seducenti quanto inconcludenti, e il coraggio di ripartire dalle piccole cose.

Noi siamo perfettamente d’accordo e lo dimostriamo con il nostro lavoro con gli autori esordienti, che affianchiamo nello scrivere, spingiamo a leggere, incoraggiamo a sognare.

Tra blog e post e opinionisti e forumisti tutti d’accordo a storcere il naso, a dileggiare gli scrittori, a vilipendere il mondaccio brutto e cattivo dell’editoria (di cui loro stessi fanno o vogliono far parte), a dire ai giovani di rinunciare e agli emergenti “tu non sei uno scrittore, tutt’al più uno scrivente”… noi diciamo altro. Siamo altro.

Occuparsi di scrittura è un modo diverso per iniziare a credere nel potere della letteratura. Sognare il proprio successo e adoperarsi per perseguirlo è una strada valida e reale per interessarsi di dinamiche culturali. Una porta inusuale, ma che non ha senso chiudere a priori.

Al momento il settore non aiuta, anzi: in generale, accompagna la strada della “matricola” con scarsa empatia, per non dire aperta manifestazione di antipatia.
Ecco quindi che gli italiani leggono poco e scrivono tanto, che gli scrittori che pagano la pubblicazione sono sempre dei vanitosi e dei presuntuosi, che chi non pubblica con editori “seri” (che vuol dire?) non è uno scrittore, tutt’al più uno “scrivente”.
Attenzione alle trappole che un tempo erano critiche nate dal buon senso, ma sono ormai un vero e proprio malcostume intellettuale di cui ci si deve liberare, per rimettere in gioco energie e contribuire insieme al bene comune…

(da: Porte aperte agli esordienti, in Venti Nodi 2)

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One Reply to “Leggere (e scrivere!) libri in Italia”

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